John Grisham.
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L'AVVOCATO DEGLI INNOCENTI.
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Titolo originale: The Guardians.
Traduzione di: Luca Fusari e Sara Prencipe.
2019. Mondadori Libri, MILANO.
ISBN 978-88-04-71976-2.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Presentazione.
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Sono passati pi di ventidue anni da quando Quincy Miller, un giovane di colore,  stato arrestato dalla polizia della cittadina di Seabrook, in Florida, con l'accusa di aver ucciso l'avvocato Keith Russo, di cui era stato cliente. Quincy viene frettolosamente processato sulla base di testimonianze e prove poco attendibili e di un movente poco credibile. Ciononostante viene condannato all'ergastolo.
Per tutto il tempo l'uomo si professa innocente senza venire mai ascoltato da nessuno, fino al giorno in cui, disperato, scrive una lettera alla Guardian Ministries, i
"padri guardiani", una fondazione no profit che si occupa di dimostrare l'innocenza dei propri assistiti salvandoli dalla pena di morte.
Cullen Post  a capo di questa piccola e agguerrita organizzazione, ha all'attivo otto casi risolti e una storia personale sui generis: quando era un giovane avvocato alle prime armi e pieno di ideali, era rimasto fortemente deluso dal sistema giudiziario e dopo una profonda crisi aveva deciso di diventare pastore episcopale, per dedicarsi poi anima e corpo a combattere le condanne ingiuste ed assistere gratuitamente solo clienti dimenticati dal sistema.
Accettando di dimostrare l'innocenza di Quincy Miller, strappandolo all'ergastolo, Cullen deve partire alla ricerca dei vecchi testimoni e smontare le false prove che erano state prodotte, mettendo a rischio la sua vita. Perch il suo cliente  stato incastrato da criminali senza scrupoli che non vogliono certo che lui esca vivo dalla prigione. Hanno gi ucciso un avvocato ventidue anni prima e possono benissimo eliminarne un altro senza pensarci due volte.
Corruzione, abuso di potere ed errore giudiziario sono gli elementi portanti di questo nuovo legal thriller scritto da John Grisham con impeccabile maestria e con
un ritmo incalzante.
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L'AUTORE.
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John Grisham  autore di trentatr romanzi, un saggio, una raccolta di racconti e sei romanzi per ragazzi, tutti bestseller editi da Mondadori. Le sue opere sono tradotte in quarantaquattro lingue. Vive in Virginia e in Mississippi.
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L'AVVOCATO DEGLI INNOCENTI.
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Questo libro  un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore ed hanno lo scopo di conferire veridicit alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse,  assolutamente casuale.
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A James McCloskey, "lo Scagionatore".
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1.
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Duke Russell non  colpevole dei crimini indicibili per cui  stato
condannato; tuttavia, tra un'ora e quarantaquattro minuti 
prevista la sua esecuzione. Come accade sempre durante queste
notti terribili, l'orologio sembra ticchettare pi in fretta a mano
a mano che l'ora finale si avvicina. Mi  capitato di vivere due
di questi conti alla rovescia, in altri Stati. Uno si  concluso e il
mio uomo ha proferito le sue ultime parole. L'altro  stato annullato
per un miracolo in extremis.
Ticchetti quanto vuole: non accadr, non stanotte. Forse un
giorno chi governa l'Alabama riuscir a servire a Duke l'ultimo
pasto prima di infilargli un ago in vena, ma non stanotte.
Russell  nel braccio della morte solo da nove anni, e nel suo
Stato la media  di quindici. Talvolta anche venti. Da qualche
parte, sulle scrivanie dell'Undicesimo tribunale d'appello di
Atlanta, sta rimbalzando un ricorso, e quando finir su quella
giusta l'esecuzione sar sospesa entro un'ora. Duke torner
agli orrori dell'isolamento in carcere e morir un altro giorno.
 mio cliente da quattro anni. La squadra che lo segue annovera
un gigantesco studio di Chicago che gli ha dedicato migliaia
di ore pro bono e un gruppo contro la pena capitale di
Birmingham molto oberato di lavoro. Quattro anni fa, quando
mi sono convinto che Duke era innocente, ho accettato di essere
il loro uomo di punta. Al momento seguo cinque casi: tutti
errori giudiziari, almeno per come la vedo io.
Ho guardato uno dei miei clienti morire. Credo ancora che
fosse innocente, ma non sono riuscito a dimostrarlo in tempo.
Uno  sufficiente.
Per la terza volta nella giornata di oggi entro nel braccio della
morte dello Stato dell'Alabama e mi fermo davanti al metal
detector dell'ingresso principale, dove due guardie accigliate
proteggono il loro territorio. Uno regge un blocco per appunti
e mi fissa come se dalla mia ultima visita, due ore fa, avesse
dimenticato come mi chiamo.
Post, Cullen Post dico allo zuccone. Sono qui per Duke
Russell.
Scorre in fretta i fogli sul suo blocco come se contenessero informazioni
di vitale importanza, trova quello che cercava e fa
un cenno in direzione di una vaschetta di plastica sopra un nastro
trasportatore. Ci metto dentro la ventiquattrore e il cellulare,
come poco fa.
Orologio e cintura? chiedo in tono saccente.
No si sforza di borbottare lui. Attraverso il metal detector,
risulto a posto, e ancora una volta un avvocato che deve dimostrare
l'innocenza del suo cliente riesce a entrare nel braccio
della morte disarmato. Agguanto ventiquattrore e cellulare e
seguo l'altra guardia lungo un corridoio spoglio fino a una parete
di sbarre. La guardia annuisce, la serratura gira con uno
scatto metallico, la porta si apre. L'uomo percorre un altro corridoio,
trascinandosi dentro le viscere del triste edificio. Dietro
l'angolo, un gruppetto di uomini mi aspetta davanti a una porta
d'acciaio senza aperture. Quattro sono in divisa, due in giacca
e cravatta. Uno di questi  il direttore.
Mi guarda con aria tetra venendomi incontro. Ha un minuto?
Solo uno rispondo. Ci allontaniamo per parlare in privato.
Non  cattivo, fa soltanto il suo lavoro, ma per lui  una novit,
non ha mai dovuto gestire un'esecuzione. Per  anche il
nemico e, qualsiasi cosa voglia da me, non la avr.
Per parlare mi si avvicina molto, neanche fossimo vecchi amici.
Che gliene sembra? sussurra.
Mi guardo attorno come per valutare la situazione. Diamine,
non lo so. Mi pare che sia un'esecuzione.
Insomma, Post. I nostri avvocati dicono che si fa.
I vostri avvocati sono degli idioti. Ne abbiamo gi parlato.
Quante sono le probabilit in questo momento?
Cinquanta e cinquanta mento.
La mia risposta lo confonde, non sa bene come continuare.
Vorrei vedere il mio cliente aggiungo.
Certo dice a voce pi alta, come se fosse frustrato. Non pu
farsi vedere mentre collabora con me, perci se ne va come una
furia. I secondini fanno un passo indietro e uno di loro apre la
porta.
Dentro la "stanza della morte", Duke  disteso su una branda
ad occhi chiusi. Per le feste, il regolamento gli concede un piccolo
televisore a colori in modo che possa guardare quello che
vuole. L'audio  azzerato, il notiziario mostra immagini aeree
di enormi incendi nell'Ovest. Il suo conto alla rovescia non 
una storia di interesse nazionale.
Al momento dell'esecuzione, ogni Stato che applica la pena
di morte ha i suoi stupidi rituali, tutti pensati per creare il maggior
effetto tragico possibile. Qui permettono incontri con i familiari
in una grande sala apposita. Alle dieci di sera trasferiscono
il condannato nella cosiddetta stanza della morte, che sta
accanto alla sala delle esecuzioni in cui verr ucciso. Qui l'ingresso
 consentito soltanto a un cappellano e a un avvocato.
L'ultimo pasto viene servito verso le dieci e mezza, e il condannato
pu ordinare quello che vuole, tranne le bevande alcoliche.
Come stai? chiedo mentre lui si tira su e sorride.
Mai stato meglio. Novit?
Non ancora, ma sono ottimista. Presto dovremmo sapere
qualcosa.
Duke ha trentotto anni,  bianco, e prima di essere arrestato
per stupro e omicidio sulla sua fedina penale c'erano solo multe
per guida in stato di ebbrezza e una serie di eccessi di velocit.
Niente violenza, di nessun tipo. Da ragazzo gli piacevano
le feste ed era un casinista, ma dopo nove anni in isolamento si
 decisamente dato una calmata. Il mio compito  farlo uscire,
il che al momento sembra una follia.
Prendo il telecomando e sintonizzo la tiv su un canale di
Birmingham, ma non alzo il volume.
Sembri molto fiducioso commenta.
Posso permettermelo. Non sono io che mi becco l'ago nel
braccio.
Che simpaticone che sei, Post.
Rilssati, Duke.
Prego? Lascia ciondolare i piedi gi dalla branda e sorride
di nuovo. In realt sembra davvero rilassato, considerate le circostanze.
Fa una risata. Te lo ricordi Lucky Skelton?
No.
Alla fine l'hanno fatto fuori, pi o meno cinque anni fa, ma
prima gli hanno servito tre ultime cene.  arrivato in fondo alla
passerella tre volte prima che lo spingessero per davvero.
Pizza con salsiccia e una Coca alla ciliegia.
E tu cos'hai ordinato?
Bistecca e patatine fritte, con sei lattine di birra.
Sulla birra non ci conterei.
Mi farai uscire di qui, Post?
Non stanotte, ma ci sto lavorando.
Se esco vado dritto in un bar a bere birra ghiacciata finch
non svengo.
E io ti accompagno. Ecco il governatore. Compare sullo
schermo e io alzo il volume.
Ha di fronte una sfilza di microfoni, le telecamere lo illuminano
a giorno. Abito scuro, cravatta a motivo cachemire, camicia
bianca, capelli tinti e immobilizzati dal gel. Un manifesto
elettorale ambulante. Afflitto il giusto, dichiara: "Ho esaminato
attentamente il caso di Mr Russell e ne ho discusso a lungo
con i miei investigatori. Ho anche incontrato la famiglia di
Emily Broone, la vittima dei crimini di Russell, e la famiglia 
fortemente contraria alla clemenza. Dopo aver preso in considerazione
ogni aspetto di questo caso, ho deciso di confermare
la condanna. L'ordinanza del tribunale rimane valida e l'esecuzione
va avanti. Il popolo si  espresso. La richiesta di grazia
per Mr Russell  perci respinta". Lo annuncia in tono altamente
drammatico, poi fa un inchino e si allontana lentamente dalle
telecamere, completando la sua grande esibizione. Lo spettacolo
 finito. Tre giorni fa ha trovato il tempo di concedermi
udienza per quindici minuti, dopo i quali ha discusso del nostro
incontro "privato" con i suoi reporter preferiti.
Se la sua analisi fosse stata davvero approfondita, saprebbe
che Duke Russell non ha niente a che fare con lo stupro e l'omicidio
di Emily Broone, commessi undici anni fa. Tolgo di nuovo
l'audio. Ce l'aspettavamo commento.
Ha mai concesso la grazia? chiede Duke.
Ovviamente no.
Qualcuno bussa forte e la porta si spalanca. Entrano due secondini,
uno spinge il carrello con l'ultimo pasto. Lo lasciano
l e se ne vanno. Duke fissa la bistecca, le patatine ed una fetta di
torta al cioccolato piuttosto sottile. Niente birra nota.
Goditi il tuo t freddo.
Lui si siede sulla branda e comincia a mangiare. Il cibo ha un
odore delizioso e mi fa venire in mente che sono a digiuno da
almeno ventiquattr'ore. Vuoi una patatina? domanda Duke.
No, grazie.
Non riesco a mangiarle tutte. Non ho molto appetito,
chiss perch.
Com' andata con tua mamma?
Si infila in bocca un grosso pezzo di carne e mastica lentamente.
Non benissimo, come puoi immaginare. Lacrime a fiumi.
 stato tremendo.
Il cellulare nel taschino comincia a vibrare e lo tiro fuori. Guardo
il display e commento: Ci siamo. Sorrido a Duke e rispondo.
 l'assistente giudiziario dell'Undicesimo tribunale d'appello,
un tizio che conosco abbastanza bene: mi informa che il
suo capo ha appena firmato l'ordinanza che rinvia l'esecuzione,
perch  necessario pi tempo per stabilire se Duke Russell
abbia ricevuto un processo equo. Gli chiedo quando sar annunciato
il rinvio e lui risponde: Immediatamente.
Guardo il mio cliente. Hai ottenuto un rinvio. Niente ago,
per stanotte. Quanto ci metti a finire la bistecca?
Cinque minuti dice con un gran sorriso mentre taglia un
altro pezzo di carne.
Mi dai dieci minuti? chiedo all'assistente al telefono. Il mio
cliente vorrebbe finire il suo ultimo pasto. Trattiamo un po', alla
fine concordiamo sette minuti. Ringrazio, chiudo la chiamata e
digito un altro numero. Mangia in fretta dico a Duke. Improvvisamente
ha ritrovato l'appetito ed  felice come una pasqua.
L'architetto dell'ingiusta condanna di Duke  Chad Falwright,
un pubblico ministero di provincia. In questo momento sta
aspettando nell'edificio amministrativo del carcere, a meno di
un chilometro da qui, pronto per il momento pi glorioso della
sua carriera.  convinto che alle undici e mezza lo faranno
salire su un furgoncino della prigione insieme alla famiglia di
Emily Broone e allo sceriffo locale, per portarli al braccio della
morte dove li condurranno in uno stanzino con un'ampia vetrata
coperta da una tenda. Una volta l, pensa Chad, aspetteranno
il momento in cui Duke verr legato alla barella con gli
aghi nel braccio e la tenda si aprir come un sipario.
Per un pubblico ministero, non esiste maggiore gratificazione
che assistere a un'esecuzione di cui  responsabile.
A Chad, per, quest'emozione verr negata. Digito il suo numero
e lui risponde subito. Sono Post dico. Sono nel braccio
della morte ed ho brutte notizie. L'Undicesimo tribunale d'appello
ha appena concesso il rinvio. Sembra che dovrai tornare
strisciando a Verona con la coda tra le gambe.
Lui balbetta e riesce a dire soltanto: Che diamine significa....
Hai capito bene, Chad. La tua condanna fasulla sta andando
a rotoli e non arriverai mai pi vicino di cos a fare lo scalpo
a Duke, anche se, ammetto, ci sei quasi riuscito. L'Undicesimo
tribunale d'appello nutre dubbi sul semplice fatto che sia
stato un processo equo, perci lo rimanda al mittente, Chad. Mi
spiace rovinarti il grande momento.
 uno scherzo, Post?
Come no. Sapessi che grasse risate, nel braccio della morte.
Te la sei spassata a chiacchierare con i giornalisti tutto il giorno,
adesso spassatela con questo. Dire che lo disprezzo sarebbe
un pallido eufemismo.
Termino la chiamata e guardo Duke che sta ancora banchettando.
Puoi chiamarmi mia madre? mi chiede a bocca piena.
No, qui dentro solo gli avvocati possono usare il cellulare,
ma lo sapr presto. Sbrgati. Lui manda gi il boccone con un
sorso di t ed attacca la torta al cioccolato. Prendo il telecomando
e rimetto l'audio. Mentre Duke lucida il piatto, da qualche
parte davanti alla prigione compare un giornalista trafelato e
dichiara balbettando che  stato concesso un rinvio. Sembra frastornato
e confuso, attorno a lui regna il caos.
Dopo pochi secondi un colpo secco alla porta annuncia l'ingresso
del direttore, che vede il televisore acceso e commenta:
Immagino abbiate sentito.
S, direttore, ci spiace rovinarle la festa. Dica ai suoi ragazzi
di rompere le righe e per favore mi chiami il furgone.
Duke si pulisce la bocca con una manica, comincia a ridere ed
aggiunge: Non sia cos deluso, direttore.
No, a dire il vero sono sollevato replica lui, ma la realt 
palese. Anche lui ha trascorso la giornata a parlare con i giornalisti
e a godersi la ribalta. All'improvviso per, dopo l'emozione
di aver scansato tutti i difensori,  inciampato davanti
alla linea di meta.
Vado dico a Duke stringendogli la mano.
Grazie, Post.
Ci sentiamo. Mentre esco, mi rivolgo al direttore: Per favore,
mi saluti il governatore.
Mi accompagnano fuori dall'edificio, dove l'aria  pungente
e d alla testa. Un secondino mi scorta fino a un furgone anonimo,
pochi metri pi in l. Salgo e lui chiude la portiera. Al
cancello principale dico all'autista.
Mentre attraverso la struttura del carcere William C. Holman,
mi sento travolgere dalla fame e dalla stanchezza. E dal sollievo.
Chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo e mi concentro
sul miracolo: Duke vivr un giorno in pi. Per adesso gli ho salvato
la vita. Garantirgli la libert richieder un altro miracolo.
Per motivi noti soltanto a chi dirige il carcere, nelle ultime
cinque ore tutti i detenuti sono stati trattenuti nelle loro celle,
come a evitare il rischio che organizzassero una rivolta furiosa
in stile presa della Bastiglia e assaltassero il braccio della
morte per salvare Duke. Adesso sta tornando la normalit, l'emozione
 passata. Gli uomini in pi venuti a mantenere l'ordine
se ne stanno andando, e io non desidero altro che allontanarmi
da qui. Mi lasciano in un piazzale accanto al cancello
d'ingresso, dove le troupe stanno smontando le apparecchiature
per andare a casa. Ringrazio l'autista, salgo sul mio piccolo
SUV Ford e mi allontano in fretta. Dopo due o tre chilometri
mi fermo davanti a un emporio chiuso lungo l'autostrada per
fare una telefonata.
Si chiama Mark Carter. Maschio bianco, trentacinque anni,
vive in una casetta in affitto nella cittadina di Bayliss, a una
quindicina di chilometri da Verona. Tra i miei documenti ho
alcune foto della sua casa, del suo pick-up e della sua attuale
convivente. Undici anni fa, Carter ha stuprato e ucciso Emily
Broone, e adesso non mi resta che dimostrarlo.
S un telefono usa e getta digito il suo numero di cellulare,
un numero che non dovrei avere. Pronto risponde dopo cinque
squilli.
Parlo con Mark Carter?
Chi ?
Tu non mi conosci, Carter, ma chiamo dalla prigione. Duke
Russell ha appena avuto un rinvio, e mi spiace informarti che
il caso non  ancora chiuso. Stai guardando la tiv?
Chi parla?
Ma certo che la stai guardando, con il tuo culo grasso sul divano,
accanto alla tua ragazza grassa, a sperare e pregare che
finalmente lo Stato uccida Duke per un crimine commesso da
te. Sei uno stronzo, Carter, a volerlo lasciar morire per qualcosa
che hai fatto tu. Vigliacco.
Vieni a dirmelo in faccia.
Oh, lo far, Carter, un giorno, in tribunale. Trover le prove
e tra poco Duke uscir. Tu prenderai il suo posto. Sto arrivando,
Carter.
Termino la chiamata prima che lui possa aggiungere altro.
...
2.

Siccome la benzina costa un po' meno dei motel a buon mercato,
passo molto tempo a guidare su strade isolate nelle ore notturne.
Al solito mi dico che dormir poi, come se dietro l'angolo
mi stesse aspettando una lunga ibernazione. La verit 
che faccio parecchi sonnellini ma dormo di rado, e non penso
che le cose cambieranno. Mi sono accollato il fardello di salvare
uomini innocenti che marciscono in carcere mentre stupratori
e assassini se ne vanno in giro liberi.
Duke Russell  stato condannato in una cittadina rurale di
provincia dove met della giuria sapeva a malapena leggere e
si  lasciata facilmente sviare da due esperti boriosi e impostori
messi sul banco dei testimoni da Chad Falwright. Il primo
era un dentista in pensione di una piccola citt del Wyoming, e
come sia finito a Verona, in Alabama,  un'altra storia. Con aria
autorevole e solenne, un bell'abito e un notevole vocabolario ha
testimoniato che i tre segni sulle braccia di Emily Broone erano
stati inflitti dai denti di Duke. Questo pagliaccio si guadagna
da vivere testimoniando in tutto il paese, sempre per processi
penali e in cambio di belle cifre, e nella sua mente contorta uno
stupro non  poi cos violento se lo stupratore non riesce a mordere
la vittima abbastanza forte da lasciarle i segni.
Una teoria cos assurda e ridicola avrebbe dovuto essere sottoposta
ad un controinterrogatorio, ma l'avvocato di Duke o era
ubriaco o stava facendo un pisolino.
Il secondo esperto arrivava dalla Scientifica dello Stato. La
sua area di competenza era, ed  ancora, l'analisi tricologica.
Sul corpo di Emily Broone sono stati trovati sette peli pubici, e
questo tizio ha convinto la giuria che appartenevano a Duke.
Invece no.  probabile che siano di Mark Carter, ma non ne abbiamo
la certezza. Non ancora. I bifolchi locali incaricati dell'indagine
non hanno dato molto peso al sospetto che Carter fosse
coinvolto nel crimine, sebbene sia l'ultima persona vista con
Emily la sera in cui  scomparsa.
Le impronte dei denti e l'analisi tricologica sono strumenti
ormai screditati nella maggior parte delle giurisdizioni pi progredite.
Appartengono entrambi a quella sfera del sapere penosa
e dai confini incerti che gli avvocati difensori hanno scherzosamente
ribattezzato "scienza spazzatura". Dio solo sa quanti
innocenti stanno scontando lunghe condanne a causa di esperti
incapaci e delle loro infondate teorie di colpevolezza.
Qualunque avvocato difensore degno di tal nome avrebbe
dedicato un bel po' di tempo a controinterrogare i due esperti,
ma il legale di Duke non valeva i tremila dollari che gli dava lo
Stato. Di fatto non ne valeva neanche uno. Aveva pochissima
esperienza in campo penale, in aula puzzava d'alcol, era spaventosamente
impreparato e convinto che il suo cliente fosse
colpevole; dopo il processo  stato fermato tre volte per guida in
stato d'ebbrezza e radiato dall'albo, e infine  morto di cirrosi.
A me tocca raccogliere i cocci e trovare giustizia.
Ma nessuno mi ha obbligato a seguire questo caso. Come
sempre, mi sono offerto volontario.
Sono sull'interstatale in direzione Montgomery e ho ancora
due ore e mezza di viaggio, tempo per riflettere e pianificare.
Se mi fermassi in un motel non riuscirei comunque a dormire.
Sono cos adrenalinico per il miracolo dell'ultimo minuto che
devo inventarmi qualcosa. Invio un messaggio all'assistente
giudiziario di Atlanta per ringraziarlo. E uno al mio capo, che
star dormendo, spero.
Si chiama Vicki Gourley e dirige il piccolo ufficio della nostra
fondazione nella parte vecchia di Savannah. L'ha creata dodici
anni fa, mettendoci i soldi di tasca propria. Vicki  una cristiana
devota, convinta che il suo lavoro derivi direttamente dal Vangelo,
ecco perch ha chiamato la fondazione Guardian Ministries,
"padri guardiani". Ges ha detto di non dimenticare i detenuti.
Vicki non dedica molto tempo a girare per le prigioni, ma lavora
quindici ore al giorno nel tentativo di liberare gli innocenti. Diversi
anni fa fece parte della giuria che condann a morte un
ragazzo accusato di omicidio. Due anni dopo salt fuori che si
trattava di una sentenza ingiusta. Il pubblico ministero aveva
fatto sparire le prove a favore dell'assoluzione e strappato una
falsa deposizione a un carcerato spione. La polizia aveva disseminato
prove false e mentito alla giuria. Quando il vero assassino
venne identificato, grazie al DNA, Vicki vendette la sua
impresa di pavimentazione ai nipoti e con il denaro incassato
fond la Guardian Ministries.
Io sono stato il suo primo dipendente; adesso ne abbiamo
un'altra.
Collaboriamo anche con un libero professionista di nome
Franois Tatum, un quarantacinquenne nero che da adolescente
si  reso conto che nelle campagne della Georgia la vita  pi
semplice se ti fai chiamare Frankie invece di Franois. Pare che
sua madre fosse di origini haitiane e avesse dato ai figli nomi
francesi, nessuno dei quali era comune in quell'isolato angolino
di mondo anglofono.
Frankie  stato il primo innocente che ho fatto scagionare.
Quando l'ho conosciuto stava scontando l'ergastolo in Georgia
per un omicidio commesso da qualcun altro. All'epoca ero
pastore episcopale in una chiesetta di Savannah. Gestivamo un
programma di assistenza religiosa in carcere,  cos che mi sono
imbattuto in lui. Non parlava d'altro che della sua innocenza.
Era brillante ed estremamente colto, e in carcere aveva studiato
a fondo la legge. Dopo due visite mi aveva gi convinto.
Durante la prima fase della mia carriera legale avevo difeso
persone che non si potevano permettere un avvocato. Avevo
centinaia di clienti e sono arrivato in fretta al punto in cui
davo per scontato che fossero tutti colpevoli. Non mi ero mai
fermato neanche per un momento a considerare come se la passa
chi subisce una condanna ingiusta. Frankie ha ribaltato la
mia prospettiva. Mi sono tuffato nelle indagini relative al suo
caso e ben presto ho capito che avrei potuto dimostrare che era
innocente. Poi ho conosciuto Vicki, che mi ha offerto un lavoro
che rendeva ancora meno di quello di sacerdote.  tuttora cos.
Franois Tatum  stato il primo cliente della Guardian Ministries.
Dopo quattordici anni in prigione era stato completamente
abbandonato dalla famiglia. Tutti i suoi amici se n'erano andati.
La madre di cui parlavo prima aveva scaricato lui e i
suoi fratelli davanti alla porta di una zia ed era sparita. Franois
non sapeva chi fosse suo padre. Quando l'ho conosciuto,
in prigione, ero il suo primo visitatore in dodici anni. Questa
situazione di abbandono sembra terribile, ma c' un lato positivo.
Dopo essere stato scarcerato e completamente scagionato,
Frankie  stato risarcito con un mucchio di soldi dallo
Stato della Georgia e dai cittadini che l'avevano messo dentro.
E, senza famiglia n amici a dargli la caccia in cerca di denaro,
 riuscito gradualmente a ritrovare la libert come un fantasma
che non lascia tracce. Possiede un appartamentino ad
Atlanta, una casella postale a Chattanooga e passa quasi tutto
il tempo in strada, a godersi gli spazi aperti. I suoi soldi sono
seppelliti in varie banche sparse per il Sud, dove nessuno pu
trovarli. Evita le relazioni perch l'hanno fatto soltanto soffrire.
E perch ha sempre paura che qualcuno cerchi di sfilargli
quello che ha dalle tasche.
Frankie si fida solo di me, e di nessun altro. Quando ha ottenuto
l'indennizzo mi ha offerto una generosa ricompensa, che
ho rifiutato. Si era guadagnato ogni centesimo sopravvivendo
in prigione. Quando ho accettato l'incarico alla Guardian ho
fatto voto di povert. Se i miei clienti riescono a cavarsela con
due dollari al giorno per il cibo, il minimo che possa fare io 
ridurre il pi possibile le spese.
A est di Montgomery accosto davanti a una tavola calda vicino
a Tuskegee.  ancora buio, sono le sei del mattino, e lo
sconfinato parcheggio di ghiaia  pieno di camion giganti che
ronzano sommessi mentre i conducenti fanno un sonnellino o
colazione. Il locale  pieno e quando entro mi avvolge l'aroma
denso di pancetta e salsiccia. Qualcuno mi fa un cenno di saluto
dal fondo del locale. Frankie ha occupato un tavolino.
Dal momento che siamo nell'Alabama rurale ci salutiamo
con un'appropriata stretta di mano invece che con l'abbraccio
che in altre circostanze potremmo prendere in considerazione.
Due uomini, un bianco e un nero, che si abbracciano in una tavola
calda affollata di camionisti potrebbero attirare pi di uno
sguardo, anche se non  che ci importi granch. Frankie ha pi
soldi di tutti questi tizi messi insieme, e dai tempi della prigione
 rimasto snello e rapido. Non attacca briga. Semplicemente,
ha l'aspetto e la fiducia in se stesso sufficienti a scoraggiarli.
Congratulazioni mi dice c' mancato poco.
Quando  arrivata la chiamata, Duke aveva appena cominciato
il suo ultimo pasto. Ha dovuto mangiare in fretta.
Per tu sembravi ottimista.
Fingevo, facevo il solito numero dell'avvocato tutto d'un
pezzo. Dentro, ribollivo.
A proposito, immagino che tu stia morendo di fame.
S. Ho chiamato Carter quando sono uscito dalla prigione.
Non sono riuscito a trattenermi.
Okay. Di sicuro avevi un buon motivo commenta lui un
po' accigliato.
In realt no, ero solo troppo esaltato per non farlo. Quello se
ne stava l a contare i minuti che mancavano all'esecuzione di
Duke. Riesci a immaginarti cosa vuol dire essere il vero assassino
e festeggiare in silenzio da bordo campo mentre giustiziano
qualcun altro al posto tuo? Dobbiamo incastrarlo, Frankie.
Lo faremo.
Arriva una cameriera, ordino uova e caff. Frankie prende
pancake e salsiccia.
Frankie conosce i miei casi quanto me. Legge ogni dossier,
appunto, relazione e verbale. La sua idea di divertimento  infiltrarsi
senza dare nell'occhio in un posto come Verona, in Alabama,
dove nessuno l'ha mai visto, e scovare informazioni. Non
ha paura di niente, ma non corre mai rischi perch non intende
farsi beccare un'altra volta. La sua nuova vita  troppo bella
e la sua libert troppo preziosa; ha sofferto troppo a lungo
quando non l'aveva.
Dobbiamo procurarci il DNA di Carter dico. In un modo
o nell'altro.
Lo so, lo so, ci sto lavorando. Devi riposare un po', capo.
Lo faccio sempre, no? E come ben sappiamo, essendo l'avvocato
non posso ottenere il suo DNA con mezzi illegali.
Io per s, giusto? sorride lui e beve un sorso di caff. La
cameriera riempie anche la mia tazza.
Forse. Ne parliamo dopo. Nelle prossime settimane sar spaventato
per via della telefonata. Meglio cos. A un certo punto
commetter un errore e noi saremo l.
Adesso dove vai?
A Savannah. Ci sto un paio di giorni, poi mi sposto in
Florida.
In Florida. A Seabrook?
S, a Seabrook. Ho deciso di accettare il caso.
La faccia di Frankie non rivela mai granch. Il suo sguardo 
quasi sempre impenetrabile, il suo modo di parlare lento e posato,
come se misurasse ogni sillaba. Per sopravvivere in prigione
ha imparato a essere imperscrutabile. Era normale passare
lunghi periodi di solitudine. Sei sicuro? mi chiede.  ovvio
che ha dei dubbi su Seabrook.
Quello  innocente, Frankie. E non ha un avvocato.
Arrivano i piatti e ci teniamo occupati con burro, sciroppo
d'acero e salsa piccante. Il caso di Seabrook  sulle nostre scrivanie
da almeno tre anni, periodo in cui noi abbiamo discusso
se farci coinvolgere o meno. Non  insolito nel nostro lavoro.
Non c' da stupirsi che la Guardian sia sommersa da lettere di
detenuti di cinquanta Stati che si dichiarano innocenti. La maggior
parte non lo , perci scremiamo e selezioniamo con cura
soltanto quelli con le maggiori probabilit di essere innocenti.
E facciamo comunque degli errori.
Laggi potrebbe essere piuttosto pericoloso, Cullen osserva
Frankie.
Lo so.  un po' che tergiversiamo, e intanto lui conta i giorni
e sconta la pena di qualcun altro.
Lui mastica il pancake ed annuisce, ancora poco convinto.
Quando mai ci siamo tirati indietro di fronte a una giusta
causa, Frankie?
Magari stavolta  meglio lasciar stare. Rifiuti casi ogni giorno,
no? Forse questo  pi pericoloso di tutti gli altri. Chiss quanti
altri potenziali clienti ci sono in giro.
Ti stai rammollendo?
No,  che non voglio assolutamente che ti succeda qualcosa
di brutto. Io sono invisibile, Cullen. Vivo e lavoro nell'ombra.
Chi ci mette la faccia in tribunale sei tu. Se cominci a scavare
in un posto insidioso come Seabrook, potresti infastidire
qualche tipo losco.
Sorrido e dico: Un motivo in pi per farlo.
Il sole  alto quando usciamo dal locale. Nel parcheggio ci scambiamo
un abbraccio come si deve e ci congediamo. Non ho idea
di dove sia diretto,  questo il bello di Frankie. Si sveglia libero
ogni giorno, ringrazia Dio per la sua grande fortuna, sale
sul suo pick-up ultimo modello a doppia cabina e segue il sole.
La sua libert mi rafforza e mi spinge ad andare avanti. Se
non fosse stato per la Guardian Ministries, sarebbe ancora a
marcire in prigione.
...
3.

Non esiste una strada che collega direttamente Opelika, in Alabama,
e Savannah. Perci esco dall'interstatale e girovago per
la Georgia centrale su strade a due corsie che con l'arrivo del
mattino si fanno pi affollate. Sono gi stato qui. Negli ultimi
dieci anni ho battuto praticamente ogni autostrada degli Stati
della "Fascia della morte", dal North Carolina al Texas. Una
volta stavo per accettare un caso in California, ma Vicki ha bocciato
il progetto. Non mi piacciono gli aeroporti e la Guardian
non pu permettersi di farmi volare su e gi per il paese. Perci
passo tantissimo tempo al volante, con fiumi di caff nero
e audiolibri. E alterno fasi di profonde e silenziose riflessioni a
frenetiche conversazioni al telefono.
In una cittadina passo davanti al tribunale della contea e osservo
tre giovani avvocati nei loro abiti migliori che entrano
con passo rapido nell'edificio, di certo per affrontare qualche
faccenda importante. Avrei potuto essere al loro posto, neanche
tanto tempo fa.
La prima volta che ho smesso di praticare avevo trent'anni,
e l'ho fatto per un buon motivo.
Quel mattino cominci con la ripugnante notizia che due sedicenni
bianchi erano stati trovati morti con la gola tagliata.
Entrambi avevano subto sevizie sessuali. Evidentemente, mentre
erano appartati in un angolo isolato della contea, un gruppetto
di adolescenti neri li aveva sorpresi e uccisi, per poi scappare
con la loro auto. La vettura fu trovata alcune ore dopo. Qualcuno
della banda aveva cominciato a parlare. Ci furono degli
arresti. I dettagli circolavano sui giornali.
Il tenore delle notizie del primo mattino a Memphis era questo.
Le violenze della sera precedente venivano riportate a un
pubblico nauseato che ogni giorno si faceva la grande domanda:
"Quanto possiamo sopportare ancora?". Quella notizia,
per, fu scioccante persino per Memphis.
Brooke e io guardammo il notiziario a letto bevendo la prima
tazza di caff, come sempre. Dopo quel servizio, mormorai:
"Potrebbe essere una brutta storia".
"Lo " mi corresse.
"Sai cosa voglio dire".
"Te ne toccher uno?"
"Comincia a pregare" risposi. Entrando nella doccia, iniziai a
sentirmi male ed a pensare a un modo per non andare al lavoro.
Non avevo appetito e saltai la colazione. Mentre uscivo di casa
mi squill il telefono. Era il mio supervisore, diceva di sbrigarmi.
Salutai Brooke con un bacio. "Augurami buona fortuna" le
dissi "sar una giornata lunga".
Come difensore d'ufficio lavoravo in centro, al complesso dei
tribunali penali. Quando arrivai, alle otto, era una specie di camera
mortuaria. Tutti sembravano nascosti nei loro studi nel
tentativo di evitare il contatto visivo. Qualche minuto dopo il
nostro supervisore ci convoc in sala riunioni. Eravamo in sei
a occuparci di crimini gravi, e dal momento che lavoravamo a
Memphis avevamo un mucchio di clienti. A trent'anni ero il pi
giovane, e mentre mi guardavo attorno sapevo che sarebbe stato
estratto il mio numero.
"Dovrebbero essere in cinque, al momento tutti in prigione"
disse il capo. "Tra i quindici e i diciassette anni. Due hanno accettato
di parlare. Pare che abbiano trovato i ragazzi sul sedile
posteriore dell'auto di lui mentre ci davano dentro. Quattro
dei cinque imputati sono aspiranti membri di una gang, i Corvi,
e per entrare a farne parte bisogna stuprare una ragazza bianca.
Bionda. Crissy Spangler era bionda. Il capo, un certo Lamar
Robinson, ha dato gli ordini. Il ragazzo, Will Foster,  stato legato
a un albero e costretto a guardare mentre a turno abusavano
di Crissy. Siccome Foster non voleva stare zitto lo hanno mutilato
e sgozzato. La polizia di Memphis sta per mandarci le foto".
Nessuno di noi os dire una parola davanti a tanto orrore.
Gettai un'occhiata alla finestra, con la serratura apribile.
Tuffarmi di testa nel parcheggio mi parve un'idea ragionevole.
"Hanno preso l'auto di Will e sono passati col rosso sulla
South Third, quei furboni" prosegu il capo. "La polizia ne ha
fermati tre, ha notato il sangue e li ha portati dentro. Due hanno
cominciato a parlare ed hanno fornito un po' di dettagli. Dicono
che sono stati gli altri, ma la loro confessione coinvolge
tutti. Le autopsie sono previste per questa mattina. Non c' bisogno
di specificarlo, ci siamo dentro fino al collo. Le prime
comparizioni sono fissate per le due di oggi pomeriggio e sar
un circo.  pieno di giornalisti e i dettagli trapelano ovunque".
Mi avvicinai lentamente alla finestra. "Post, tu hai un quindicenne
di nome Terrence Lattimore" lo sentii dire. "Per quel
che ne sappiamo, non ha detto niente".
Dopo aver assegnato gli altri, il capo aggiunse: "Andate subito
in prigione a conoscere i vostri nuovi clienti. Informate la
polizia che possono interrogarli solo in vostra presenza. Questi
ragazzi sono membri di una gang e probabilmente non collaboreranno,
o comunque non tanto presto".
Quando ebbe finito guard ognuno di noi, gli sfortunati. "Mi
dispiace" disse.
Un'ora dopo, mentre entravo nella prigione cittadina, qualcuno,
probabilmente una giornalista, mi grid dietro: "Rappresenta
uno degli assassini?".
Finsi di non averla sentita e continuai a camminare.
Al mio ingresso nella saletta d'attesa riservata ai detenuti,
vidi che Terrence Lattimore aveva polsi e caviglie ammanettati
ed era incatenato a una sedia di metallo. Quando restammo
soli gli spiegai che mi era stato assegnato il suo caso e che dovevo
fargli qualche domanda, tanto per cominciare. Non ottenni
altro che una smorfia e uno sguardo sprezzante. Poteva anche
avere quindici anni, ma era gi un duro, un tipo navigato,
cresciuto nelle gang, tra droga e violenza. Odiava me e chiunque
avesse la pelle bianca. Mi disse che non aveva un indirizzo,
e di stare alla larga dalla sua famiglia. La sua fedina penale
includeva due espulsioni da scuola e quattro processi penali
minorili, tutti per violenza.
A mezzogiorno ero pronto a lasciar perdere ed a cercarmi un
altro impiego. Ero entrato a far parte della squadra dei difensori
d'ufficio soltanto perch non avevo trovato lavoro in nessuno
studio legale. Dopo tre anni a sgobbare nei bassifondi del
nostro sistema giudiziario penale, ero arrivato a chiedermi seriamente
perch avessi scelto di studiare legge. Non riuscivo a
ricordarlo. La mia carriera mi costringeva ogni giorno al contatto
diretto con persone a cui fuori dal tribunale non mi sarei
mai avvicinato.
Pranzare era inconcepibile perch non sarei riuscito a mandare
gi niente. I cinque di noi che erano stati scelti si incontrarono
con il supervisore per esaminare le foto del luogo del
delitto e i verbali delle autopsie. Se avessi avuto qualcosa nello
stomaco, sarebbe finito sul pavimento.
Cosa diamine stavo facendo della mia vita? Come avvocato
difensore di criminali, ero gi stanco di sentirmi chiedere:
"Come fai a rappresentare una persona che sai essere colpevole?".
Avevo sempre dato la classica risposta da facolt di giurisprudenza:
"Tutti hanno diritto a una difesa adeguata. Lo dice
la Costituzione".
Ma non ci credevo pi. La verit  che ci sono reati talmente
atroci e crudeli che l'assassino dovrebbe essere 1) condannato
a morte, se uno crede nella pena capitale, o 2) condannato
all'ergastolo, se uno non crede nella pena capitale. Mentre
uscivo da quella tremenda riunione, non ero pi sicuro di quello
in cui credevo.
Andai nel bugigattolo che avevo per studio, dove almeno
c'era una porta che potevo chiudere. Dalla finestra guardai il
manto stradale sottostante ed immaginai di lanciarmi e di atterrare
al sicuro su qualche spiaggia esotica, dove la vita era meravigliosa
e l'unica cosa di cui preoccuparsi era quale bevanda
ghiacciata scegliere. Stranamente, Brooke non faceva parte
del mio sogno. Il telefono sulla scrivania mi riport alla realt.
Era stata un'allucinazione, non un sogno. D'improvviso tutto
sembr accadere al rallentatore e feci fatica a rispondere. La
voce dichiar di essere una giornalista e di volermi fare qualche
domanda sugli omicidi. Come se avessi intenzione di discuterne
con lei. Riattaccai. Ero intontito e desideravo soltanto
andarmene. Mi ricordai di chiamare Brooke per darle la terribile
notizia che mi avevano assegnato uno dei cinque.
La prima comparizione delle due pomeridiane venne spostata
da una piccola aula di tribunale a una pi grande, che comunque
non era abbastanza spaziosa. A causa del tasso di criminalit,
a Memphis c'erano moltissimi poliziotti, e la maggior
parte di loro quel pomeriggio era in aula. Bloccavano le porte e
perquisivano ogni giornalista e spettatore. Fiancheggiavano a
due a due la navata centrale e le tre pareti dell'aula.
Il cugino di Will Foster era un vigile del fuoco della citt. Arriv
con un gruppo di colleghi che sembravano pronti ad attaccare
da un momento all'altro. Alcuni ragazzi neri si spostarono
lentamente in un angolo sul fondo dell'aula, il pi lontano
possibile dalle famiglie delle vittime. I giornalisti erano ovunque,
ma senza telecamere o macchine fotografiche. Gli avvocati
che non avevano alcun motivo serio per trovarsi l girovagano
curiosi.
Entrai nella stanza della giuria da un ingresso di servizio e
mi affacciai da una porta per dare un'occhiata. L'aula era affollatissima.
La tensione era alle stelle, palpabile.
Il giudice prese posto e richiam all'ordine i presenti. I cinque
imputati furono scortati in aula; erano tutti in tuta arancione,
incatenati gli uni agli altri. Gli spettatori li fissarono a bocca
aperta. I ritrattisti cominciarono a disegnare. Altri poliziotti
formarono una fila dietro i cinque, a mo' di scudo. Gli imputati
rimasero in piedi davanti al giudice con gli occhi bassi. Una
voce si lev da dietro: "Liberateli, maledetti! Liberateli!". I poliziotti
accorsero subito per far tacere chi aveva parlato.
Una donna si mise a gridare, in lacrime.
Mi spostai alle spalle di Terrence Lattimore insieme agli altri
quattro miei colleghi. Nel farlo lanciai un'occhiata alle persone
sedute nelle prime due file. Erano chiaramente vicine alle
vittime e mi fissavano con odio profondo.
Odiato dal mio cliente. Odiato dalle sue vittime. Che diavolo
ci facevo l?
Il giudice batt il martelletto e disse: "Ho intenzione di mantenere
l'ordine in aula. Questa  la prima comparizione, il cui
scopo  stabilire l'identit degli imputati e accertarsi che siano
rappresentati da un legale. Nient'altro. Allora, chi  il signor
Lamar Robinson?".
Robinson alz lo sguardo e borbott qualcosa.
"Quanti anni ha, Mr Robinson?"
"Diciassette".
"Ms Julie Showalter, dell'ufficio del difensore d'ufficio,  stata
incaricata di rappresentarla. L'ha incontrata?"
La mia collega Julie fece un passo avanti e si ferm tra Robinson
e un altro imputato. I ragazzi erano sempre incatenati tra
loro, perci gli avvocati non potevano avvicinarsi pi di tanto.
Normalmente in aula le manette e le catene venivano rimosse,
e il fatto che nessuno avesse provveduto a farlo la diceva lunga
sull'umore del giudice.
Robinson lanci un'occhiata a Julie alla sua destra e alz le
spalle.
"Vuole che la rappresenti, Mr Robinson?"
"Posso avere un avvocato nero?"
"Pu assumere chi preferisce. Ha i soldi per un avvocato
privato?"
"Forse".
"Okay, ne parliamo dopo. Il prossimo  Mr Terrence Lattimore".
Terrence guard il giudice come se volesse tagliare la
gola anche a lui.
"Quanti anni ha, Mr Lattimore?"
"Quindici".
"Ha i soldi per un avvocato privato?"
Lui fece cenno di no con la testa.
"Vuole che Mr Cullen Post dell'ufficio del difensore d'ufficio
la rappresenti?"
Anche Lattimore alz le spalle come se non gliene importasse
niente.
Il giudice guard me e mi chiese: "Mr Post, ha incontrato il
suo cliente?".
Mr Post non riusc a rispondere. Aprii la bocca, ma non venne
fuori alcun suono. Indietreggiai di un passo continuando a
fissare lo scanno, dove il signor giudice mi guardava privo d'espressione.
"Mr Post?"
L'aula rimase immobile ed in silenzio, ma nelle orecchie mi
rimbombava assurdamente un suono acuto e assordante. Sentii
le gambe cedere, il fiato sempre pi corto. Feci un altro passo
indietro, mi voltai e mi infilai nel muro di poliziotti. Arrivai
alla sbarra, superai i tornelli a battente e percorsi la navata centrale.
Sfilai davanti a tutti i poliziotti, e nessuno cerc di fermarmi.
Il giudice disse qualcosa del tipo: "Mr Post, dove va?". Mr
Post non ne aveva idea.
Uscii dalla porta principale, mi lasciai l'aula alle spalle ed andai
dritto al bagno degli uomini, dove mi chiusi in una toilette
a vomitare. Fui scosso dai conati finch non rimase pi nulla,
poi andai a un lavandino e mi sciacquai la faccia. Ero vagamente
consapevole di essere su una scala mobile, ma avevo smarrito
la cognizione del tempo, dello spazio, del suono o del movimento.
Non ricordo di essere uscito dal palazzo.
Mi ritrovai nella mia auto che procedeva su Polar Avenue in
direzione est, lontano dal centro. Senza nemmeno rendermene
conto passai con il rosso ed evitai per un soffio un brutto incidente.
Sentii un clacson strombazzare infuriato dietro di me.
A un certo punto mi accorsi che avevo dimenticato la valigetta
in aula, e mi venne da sorridere. Non l'avrei mai pi rivista.
I genitori di mia madre vivevano in una piccola fattoria ad
una quindicina di chilometri a ovest di Dyersburg, in Tennessee,
la mia citt natale. Ci arrivai nel pomeriggio. Avevo perso
completamente il senso del tempo e non ricordo di aver deciso
lucidamente di tornare a casa. I miei nonni furono sorpresi
di vedermi - cos mi dissero poi -, per si resero subito conto
che avevo bisogno di aiuto. Mi fecero un sacco di domande,
ma non ottennero altro che uno sguardo assente e vacuo. Mi
misero a letto e chiamarono Brooke.
Quella sera venne a prendermi un'ambulanza. Con Brooke al
mio fianco viaggiai per tre ore fino a una clinica psichiatrica vicino
a Nashville. A Memphis non c'erano posti letto disponibili,
e comunque non volevo tornarci. Nei giorni seguenti iniziai
una terapia a base di farmaci e lunghe sedute con gli strizzacervelli,
e a poco a poco cominciai ad affrontare il mio esaurimento
nervoso. Dopo un mese ci informarono che la mia assicurazione
sanitaria non avrebbe pi coperto le spese. Era il
momento di uscire, e io ero pronto ad andarmene.
Non volevo tornare nel nostro appartamento a Memphis,
perci andai a vivere con i miei nonni. Fu in quel periodo che
Brooke e io decidemmo di lasciarci. A circa met strada dei nostri
tre anni di matrimonio ci eravamo resi conto entrambi che
non potevamo trascorrere il resto della vita insieme, e cercare di
farlo a tutti i costi non avrebbe causato altro che dolore. All'epoca
non ne discutevamo, e non litigavamo quasi mai. In qualche
modo, durante i giorni bui alla fattoria, trovammo il coraggio
di parlarci con sincerit. Ci volevamo ancora bene, ma eravamo
pronti a dividerci. Sulle prime concordammo una prova
di separazione di un anno, ma lasciammo perdere anche quella.
Non l'ho mai biasimata per avermi mollato a causa del mio
esaurimento. Volevo uscirne, come lei. Ci lasciammo con il cuore
spezzato ma promettemmo di restare amici, o almeno di provarci.
Non funzion nemmeno cos.
Mentre Brooke se ne andava dalla mia vita, alla mia porta
buss Dio nella persona di padre Bennie Drake, il pastore episcopale
della chiesa che frequentavo da bambino, a Dyersburg.
Bennie aveva una quarantina d'anni, era in gamba, al passo con
i tempi e arguto. Di solito indossava jeans stinti, sempre con la
giacca nera e il collare bianco, e ben presto divenne la nota positiva
della mia guarigione. Le sue visite settimanali si fecero
quotidiane, aspettavo con ansia le nostre lunghe chiacchierate
in veranda. Mi fidai subito di lui e ammisi che non avevo alcun
desiderio di tornare a occuparmi di questioni legali. Avevo solo
trent'anni e volevo dedicarmi unicamente ad aiutare gli altri.
Non ero intenzionato a trascorrere il resto della mia vita a fare
causa alla gente, a difendere i colpevoli o a lavorare in uno studio
continuamente sotto tensione. Pi conoscevo Bennie, pi
volevo essere come lui. Vide qualcosa in me, e mi consigli di
prendere almeno in considerazione il sacerdozio. Condividevamo
lunghe preghiere e conversazioni ancora pi lunghe, e
cominciai piano piano a sentire la chiamata di Dio.
Otto mesi dopo la mia ultima comparsa in tribunale mi trasferii
ad Alexandria, in Virginia, ed entrai in seminario, dove
trascorsi i tre anni successivi a studiare diligentemente. Per
mantenermi lavoravo venti ore a settimana come assistente di
ricerca in un gigantesco studio legale di Washington. Detestavo
quell'impiego, ma riuscivo a dissimulare il mio disprezzo.
Ogni settimana, in ufficio, ricordavo perch avevo lasciato la
professione.
A trentacinque anni presi i voti e ottenni un incarico come aiuto
sacerdote presso la Chiesa episcopale della Pace di Drayton
Street, nel distretto storico di Savannah. Il parroco era Luther
Hodges, un uomo meraviglioso che da diversi anni si occupava
di portare assistenza pastorale in carcere. Suo zio era morto
dietro le sbarre e lui era deciso a dare una mano a chi era stato
dimenticato. Tre mesi dopo essermi trasferito a Savannah conobbi
Franois Tatum, una vera anima perduta.
Far uscire Frankie di prigione, due anni dopo, fu l'emozione
pi grande della mia vita. Avevo trovato la mia vocazione. E
l'intervento divino mi aveva fatto conoscere Vicki Gourley, una
donna che come me aveva ormai ben chiara la sua missione.
...
4.

La sede della Guardian Ministries  nell'angolino di un vecchio
ed enorme capannone di Broad Street, a Savannah. Il resto
dell'edificio  occupato dalla ditta di pavimentazioni che Vicki
ha venduto anni fa ai suoi nipoti, rimanendo per proprietaria
dell'immobile. La maggior parte dell'affitto che le pagano i nipoti
se lo mangia la Guardian.
Verso mezzogiorno parcheggio ed entro in ufficio. Non mi
aspetto un'accoglienza da eroe e in effetti non la ricevo. In sede
non abbiamo n una receptionist che d il benvenuto ai clienti
n una stanza carina in cui riceverli, dal momento che sono
tutti carcerati. Oltretutto, una segretaria non ce la potremmo
neanche permettere. A scrivere al computer, archiviare, prendere
appuntamenti, rispondere al telefono, fare il caff e buttare
la spazzatura pensiamo direttamente noi.
Di solito Vicki pranza al volo con sua madre nella casa di riposo
in fondo alla via. Il suo ufficio immacolato  deserto. Sulla
scrivania non c' un foglio in disordine. Dietro, sopra la credenza,
c' una foto di Vicki insieme a suo marito Boyd. Era
stato lui a mettere in piedi la ditta di pavimentazioni;  morto
giovane e lei l'ha ereditata e gestita tirannicamente finch il sistema
giudiziario non l'ha fatta incazzare e convinta a fondare
la Guardian.
All'altro capo del corridoio c' l'ufficio di Mazy Ruffin, la
coordinatrice nonch cervellone dello studio. Neanche lei  alla
scrivania, star scarrozzando figli in giro. Ne ha quattro, di solito
il pomeriggio li abbiamo in mezzo ai piedi. Quando qui
diventa un asilo, Vicki chiude delicatamente la sua porta.
Anch'io faccio lo stesso, le rare volte che sono in ufficio. Quattro
anni fa, quando l'abbiamo assunta, Mazy ha posto due condizioni
irrinunciabili. La prima era poter tenere i figli in ufficio
se necessario. Non poteva permettersi troppe baby-sitter. La
seconda era lo stipendio: per sopravvivere le occorrevano sessantacinquemila
dollari all'anno, non un centesimo di meno.
Io e Vicki insieme non guadagniamo cos tanto, ma non abbiamo
bambini da crescere e non c'importa granch dello stipendio.
Abbiamo accettato entrambe le richieste, e Mazy continua
ad essere quella che guadagna pi di tutti.
E vale tutti i soldi che le diamo.  cresciuta nella giungla delle
case popolari di Atlanta. Ha vissuto anche in mezzo alla strada,
ma di quel periodo non parla quasi mai. Al liceo un insegnante
si  accorto del suo cervello e le ha dato una mano, e lei  uscita
in un lampo dal Morehouse College e dalla Emory Law School,
con borse di studio e ottenendo quasi sempre il massimo dei
voti. Ha detto no a grandi studi legali e scelto invece di lavorare
per la sua gente, al Legal Defense Fund della National Association
for the Advancement of Colored People, carriera finita
male quando il suo matrimonio  andato a rotoli. Eravamo alla
ricerca di un altro avvocato e un mio amico mi ha parlato di lei.
Il piano terra  il regno di queste due femmine alfa. Io, quando
vengo qui, passo il tempo al primo, imbucato nella stanza
incasinata che in teoria sarebbe il mio ufficio. In fondo al corridoio
c' la sala riunioni, che per le riunioni non  molto usata.
Di tanto in tanto la sfruttiamo per le deposizioni o gli incontri
con i clienti scagionati e i loro parenti.
Entro l e accendo la luce. Al centro c' un lungo tavolo da
pranzo ovale che ho comprato per cento dollari al mercatino
delle pulci.  circondato da dieci sedie scompagnate che abbiamo
raccattato nel corso degli anni. Difetter di stile e gusto,
ma  una stanza piena di carattere. Su una parete, il Muro
degli Eroi, spiccano in fila gli otto grandi ritratti a colori degli
imputati che siamo riusciti a far scagionare, da Frankie in
poi. I loro sorrisi sono l'anima della nostra attivit, ci spronano
a non mollare mai, a combattere contro il sistema, per la libert
e la giustizia.
E sono soltanto otto. In attesa di noi ce ne sarebbero migliaia.
Il nostro lavoro non finir mai,  un dato di fatto che sulle prime
pu scoraggiare, ma in fondo ci d una fortissima motivazione.
Su un'altra parete campeggiano le cinque foto, pi piccole,
dei nostri attuali clienti, tutti in divisa da carcerati. Duke Russell
in Alabama. Shasta Briley in North Carolina. Billy Rayburn
in Tennessee. Curts Wallace in Mississippi. Little Jimmy Flagler
in Georgia. Tre neri, due bianchi, una donna. Nel nostro lavoro
il colore della pelle o il sesso non contano nulla. Sul resto dei
muri della sala, in ordine casuale, ci sono le foto, ritagliate dai
giornali e incorniciate, dei momenti di gloria in cui abbiamo accompagnato
i nostri clienti innocenti fuori dalla prigione. Quasi
tutte ritraggono me e gli avvocati che mi aiutavano. Qui e l
spuntano anche Mazy e Vicki. I sorrisi sono proprio contagiosi.
Salgo un'altra rampa di scale ed entro nel mio attico, un trilocale
mansardato all'ultimo piano. Non intendo descriverne
l'arredo, mi limiter a dire che le due donne della mia vita,
Vicki e Mazy, non osano avvicinarsi. In media dormo qui dieci
notti al mese, si vede che  un posto trascurato, ma la verit 
che se ci stessi a tempo pieno il casino sarebbe anche peggiore.
Mi lavo nel loculo della doccia, dopodich crollo a letto.
Dopo due ore di coma, mi svegliano i rumori al piano di sotto.
Mi vesto e mi trascino gi. Mazy mi accoglie con un sorriso
enorme ed un abbraccio soffocante. Non smette di ripetere:
Congratulazioni.
Ci  mancato un pelo, sai, un pelo. Quando hanno chiamato,
Duke stava mangiando la bistecca.
L'ha finita?
Ma certo.
Suo figlio Daniel, quattro anni, corre a farsi abbracciare. Non
pu immaginare dove fossi o cosa stessi facendo ieri sera, ma
 sempre in cerca di un abbraccio. Vicki ci sente parlare e arriva
subito. Altri abbracci, altre congratulazioni.
Quando abbiamo perso Albert Hoover in North Carolina ci
siamo chiusi a piangere come vitelli nell'ufficio di Vicki. Cos
 molto meglio.
Metto su il caff dice Vicki.
Andiamo a fare il punto nel suo ufficio:  un po' pi grande
di quello di Mazy e non ci sono giocattoli o tavolini pieghevoli
pieni di pupazzetti o libri da colorare in mezzo ai piedi. I dettagli
li conoscono gi quasi tutti, perch ieri sera ho passato il
conto alla rovescia al telefono con loro. Riassumo la mia conversazione
con Frankie e discutiamo del prossimo passo nel
caso di Duke. Ci ritroviamo di colpo senza scadenze, senza
una data di esecuzione, senza temuti countdown all'orizzonte,
e la pressione svanisce. Le sentenze di condanna a morte
si trascinano per anni a passo di lumaca finch non viene
fissato l'appuntamento con l'iniezione. A quel punto comincia
la frenesia, lavoriamo giorno e notte, e quando otteniamo
una proroga sappiamo che prima del prossimo allarme passeranno
mesi o anni. Non ci rilassiamo mai, per, perch i nostri
clienti sono innocenti e lottano per sopravvivere all'incubo
della prigione.
Discutiamo degli altri quattro casi, nessuno dei quali ha scadenze
serie in vista.
Tocco l'argomento pi scomodo e chiedo a Vicki: A soldi
come siamo messi?.
Ah, siamo al verde risponde, e sorrde come sempre.
Devo fare una telefonata dice Mazy. Si alza, mi d un bacetto
sulla fronte. Ben fatto, Post.
Tenta sempre di evitare di parlare del bilancio, e per non fargliela
pesare Vicki e io cerchiamo di non coinvolgerla. Esce dalla
sala e torna nel suo ufficio.
Abbiamo l'assegno da cinquantamila della fondazione Cayhill,
ci possiamo pagare le bollette per qualche mese dice Vicki. Per
tenere in piedi lo studio occorre circa mezzo milione di dollari
all'anno, che incassiamo chiedendo denaro con insistenza o implorando
piccole organizzazioni no profit o singoli individui. Se
avessi il fegato di occuparmi della raccolta fondi passerei la met
del mio tempo a telefonare, a scrivere ed a spiegare. La quantit
di soldi che riusciamo a racimolare  direttamente proporzionale
al numero di innocenti che potremmo scagionare, ma il punto
 che non ho n il tempo n la voglia di chiedere la carit. Vicki
e io abbiamo stabilito presto che non saremmo stati capaci di
gestire i grattacapi che danno uno staff numeroso e la necessit
costante di raccogliere soldi. Preferiamo uno studio pi snello e
agile, ed  quello che siamo.
Per scagionare un innocente possono occorrere tanti anni e
almeno duecentomila dollari in contanti. Se ci serve denaro in
pi, in un modo o nell'altro lo troviamo.
Comunque  tutto a posto aggiunge Vicki, come sempre.
Sto chiedendo sovvenzioni e braccando alcuni donatori.
Sopravvivremo. Come al solito.
Domani faccio qualche telefonata rispondo.  un'abitudine
di cattivo gusto, lo so, ma ogni settimana mi costringo a chiamare
senza preavviso qualche avvocato solidale con noi per chiedergli
soldi. Ho anche una piccola rete di chiese che setaccio in
cerca di assegni. Non siamo un'associazione religiosa, ma chiamarci
padri guardiani aiuta.
Immagino che andrai a Seabrook dice Vicki.
S. Ho deciso. Ne parliamo da tre anni e sono un po' stanco
di discutere. Siamo convinti che sia innocente.  in prigione da
ventidue anni e non ha un avvocato. Al suo caso non bada pi
nessuno, per me  ora di farci avanti.
Mazy e io ci stiamo.
Grazie. La verit  che riguardo ai casi da accettare o rifiutare
sono sempre io a prendere la decisione definitiva. Li studiamo
a lungo e analizziamo i fatti nel modo pi scrupoloso,
e se uno dei tre si oppone testardamente a rappresentare l'imputato
lasciamo perdere. Seabrook ci tormenta da parecchio, in
primo luogo perch siamo sicuri che il nostro prossimo cliente
sia stato incastrato.
Stasera faccio il pollo arrosto dice Vicki.
Dio ti benedica. Speravo in un invito. Abita da sola e le piace
cucinare, e di solito quando sono in citt ci godiamo lunghe
cene nel suo accogliente villino. Si preoccupa per la mia salute
e di farmi mangiare. Mazy si preoccupa della mia vita sentimentale,
che  inesistente e perci non mi impensierisce affatto.
...
5.

La cittadina di Seabrook, undicimila abitanti, si trova in mezzo
alle zone paludose della Florida settentrionale, lontano dalle
aree ad alta urbanizzazione e dai residence per pensionati.
Tampa, a sud, dista due ore di viaggio; Gainesville una, a est.
Per raggiungere il Golfo bastano quarantacinque minuti d'auto
su una strada a doppia corsia, ma da quelle parti la costa non
ha mai attirato l'attenzione dei frenetici immobiliaristi dello Stato.
Seabrook  il capoluogo della contea di Ruiz, nonch centro
della maggior parte delle attivit commerciali in una zona
trascurata. A rallentare in qualche modo il calo di popolazione
 stato l'arrivo di qualche pensionato attratto dalla possibilit
di vivere con un budget ridotto nei parcheggi per roulotte. La
Main Street, con pochi edifici vuoti, tiene botta, e in periferia ci
sono persino dei grossi discount. Nel bel palazzo di giustizia in
stile spagnolo, ben conservato e molto attivo, una ventina abbondante
di avvocati si occupa dell'ordinaria amministrazione
legale della contea.
Ventidue anni fa, uno di loro fu assassinato nel suo ufficio, e
per qualche mese si parl di Seabrook su tutte le prime pagine,
caso unico nella storia. Il poveretto si chiamava Keith Russo e
aveva trentasette anni. Lo trovarono morto, a terra dietro la scrivania,
in una pozza di sangue. Qualcuno gli aveva sparato due
volte alla testa con un fucile calibro 12, e della sua faccia non
restava granch. Le foto del luogo del delitto erano raccapriccianti,
per alcuni giurati persino rivoltanti. Quella fatale sera di
dicembre Russo era rimasto a lavorare fino a tardi. Poco prima
che morisse, nel suo ufficio era saltata la corrente.
Keith faceva l'avvocato a Seabrook da undici anni e dirigeva
uno studio insieme a sua moglie Diana. Non avevano figli.
Nei primi anni di attivit avevano lavorato intensamente
come professionisti generici, ma entrambi avrebbero voluto
fare un salto di qualit e sfuggire alla noia dello scrivere testamenti
e atti o seguire divorzi consensuali. Aspiravano a diventare
avvocati patrocinatori e attingere al redditizio sistema
della giustizia civile statale. A quel livello, per, la concorrenza
si era dimostrata agguerrita e i due faticavano ad accaparrarsi
i casi grossi.
Quando suo marito fu assassinato, Diana era dal parrucchiere.
Non vedendolo tornare a casa e non avendo risposta alle sue
telefonate, tre ore dopo fu lei a trovare il cadavere. Dopo il funerale
non volle pi uscire di casa e port il lutto per mesi. Chiuse
lo studio legale, vendette uffici e casa e torn a Sarasota, la sua
citt natale. Incass un premio da due milioni di dollari grazie
all'assicurazione sulla vita di Keith ed eredit le quote del marito
dei beni che avevano in comune. Gli investigatori esaminarono
la polizza ma decisero di non indagare: Diana ne aveva
una identica, perch a quanto pareva sin dai primi giorni di
matrimonio la coppia aveva creduto fermamente nella necessit
di stipulare un'assicurazione sulla vita.
Non ci furono indiziati finch Diana non fece il nome di Quincy
Miller, ex cliente del suo studio, per niente contento dell'assistenza
ricevuta. Quattro anni prima dell'omicidio, Keith aveva
aiutato Quincy a divorziare lasciandolo rutt'altro che soddisfatto:
il giudice l'aveva costretto a pagare, tra alimenti e spese
per i figli, pi di quanto si potesse permettere, e la sua vita
era andata a rotoli. Keith aveva poi rinunciato a seguire Miller,
impossibilitato a pagarsi un legale per ricorrere in appello,
e il termine per presentare ricorso era scaduto. Quincy faceva
il camionista per una ditta della regione e guadagnava bene,
ma l'ex moglie gli fece congelare gli stipendi per inadempienza
e lui perse il lavoro. Ridotto sul lastrico, dichiar bancarotta e
alla fine scapp via. Lo beccarono, lo riportarono a Seabrook e
lo misero in carcere per mancato pagamento; prima che il giudice
lo liberasse, ci rimase per tre mesi. Scapp un'altra volta e
fu arrestato per spaccio di droga a Tampa. Si fece un anno dietro
le sbarre ed usc soltanto su cauzione.
Naturalmente dava la colpa di tutti i suoi problemi a Keith
Russo. Gli avvocati di Seabrook non lo dicevano ad alta voce,
ma quasi tutti pensavano che Keith avrebbe potuto essere un
po' pi deciso nel rappresentare Quincy: peccato che odiasse
le cause di divorzio e le considerasse degradanti per un aspirante
avvocato di grido come lui. Secondo Diana, Quincy si era
presentato almeno altre due volte nel loro studio, minacciando
lo staff e pretendendo di vedere il suo ex avvocato. Non risultava
che in quelle occasioni qualcuno avesse avvisato la polizia.
Diana sosteneva anche che Quincy li avesse bersagliati di
minacce telefoniche chiamandoli a casa, ma non si erano mai
preoccupati al punto tale da cambiare il loro numero privato.
L'arma del delitto non fu rinvenuta. Quincy giur di non aver
mai posseduto un fucile, ma nel corso delle indagini la sua ex
moglie dichiar che era convinta di avergliene visto uno. La
svolta giunse due settimane dopo l'omicidio, quando la polizia
ottenne un mandato di perquisizione e sequestr l'auto di
Quincy. Nel bagagliaio trovarono una torcia elettrica con la lente
schizzata di una sostanza che giudicarono sangue. Quincy
disse di non aver mai visto quella torcia, ma secondo l'ex moglie
era sua.
In poco tempo fu elaborata la teoria che risolse il caso. La
polizia era convinta che Quincy avesse pianificato l'aggressione
con cura e atteso che Keith si fermasse al lavoro fino a tardi,
e da solo. Aveva staccato la corrente da un contatore dietro
l'ufficio, era entrato dalla porta di servizio non chiusa a chiave
e siccome era stato pi volte in quello studio sapeva esattamente
dove trovare Keith. Orientandosi al buio con la torcia
era piombato su di lui, aveva sparato due colpi di fucile ed
era scappato. Considerata la quantit di sangue sul luogo del
delitto, sembrava sensato che parecchi oggetti nell'ufficio ne
fossero macchiati.
Due isolati pi in l, su una strada secondaria, una tossicodipendente
di nome Carrie Holland aveva visto un uomo di colore
che scappava. Forse teneva in mano un bastone o qualcosa del
genere, non ne era sicura. Quincy  nero. Seabrook  all'ottanta
per cento bianca, al dieci nera, al dieci ispanica. Carrie non
fu in grado di identificare Quincy, ma giur che era della stessa
altezza e corporatura dell'uomo che aveva visto lei.
L'avvocato d'ufficio di Quincy riusc a far cambiare la sede
del processo, che fu trasferito nella contea pi vicina, dove l'ottantatr
per cento della popolazione era bianco. Nella giuria
c'era un solo nero.
Il processo ruotava attorno alla torcia trovata nel bagagliaio
di Quincy. Un esperto in analisi delle tracce ematiche venuto
da Denver testimoni che, considerati la posizione della vittima,
la probabile linea di fuoco del fucile, la statura del defunto
e dell'aggressore, e la notevole quantit di sangue trovato sulle
pareti, sul pavimento, sulle librerie e sulla credenza, era sicuro
che la torcia fosse l al momento dello sparo. Defin le misteriose
macchie sulla lente "schizzi da proiezione". Erano troppo
piccole per analizzarle e non si poterono confrontare con il sangue
di Keith. L'esperto per non si lasci scoraggiare e dichiar
alla giuria che si trattava senza dubbio di sangue. Ebbe persino
la faccia tosta di ammettere che non aveva mai visto la torcia
di persona, ma che l'aveva esaminata "accuratamente" in
una serie di foto a colori scattate dagli investigatori. La torcia
era scomparsa mesi prima del processo.
Diana testimoni senza incertezze che Russo conosceva bene
il suo ex cliente e ne era terrorizzato. In pi di un'occasione le
aveva confessato di temere Quincy, e che a volte usciva con la
pistola in tasca.
La deposizione di Carrie Holland fu n pi n meno che
un'accusa contro Quincy. La ragazza neg di essere stata obbligata
a testimoniare per il pubblico ministero, e neg che in
cambio le fosse stata offerta clemenza riguardo a un'incriminazione
per droga.
Mentre Quincy attendeva il processo, fu trasferito senza alcuna
spiegazione ufficiale in un carcere di provincia a Gainesville,
dove rimase per una settimana prima di tornare a Seabrook. Il
suo compagno di cella a Gainesville era un tale Zeke Huffey,
spione ed informatore, il quale testimoni che Quincy si era vantato
dell'assassinio e ne andava molto fiero. Huffey conosceva i
dettagli del delitto, compresi il numero dei colpi esplosi e il calibro
del fucile. Per dare pi pepe alla sua deposizione, spieg
alla giuria che Quincy, ridendosela, gli aveva raccontato che il
giorno dopo era andato in macchina fino alla costa, a buttare
l'arma nel Golfo. Durante il controinterrogatorio, Huffey neg
di essersi accordato con il pubblico ministero in cambio di uno
sconto di pena.
L'investigatore della polizia di Stato dichiar che n sul luogo
del delitto n sul contatore dietro l'ufficio erano state rinvenute
le impronte digitali di Quincy, e gli fu concesso di supporre
che "probabilmente l'aggressore indossava i guanti".
Un patologo port al banco dei testimoni grosse foto a colori
del luogo del delitto. L'avvocato difensore si oppose con vigore,
giudicandola una mossa subdola e come minimo faziosa, ma il
giudice ne autorizz l'utilizzo. Diversi giurati rimasero sconvolti
dalle immagini forti di Keith ricoperto di sangue e quasi
senza faccia. La causa del decesso era evidente.
Per via della sua fedina penale e di altri intoppi procedurali,
Quincy non testimoni. Il suo avvocato, Tyler Townsend, era un
novellino nemmeno trentenne, nominato d'ufficio. Il fatto che
non avesse mai difeso un imputato accusato di omicidio avrebbe
potuto sollevare qualche dubbio sulla sua preparazione, ma
a Quincy and bene ed ebbe una difesa tenace. Townsend attacc
ogni testimone dell'accusa e ogni prova presentata. Contest
gli esperti e le loro conclusioni, evidenzi i buchi nelle
loro teorie, sbeffeggi il dipartimento dello sceriffo che aveva
smarrito la torcia, la prova pi importante. Ne sventol le foto
sotto il naso dei giurati e domand loro se le macchie sulla lente
fossero davvero di sangue. Rise in faccia a Carrie Holland e
a Zeke Huffey e li defin bugiardi. A Diana disse che forse non
era proprio una vedovella innocente e la fece piangere, non che
ci volesse molto. Il giudice lo invit pi volte a trattenersi ma
lui non moll. La sua difesa fu cos zelante che spesso i giurati
non riuscivano a nascondere che lo disprezzavano. Il processo
divent una zuffa, con il giovane Tyler tutto preso a rimproverare
i pubblici ministeri, a mancare di rispetto al giudice, ad
arringare i testimoni dell'accusa.
La difesa present un alibi. Secondo una certa Valerie Cooper,
al momento dell'omicidio Quincy era con lei. Cooper era una
madre single di Hernando, un'ora d'auto a sud di Seabrook.
Aveva conosciuto Quincy in un bar e tra di loro c'era una storia
che andava a fasi alterne. Disse di essere certa che Quincy
fosse con lei, ma alla sbarra risult intimidita e non credibile.
Quando l'accusa le ricord che aveva precedenti per droga, la
fece crollare.
Nella sua appassionata arringa di chiusura, Townsend sfrutt
due oggetti - un finto fucile calibro 12 e una torcia elettrica -
per dimostrare l'impossibilit di esplodere due colpi tenendoli
in mano entrambi. I giurati, quasi tutti provenienti dalle campagne
circostanti, parvero capire, ma ci non fece molta differenza.
In lacrime, Tyler implor che riconoscessero l'innocenza
del suo cliente.
Non gli and bene. Senza perdere troppo tempo, la giuria dichiar
Quincy colpevole dell'omicidio. Stabilire la punizione si
dimostr pi arduo, perch non si trovava l'unanimit. Infine,
dopo due giorni di intenso e infuocato dibattito, l'unico giurato
nero ottenne l'ergastolo senza possibilit di libert condizionale.
Gli undici bianchi furono delusi di non poter emettere
una condanna a morte.
Quincy ha fatto tutti i ricorsi che poteva, ma la condanna 
stata confermata ad ogni livello di giudizio. Si dichiara innocente
da ventidue anni, per nessuno lo ascolta.
Per il giovane Tyler Townsend fu una sconfitta devastante,
dalla quale non si riprese mai pi. Seabrook gli volt le spalle,
e la sua nascente carriera legale si esaur. Poco tempo dopo l'ultimo
appello, Townsend si arrese e trasloc a Jacksonville, dove
per un po' si mise a lavorare part-time come avvocato d'ufficio,
ma ad un certo punto cambi settore.
Frankie l'ha rintracciato a Fort Lauderdale, dove sembra cavarsela
benone, con una famiglia e un bel lavoro; progetta e costruisce
centri commerciali insieme al suocero. Per avvicinarlo
occorreranno attenzione e lungimiranza, cose in cui siamo bravi.
Diana Russo non  mai pi tornata a Seabrook n, a quanto
sappiamo, si  risposata. Non ne siamo certi, per. Un anno
fa, mentre lavorava con un'agenzia di sicurezza privata che
ogni tanto assoldiamo, Vicki ha scoperto che l'ex di Keith vive
in Martinica. Per qualche soldo in pi, le nostre spie possono
scavare pi a fondo e darci altre notizie. Al momento, tuttavia,
 una spesa troppo rischiosa. Cercare un colloquio con lei potrebbe
essere tempo sprecato.
Il nostro obiettivo  scagionare Quincy Miller. Trovare il vero
assassino non  una priorit. Per ottenere ci che vogliamo
dovremo smontare pezzo per pezzo la tesi dell'accusa. Risolvere
il caso non  affar nostro, e dopo ventidue anni si pu scommettere
che nessuno se ne sta pi occupando. Questo non  un
caso irrisolto. Lo Stato della Florida una sentenza l'ha emessa.
La verit  irrilevante.
...
6.

Quincy ha trascorso gli ultimi otto anni nell'Istituto carcerario
Garvin, una prigione nei paraggi di Peckham, piccola citt
rurale a circa un'ora d'auto dalla conurbazione di Orlando. Ci
sono venuto la prima volta quattro mesi fa, da prete, a portare
assistenza religiosa. Avevo tanto di camicia nera e collare. 
incredibile quanto mi rispettino molto pi come sacerdote che
come avvocato, perlomeno in prigione.
Oggi ho di nuovo il collare, ma  per prenderli un po' in
giro. Vicki si  occupata della burocrazia e mi ha registrato ufficialmente
come avvocato di Quincy. Il secondino alla reception
studia i documenti, studia il mio collare, ha dei dubbi ma
 troppo confuso per esprimerli. Consegno il cellulare, supero
il metal detector e aspetto per un'ora in una sala d'attesa tetra
sfogliando giornaletti scandalistici e chiedendomi per l'ennesima
volta dove diamine sta andando il mondo. Alla fine vengono
a prendermi, un altro secondino mi fa strada fuori dal primo
edificio e lungo un marciapiede affiancato dalla recinzione
e dal filo spinato. Ho visto cos tante prigioni dall'interno che
la severit dell'ambiente non mi stupisce pi. Sono tutte uguali,
sotto tanti orribili aspetti: tozzi edifici di cemento senza finestre,
cortili pieni di uomini in divisa che ammazzano il tempo
nell'ora d'aria, secondini che mi guardano storto e puzzano di
rancore perch sono un intruso venuto ad aiutare i delinquenti.
Giunti in un altro blocco entriamo in una stanza lunga, in cui
c' una fila di cubicoli. Il secondino ne apre uno e mi fa passare.
Quincy  gi l, dall'altra parte di una spessa finestra di
plastica. La porta si chiude e restiamo soli. Per complicare il pi
possibile le visite, il divisorio  privo di aperture e siamo costretti
a parlare con grossi ricevitori che avranno almeno trent'anni.
Se volessi consegnare un documento al mio cliente sarei costretto
a chiamare un secondino, che prima lo esaminerebbe,
poi lo porterebbe dall'altra parte.
Quincy sorride e picchietta con il pugno sulla finestra. Restituisco
il saluto,  la nostra stretta di mano ufficiale. Il mio cliente
ormai ha cinquantun anni, ma se non fosse per i capelli ingrigiti
ne dimostrerebbe quaranta. Ogni giorno solleva pesi, fa
karat, cerca di evitare la brodaglia che gli servono, si mantiene
snello e medita. Prende il ricevitore e dice: Per prima cosa,
Mr Post, la ringrazio di occuparsi del mio caso. All'istante gli
occhi gli diventano lucidi,  commosso.
Per almeno quindici anni Quincy  rimasto senza avvocato
n rappresentanti legali di alcun tipo, non c'era un cristiano al
mondo che volesse dimostrare la sua estraneit al delitto. So
per esperienza che un fardello come il suo  quasi insopportabile.
Un sistema corrotto l'ha messo dietro le sbarre e nessuno
ha voglia di combatterlo. Ha gi abbastanza pesi da portare in
quanto innocente, ed essere rimasto senza voce l'ha fatto sentire
davvero impotente.
Prego, si figuri rispondo.  un onore essere qui. Per i miei
clienti io sono solo Post, senza il "mister", quindi lasciamo perdere
le questioni di etichetta.
Un altro sorriso. D'accordo. Io sono solo Quincy, e diamoci
del tu.
I documenti sono tutti registrati, e sono ufficialmente a bordo.
Domande?
S, mi sembri una specie di prete. Come mai il collare?
Perch  cos, sono un pastore episcopale, e a volte il collare
mi aiuta a farmi rispettare un po' di pi.
Una volta qui c'era un prete che lo portava. Mai capito
perch.
 cresciuto nella comunit della Chiesa metodista episcopale
africana, anche i loro sacerdoti e vescovi portano il collare,
ma l'ha mollata da adolescente. A diciotto anni ha sposato
la sua ragazza perch era incinta, e non  mai stato un matrimonio
tranquillo. Dopo il primo, hanno fatto altri due figli. So
come si chiamano, dove abitano e che lavoro fanno, e so che non
parlano con lui dai tempi del processo. La sua ex moglie ha testimoniato
contro di lui. Il suo unico fratello si chiama Marvis,
un santo che lo viene a trovare ogni mese e di tanto in tanto gli
manda qualche soldo.
Quincy  fortunato: un solo giurato nero gli ha salvato la vita.
Altrimenti sarebbe finito nel braccio della morte in un'epoca in
cui la Florida ammazzava con una certa solerzia.
Come al solito, il dossier della Guardian su di lui  corposo,
sappiamo tutto il possibile.
Quindi, Post, che si fa adesso? chiede, sorridendo.
Ah, ci aspetta un sacco di lavoro. Cominciamo dal luogo del
delitto e indaghiamo su ogni dettaglio.
Ma  passato tanto tempo.
Certo, ma Keith Russo  ancora morto e quelli che hanno
testimoniato contro di te sono ancora vivi. Li troveremo, cercheremo
di guadagnarci la loro fiducia e vedremo cos'hanno
da dire oggi.
E l'informatore?
Strano ma vero, non  morto per overdose. Huffey  tornato
in prigione, ma in Arkansas. Su quarant'anni di vita ne ha passati
diciannove dietro le sbarre, sempre per droga. Andr a trovarlo.
Non speri che confessi che ha mentito, vero?
Chiss. Non si sa mai, con gli informatori. I bugiardi professionisti
sanno ridere delle loro bugie. Durante la sua miserabile
carriera ha fatto da informatore almeno altre cinque volte,
sempre dopo aver preso accordi sottobanco con i poliziotti.
Non ha nulla da guadagnare confermando le palle che ha raccontato
alla tua giuria.
Non dimenticher mai quando l'hanno fatto entrare, ripulitissimo,
camicia bianca e cravatta. Sulle prime non l'ho riconosciuto.
Erano passati mesi da che eravamo stati in cella insieme.
E quando ha cominciato a parlare della mia confessione
avrei voluto urlare. Era ovvio che i poliziotti gli avevano dato
tutti i dettagli del delitto, la luce saltata, la torcia eccetera. L ho
capito che ero fritto. Ho guardato la giuria, vedessi come abboccavano.
A tutte le sue bugie, dalla prima all'ultima. Ma sai
cosa, Post? Mentre ascoltavo Huffey ho pensato: "Oh, questo
qui ha giurato di dire la verit. E il giudice dovrebbe badare
che tutti dicano la verit. E il pubblico ministero, pure lui sa
che il suo testimone sta mentendo. Sa che  d'accordo con i poliziotti
per salvarsi". Lo sapevano tutti, tutti tranne quei coglioni
della giuria.
Mi vergogno a dirtelo, ma succede sempre, Quincy. I tribunali
di questo paese sono pieni di galeotti che fanno gli informatori
per convenienza. In altre nazioni civilizzate  illegale,
da noi no.
Quincy chiude gli occhi e scuote la testa. Vabbe', quando
vedi quel pezzo di merda digli che penso ancora a lui.
Pensare alla vendetta non ci aiuta, Quincy.  energia
sprecata.
Pu darsi, ma ho un sacco di tempo per pensare a tutto.
Parlerai anche con June?
Se vuole.
Scommetto di no.
La sua ex si  risposata tre armi dopo il processo, ha divorziato,
si  sposata di nuovo. Frankie l'ha trovata a Tallahassee,
dove all'anagrafe risulta June Walker. Evidentemente ha trovato
un po' di stabilit ed  la seconda moglie di Otis Walker,
elettricista nel campus universitario della Florida State. Abitano
in un quartiere borghese a maggioranza nera e hanno un figlio.
Lei ha cinque nipoti, figli dei figli avuti con Quincy, che
lui non ha mai visto nemmeno in foto. Dal processo non ha pi
visto nemmeno i suoi tre figli. Per lui sono ancora bambini,
imprigionati nel passato.
E perch non dovrebbe?
Perch pure lei ha mentito. E dai, Post, hanno mentito tutti,
no? Anche gli esperti.
Non so se gli esperti pensavano di mentire. Non hanno interpretato
correttamente i dati scientifici e hanno espresso opinioni
sbagliate, tutto qui.
Vabbe'. Questo sta a voi deciderlo. Quello che so io, dannazione,
 che June ha mentito. Sia sul fucile che sulla torcia,
e pure quando ha detto che la sera dell'omicidio ero in citt.
E perch avrebbe mentito, Quincy?
Lui scuote la testa come se avessi fatto una domanda stupida.
Posa il ricevitore, si stropiccia gli occhi, lo riprende. Eravamo
in guerra, Post. Non mi sarei mai dovuto sposare, potevamo
solo separarci. Russo ha mandato tutto a puttane con il divorzio
e all'improvviso mi sono ritrovato senza soldi per l'assegno
e gli alimenti. Lei era disoccupata, se la passava male. Appena
ho cominciato a restare indietro con i pagamenti mi ha denunciato.
Il divorzio  stato brutto, ma mai quanto quello che
 venuto dopo. A quel punto ci odiavamo e basta. Quando mi
hanno arrestato per omicidio le dovevo pi o meno quarantamila
dollari. Mi sa che glieli devo ancora. Diamine, mi denunci
pure un'altra volta.
Quindi l'ha fatto per vendetta?
Pi per odio. Non ho mai avuto un fucile, Post. Controllate
i registri.
Fatto. Non c' niente.
Visto?
Ma i registri contano poco, specialmente in questo Stato. Ci
sono cento modi di procurarsi un'arma.
A chi credi, Post, a me o alla bugiarda?
Quincy, se non ti credessi non sarei qui.
Lo so, lo so. Posso ancora capire il fucile, ma perch dire
balle sulla torcia? Non l'avevo mai vista. Diamine, nemmeno
al processo sono riusciti a tirarla fuori.
Se presumiamo che il tuo arresto, il processo e la condanna
siano stati accuratamente progettati per incastrare un innocente,
dobbiamo presumere anche che la polizia abbia consigliato a June
di dire che la torcia era tua. E che il suo movente sia stato l'odio.
Ma come facevo a pagarle tutti quei soldi dal braccio della
morte?
Ottima domanda, e mi stai chiedendo di entrare nella sua
testa.
Oh, no, stalle lontano.  matta come un cavallo.
Ci facciamo una gran risata. Quincy si alza e si stiracchia.
Quanto resti oggi, Post?
Tre ore.
Alleluia. Sai cosa, Post? La mia cella  due metri per tre, pi
o meno come il buco in cui stiamo adesso. Il mio compagno 
un bianco del Sud. Dentro per droga. Non un cattivo ragazzo,
non male come coinquilino, ma riesci a immaginare cos' vivere
dieci ore al giorno in gabbia con un altro essere umano?
No.
Ovviamente non spiccichiamo parola da pi di un anno.
Perch?
Non ci sopportiamo. Nulla contro i bianchi, Post, ma c'
un sacco di differenza, sai? Io ascolto la Motown, a lui piace la
sbobba country. Il mio letto  immacolato. Lui  uno straccione.
Io non tocco droga, lui  fatto un giorno s e uno no. Va bene,
basta, Post, chiudo il discorso, scusa. Non sopporto i piagnoni.
Non hai idea di quanto sono contento che tu sia qui.
 un onore essere il tuo avvocato, Quincy.
Ma perch? Non guadagni tanto, no? Cio, di sicuro non
rappresentando gente come me.
Non abbiamo ancora parlato di onorari, o sbaglio?
Mandami la parcella. Se non pago puoi denunciarmi.
Ridiamo mentre si siede, con il ricevitore incassato nel collo.
Sul serio, chi ti paga? chiede.
Lavoro per una fondazione senza scopo di lucro e no, non
guadagno tanto. Ma non lo faccio per soldi.
Dio ti benedica, Post.
Diana Russo ha testimoniato che in almeno due occasioni
sei andato nel loro ufficio a minacciare Keith.  vero?
No. Durante il divorzio ci sono stato diverse volte, ma chiusa
la causa ho smesso. Una volta che non mi rispondeva sono
andato in ufficio e s, ho pensato di spaccargli la testa con la
mazza da baseball. Ma la segretaria, la ragazzina alla reception,
ha detto che non c'era, che era in tribunale. Balle, perch dietro
l'ufficio era parcheggiata la sua macchina, una Jaguar di
lusso nera. Stavo per farle una piazzata, ma ho lasciato perdere.
Mi sono morso la lingua e arrivederci, non sono mai pi
tornato l. Giuro che  la verit, Post. Giuro. Diana ha mentito,
come tutti.
Ha dichiarato che gli hai telefonato ripetutamente a casa
per minacciarlo.
Altre balle. Le chiamate lasciano tracce, non sono cos stupido.
Il mio avvocato, Tyler Townsend, ha chiesto i tabulati alla
compagnia telefonica, ma Diana  riuscita ad impedirgli di averli.
Ci ha provato anche con un mandato, ma durante il processo
 scaduto il termine per ottenerlo. Dopo la condanna, il giudice
non ne ha pi voluto sapere. Non abbiamo mai visto un tabulato.
A proposito, hai parlato con Tyler?
No, ma  sulla lista. Sappiamo dove vive.
Un brav'uomo, Post, sul serio. Credeva in me e si  battuto
come un mastino, diavolo. Voi avvocati avete una brutta reputazione,
ma lui era uno bravo.
Mai pi contattato?
Figrati,  passato troppo tempo. Ci siamo scritti per anni,
anche dopo che ha mollato la legge. Una volta mi ha detto che
il mio caso gli ha fiaccato il morale. Sapeva che ero innocente,
e perdere il processo gli ha tolto la fiducia nel sistema, non riusciva
pi a starci dentro.  passato una decina d'anni fa, vederlo
 stata una benedizione, ma quanti brutti ricordi. Post, quando
mi ha visto si  messo a piangere.
Aveva una teoria sul vero assassino?
Quincy posa il ricevitore e guarda il soffitto, come se fosse
una domanda troppo complicata. Poi lo riprende e chiede: Ti
fidi di questi interfoni, Post?.
Origliare le conversazioni tra avvocati e clienti in prigione 
illegale, ma succede. Gli dico di no scuotendo la testa.
Neanch'io risponde lui. Ma se ti scrivo sono al sicuro,
giusto?
Giusto. I funzionari della prigione non possono aprire le
lettere relative a questioni legali, e a quanto ne so non ci provano
nemmeno. Troppo facile accorgersi se una busta  stata
manipolata.
A gesti, Quincy mi fa capire che me lo scriver. Annuisco.
Il fatto che nonostante i ventidue anni trascorsi in prigione,
dove le minacce dall'esterno non dovrebbero raggiungerlo,
Quincy sia ancora preoccupato la dice lunga. Keith Russo
 stato ammazzato per un motivo preciso. Qualcuno, di sicuro
non Quincy Miller, ha progettato l'assassinio, l'ha compiuto con
precisione e l'ha fatta franca. Poi un innocente  stato incastrato
a dovere grazie a diversi cospiratori: gente scaltra, chiunque
fossero e siano. Trovarli potrebbe essere impossibile, ma se non
pensassi che l'innocenza di Quincy  dimostrabile non sarei qui.
Quelli sono ancora in circolazione, e Quincy non ha mai smesso
di pensarci.
Le tre ore passano in fretta mentre parliamo di un po' di tutto:
libri - ne legge due o tre alla settimana -, i condannati che ho
fatto scagionare - lo affascina conoscerne le storie -, politica -
si informa su giornali e riviste -, musica - gli piace la roba anni
Sessanta di Detroit -, le carceri - ce l'ha con un sistema che fa
pochissimo per riabilitare i detenuti -, sport - ha un televisorino
a colori e non si perde una partita, nemmeno di hockey.
Quando il secondino bussa alla porta, saluto e prometto che
torner. Ci tocchiamo i pugni attraverso il divisorio e Quincy
mi dice un altro grazie.
...
7.

La Chevrolet Impala di Otis Walker  parcheggiata in una piazzola
riservata al personale, dietro gli impianti al margine del
campus. Frankie si  fermato l accanto ad aspettare. L'Impala
 del 2006, Otis l'ha comprata usata chiedendo un prestito a
una cooperativa di credito. Vicki ha una copia di tutti i documenti.
La sua seconda moglie, June, guida una berlina Toyota
senza ipoteche. Il loro figlio sedicenne non ha ancora la patente.
Cinque minuti dopo le diciassette, Otis esce dall'edificio accompagnato
da due colleghi e si dirige al parcheggio. Frankie
scende dall'auto e controlla una gomma. I colleghi si allontanano
salutando; mentre Otis sta per aprire la portiera del conducente,
Frankie si materializza dal nulla e dice: Ehi, Mr Walker,
ha un momento?.
Otis appare immediatamente sospettoso, ma Frankie  un
nero con un bel sorriso, e Otis non  il primo estraneo che avvicina.
Forse risponde.
Frankie gli porge la mano e si presenta: Mi chiamo Frankie
Tatum e faccio l'investigatore per un avvocato di Savannah.
Adesso Otis  ancora pi sospettoso. Apre la portiera, getta
dentro il cestino del pranzo, richiude la portiera. Okay
commenta.
Frankie alza entrambe le mani in una finta resa e lo rassicura:
Vengo in pace. Sto solo cercando informazioni su un vecchio
caso.
A questo punto un bianco rifiuterebbe seccamente, ma Frankie
ha l'aria innocua. La ascolto dice Otis.
Di certo sua moglie le ha parlato del suo primo marito,
Quincy Miller.
Quel nome provoca un lieve sussulto in Otis, che per  abbastanza
curioso da non chiudere subito il discorso. Non granch
risponde.  stato molto tempo fa. Cosa c'entra lei con Quincy?
L'avvocato per cui lavoro lo rappresenta. Siamo convinti
che Quincy sia stato incastrato per quel delitto e stiamo cercando
di dimostrarlo.
Allora buona fortuna. Quincy ha avuto quel che si meritava.
In realt no, Mr Walker. Quincy  un innocente incarcerato
da ventidue anni per un crimine che non ha commesso.
Lo crede davvero?
S. E anche l'avvocato per cui lavoro.
Otis ci riflette un attimo. Ha la fedina penale pulita, non 
mai stato in prigione, ma suo cugino se la sta vedendo brutta
per aver aggredito un poliziotto bianco. Nell'America bianca,
le prigioni sono bei posti in cui uomini cattivi pagano per i loro
crimini. In quella nera, troppo spesso sono usate come depositi
per tenere le minoranze lontane dalla strada.
E allora chi ha ucciso quell'avvocato? chiede Otis.
Non lo sappiamo, e magari non lo sapremo mai. Ma stiamo
cercando di scoprire la verit e far uscire Quincy.
Non so se posso aiutarla.
Pu farlo sua moglie. All'epoca ha testimoniato contro di lui.
Sono sicuro che le ha detto tutto di questa faccenda.
Otis si guarda attorno con aria imbarazzata. Pu essere,
ma  stato tanto tempo fa. Sono anni che non nomina Quincy.
Posso parlare con sua moglie?
Di cosa?
Della sua testimonianza. Ha mentito, Mr Walker. Ha detto
alla giuria che Quincy possedeva un fucile calibro 12.  l'arma
del delitto, ma era di qualcun altro.
Senta, io ho conosciuto June anni dopo il delitto. Anzi, prima
di incontrare me era gi stata sposata con un altro. Io sono il numero
tre, capisce? So che ha avuto un periodo difficile quand'era
pi giovane, ma adesso la nostra vita  serena. L'ultima cosa
che vuole  avere guai a causa di Quincy Miller.
Sto chiedendo il suo aiuto, Otis, nient'altro. Abbiamo un
fratello che marcisce in prigione a meno di due ore da qui. I
poliziotti bianchi, i pubblici ministeri bianchi e i giurati bianchi
hanno detto che ha ucciso un avvocato bianco. Non  andata
cos.
Otis sputa per terra, si appoggia alla portiera e incrocia le
braccia.
Frankie insiste dolcemente. Senta, io sono stato dentro quattordici
anni per un omicidio commesso da un altro. So cosa vuol
dire, okay? Sono stato fortunato e sono uscito, ma altri innocenti
stanno ancora l. Gente come lei e me. Ce ne sono tanti in
prigione. Stiamo solo cercando di aiutare Quincy.
Quindi cosa c'entra June in tutto questo?
Le ha mai parlato della torcia?
Otis ci pensa un momento e fa segno di no con la testa. Frankie
non vuole che ci siano pause nella conversazione. C'era una
torcia schizzata di sangue. I poliziotti dissero che veniva dal
luogo del delitto. Quincy non l'ha mai vista, n toccata. June dichiar
alla giuria che ne aveva una molto simile. Non era vero,
Otis. Non era vero. Disse anche alla giuria che la notte del delitto
Quincy era dalle parti di Seabrook. Non era vero. Era con
una ragazza ad un'ora di auto da l.
Otis  sposato con June da diciassette anni. Frankie sta dando
per scontato che sia consapevole dei suoi problemi con la
verit, quindi perch menare il can per l'aia?
Le sta dando della bugiarda? chiede Otis.
No, adesso no. Ma ha detto lei stesso che allora era una donna
diversa. Lei e Quincy erano in guerra. Lui le doveva un mucchio
di soldi che non aveva. I poliziotti hanno fatto pressione
su June perch si presentasse al banco dei testimoni a puntare
il dito.
 passato un sacco di tempo, amico.
Verissimo. Lo chieda a Quincy. Lui ha trascorso ventidue
anni in prigione.
Okay, mettiamo che allora non abbia detto la verit. Pensate
che adesso lo ammetterebbe? Ma per piacere.
Vorrei solo parlarle. So dove lavora June. Sarei potuto andare
l, ma non  nel nostro stile. Questa non  un'imboscata,
Otis. Rispetto la vostra privacy e le sto chiedendo di parlarne
con sua moglie. Tutto qui.
A me sembra proprio un'imboscata.
Cos'altro potevo fare? Mandarle un'e-mail? Senta, adesso
me ne vado. Lei le parli e vediamo cosa dice.
So cosa dir. Non vorr avere niente a che fare con Quincy
Miller.
Temo che le toccher comunque. Frankie gli porge un biglietto
da visita della Guardian Ministries. Qui c' il mio numero
di telefono. Vi sto soltanto chiedendo un favore, Otis.
Otis lo prende e se lo rigira in mano. Siete una specie di
chiesa?
No. Il tizio che gestisce lo studio  l'avvocato che mi ha tirato
fuori di prigione.  anche un prete.  una brava persona. Lui
fa questo: fa uscire di prigione le persone innocenti.
 un bianco?
Sissignore.
Dev'essere un farabutto.
Le piacer. E anche a June. Ci dia una chance, Otis.
Non ci conti troppo.
Grazie del suo tempo.
Non c' di che.
...
8.

Alla Guardian abbiamo una serie di dpliant che usiamo a seconda
dello scopo. Se il nostro obiettivo  un bianco, scelgo quella
con la mia faccia sorridente al centro della foto. Con il collare.
Se dobbiamo avvicinare una bianca, in primo piano c' Vicki. I
neri si beccano Mazy che tiene sottobraccio un nero che abbiamo
scagionato. Ci piace dire che il colore della pelle non conta, ma
non  sempre vero. Spesso lo sfruttiamo per aprire qualche porta.
Zeke Huffey  bianco, perci gli ho inviato il mio dpliant
insieme a una lettera prolissa in cui lo informavo che la nostra
piccola fondazione era venuta a conoscenza della sua vicenda e
che ci saremmo fatti vivi. Due settimane dopo, ho ricevuto una
lettera scritta a mano sul foglio di un quaderno a righe con cui
mi ringraziava per l'interesse dimostrato. Ho risposto come di
consueto, chiedendogli se avesse bisogno di qualcosa. Come mi
aspettavo, nella lettera successiva ha detto di aver bisogno di soldi,
perci gli ho spedito un vaglia da duecento dollari domandandogli
se potevo andare a trovarlo. Ovviamente ha accettato.
Zeke  un criminale recidivo che  stato dentro in tre Stati diversi.
 originario della zona di Tampa, ma non abbiamo trovato
tracce della sua famiglia. A venticinque anni ha sposato una
donna che l'ha mollato, divorziando, subito dopo che  stato
beccato e condannato per traffico di droga. Per quel che ne sappiamo
non ha figli, e supponiamo che abbia pochi visitatori. Tre
anni fa l'hanno beccato per droga a Little Rock, in Arkansas,
e ora si sta facendo cinque anni nella Terra delle Opportunit.
La sua carriera come spione prezzolato cominci con il processo
a Quincy Miller. Quando testimoni aveva diciotto anni;
un mese dopo il processo le accuse a suo carico per droga furono
ridotte e lui venne scarcerato. Il compromesso funzion cos
bene che lo ripet parecchie volte. Ogni prigione ha un drogato
che deve ancora scontare alcuni anni e non vede l'ora di risparmiarseli.
Lo spergiuro di una spia ben istruita da poliziotti
e avvocati pu essere molto efficace. I giurati non riescono a
credere che un testimone, qualsiasi testimone, possa dichiarare
solennemente di dire la verit e poi propinare a tutti una storia
di pura invenzione.
In questo periodo Zeke sta scontando una pena in un carcere
"satellite", una struttura di minima sicurezza in mezzo ai campi
di cotone dell'Arkansas settentrionale. Non so bene perch la
definiscano satellite.  una prigione come un'altra, con le consuete
architettura e recinzione terribili. Sfortunatamente  gestita
a scopo di lucro da un ente privato, il che vuol dire che i secondini
guadagnano ancora meno che nel settore pubblico e che ce
ne sono pochissimi, che si mangia persino peggio che altrove,
che lo spaccio frega i detenuti su tutto - dal burro di arachidi
alla carta igienica - e che l'assistenza sanitaria  pressoch inesistente.
Suppongo che in America qualsiasi cosa, incluse l'istruzione
e le strutture correttive, sia facile bersaglio dei pescecani.
Vengo scortato sino a una stanza con una fila di cabine isolate
per le visite degli avvocati. Una guardia mi chiude dentro a
chiave. Mi siedo e fisso lo spesso divisorio di plastica. Passano
alcuni minuti, poi mezz'ora, ma non ho fretta. La porta sull'altro
lato si apre ed entra Zeke Huffey, che mi sorride mentre il
secondino gli toglie le manette. Quando siamo soli, domanda:
Perch siamo nella stanza degli avvocati?. Mi sta guardando
il collare.
Piacere di conoscerla, Zeke. Grazie per aver trovato il tempo
di vedermi.
Oh, di tempo ne ho un sacco. Non sapevo fosse un avvocato.
Sono avvocato e prete. Come la trattano qui?
Ride e si accende una sigaretta. Ovviamente la stanza non ha
un sistema di ventilazione. Ho visto un bel po' di prigioni, e
questa  la peggiore commenta. Di propriet dello Stato ma
gestita da una societ di nome Atlantic Corrections Corporation.
Mai sentita?
S, ho visitato parecchie delle loro strutture. Siete messi proprio
male, eh?
Quattro dollari per un rotolo di carta igienica che ne dovrebbe
costare uno. Ci danno un rotolo alla settimana, carta vetrata
che quando cammini ti fa zoppicare.  stata una fortuna
che lei mi abbia spedito i soldi. Grazie, Mr Post. Ad alcuni dei
miei compagni non arriva mai neanche un centesimo da fuori.
Ripugnanti tatuaggi da carcerato gli si arrampicano sul collo.
Ha gli occhi e le guance incavati, lo sguardo di un tossico di
strada che per la maggior parte della vita si  sballato con droghe
scadenti.
Quando mi sar possibile gliene invier altri, ma abbiamo
a disposizione un budget limitato.
Chi siete e perch  qui, in realt? A me mica serve un
avvocato.
Lavoro per una fondazione senza scopo di lucro, la nostra
missione  salvare detenuti innocenti. Uno dei nostri clienti 
Quincy Miller, se lo ricorda?
Fa una risatina e sbuffa una nuvoletta di fumo. Quindi  venuto
qui con una scusa, eh?
Vuole che me ne vada?
Dipende da cosa vuole lei. In quanto criminale recidivo,
Zeke sa che il gioco  improvvisamente cambiato, e ne conosce
bene le regole: voglio qualcosa che pu darmi solo lui, e sta gi
pensando a come capitalizzare.
Cominciamo dalla verit propongo.
Ride e replica: Verit, giustizia e lo stile di vita americano.
Lei dev'essere pazzo, Post, se viene a cercare la verit qui.
 il mio lavoro, Zeke.  l'unico modo che ho per tirare Quincy
fuori di prigione. Sappiamo entrambi che lei  uno spione esperto
che al processo di Quincy ha mentito alla giuria. Quincy non
le ha mai confessato nulla. I dettagli del crimine glieli hanno
forniti i poliziotti e il pubblico ministero che le ha fatto imparare
la storiella. La giuria se l' bevuta e Quincy  rinchiuso da
ventidue anni.  il momento di farlo uscire.
Zeke sorride come se mi stesse solo assecondando. Ho fame.
Pu farmi avere una Coca e delle noccioline?
Certo. Non  insolito, persino in un posto come questo, che
i visitatori comprino degli snack. Picchietto sulla porta e dopo
un po' una guardia viene ad aprire. Mi accompagna ad una parete
di macchinette, dove comincio a inserire centesimi. Due
dollari per una bibita, un dollaro ciascuno per due pacchetti di
noccioline. La guardia mi riporta allo stanzino e dopo qualche
minuto ricompare di fianco a Zeke e gli porge gli snack. Grazie
dice lui, e prende la bibita.
 importante mantenere viva la conversazione, non posso
indugiare. Come l'hanno convinta i poliziotti a testimoniare
contro Quincy?
Lei lo sa come agiscono, Mr Post. Sono sempre in cerca di
testimoni, soprattutto se non hanno prove. Non ricordo i dettagli.
 passato tanto tempo.
S. Di certo ne  passato per Quincy. Pensa mai a lui, Zeke?
Lei sa quanto  brutta la prigione. Si ferma mai a riflettere sul
fatto che ha contribuito a mettere un innocente dietro le sbarre
per il resto della sua vita?
In realt no. Sono stato troppo occupato a fare altre cose, sa
com'...
No, non lo so. Quincy ha la possibilit di uscire.  un'impresa
difficile, ma lo sono tutte. Questo  il mio lavoro, Zeke, e
so quello che faccio. Ci serve il suo aiuto.
Cio? Cosa si aspetta da me?
Dica la verit. Firmi una deposizione giurata in cui ammette
di aver dichiarato il falso al processo e che l'ha fatto perch
i poliziotti le hanno offerto un buon accordo.
Lui mastica una manciata di noccioline e fissa il pavimento.
Insisto. So cosa sta pensando, Zeke. Sta pensando che la Florida 
lontanissima e lei non desidera affatto essere coinvolto in un caso
cos vecchio. Sta pensando che, se adesso se ne esce con la verit,
i poliziotti e il pubblico ministero la accuseranno di spergiuro
e le affibbieranno un'altra condanna. Ma questo non succeder.
Il suo spergiuro  caduto in prescrizione da parecchio tempo. E
poi lo sceriffo  in pensione. Il pubblico ministero anche. Il giudice
 morto. Da quelle parti il sistema non ha nessun interesse per
lei. Lo tenga presente, non ha niente da guadagnare e niente da
perdere aiutando Quincy a uscire.  davvero facilissimo, Zeke.
Faccia la cosa giusta, dica la verit, e la sua vita andr avanti.
Senta, Mr Post, mi mancano diciassette mesi, e non voglio
mandare tutto a puttane.
Allo Stato dell'Arkansas non importa quello che lei ha fatto
in un'aula giudiziaria della Florida ventidue anni fa. Qui non
ha spergiurato. A questi tizi non potrebbe fregare di meno. Una
volta che sar fuori con la condizionale, il loro unico pensiero
sar di riempire con qualcun altro il posto che si  liberato. Sa
come funziona, Zeke.  un professionista.
 cos stupido che davanti al complimento sorride. Gli piace
l'idea di essere quello che controlla la situazione. Sorseggia
la sua bibita, accende un'altra sigaretta. Non so, Mr Post, a
me sembra molto rischioso. Perch dovrei farmi coinvolgere?
Perch no? Non  tenuto alla lealt verso poliziotti e avvocati.
A quelli non importa cosa le succede, Zeke. Siete su due
fronti diversi. Faccia qualcosa di buono per uno dei suoi.
C' una lunga pausa. Il tempo non significa nulla. Zeke finisce
un pacchetto di noccioline ed apre il secondo. Non ho mai
conosciuto un avvocato che faceva quello che fa lei. Quante persone
innocenti ha liberato? mi chiede.
Negli ultimi dieci anni, otto. Tutti innocenti. Al momento
abbiamo sei clienti, incluso Quincy.
Pu far uscire me? domanda, ed entrambi lo troviamo
divertente.
Be', Zeke, se pensassi che  innocente farei un tentativo.
Probabilmente perderebbe il suo tempo.
Probabile. Pu aiutarci, Zeke?
Quando si comincia?
Siamo gi al lavoro. Indaghiamo su ogni dettaglio e cerchiamo
prove a favore dell'innocenza. Ma  un procedimento lento,
come pu immaginare. Lei non ha fretta, ma vorrei che ci
tenessimo in contatto.
Certo, Mr Post, e se le avanza qualche dollaro me lo faccia
avere. Noccioline e Coca-Cola sono un pasto di lusso in questa
topaia.
Le invier dei soldi, Zeke. E, se a lei avanza qualche minuto,
pensi a Quincy. Glielo deve.
Lo far.
...
9.

Carrie Holland aveva diciannove anni quando dichiar alla
giuria di aver visto un nero correre lungo una strada buia la
sera dell'omicidio. Era della stessa altezza e corporatura di
Quincy e aveva in mano una specie di bastone, o roba del genere.
Carrie disse che subito dopo aver parcheggiato di fronte
a un condominio aveva sentito provenire dalla direzione
dell'ufficio di Russo, a tre isolati da l, due rumori forti, e poi
visto un uomo che scappava. Durante il controinterrogatorio,
Tyler Townsend part alla carica. La ragazza non viveva nell'edificio,
ma aveva sostenuto di essere andata l a trovare un'amica.
Come si chiamava? Carrie esit e Tyler si finse incredulo
e la sbeffeggi. Quando le intim: "Mi dica come si chiama
la sua amica e la definir una testimone", il pubblico ministero
fece obiezione ed il giudice la accolse. Leggendo il verbale
del processo si direbbe che la ragazza non fosse in grado di ricordare
un nome.
Tyler si concentr sulla strada dove aveva parcheggiato,
priva di illuminazione. Usando una cartina localizz con delle
puntine gli edifici e la distanza dell'auto di Carrie dall'ufficio
di Russo e sollev dubbi sulla sua capacit di aver visto ci
che dichiarava. Discusse con lei finch il giudice intervenne e
lo fece smettere.
Carrie aveva una condanna per droga risalente all'anno prima
e Tyler la aggred su quel punto. Le chiese se fosse sotto
l'effetto di sostanze stupefacenti anche sul banco dei testimoni
e insinu che fosse ancora tossicodipendente. Volle sapere
se era vero che usciva con un agente di polizia della contea di
Ruiz. Lei neg. Il controinterrogatorio cominciava a trascinarsi
troppo, e il giudice chiese all'avvocato di tagliare corto. Quando
lui protest, osservando che il pubblico ministero si era preso
tutto il tempo che voleva, il giudice lo minacci di oltraggio
alla corte, e non fu la prima volta. Tyler concluse; a quel punto
aveva insinuato dubbi sulla credibilit di Carrie Holland, ma
l'aveva anche maltrattata verbalmente al punto di rendere la
giuria solidale con lei.
Poco tempo dopo il processo, Carrie cambi aria.  vissuta
per un po' nei pressi di Columbus, in Georgia: si  sposata, ha
avuto due figli, ha divorziato ed  sparita nel nulla. A Vicki  occorso
un anno di ricerche d'archivio e online per trovarla sotto
il nome di Carrie Pruitt, in un'area remota del Tennessee occidentale.
Lavora in un mobilificio vicino a Kingsport e abita in
campagna in una casa mobile che condivide con un certo Buck.
A suo favore, va detto che ha cercato di stare lontana dai guai.
Sulla sua fedina compare solo la condanna per droga a Seabrook,
che non  mai stata cancellata. Supponiamo che Carrie sia pulita
e sobria, e nel nostro lavoro  sempre un vantaggio in pi.
Un mese fa Frankie  riuscito a farsi un giretto in zona per
la sua solita ricognizione. Ha scattato foto alla casa mobile ed ai
campi che la circondano, e alla fabbrica in cui lavora Carrie.
Grazie a un investigatore di Kingsport ha saputo che uno dei
figli  nell'esercito e l'altro vive a Knoxville. Buck fa il camionista
e non ha precedenti penali. Strano ma vero, suo padre era
pastore in una chiesetta di campagna ad una trentina di chilometri
da dove vivono. Potrebbe esserci un elemento di stabilit
in famiglia.
Ci sono anche ottime probabilit che n Buck, n chiunque
altro nel raggio di centinaia di chilometri sappia qualcosa del
passato di Carrie. Il che complica le cose. Perch mai lei dovrebbe
riesumare il suo breve incontro con Quincy Miller di due decenni
fa e sconvolgere la vita che ha adesso?
Mi trovo con Frankie in una tavola calda a Kingsport, e parliamo
delle foto davanti a un piatto di waffle. La casa mobile 
isolata, sul retro ha un recinto in cui Buck tiene i cani da caccia.
Ovviamente lui guida un pick-up. Lei ha una Honda. Vicki ha
passato in rassegna i numeri di targa e verificato la propriet.
Nessuno dei due  iscritto alle liste elettorali. Accanto alla casa,
sotto una pensilina c' una bella barchetta. Buck evidentemente
fa sul serio in quanto a caccia e pesca.
Quel posto ha un'aria che non mi piace commenta Frankie
sfogliando le foto.
Ho visto di peggio ribatto, ed  verissimo. Ho bussato a molte
porte con l'ansia di trovarmi davanti un dobermann o un fucile.
Ma ipotizziamo che Buck non sappia niente del suo passato,
che non abbia mai sentito nominare Quincy. In tal caso, possiamo
anche pensare che Carrie ci tenga davvero molto a non parlarne
con nessuno.
Infatti. Perci stiamo alla larga dalla casa.
A che ora esce per andare al lavoro?
Non lo so, ma timbra il cartellino alle otto e stacca alle cinque,
non fa pausa pranzo. Guadagna circa nove dollari all'ora.
 alla catena di montaggio, non in ufficio, perci non puoi
chiamarla sul lavoro.
E comunque in mezzo ai colleghi non parlerebbe. Come
sono le previsioni per sabato?
Cielo limpido e soleggiato. Perfetto per andare a pesca.
Speriamo.
All'alba di sabato Frankie sta facendo benzina davanti a un minimarket
a circa un chilometro e mezzo dalla casa mobile.  il
nostro giorno fortunato, o almeno cos pensiamo per un attimo.
Buck e un amico passano sfrecciando con la barca sul rimorchio,
diretti a un lago od un fiume. Frankie mi chiama, e io telefono
subito al numero fisso di Carrie, che ho trovato sull'elenco.
Risponde una voce femminile assonnata. In tono amichevole,
dico: Ms Pruitt, mi chiamo Cullen Post, sono un avvocato
di Savannah. Ha un minuto?.
Chi? Cosa vuole? Il tono assonnato svanisce.
Mi chiamo Cullen Post. Vorrei parlarle di un processo in cui
 stata coinvolta molto tempo fa.
Ha sbagliato numero.
Ho controllato all'anagrafe e so che all'epoca lei si chiamava
Carrie Holland e viveva a Seabrook, in Florida. Non si preoccupi,
non ho intenzione di causarle problemi.
Ha sbagliato numero, signore.
Rappresento Quincy Miller.  in carcere da ventidue anni per
colpa sua, Carrie. Il minimo che possa fare  concedermi mezz'ora.
La chiamata viene interrotta. Dieci minuti dopo, parcheggio
davanti alla casa mobile. Frankie mi aspetta poco lontano, nel
caso mi sparassero contro.
Alla fine Carrie viene alla porta, la apre lentamente ed avanza
di un passo sullo stretto porticato di legno.  magra e indossa
un paio di jeans attillati. I capelli biondi sono tirati indietro.
Anche senza trucco  una bella donna, ma gli anni di nicotina
le hanno lasciato rughe attorno agli occhi e alla bocca. Tiene in
mano una sigaretta e mi guarda torva.
Ho il collare da prete, per non sembra colpita. Sorrido. Mi
scusi se irrompo in questo modo, ma passavo proprio di qua.
Che cosa vuole? mi chiede, e aspira dalla sigaretta.
Voglio che il mio cliente esca di prigione, Carrie, e ho bisogno
di lei. Senta, non sono qui per metterla in difficolt o darle
il tormento. Scommetto che Buck non ha mai sentito nominare
Quincy Miller, giusto? Non posso darle torto, nemmeno io
ne parlerei. Ma Quincy  ancora dentro per un delitto commesso
da qualcun altro. Non ha ucciso nessuno. Lei non ha visto
un nero scappare dal luogo del delitto; ha testimoniato perch
glielo hanno chiesto i poliziotti, vero? Usciva con uno di loro e
perci la conoscevano. Avevano bisogno di una testimonianza
e lei aveva qualche problemino di droga, dico bene, Carrie?
Come ha fatto a trovarmi?
Non  che si stia proprio nascondendo.
Se non se ne va chiamo la polizia.
Sollevo le mani in una finta resa. Nessun problema. Questa
 casa sua. Me ne vado. Getto un biglietto da visita sul prato.
Questo  il mio numero. Il mio lavoro mi impedir di lasciarla
perdere, perci torner. E prometto che non far saltare la sua
copertura. Voglio solo parlarle, Carrie. Ventidue anni fa ha fatto
una cosa terribile ed  il momento di sistemarla.
Non si muove, rimane a guardarmi mentre mi allontano in
auto.
La lettera di Quincy  scritta a mano in un ordinato stampatello.
Ci avr messo delle ore.

CARO POST,
GRAZIE ANCORA PER AVER ACCETTATO DI RAPPRESENTARMI.
NON PUOI IMMAGINARE COSA VUOL DIRE ESSERE RINCHIUSO QUI
SENZA NESSUNO CHE CREDE IN TE. IN QUESTI GIORNI SONO UN
UOMO DIVERSO, POST, E SOLO GRAZIE A TE. ADESSO METTITI AL
LAVORO E TIRAMI FUORI DI QUI.
MI HAI CHIESTO SE IL MIO BRAVISSIMO E GIOVANE AVVOCATO
TYLER TOWNSEND AVEVA UNA TEORIA SUL VERO ASSASSINO. MI
HA DETTO TANTE VOLTE CHE In QUELLA ZONA DELLA FLORIDA
ERA RISAPUTO CHE KEITH RUSSO E LA MOGLIE LAVORAVANO PER
LE PERSONE SBAGLIATE. FACEVANO GLI AVVOCATI PER DEI TRAFFICANTI
DI DROGA. COMINCIARONO A GUADAGNARE UN MUCCHIO
DI SOLDI E LA COSA VENNE NOTATA. A SEABROOK NON GIRANO
MOLTI SOLDI, NEMMENO PER GLI AVVOCATI, PERCI LA
GENTE SI INSOSPETT. LO STESSO SCERIFFO PFITZNER ERA CORROTTO
E TYLER DICEVA CHE C'ENTRAVA PURE LUI CON LA DROGA.
PROBABILMENTE ANCHE CON IL DELITTO.
QUESTO LO SO PER CERTO, POST. QUALCUNO HA MESSO QUELLA
MALEDETTA TORCIA NEL BAGAGLIAIO DELLA MIA MACCHINA,
E SO CHE  STATO PFITZNER.  STATA UNA GIGANTESCA MONTATURA
E BASTA. SAPEVANO CHE A SEABROOK SAREBBE STATO PI
FACILE CONDANNARE UN NERO INVECE DI UN BIANCO, E DIO SE
AVEVANO RAGIONE.
ERA STATO UN AMICO A DIRMI CHE NEL DIVORZIO AVREI DOVUTO
FARMI RAPPRESENTARE DA RUSSO. PESSIMO, PESSIMO CONSIGLIO.
MI HA CHIESTO UNA PARCELLA ASSURDA E HA FATTO UN
LAVORO ORRIBILE. A MET DELLA VICENDA HO CAPITO CHE NON
VOLEVA NEMMENO FARE L'AVVOCATO DIVORZISTA. QUANDO IL
GIUDICE HA STABILITO CHE DOVEVO PAGARE TUTTI QUEGLI ALIMENTI
A LEI E L'ASSEGNO AI FIGLI IO HO DETTO A RUSSO: MA MI
PRENDE IN GIRO? NON POSSO ASSOLUTAMENTE PERMETTERMI
'STA CIFRA. SAI COSA MI HA RISPOSTO? CHE ERO STATO FORTUNATO
PERCH POTEVA ESSERE DI PI. IL GIUDICE ERA UN DEVOTO
UOMO DI CHIESA E NON GLI PIACEVANO PER NIENTE QUELLI CHE
DANNO LA CACCIA ALLE GONNELLE. LA MIA EX AVEVA DETTO
CHE ME NE ANDAVO A SCOPARE IN GIRO. RUSSO SI  COMPORTATO
COME SE AVESSI AVUTO QUEL CHE MERITAVO.
ANCHE A LUI PIACEVANO LE DONNE. COMUNQUE, ADESSO BASTA.
 MORTO.
TYLER NON SAPEVA PERCH AVEVANO AMMAZZATO RUSSO,
MA QUANDO HAI A CHE FARE CON I TRAFFICANTI MAGARI FINISCE
CHE GLI PESTI I PIEDI. MAGARI SI  TENUTO TROPPI SOLDI,
MAGARI FACEVA LA SPIA PER I POLIZIOTTI. MAGARI LA MOGLIE
NON VOLEVA PERDERE QUELLO CHE AVEVANO. L'HO INCROCIATA
UN PAIO DI VOLTE NELLO STUDIO E NON MI  PIACIUTA. UN OSSO
DURO.
DOPO IL MIO PROCESSO, TYLER HA RICEVUTO DELLE MINACCE
E SI  SPAVENTATO UN SACCO.  ANDATA A FINIRE CHE L'HANNO
FATTO SCAPPARE. HA DETTO CHE A SEABROOK C'ERA GENTE
CATTIVA E CHE SE LA VOLEVA LASCIARE ALLE SPALLE. QUALCHE
ANNO DOPO, QUANDO I MIEI APPELLI ERANO FINITI E LUI NON
ERA PI IL MIO AVVOCATO, MI HA RACCONTATO CHE A SEABROOK
AVEVANO AMMAZZATO UN VICESCERIFFO. HA DETTO CHE FORSE
ERA COLLEGATO AL DELITTO DI RUSSO E ALLE BANDE DEI TRAFFICANTI.
MA ERANO SOLO IPOTESI.
QUINDI, POST, QUESTA  LA TEORIA DI TYLER SU CHI HA DAVVERO
UCCISO RUSSO. PENSAVA CHE PROBABILMENTE ERA COINVOLTA
LA MOGLIE. MA ORMAI  TROPPO TARDI PER DIMOSTRARLO.
GRAZIE ANCORA, POST. SPERO CHE QUESTA LETTERA TI SIA
D'AIUTO E SPERO DI RIVEDERTI PRESTO. DATTI DA FARE.
IL TUO CLIENTE ED AMICO, QUINCY MILLER.
...
10.

L'esperto in tracce ematiche che testimoni contro Quincy era
un certo Paul Norwood, ex ispettore della squadra Omicidi di
Denver. Dopo qualche anno trascorso sulle scene del crimine
aveva deciso di restituire il distintivo, comprarsi un paio di begli
abiti e fare il consulente tecnico nei tribunali. Non si era mai
diplomato e non aveva tempo di prendere una laurea in criminologia
od in qualcosa che c'entrasse con la vera scienza, perci
si mise a seguire seminari e laboratori di scienze forensi e a leggere
libri e articoli scritti da altri esperti. Aveva la lingua sciolta,
un vocabolario ricco e gli riusciva facile convincere i giudici
che sapeva di cosa parlava. Una volta accreditatosi come perito,
gli riusc ancora pi facile convincere i giurati pi sempliciotti
che le sue opinioni si basavano su incontestabili fatti scientifici.
Norwood non era un caso isolato, anzi: negli anni Ottanta
e Novanta i tribunali penali di tutta la nazione pullulavano di
consulenti e di autoproclamati esperti negli argomenti pi disparati,
che seducevano le giurie con le loro opinioni a ruota
libera. A peggiorare le cose si aggiungevano i telefilm polizieschi
pi seguiti, nei quali gli investigatori della Scientifica erano
geniali segugi capaci di decifrare delitti complessi grazie a
un'infallibile competenza. Ai pi famosi bastava un'occhiata ad
un cadavere insanguinato per individuare il colpevole entro un
paio d'ore al massimo. Nel mondo reale, invece, migliaia di imputati
venivano condannati e sbattuti in galera a causa di teorie
sbilenche su macchie o schizzi di sangue, incendi dolosi, segni
di morsi, tessuti, vetri sfondati, capelli e peli pubici, impronte
di scarpe, balistica e persino impronte digitali.
I bravi avvocati difensori contestavano la credibilit di questi
esperti, ma raramente riuscivano a batterli. Spesso i giudici
rimanevano sopraffatti da tante nozioni scientifiche ed avevano
pochissimo tempo, sempre che ne avessero, per farsi una cultura.
Se un consulente esterno aveva studiato almeno un po' e
sembrava sapere di cosa parlava, era autorizzato a deporre. Con
il passare degli anni i giudici presero a rispettare la regola non
scritta per cui se un testimone si era qualificato come esperto
in altri processi di altri Stati doveva essere di certo un'autorit
incontestabile. Le corti d'appello li imitarono confermando
condanne senza mettere mai davvero in dubbio la scientificit
dei pareri dei consulenti, e questo rafforz ulteriormente la
loro reputazione. E pi si allungavano i curriculum, maggiore
era il numero di teorie di colpevolezza basate su semplici opinioni
personali.
Pi Paul Norwood testimoniava, pi scaltro si faceva. Nel
1987, un anno prima del processo a Quincy, partecip a un seminario
di ventiquattro ore sull'analisi delle macchie di sangue
organizzato da una compagnia privata del Kentucky. Superato
l'esame del corso, ricevette il certificato che dimostrava la sua
preparazione ed aggiunse una voce al sempre pi ricco elenco
delle sue competenze. Presto cominci a stupire le giurie con
perizie scientifiche sui molti modi in cui il sangue si disperde
sul luogo di un delitto macabro. Era esperto in esame delle
tracce ematiche, ricostruzione della scena del crimine, balistica
e analisi tricologica. Cur le proprie relazioni pubbliche e le
amicizie con le forze dell'ordine ed i magistrati, scrisse persino
un libro sui metodi d'indagine scientifica. Si fece un'ottima reputazione
e cominci a essere sempre pi richiesto.
In venticinque anni di carriera, Norwood testimoni in centinaia
di processi penali, sempre convocato dall'accusa, sempre
incastrando l'imputato. E sempre in cambio di una ricca parcella.
Poi arriv il test del DNA, che diede un brutto colpo ai suoi affari.
Oltre a cambiare la storia delle indagini criminali, il test del
DNA mise sotto minuzioso esame la scienza da strapazzo smerciata
da Norwood e quelli come lui. In almeno la met dei casi
di uomini e donne scagionati grazie al DNA, la pietra angolare
delle prove dell'accusa si basava su perizie scientifiche difettose.
In un solo anno, il 2005, ben tre condanne agevolate da
Norwood furono annullate grazie al test del DNA, che smascher
la scorrettezza dei suoi metodi e delle sue affermazioni.
I tre ex imputati avevano gi scontato un totale di cinquantanove
anni di galera, uno nel braccio della morte. Norwood,
ormai da tempo sotto pressione, si ritir dopo un processo nel
2006. Durante il controinterrogatorio, dopo aver fatto la sua
classica analisi delle macchie ematiche, fu sbugiardato come
non mai. L'avvocato difensore lo tortur costringendolo a ripercorrere
da cima a fondo la storia dei tre scagionati dell'anno
precedente e gli fece domande brillanti, brutali e significative.
L'imputato fu giudicato non colpevole ed in sguito fu
individuato il vero assassino. Norwood alz bandiera bianca.
Il danno, per, era fatto. Molto tempo prima, Quincy Miller
era stato condannato grazie alla consulenza di Norwood riguardo
a una torcia sporca di sangue che, ovviamente, lui non
aveva mai visto. La sua lucidissima analisi la fece studiando
ingrandimenti a colori di foto del luogo del delitto e della torcia.
Non tocc mai l'indizio fondamentale del processo, gli bastarono
le immagini per dichiarare con certezza che gli schizzi
sulla lente erano stati provocati dai colpi di fucile che avevano
ucciso Keith Russo.
La torcia era sparita prima del processo.
Norwood non intende discutere del caso con me. Gli ho scritto
due volte ed ha risposto dicendo che non gli va di parlarne,
nemmeno al telefono. Sostiene di avere problemi di salute, e
poi  passato tanto tempo, la sua memoria fa cilecca eccetera.
Comunque, una conversazione con lui non sarebbe pi di
tanto produttiva. A oggi, almeno sette delle condanne emesse
grazie a Norwood sono state smascherate come imbrogli,
e lui  diventato letteralmente l'uomo immagine del declino
della scienza da strapazzo. Gli avvocati specializzati in pena
di morte lo attaccano di continuo.  stato persino denunciato.
I blogger lo fanno a pezzi per le disgrazie che ha causato. I
giudici d'appello conoscono a memoria la sua sciagurata carriera.
Un'associazione per la tutela degli innocenti sta cercando
di raccogliere un capitale per riesaminare tutti i suoi casi,
ma  una cifra difficile da mettere insieme. Se lui mi concedesse
udienza, gli chiederei di rinnegare quello che ha fatto e di
tentare di aiutare Quincy, ma finora Norwood non ha mostrato
il minimo rimorso.
Con o senza di lui, non abbiamo altra scelta che assoldare per
conto nostro esperti di indagini scientifiche, e i migliori costano.
Sono tornato a Savannah per un paio di giorni a spegnere incendi.
Vicki, Mazy e io siamo in sala riunioni a vagliare i candidati.
Sul tavolo abbiamo i curriculum dei quattro finalisti, tutti
criminologi di serie A dalle credenziali impeccabili. Cominceremo
con due, ai quali sottoporremo il caso. Il pi economico
vuole quindicimila dollari per studiarlo e darci un parere. Il
pi caro ne chiede trentamila, non trattabili. Negli ultimi dieci
anni, grazie all'attivit dei gruppi in difesa degli innocenti,
quelli come loro sono diventati ricercatissimi.
Il nostro candidato numero uno  il professor Kyle Benderschmidt,
che insegna alla Virginia Commonwealth University di
Richmond. In decenni di attivit ha messo in piedi uno dei dipartimenti
di indagini scientifiche pi qualificati del paese. Ho
chiesto di lui ad altri avvocati che me ne hanno parlato benissimo.
Cerchiamo sempre di tenere settantacinquemila dollari in una
riserva d'emergenza, nel caso fosse necessario pagare consulenti,
investigatori privati e avvocati. Siccome gli avvocati li paghiamo
malvolentieri, negli anni abbiamo imparato a implorare i
legali pi in sintonia con la nostra causa e convincerli a lavorare
pro bono. Ormai ne conosciamo diversi, sparsi un po' ovunque.
Anche gli scienziati, a volte, scelgono di ridursi la parcella
per aiutare gli innocenti, ma cpita di rado.
La tariffa media di Benderschmidt  di trentamila dollari. Li
abbiamo? chiedo a Vicki.
Ma certo risponde lei con un sorriso.  la solita ottimista.
Se non li abbiamo, si metter al telefono a sollecitare qualche
donatore.
Allora assoldiamolo concludo. Mazy  d'accordo. Passiamo
al secondo esperto.
Mi sa che stavolta sei partito un po' lento, Post commenta
Mazy. Hai agganciato June Walker, Zeke Huffey e Carrie Holland,
ma ce ne fosse uno che ti vuole parlare.
Come in tutti gli uffici, anche alla Guardian ci si prende bonariamente
in giro tra colleghi. Vicki e Mazy vanno piuttosto
d'accordo ma badano a non entrare mai troppo in confidenza.
Quando ci sono io, divento il loro bersaglio preferito. Se non ci
volessimo bene ci prenderemmo a sassate.
Davvero rispondo, e rido. Tra l'altro, quand' stata l'ultima
volta che siamo partiti in quarta, invece?
Siamo la tartaruga, non la lepre commenta Vicki.  una
delle sue battute preferite.
Eh, s. Ci sono voluti tre anni per decidere di accollarci il
caso, e ora vorresti scagionarlo in un mese? aggiungo.
Facci vedere qualche progresso, per dice Mazy.
Non ho ancora sfoderato il mio fascino.
Mazy mi sorride. Quando torni a Seabrook?
Non so. Sto posticipando pi che posso. Da quelle parti nessuno
sa che ci stiamo muovendo, preferirei restare nell'ombra.
Il livello di paura  alto? chiede Vicki.
Difficile rispondere, ma direi proprio che pesa. Se Russo si 
fatto ammazzare da una gang di trafficanti, pu darsi che quella
gente sia ancora in giro. E con loro l'assassino. Probabilmente,
appena mi rifaccio vivo lo verranno a sapere.
Mi sembra un gran brutto rischio, Post osserva Mazy.
Certo, ma tutti i nostri casi sono rischiosi, no? I nostri clienti
sono in galera perch qualcun altro ha premuto il grilletto.
Qualcuno che  in libert e se la ride dopo che la polizia ha inchiodato
l'uomo sbagliato. L'ultima cosa che vogliono i veri responsabili
 che un avvocato vada a scavare nel passato.
Sta' attento, per dice Vicki. Da certi dettagli risulta ovvio
che le mie colleghe si preoccupano tanto, e da parecchio, per me.
Sto sempre attento. Stasera cucini?
No, mi spiace. Bridge.
Da noi c' la pizza surgelata risponde Mazy. Cucinare non
le piace, e con quattro figli si affida spesso e volentieri al freezer.
James  da te? le chiedo. Qualche anno fa Mazy e suo marito
si sono separati, hanno provato a divorziare ma non ce l'hanno
fatta. Non ce la fanno nemmeno a vivere insieme, per. Lei
sa che non gliel'ho chiesto per ficcare il naso, ma perch ci tengo
davvero.
Va e viene, sta un po' coi ragazzi.
Prego per voi.
Lo so, Post. E noi preghiamo per te.
Nella mia mansarda non tengo roba da mangiare, perch finisce
sempre che me ne dimentico e va a male. Visto che non sono
riuscito a scroccare una cena alle mie colleghe, lavoro fino a sera
e poi esco a fare una passeggiata nella zona vecchia della citt.
Mancano due settimane a Natale, l'aria  fresca. Sto a Savannah
da una decina d'anni ma non la conosco davvero. Con tutto il
tempo che passo in giro non riesco a godermi il suo fascino e la
sua storia, e con uno stile di vita nomade  difficile coltivare le
amicizie. Il mio primo amico, per,  in casa e cerca compagnia.
Luther Hodges  quello che mi ha reclutato dopo il seminario
e attirato a Savannah. Oggi  in pensione, sua moglie  morta
da pochi anni. Abita in un villino di propriet della diocesi,
a un paio di isolati da Chippewa Square. Aspetta in veranda,
impaziente di uscire di casa.
Ciao, padre lo saluto mentre ci abbracciamo.
Ciao, figliolo risponde lui in tono pio. Il nostro solito saluto.
Sembri dimagrito aggiunge. Non gli va che io mangi male,
dorma poco e sia stressato.
Tu no di certo ribatto. Lui si tasta la pancia e risponde: Non
riesco a stare lontano dal gelato.
Muoio di fame. Andiamo.
A braccetto, sul marciapiede, passeggiamo per Whitaker Street.
Luther ha quasi ottant'anni, e ogni volta che lo vengo a trovare
lo vedo un po' pi lento. Zoppica leggermente e gli servirebbe
un ginocchio nuovo, ma dice che i pezzi di ricambio sono roba
da anziani. "Mai arrendersi alla vecchiaia"  una delle sue battute
preferite.
Dove sei stato? chiede.
In giro, come al solito.
Parlami dell'indagine. Il mio lavoro lo affascina, vuole essere
aggiornato. Sa chi sono i clienti della Guardian e segue tutti
gli sviluppi online.
Gli racconto di Quincy Miller e della nostra tipica partenza
a rilento. Lui ascolta assorto e come sempre parla poco. Quanti
di noi hanno un amico che adora il nostro mestiere e ci ascolterebbe
per ore mentre ne parliamo? Per me Luther Hodges 
una benedizione.
Riassumo per sommi capi e senza dare informazioni confidenziali,
poi gli chiedo del suo lavoro. Ogni giorno, per ore,
Luther scrive lettere a carcerati e carcerate.  la sua missione
pastorale, ci si dedica anima e corpo. Tiene elenchi minuziosi
e copie di tutta la corrispondenza. Se sei sulla sua lista, ti arrivano
le lettere ed i biglietti d'auguri di compleanno e di Natale.
Se avesse soldi, li manderebbe a tutti i detenuti.
Al momento ne ha in lista sessanta. Uno, un ragazzo,  morto
la settimana scorsa in Missouri. Si  impiccato, Luther ne parla
con la voce rotta. Il poveretto aveva accennato al suicidio in
un paio di lettere e l'aveva fatto preoccupare. Luther ha chiamato
e richiamato la prigione in cerca d'aiuto, ma non  servito
a niente.
Siamo scesi al fiume Savannah e camminiamo sul sentiero di
ciottoli vicino all'acqua. La nostra tavola calda preferita  un localino
di pesce ed  l da decenni. Luther mi ci port la prima
volta che venni in citt. Sulla soglia dice: Offro io.
Conosce la mia situazione economica. Se proprio insisti
rispondo.
...
11.

La VCU  un campus urbano che occupa praticamente la maggior
parte del centro di Richmond. Un gelido pomeriggio di gennaio
raggiungo il dipartimento di Criminologia di West Main Street,
da vent'anni governato e presieduto da Kyle Benderschmidt.
Il suo studio occupa un intero angolo del piano terra. Una segretaria
mi offre un caff, che non rifiuto mai. C' un viavai di
studenti. Alle tre in punto del pomeriggio, il celebre criminologo
fa la sua comparsa e mi accoglie con un sorriso.
Il professor Benderschmidt  un uomo snello e pimpante sulla
settantina, che si veste ancora come ai tempi in cui era studente:
pantaloni beige inamidati, mocassini, camicia button-down.
Come consulente  richiestissimo, ma adora insegnare e tiene
due corsi ogni semestre. I tribunali non gli piacciono e cerca di
evitare di testimoniare. Sappiamo entrambi che prima di arrivare
a un nuovo processo a Quincy ci vorranno anni. Di solito
Benderschmidt analizza il caso, prepara una relazione, d il
suo parere e passa al successivo lasciando la palla agli avvocati.
Mi accompagna in una piccola sala riunioni. Sul tavolo sono
impilati i materiali che gli ho inviato tre settimane fa: foto e diagrammi
del luogo del delitto, le foto della torcia elettrica, il verbale
dell'autopsia e quello integrale del processo, quasi
milleduecento pagine.
Indico gli incartamenti e gli chiedo che cosa ne pensa.
Lui sorride e scuote la testa. Ho letto tutto e non riesco a capacitarmi
del fatto che Miller sia stato condannato. Purtroppo
cpita, per. Che ne  stato della torcia?
Il magazzino dove la polizia conservava i corpi del reato 
andato a fuoco. Non l'hanno mai pi ritrovata.
Lo so, l'ho letto. Ma in realt cos' successo?
Ancora non si sa. Non abbiamo indagato sull'incendio e
probabilmente non ci riusciremo.
Supponiamo che sia stato un incendio doloso, che qualcuno
abbia voluto far sparire la torcia. Senza quella non c' alcun
collegamento con Miller. Cosa ci guadagna la polizia a distruggerla
e tenerla lontana dalla giuria?
Mi sento un testimone sotto il torchio di un controinterrogatorio.
Bella domanda dico, e sorseggio il caff. Visto che ci
basiamo sulle supposizioni, ipotizziamo che la polizia volesse
evitare che la studiasse un consulente della difesa.
Che per non c'era.
Ovviamente no. L'imputato non poteva permetterselo, gli
avevano assegnato un avvocato d'ufficio. Il giudice si rifiut di
finanziare un consulente difensivo. Probabilmente la polizia l'aveva
previsto, ma prefer non correre rischi. Immaginarono di
poter raccattare uno come Norwood, ben contento di analizzare
e speculare basandosi soltanto sulle foto.
Come ragionamento sta in piedi.
Ma sono illazioni, professor Benderschmidt. Oltre, per il
momento, non possiamo andare. E magari quelle macchioline
di sangue appartengono a qualcun altro.
Esatto dice, e sorride, come se avesse gi capito qualcosa.
Prende un ingrandimento a colori della lente da cinque centimetri
della torcia. L'abbiamo esaminata con tutti i filtri possibili. Io
e altri miei colleghi. Non saprei nemmeno dire se sono macchie
di sangue umano, anzi, non  neanche detto che sia sangue.
E cos'altro potrebbe essere?
Impossibile dirlo. La cosa che lascia pi perplessi  che la
torcia non era sul luogo del delitto. Non sappiamo n da dove
venisse n come avesse fatto a sporcarsi di sangue, se  sangue.
Con un campione cos minuscolo da analizzare non si pu stabilire
niente.
Se fossero stati schizzi da proiezione causati dallo sparo
avrebbero dovuto sporcare anche l'assassino e l'arma, no?
Pi che probabile, ma non lo sapremo mai. Il fucile e gli indumenti
dell'assassino non sono stati trovati. Per, grazie ai
pallettoni sappiamo che era un fucile. Due colpi in un ambiente
cos piccolo producono una quantit di sangue enorme. Le
foto lo dimostrano, direi. La cosa sorprendente  che uscendo
l'assassino non abbia lasciato impronte insanguinate.
Non ne sono mai risultate.
Allora direi che il colpevole si  dato molto da fare per non
essere identificato. Probabilmente indossava i guanti, perch non
ha lasciato impronte digitali. Anche sulle suole doveva avere
qualche protezione, perch non ci sono tracce di scarpe o scarponi.
Parrebbe un assassino molto raffinato.
Magari un professionista, ingaggiato da una gang.
Questo deve stabilirlo lei. Non  compito mio.
 possibile sparare con il fucile in una mano mentre con
l'altra si tiene la torcia? chiedo, anche se la risposta  ovvia.
Molto improbabile. Ma  una torcia piccola, con una lente
da cinque centimetri. Sarebbe possibile tenerla con la stessa
mano che stringe il fucile. Sempre che uno creda alla teoria
dell'accusa. Io ho grossi dubbi sul fatto che la torcia si trovasse
sul luogo del delitto.
Ma Norwood ha testimoniato che sulla torcia c' del sangue
e che sono schizzi causati dallo sparo.
Una delle sue tante castronerie. In galera dovrebbe andarci
lui.
Ci ha avuto a che fare?
Ah, s. Gli ho smontato due condanne, ma purtroppo gli
imputati sono ancora dentro. Ai suoi tempi Norwood era notissimo
nell'ambiente, per era uno dei tanti. Grazie al cielo ha
mollato, eppure non sa quanti di quelli come lui lavorano ancora.
Che schifo.
Benderschmidt si  espresso a gran voce contro i seminari di
una settimana che danno a poliziotti, investigatori o a chiunque
si possa permettere la retta una formazione sommaria, pi
un diploma e il diritto a dichiararsi esperti.
Spiegare alla giuria che quelle macchie erano il sangue di
Russo  stato un atto grossolano e irresponsabile aggiunge, e
scuote la testa disgustato. Non c' nessuna maniera scientifica
di dimostrarlo.
Rifacendosi a quella che all'epoca era una credenza diffusa,
Norwood disse alla giuria che viaggiando nell'aria gli schizzi
di sangue causati da un colpo di proiettile coprono la distanza
massima di un metro e venti; pertanto, la canna del fucile era
vicina alla vittima. Invece no, dice Benderschmidt. La distanza
percorsa dal sangue varia molto a seconda dello sparo, e il fatto che
Norwood avesse ostentato tanta precisione era la prova
che si sbagliava di grosso. Ci sono troppe variabili in gioco
per dare un parere definitivo.
E lei un parere ce l'ha?
Il mio parere  che le spiegazioni date da Norwood alla giuria
non avevano alcuna base scientifica. Che non si pu stabilire
in alcun modo che la torcia elettrica fosse sul luogo del delitto.
Che ci sono discrete probabilit che quello sulla torcia non sia
neanche sangue. Ho un punto di vista molto articolato, Mr Post,
e lo esprimer con parole eleganti e inequivocabili.
Guarda l'ora e spiega che deve fare una telefonata. Mi chiede
se pu assentarsi per un attimo, rispondo che non c' problema.
Rimasto solo, tiro fuori i miei appunti con le domande a
cui non riesco a rispondere. Nemmeno lui, ma pu darmi spunti
preziosi. In fondo lo pago per questo. Benderschmidt torna
dopo un quarto d'ora con un caff.
Cos' che non le torna, in tutto questo? chiedo. Lasciamo
perdere la scienza e azzardiamo qualche ipotesi.
Che  divertente quasi quanto la scienza ribatte lui, e sorride.
Prima domanda: se a piazzare la torcia nel bagagliaio
dell'auto di Miller sono stati i poliziotti, perch non ci hanno
messo anche il fucile?
Me lo sono chiesto anch'io cento volte. Forse temevano di
dover dimostrare che era suo. Sono sicuro che non fosse immatricolato.
Oppure perch infilarglielo nel bagagliaio era pi difficile.
La torcia  molto pi piccola e facile da maneggiare. Lo
sceriffo Pfitzner ha dichiarato di averla trovata mentre perquisiva
l'auto. Erano presenti altri poliziotti.
Benderschmidt ascolta assorto e annuisce.  plausibile.
Tirare fuori da una tasca una torcia e buttarla nel bagagliaio
 facile. Con un fucile  pi complicato.
Continua ad annuire. Mi ha convinto. Seconda domanda:
stando al carcerato delatore per conto della polizia, Miller disse
che il giorno dopo il delitto era andato a buttare il fucile nell'oceano.
Perch non si sarebbe liberato anche della torcia? Erano
stati entrambi sul luogo del delitto, entrambi erano sporchi di
sangue.  assurdo che uno si sbarazzi di una cosa e dell'altra no.
A questo non so rispondere,  una falla enorme nella versione
che la polizia ha fornito al delatore.
E perch nell'oceano, dove l'acqua  bassa e la marea sale
e scende?
Non ha senso.
No. Prossima domanda. Perch usare un fucile? Fa troppo
rumore. L'assassino  stato fortunato che nessuno abbia sentito
i colpi.
Carrie Holland ha detto di aver sentito qualcosa, ma non 
credibile. Forse hanno usato il fucile perch  l'arma che avrebbe
usato uno come Miller. Un professionista avrebbe adoperato
una pistola silenziata, ma non era un professionista che dovevano
incastrare. Volevano Miller.
Concordo. Miller andava a caccia, o ci era mai andato?
Mai, dice.
Possedeva armi da fuoco?
Due pistole in casa, per proteggersi, dice. In tribunale sua
moglie ha dichiarato che possedeva un fucile, ma nemmeno
lei  credibile.
Lei  proprio bravo, Post.
Grazie. Mi sono fatto le ossa sul campo. Come lei, professor
Benderschmidt. Adesso che conosce il caso, mi piacerebbe
sentire la sua versione di ipotesi ragionevole. Lasci perdere la
scienza e mi racconti com' avvenuto questo omicidio.
Lui si alza e scruta a lungo fuori dalla finestra.  opera di
qualcuno con un cervello, Mr Post, e per questo, a meno di un
miracolo, lei non trover il vero assassino. Diana Russo ha raccontato
in maniera convincente che tra Miller e suo marito c'erano
attriti. Immagino che abbia esagerato, ma la giuria le ha
creduto. Ha accusato un nero in una cittadina di bianchi. Un
nero con un movente, oltretutto. Loro, i cospiratori, ne sapevano
abbastanza di scene del crimine da sfruttare la torcia come
collegamento con Miller. Il vero omicida non ha lasciato indizi
tracciabili, il che  notevole e la dice lunga sulla minuzia con
cui ha progettato l'omicidio. Se ha commesso errori, i poliziotti
non li hanno visti, o magari li hanno insabbiati. Dopo ventidue
anni  un caso irrisolto, anzi, a occhio e croce irrisolvibile.
Lei non trover l'assassino, Mr Post, ma potrebbe almeno riuscire
a dimostrare l'innocenza del suo cliente.
C' qualche possibilit che sia colpevole?
Ha dei dubbi?
Sempre. Non ci dormo la notte.
Benderschmidt torna a sedersi e sorseggia il caff. Non direi.
Il movente  debole. Certo, forse odiava il suo ex avvocato,
ma fargli saltare la testa vuol dire chiedere di farsi sbattere nel
braccio della morte. Miller aveva un alibi. Non c' niente che
lo possa collegare al luogo del delitto. La mia ipotesi ragionevole
 che non  stato lui.
Felice di sentirla rispondo sorridendo. Benderschmidt non
 uno dal cuore tenero e ha collaborato pi spesso con l'accusa
che con la difesa.  lucidissimo e non ha paura di criticare gli
altri esperti, compresi i colleghi, se non  d'accordo con loro.
Per qualche minuto parliamo di altri casi incentrati sugli schizzi
di sangue, e presto arriva l'ora di andare.
Grazie, professore dico, mentre raccolgo le mie cose. So
che il suo tempo  prezioso.
Lo sta pagando ribatte lui, sorridendo. Gi: trentamila
dollari.
Mentre sto per uscire, aggiunge: Un'ultima cosa, Mr Post,
che esula ancora di pi dalle mie competenze. Badi che la situazione
non si faccia troppo pericolosa. Non sono affari miei,
ma le conviene stare attento.
Grazie.
...
12.

I miei viaggi mi portano a un'altra prigione dell'elenco. Si chiama
Tully Run ed  nascosta ai piedi dei monti Blue Ridge, nella
parte occidentale della Virginia.  la seconda volta che vengo
qui. Grazie a Internet, oggi ci sono centinaia di migliaia di persone
in galera per abusi sessuali. Per varie ragioni non convivono
bene con la normale popolazione carceraria, e quasi tutti
gli Stati cercano di segregarle in strutture ad hoc. Tully Run 
il posto dove la Virginia manda la maggior parte dei suoi condannati
per crimini sessuali.
Il mio uomo si chiama Gerald Cook ed  un bianco quarantatreenne
che sta scontando vent'anni per molestie alle figliastre.
Con tutti i clienti tra cui potrei scegliere, di norma cerco sempre
di evitare i responsabili di reati sessuali. Tuttavia, il lavoro che
faccio mi ha insegnato che in realt alcuni di loro sono innocenti.
Da giovane Cook era un selvaggio, un bifolco a cui piaceva
tracannare alcol, fare a botte e correre dietro alle donne. Nove
anni fa ha acchiappato quella sbagliata e l'ha sposata. Per qualche
anno sono stati insieme lasciandosi, a turno, e riprendendosi.
Entrambi faticavano a trovare un lavoro fisso e i soldi erano
un problema costante. Una settimana dopo che sua moglie ha
chiesto il divorzio, Gerald ha vinto centomila dollari alla Lotteria
di Stato della Virginia e ha cercato di non dirlo a nessuno.
La moglie l'ha scoperto quasi subito e i suoi avvocati si sono
galvanizzati. Gerald ha traslocato con il bottino e per qualche
tempo la causa di divorzio si  trascinata a stento. Per ottenere
l'attenzione e magari qualche soldo del marito, la moglie ha
cospirato con le figlie di undici e quattordici anni per accusarlo
di abusi sessuali di cui nessuno aveva mai parlato prima. Le
ragazzine hanno firmato deposizioni giurate in cui descrivevano
una routine di stupri e molestie. Gerald  stato arrestato,
sbattuto in galera con una cauzione esorbitante e non ha mai
smesso di proclamarsi innocente.
Difendersi da un'accusa del genere in Virginia  difficile. Durante
il processo entrambe le figliastre hanno deposto e fatto
accapponare la pelle ai giurati descrivendo gli atti orribili che
il loro patrigno avrebbe commesso. Gerald ha controbattuto testimoniando
a sua volta, ma essendo una testa calda non  stato
molto convincente. E gli hanno dato vent'anni. Quando  entrato
in galera, la vincita alla lotteria era gi in fumo.
Nessuna delle due figliastre si  diplomata. La prima ha avuto
una vita incredibilmente promiscua e a ventun anni  gi al
secondo matrimonio. La minore ha un figlio e lavora a salario
minimo in un fast food. La madre gestisce un salone di bellezza
alla periferia di Lynchburg e ha la lingua lunga. Il nostro
investigatore laggi ha ottenuto le deposizioni scritte e giurate di
un paio di sue vecchie clienti che la descrivono sempre intenta
a raccontare aneddoti esilaranti su come ha incastrato Gerald
a forza di accuse inventate. Abbiamo anche la deposizione di
un suo ex, che conferma la stessa versione. Ha mollato quella
donna perch lo spaventava troppo.
Abbiamo cominciato a seguire Cook due anni fa grazie a una
lettera dal carcere. Ne riceviamo una ventina alla settimana e
abbiamo una montagna di arretrati, il che  frustrante. Vicki,
Mazy e io dedichiamo tutto il tempo possibile a leggerle cercando
di scartare subito chi non possiamo aiutare. La stragrande
maggioranza delle persone che ci scrivono sono colpevoli che
con tutto il tempo che hanno possono mettere a punto le loro
dichiarazioni di innocenza e scrivere lunghe lettere. In viaggio
ne porto sempre con me una risma, le leggo al posto di dormire.
La regola, alla Guardian,  cercare di rispondere a tutte.
A Cook ho risposto perch la sua storia mi sembrava plausibile.
Ci siamo scambiati qualche lettera, poi mi ha fatto avere i
verbali e le carte del suo processo. Abbiamo condotto un'indagine
preliminare e ci siamo convinti che probabilmente diceva
la verit. Un anno fa sono stato da lui e l'ho trovato immediatamente
antipatico. Ha confermato quello che avevo gi capito
scrivendogli:  ossessionato dalla vendetta. Il suo obiettivo
 uscire di galera e gonfiare di botte l'ex moglie e le figliastre
o, pi probabilmente, incastrarle per droga e sbatterle in galera.
Sogna di essere lui, un giorno, ad andare a trovarle dietro
le sbarre. Ho cercato di fargli moderare i toni spiegandogli
che dai nostri clienti, una volta liberi, ci aspettiamo un certo
contegno, e che ci rifiutiamo di collaborare con chi vuole soltanto
rivalersi.
La maggior parte dei detenuti a cui faccio visita in carcere 
dimessa e grata di potermi parlare di persona. Cook, invece, 
ancora bellicoso. Ghigna dietro il plexiglas, agguanta il ricevitore
ed attacca: Com' che ci vuole tutto 'sto tempo, Post? Che
sono innocente l'hai capito, adesso fammi uscire.
Felice di vederti, Gerald. Come stai? chiedo, sorridente.
Non prendermi per il culo con le faccine, Post. Dimmi cosa
combini, mentre io sto qui in mezzo ai pervertiti. Sono sette anni
che cerco di evitare 'ste checche e sono stanco morto.
Mantengo la calma. Gerald, forse  il caso di ricominciare
il colloquio da capo. Mi stai gi urlando addosso, e non mi va
bene. Non mi stai pagando. Sono un volontario. Se non sei capace
di usare maniere civili me ne vado.
Abbassa la testa e scoppia a piangere. Aspetto con pazienza
che cerchi di ricomporsi. Si asciuga le guance con le maniche e
non osa guardarmi negli occhi.
Ma... io sono innocente, Post balbetta.
Ci credo, altrimenti non sarei qui.
Quella troia ha convinto le ragazze a mentire, e se la stanno
ancora ridendo alla faccia mia.
Ci credo, Gerald. Ci credo davvero, per ci vorr molto tempo
per farti uscire. Un modo per velocizzare le cose proprio non
esiste. Come ti ho detto, condannare un innocente  facilissimo,
ma scagionarlo  quasi impossibile.
 sbagliato, Post.
Lo so, lo so. Per ti spiego qual  il problema, Gerald. Se
uscissi domani, temo che faresti una grossa stupidaggine. Ti ho
messo in guardia tante volte contro i pensieri di vendetta, e se
li hai ancora sappi che non vorr avere pi a che fare con te.
Non la ammazzo, Post, te lo prometto. Non far niente di cos
stupido da farmi sbattere un'altra volta in un posto come questo.
Ma?
"Ma" cosa?
Ma cosa potresti fare, Gerald?
Qualcosa mi verr in mente. Dopo quello che mi ha fatto,
lei merita di finire un po' in galera, Post. Non posso fare finta
di niente.
Invece devi, Gerald. Devi andartene in un posto lontano e
dimenticarla.
Non ci riesco. Quella bugiarda d'una troia  diventata un
chiodo fisso. E pure le sue figlie. Le odio con tutto me stesso.
Io, innocente, sono finito qui, e quelle si fanno i fatti loro e ridono
di me. La chiami giustizia?
Siccome per necessit ho imparato a essere cauto, non sono
ancora il suo avvocato. La Guardian ha gi speso quasi ventimila
dollari e indagato per due anni, ma non ci siamo impegnati
ufficialmente. Cook mi inquieta dal primo momento, e mi
sono lasciato aperto uno spiraglio di fuga.
Vuoi sempre vendicarti, vero, Gerald?
Gli trema il labbro e gli si velano di nuovo gli occhi. Mi guarda
torvo e annuisce.
Mi dispiace, Gerald, ma la risposta  no. Non ti rappresento.
Di colpo si infuria. Non puoi, Post! urla nel ricevitore, poi
lo lascia cadere e si getta contro il divisorio. No! No! Non puoi
farlo, dannazione! Non voglio morire qui! Comincia a schiaffeggiare
il plexiglas.
Spaventato, indietreggio.
Devi aiutarmi, Post! Sono innocente, lo sai! Non puoi andare
via come se niente fosse e lasciarmi a morire. Sono innocente!
Sono innocente, e tu lo sai benissimo!
Dietro di me si spalanca la porta ed entra un secondino. Sta'
seduto sbraita a Gerald, che intanto prende a pugni il divisorio.
Poi si apre anche la porta dietro di lui ed entra un altro secondino,
che agguanta Gerald e lo allontana dal plexiglas. Mentre
esco lo sento gridare: Sono innocente, Post! Sono innocente!.
Mi sembra quasi di udirlo ancora, mentre mi allontano da
Tully Run.
Quattro ore dopo, varco i cancelli del North Carolina Correctional
Institute for Women, il carcere femminile di Raleigh. Il parcheggio
del NCCIW  pieno e, come sempre, brontolo pensando a
quanti soldi spende questo paese per le prigioni.  un affare
enorme, per certi Stati decisamente lucrativo, e senza dubbio
una fonte di occupazione per le comunit che hanno la fortuna
di ottenere un carcere. In America ci sono oltre due milioni di
detenuti, per badare ai quali occorrono un milione di addetti e
ottanta milioni di dollari dei contribuenti.
Il NCCIW andrebbe chiuso, come tutte le carceri femminili.
Pochissime donne sono criminali. Il loro errore  scegliersi il
ragazzo sbagliato.
Il North Carolina manda al NCCIW le condannate a morte.
Al momento ce ne sono sette, inclusa la nostra cliente Shasta
Briley, incarcerata per aver ucciso le sue tre figlie a una trentina
di chilometri da dov' attualmente detenuta.
La sua  l'ennesima storia di una ragazza che non ha mai avuto
opportunit. Figlia di tossici,  rimbalzata tra case-famiglia,
orfanotrofi e parenti nelle case popolari. Ha mollato la scuola
senza diplomarsi, ha avuto una figlia,  vissuta con una zia, ha
lavorato qui e l a salario minimo, ha avuto un'altra figlia, ha
cominciato a farsi. Dopo la nascita della terza bambina, grazie
a un colpo di fortuna ha trovato una stanza in un centro d'accoglienza
per senzatetto, dove un terapeuta l'ha aiutata a ripulirsi.
Un membro di una chiesa le ha dato un lavoro e l'ha praticamente
adottata, insieme alle figlie. A quel punto si  trasferita
in una piccola bifamiliare in affitto. Ogni giorno era una lotta,
per, e l'hanno arrestata per una storia di assegni scoperti. Poi
ha cominciato a vendere il suo corpo e a spacciare droga.
La sua vita era un incubo: per questo  stato facile condannarla.
Otto anni fa il suo villino ha preso fuoco in piena notte. Lei
 scappata dalla finestra, riempiendosi di tagli e ustioni, ed 
corsa fuori urlando mentre i vicini si affrettavano a soccorrerla.
Le tre figlie sono morte nell'incendio. Dopo la tragedia, la
comunit le si  stretta intorno. Il funerale, una cosa angosciosa,
 finito persino sui notiziari locali. Poi  arrivato l'ispettore
statale per gli incendi dolosi, e la parola "doloso" ha fatto svanire
tutta la solidariet della gente del posto per Shasta.
Durante il processo, l'accusa ha dimostrato che per mesi,
prima dell'incendio, Shasta aveva stipulato diverse polizze
assicurative: tre sulla vita, una per figlia, da diecimila dollari,
e una da diecimila sul contenuto del villino. Una sua parente
ha testimoniato che Shasta le aveva proposto di comprare le
bambine per mille dollari l'una. L'esperto in incendi dolosi ha
espresso opinioni nette. Il bagaglio di Shasta era ingombrante:
precedenti penali, tre figlie da tre padri diversi, e un passato da
tossicodipendente e prostituta. Sul luogo della disgrazia, i suoi
vicini avevano detto alla polizia di averla vista provare a rientrare
in casa, ma le fiamme erano troppo alte. Era tutta insanguinata,
aveva le mani ustionate ed era fuori di s per lo choc.
Tuttavia, dopo che  cominciata a circolare la teoria del dolo, la
maggior parte dei vicini ha smesso di parlare. A processo, tre
di loro hanno comunicato alla giuria che, mentre l'incendio infuriava,
lei sembrava comportarsi come se nulla fosse. Uno ha
persino azzardato che fosse drogata.
Sette anni dopo, Shasta passa i suoi giorni da sola in cella e
ha pochissimi contatti umani. In un carcere femminile il sesso
 moneta corrente, ma finora i secondini l'hanno lasciata
in pace.  fragile, mangia poco, passa ore a leggere la Bibbia
e vecchi tascabili, parla a voce bassa. Tra noi c' un semplice
spar, non serve l'interfono. Mi ringrazia per essere venuto e
mi chiede di Mazy.
Per via dei suoi quattro figli Mazy si allontana poco da Savannah,
ma  stata da Shasta in due occasioni e hanno legato.
Si scrivono una volta alla settimana e si telefonano ogni mese.
Mazy ormai  pi ferrata in incendi dolosi di tanti esperti.
Ieri mi  arrivata una sua lettera dice, e sorride. Sembra
che i bambini stiano benone.
Stanno benone.
Mi mancano le mie figlie, Mr Post.  la cosa peggiore di tutte.
Mi mancano le bambine.
Oggi il tempo non  importante. Qui gli avvocati possono stare
quanto vogliono, e Shasta  contenta di non essere in cella.
Parliamo del suo caso, dei figli di Mazy, del meteo, della Bibbia,
di libri, di tutto ci che le interessa. Dopo un'ora le chiedo
se ha letto la relazione.
Parola per parola, due volte. Il professor Muscrove ci sa fare,
o sbaglio?
Speriamo di s. Muscrove  il nostro esperto in incendi dolosi,
un vero scienziato che ha smontato pezzo per pezzo l'indagine
dell'accusa.  fermamente convinto che il fuoco non sia
stato appiccato apposta. In altre parole, non c' stato nessun crimine.
La cosa difficile sar mettere la sua relazione nelle mani
di un giudice solidale. Possiamo sperare al massimo che il governatore
conceda la grazia in extremis, ma  un'altra prospettiva
remota.
Mentre parliamo ripeto a me stesso che probabilmente questa
causa la perderemo. Dei nostri sei attuali clienti, Shasta 
quella con meno possibilit di sopravvivere.
Cerchiamo di parlare della relazione di Muscrove, che per
 piena di nozioni scientifiche che talvolta fanno girare la testa
persino a me. Shasta riporta il discorso sull'ultimo romanzo
d'amore che ha letto, e sono felice di assecondarla. Spesso
rimango stupito dalla cultura che si fanno certi detenuti mentre
scontano la pena.
Un secondino mi ricorda che  tardi. Stiamo chiacchierando
da tre ore. Posiamo le mani sul spar per salutarci. Come sempre,
mi ringrazia per il tempo che le ho dedicato.
...
13.

All'epoca del delitto Russo, il capo della polizia di Seabrook era
Bruno McKnatt, che secondo le nostre ricerche ebbe poco a che
fare con l'indagine. Nelle contee della Florida il rappresentante
delle forze dell'ordine pi importante  lo sceriffo, che pu decidere
di assumere la giurisdizione su qualsiasi reato, anche se
commesso nelle citt, tranne che in quelle pi grandi dove a gestire
le indagini sono i dipartimenti di polizia. Russo fu assassinato
all'interno dei confini di Seabrook, ma McKnatt fu scavalcato
da Bradley Pfitzner, sceriffo in carica da tempo immemore.
McKnatt  stato capo della polizia dal 1984 al 1990, poi si 
trasferito a Gainesville. L la sua carriera  andata a rotoli e lui
ha cercato di salvarsi facendo l'agente immobiliare. Vicki l'ha
scovato a Sunset Village, una piccola e modesta residenza per
anziani vicino a Winter Haven. Ha sessantasei anni e percepisce
due pensioni, una dalla previdenza sociale, l'altra dallo Stato.
 sposato e ha tre figli adulti sparsi nel Sud della Florida. Il
nostro fascicolo su McKnatt  sottile, proprio perch ha avuto
poco a che fare con l'indagine. Al processo non testimoni, e il
suo nome quasi non fu citato.
McKnatt  il mio primo vero contatto con Seabrook, della
quale peraltro non  originario e dove ha trascorso pochi anni.
Suppongo che non abbia molti legami con la cittadina e che il
delitto non gli interessi granch. L'ho chiamato ieri per avvisarlo
del mio arrivo e mi  parso disposto a parlare.
Sunset Village  composto da una serie di ordinati cerchi di
minuscole case mobili disposti attorno a un centro ricreativo.
Ogni abitazione ha un albero che fa ombra ad un vialetto di cemento,
e ogni auto ha almeno dieci anni. I residenti sembrano
desiderosi di sfuggire ai confini ristretti dei loro alloggi, c' un
mucchio di gente seduta sotto i portici a socializzare. Diverse
roulotte hanno rampe improvvisate per le sedie a rotelle. Mentre
do un'occhiata in giro, mi sento molti occhi puntati addosso.
Alcuni anziani mi salutano cordiali, ma la maggior parte fissa il
mio SUV targato Georgia come se fossi un intruso che ha violato
i loro confini. Parcheggio vicino al centro ricreativo e rimango
qualche istante a guardare i pensionati che giocano con gesti
lenti a shuffleboard sotto un ampio tendone. Altri giocano a
scacchi, a dama, a domino.
A sessantasei anni, McKnatt  decisamente tra gli ospiti pi
giovani del posto. Lo scorgo avvicinarsi con un berretto da
baseball blu dei Braves in testa. Ci sediamo a un tavolino da
picnic accanto a una bacheca piena di locandine ed annunci. 
sovrappeso ma ha l'aria in forma. Perlomeno non  attaccato
all'ossigeno.
Mi piace questo posto, siamo in tanti e ci prendiamo cura
gli uni degli altri. Nessuno si d arie particolari perch nessuno
 ricco. Cerchiamo di mantenerci attivi e ci sono un sacco di
cose da fare attacca, un po' sulla difensiva.
Rispondo con una banalit, tipo che sembra un bel posto. Se
 sospettoso, non lo d a vedere. Ha voglia di parlare, e sembra
orgoglioso di avere un visitatore. Parla per qualche minuto
della sua carriera in polizia, poi arriva al punto.
Allora, come mai le interessa Quincy Miller?
 mio cliente, sto cercando di farlo scarcerare.
 dentro da parecchi anni, no?
Ventidue. Lo conosceva?
No, prima del delitto no.
Lei  stato sul luogo del delitto?
Certo. Pfitzner era gi arrivato, di corsa direi, e mi chiese
di portare a casa Ms Russo, che aveva trovato il corpo e chiamato
i soccorsi. Povera donna, come pu immaginare era devastata.
La accompagnai e rimasi con lei finch non arrivarono
degli amici, fu terribile, poi tornai sulla scena. Come
sempre era Pfitzner quello che dava gli ordini, quando lo raggiunsi
stava gi sbraitando. Dissi che secondo me bisognava
chiamare la polizia di Stato, era la regola, ma lui rispose che
l'avrebbe fatto dopo.
E lo fece?
L'indomani. Con tutta calma. Voleva essere l'unico a occuparsi
del caso.
Che rapporto aveva con Pfitzner?
Sorride, ma senza allegria. Sar sincero con lei attacca,
come se finora avesse detto bugie. Pfitzner mi fece licenziare,
con lui non avevo e non ho niente a che spartire. Quando
mi nominarono capo della polizia di Seabrook lui era sceriffo
gi da vent'anni, e non rispett mai n me, n qualunque altro
agente del mio dipartimento. Aveva un controllo assoluto sulla
contea ed era gelosissimo del suo territorio. Era cos e basta.
Come mai l'hanno licenziata?
McKnatt grugnisce e guarda gli anziani che giocano a shuffleboard.
Dopo un po' alza le spalle e risponde: Deve capire
come funziona la politica in provincia. Io avevo pi o meno una
decina di uomini, Pfitzner il doppio. Lui aveva grosse disponibilit
economiche, tutti i fondi che voleva, a me rimanevano le
briciole. Non andammo mai d'accordo perch mi considerava
una minaccia. Quando assunsi un agente che lui aveva licenziato,
Pfitzner si incazz. Tutti i politici locali avevano paura di
lui: us la sua influenza e mi mand a spasso. E io fui felicissimo
di levare le tende.  mai stato a Seabrook?.
Non ancora.
Non trover granch. Pfitzner se n' andato da un sacco di
tempo e sono sicuro che non ha lasciato tracce.
 un'affermazione pesante, quasi un invito a venire al dunque,
ma lascio perdere. Non voglio sembrare troppo ansioso al
primo incontro. Devo guadagnarmi la sua fiducia, e ci vuole
tempo. Basta sceriffo Pfitzner. Ci torner a tempo debito.
Conosceva Keith Russo? chiedo.
Certo. Conoscevo tutti gli avvocati. Seabrook  piccola.
Cosa pensava di lui?
Scaltro, presuntuoso, non uno dei miei preferiti. Una volta
durante un processo ha maltrattato due miei uomini, e non mi
 piaciuto. Suppongo che stesse solo facendo il suo lavoro.
Voleva diventare un pezzo grosso, e credo che ci stesse riuscendo.
Un giorno lo vedemmo alla guida di una Jaguar nera nuova di
zecca, probabilmente l'unica in citt. Le voci dicevano che aveva
risolto un grosso caso a Sarasota e fatto un colpaccio. Era appariscente,
ecco.
E sua moglie Diana?
Scuote la testa, sembra addolorato. Povera donna. Credo che
avr sempre un debole per lei. Non riesco a immaginare come
deve essere stato trovare il cadavere in quel modo. Era distrutta.
Immagino. Era un bravo avvocato?
Era apprezzata, credo. Non ho mai avuto a che fare con lei.
Uno schianto, comunque. Bellissima.
Lei assistette al processo?
No. Lo spostarono nella contea di Butler, e non potevo prendermi
delle ore per andare a seguire le udienze.
All'epoca pens che il colpevole fosse Quincy Miller?
Si stringe nelle spalle. Certo che s. Non avevo motivi per dubitarne.
Se ricordo bene, aveva un movente serio, c'era rancore.
E poi non ci fu una testimone che lo vide scappare dalla scena?
S, ma non riusc a identificarlo con certezza.
Ma trovarono l'arma del delitto nella macchina di Miller, no?
Non proprio. Trovarono una torcia schizzata di sangue.
E il DNA corrispondeva, o sbaglio?
No, nel 1988 non c'era il test del DNA. E la torcia scomparve.
Ci pensa su un momento ed  evidente che non ricorda i dettagli
pi importanti. Se ne and da Seabrook due anni dopo il
delitto e cerc di dimenticare quel posto. Ho sempre pensato
che fosse un caso semplicissimo. Immagino che lei la pensi diversamente,
dico bene?
Esatto, altrimenti non sarei qui.
Cosa le fa credere che Miller sia innocente, dopo tutti questi
anni?
Non ho intenzione di esporgli le mie teorie, in ogni caso non
adesso. Magari pi avanti. L'impianto accusatorio non sta in
piedi rispondo vago, poi proseguo: Ha mantenuto qualche
contatto a Seabrook?.
Fa segno di no con la testa. No. Non ci rimasi molto e, come
ho detto, me ne andai in fretta e furia. Non  certo stato l'apice
della mia carriera.
Conosceva un vicesceriffo di nome Kenny Taft?
Certo, li conoscevo tutti, chi pi, chi meno. Quando fu ucciso
lo lessi sul giornale. Ero a Gainesville nell'Antidroga. Ricordo
la sua foto. Un bravo ragazzo. Perch mi chiede di lui?
Mr McKnatt, in questo momento mi interessa un po' tutto.
Kenny Taft era l'unico agente nero a lavorare per Pfitzner.
I trafficanti se ne fregano se sei nero o bianco, soprattutto
durante una sparatoria.
Ha ragione. Volevo solo sapere se lo conosceva.
Un signore anziano in pantaloncini, calzini neri e scarpe da
ginnastica rosse si avvicina e posa sul tavolo due bicchieri di
carta pieni di limonata. McKnatt commenta: Grazie, Herbie,
era ora.
Ti mando il conto ribatte Herbie, e se ne va. Sorseggiamo
la bibita e osserviamo i giocatori di shuffleboard che si muovono
al rallentatore.
Quindi, se a uccidere Russo non  stato il suo amico Miller,
chi  stato? chiede McKnatt.
Non ne ho idea, e probabilmente non lo sapremo mai. Il mio
lavoro  dimostrare che non  stato Miller.
Lui scuote la testa e sorride. Auguri. Se  stato qualcun altro,
ha avuto ventidue anni per scappare e sparire. Altro che
caso irrisolto,  proprio chiuso.
Eccome concordo con un sorriso. Un po' come tutti i miei
casi.
 questo che fa? Riapre vecchie indagini e fa uscire la gente
di galera?
Esatto.
Quanti?
Otto, negli ultimi dieci anni.
Ed erano innocenti tutti e otto?
S, innocenti come noi due.
Quante volte ha trovato il vero assassino?
Non erano tutti omicidi, ma in quattro casi abbiamo identificato
i colpevoli.
Be', buona fortuna con questo qui.
Grazie, ne ho bisogno. Sposto la conversazione sullo sport.
Tifa Gators ed  fierissimo che la sua squadra di basket stia vincendo.
Chiacchieriamo un po' del meteo, della pensione, di politica.
McKnatt non  particolarmente perspicace, e mi sembra
che non gli importi granch del caso Russo.
Dopo un'ora, lo ringrazio per il suo tempo e chiedo se posso
tornare a trovarlo. Certo, risponde, impaziente di avere visite.
Riparto, e trovo strano che non mi abbia messo in guardia su
Seabrook e la sua storia losca.  chiaro che lo sceriffo Pfitzner
non gli andava a genio, ma non ha nemmeno insinuato che fosse
corrotto.
Dubito che mi abbia detto tutto.
...
14.

Due mesi dopo la partenza a rilento, arriva la prima svolta grazie
a una telefonata di Carrie Holland Pruitt, che vuole parlare.
Parto prima dell'alba di una domenica mattina e guido per sei
ore fino a Dalton, in Georgia, a circa met strada tra Savannah e
Kingsport, in Tennessee. La tavola calda  poco distante dall'Interstatale
75, e ci sono gi stato. Parcheggio in modo da poter
tenere d'occhio l'ingresso e aspetto Frankie Tatum. Chiacchieriamo
al telefono e venti minuti dopo lo vedo parcheggiare accanto
alla mia auto ed entrare nel locale.
Sceglie un tavolino appartato, ordina un caff ed un panino e
apre un giornale. Sul tavolo accanto al muro c' il solito assortimento
di condimenti e un dispenser di tovagliolini di carta.
Facendosi scudo con il giornale, toglie la saliera e la pepiera e li
sostituisce con le nostre versioni, roba da poco che trovi in tutti
i negozi. Sul fondo della saliera c' un microdispositivo per registrare.
Quando arriva il suo panino, Frankie ci mette un po'
di sale per non destare sospetti. Mi invia un messaggio dicendo
che va tutto bene, il locale non  particolarmente affollato.
All'una in punto, l'orario stabilito, mando un messaggio a
Frankie per dirgli di mangiare con calma. Non c' traccia n
del pick-up di Buck, n della Honda di Carrie. Ho le foto a colori
dei due veicoli nel mio fascicolo e ho memorizzato i numeri
di targa. All'una e un quarto vedo il pick-up uscire lento
dallo svincolo e avverto Frankie. Scendo dal mio SUV ed entro
nel locale. Frankie  al bancone, a pagare il conto. Una cameriera
sta pulendo il suo tavolino e le chiedo se posso sedermi.
Carrie  venuta insieme a Buck, buon segno. Evidentemente
gli ha raccontato la sua storia e ha bisogno di averlo vicino. Lui
 tarchiato, con le braccia grosse e la barba che sta ingrigendo; a
prima vista lo giudico un tipo irascibile, ma mi sbaglio. Appena
entrano balzo in piedi e faccio un cenno di saluto. Ci presentiamo
con un certo imbarazzo e li guido al tavolino. Ringrazio
Carrie per essere venuta e insisto perch ordinino da mangiare.
Io sto morendo di fame e chiedo uova e caff. Loro prendono
hamburger e patatine.
Buck mi fissa, chiaramente sospettoso. Prima che possa arrivare
al punto, attacca: L'abbiamo cercata su Internet. Guardian
Ministries. Ma lei  un prete o un avvocato?.
Tutti e due rispondo con sorriso accattivante, poi divago
un po' sulla mia formazione.
Lui ribatte orgoglioso: Anche mio pap era un prete, sa?.
Certo che lo sappiamo. Quattro anni fa, suo padre  andato
in pensione dopo trent'anni di servizio in una chiesetta di campagna
poco distante da Blountville. Fingo interesse e per un po'
chiacchieriamo di teologia all'acqua di rose. Sospetto che Buck
abbia perso la fede parecchio tempo fa. Nonostante l'aria da
contadino, ha una voce suadente e modi piacevoli.
Mr Post, sappia che ci sono molti motivi per cui non ho detto
niente a Buck del mio passato interviene Carrie.
Per favore, mi chiami semplicemente Post ribatto. Sorride
e rimango di nuovo colpito dai suoi begli occhi e dai lineamenti
decisi.  truccata e porta i capelli biondi pettinati all'indietro;
in un'altra vita il suo aspetto avrebbe potuto aprire porte
pi promettenti.
Okay, cominciamo dalle cose pi importanti. Come facciamo
a sapere che possiamo fidarci di lei? chiede Buck all'uomo
che li sta registrando di nascosto.
Prima che io possa rispondere, aggiunge: Cio, Carrie mi
ha raccontato quello che  successo allora, quello che ha fatto,
e ovviamente ci importa, altrimenti non saremmo qui. Ma questa
faccenda mi puzza di guai.
Ci dica chiaro che cosa vuole taglia corto Carrie.
La verit rispondo.
Non ha addosso una cimice o roba del genere, vero? chiede
Buck.
Sbuffo e sollevo le mani come se non avessi niente da nascondere.
Suvvia, non sono un poliziotto. Volete perquisirmi?
Prego.
Arriva la cameriera con altro caff, e restiamo zitti. Quando
se ne va, prendo l'iniziativa. No, non ho cimici addosso. Non
lavoro cos. Quello che voglio  semplice: in un mondo ideale
lei mi dice la verit, poi firma una dichiarazione giurata che
un giorno potrei usare per aiutare Quincy Miller. Sto sentendo
anche altri testimoni e spero di ottenere la stessa cosa: la verit.
So che quasi tutte le deposizioni del processo furono pilotate
dai poliziotti e dall'accusa, e sto solo cercando di capire come e
perch. La sua dichiarazione mi sar senz'altro utile, ma  solo
un dettaglio del quadro generale.
Come funziona una dichiarazione giurata? domanda Buck.
La preparo, voi due la leggete e la confermate, appunto, sotto
giuramento. Poi la tengo nascosta finch non mi torner utile.
A Kingsport non lo sapr nessuno. Seabrook  lontanissima.
Devo venire in tribunale? vuole sapere Carrie.
Direi di no. Mettiamo che io riesca a convincere un giudice
che Quincy non ha avuto un processo equo. Francamente 
un'impresa difficile. Ma se succede c' la remota possibilit che
il pubblico ministero decida di processarlo di nuovo per omicidio.
Potrebbero volerci anni. In quel caso potrebbe essere convocata
come testimone diretta, il che  sbagliato, dato che non
ha mai visto un nero scappare dal luogo del delitto, dico bene?
Per il momento non annuisce, n parla. Arrivano i piatti e
ci mettiamo a mangiare. A Buck piace il ketchup. Nessuno dei
due vuole sale o pepe. Io spargo un po' di sale sulle mie uova
e poso la saliera al centro del tavolo.
Carrie mordicchia una patatina ed evita di guardarmi. Buck
mastica rumorosamente il suo hamburger.  chiaro che hanno
parlato a lungo della situazione, ma senza prendere decisioni.
Carrie ha bisogno di essere spronata, perci passo all'attacco.
Chi l'ha convinta a testimoniare? Lo sceriffo Pfitzner?
Senta, Mr Post, le parler e le racconter cosa  successo, ma
non sono entusiasta di essere coinvolta. Prima di firmare la deposizione
voglio pensarci un po'.
Quello che dir rimane tra noi, vero? chiede Buck pulendosi
la bocca con un tovagliolino.
Non ne parler in tribunale, se intende questo. Posso discuterne
con i miei collaboratori, ma niente di pi. Qualsiasi giudice
pretender una dichiarazione giurata da un testimone.
Ho paura per i miei ragazzi spiega lei. Non sanno niente.
Sarei mortificata se scoprissero che ho mentito in tribunale
e mandato un uomo in prigione.
Certo, Carrie, e fa bene. Ma c' anche la possibilit che siano
fieri del fatto che lei si sia spesa per aiutare a scarcerare un
innocente. Tutti abbiamo fatto qualche stupidaggine a vent'anni,
e a certi errori si pu sempre riparare. Lei ha paura per i
suoi ragazzi. Pensi a Quincy Miller. Ha tre figli che non vede
da ventidue anni. E cinque nipoti che non ha mai visto,
nemmeno in fotografia.
Buck e Carrie ci riflettono e per un attimo smettono di mangiare.
Sono sopraffatti e spaventati, ma ci stanno pensando.
Gli atti ufficiali dicono che la sua condanna per abuso di droghe
fu sospesa pochi mesi dopo il processo. Pfitzner la convinse
a salire sul banco dei testimoni a raccontare la sua storia e
il pubblico ministero le promise di far cadere le accuse, vero?
Lei prende un respiro profondo e guarda Buck, che si stringe
nelle spalle e dice: Vada avanti. Non abbiamo fatto cinque
ore di strada per un cheeseburger.
Carrie cerca di bere il caff, ma le tremano le mani. Posa la
tazza e allontana il suo piatto. Fissa dritto davanti a s e dice:
Uscivo con un agente di nome Lonnie. Ci facevamo, di brutto.
Mi beccarono, per lui riusc a non farmi finire dentro. Poi
quell'avvocato fu ucciso e poche settimane dopo Lonnie mi disse
che aveva sistemato le cose. Se avessi accettato di dichiarare
che avevo visto un nero scappare dall'ufficio dell'avvocato,
l'accusa per droga sarebbe caduta. Tutto qui. Mi port nell'ufficio
di Pfitzner e io raccontai questa storia. Il giorno dopo, Lonnie
e Pfitzner mi accompagnarono a parlare con il pubblico ministero,
non mi ricordo il nome.
Burkhead. Forrest Burkhead.
S. E raccontai la storia anche a lui. Mi registr, ma non disse
una parola riguardo all'accusa di droga. Quando lo chiesi a Lonnie,
mi disse che tra Pfitzner e Burkhead c'era un accordo, e che
non dovevo preoccuparmi. Lonnie e io litigavamo, soprattutto
per la droga. Sono pulita e sobria da quattordici anni, Mr Post.
Fantastico. Congratulazioni.
 stato Buck ad aiutarmi a uscirne.
A me piace la birra, per mi sono sempre tenuto alla larga
dalla droga. Sapevo che mio pap mi avrebbe sparato
aggiunge lui.
Insomma, mi portarono nella contea di Butler per il processo
e testimoniai. Mi sentivo uno schifo, ma non volevo assolutamente
finire in prigione. Pensai che dovevo scegliere tra me e
Quincy Miller, e sono sempre stata leale verso me stessa. Ognuno
per s, no? Negli anni ho cercato di dimenticarmi del processo.
Quel giovane avvocato mi ha fatta passare per stupida.
Tyler Townsend.
Proprio lui. Non me lo scorder mai.
E poi lasci la citt?
Sissignore. Dopo la fine del processo, Pfitzner mi chiam nel
suo ufficio, mi ringrazi, mi diede mille dollari in contanti e mi
sugger di sparire. Disse che se tornavo in Florida entro cinque
anni mi faceva arrestare per aver mentito alla giuria. Incredibile,
no? Un agente mi accompagn in macchina fino a Gainesville e mi
mise su un autobus per Atlanta. Non sono mai pi tornata e non
voglio tornare. Non ho mai detto dov'ero neanche ai miei amici.
Non che ne avessi molti. Cambiare vita non  stato difficile.
Buck vuole un po' di merito per s. Quando me ne ha parlato,
pi o meno una settimana fa, le ho detto: "Devi dire la verit,
amore. Quell'uomo  dentro per colpa tua".
Sulla sua fedina  rimasta una condanna per droga, Carrie
osservo.
Quella risale all'anno prima.
Dovrebbe farla espungere.
Lo so, ma  trascorso un sacco di tempo. Adesso Buck e io
stiamo bene. Ci spacchiamo la schiena per pagare le bollette.
Meglio lasciar stare il passato, Mr Post.
Se firma la deposizione, possono arrestarla per spergiuro in
Florida? chiede Buck.
No,  andato in prescrizione. E comunque non importa pi
a nessuno. Ci sono un nuovo sceriffo, un nuovo pubblico ministero,
un nuovo giudice.
Quando succeder? chiede Carrie, palesemente sollevata
adesso che ha detto la verit.
 un processo lento, potrebbero volerci mesi o anni, sempre
che succeda. Prima deve firmare la deposizione.
La firmer interviene Buck, e d un altro morso. Vero, amore?
aggiunge con la bocca piena.
Devo pensarci risponde Carrie.
Senti aggiunge Buck se dobbiamo andare in Florida ti accompagno
io e prendo a pugni chiunque crei problemi.
Non ci saranno problemi, glielo assicuro. L'unico svantaggio
per lei, Carrie,  che dovr dirlo ai suoi figli. Il resto della
sua famiglia e dei suoi amici probabilmente non sapr mai nulla.
Se Quincy Miller uscisse di prigione domani, ne parlerebbe
qualcuno a Kingsport, in Tennessee?
Buck annuisce continuando a mangiare. Carrie prende ancora
una patatina. Sono due bravi ragazzi, i suoi. Io ho due
ragazzacci, ma i figli di Carrie sono bravi. Diamine, come dice
lui, scommetto che saranno fieri di te, amore la rincuora Buck.
Carrie sorride, per non la vedo convinta. Buck, il mio nuovo
alleato,  fiducioso.
Finisco le uova e le faccio qualche domanda su com'era il
giro della droga a Seabrook. La cocaina e l'erba erano le scelte
pi comuni, e Lonnie ne aveva sempre una scorta. La loro storia
d'amore era fatta di alti e bassi, e lei non frequentava molto
gli altri vicesceriffi, anche se era noto che alcuni di loro spacciavano
piccole quantit di droga. Dice di non sapere niente del
presunto ruolo di Pfitzner.
Mentre la cameriera ci sparecchia il tavolo, chiedo il conto.
Li ringrazio cortesemente e dico a Carrie che ammiro il suo coraggio
nell'essersi fatta avanti. Prometto di non preparare la
deposizione finch non avr preso una decisione definitiva. Ci
salutiamo nel parcheggio e li guardo allontanarsi sul pick-up.
Torno nel locale e vado al nostro tavolo a recuperare un berretto
da baseball che ho dimenticato apposta. Quando nessuno
mi guarda, scambio i contenitori di sale e pepe con quelli
che ho in tasca.
Dopo cinque chilometri esco dall'interstatale ed accosto nel
posteggio di un centro commerciale. Pochi secondi dopo arriva
Frankie, parcheggia accanto a me e tutto sorridente sale sulla
mia auto al posto del passeggero. Ha in mano un piccolo registratore
e dice: Si sente benissimo.
Il nostro lavoro non  sempre pulito. Siamo costretti a trattare
con testimoni che hanno mentito, poliziotti che hanno costruito
prove false, esperti che hanno imbrogliato la giuria e pubblici
ministeri che hanno istigato allo spergiuro. Noi, i buoni,
scopriamo spesso che sporcarci le mani  l'unico modo per salvare
i nostri clienti.
Se Carrie Holland Pruitt rifiuta di collaborare e firmare una
deposizione, trover il modo di allegare le sue dichiarazioni
agli atti processuali. Non sarebbe la prima volta.
...
15.

A sporcarci le mani abbiamo appena iniziato. Frankie ha assunto
un investigatore privato di Birmingham per seguire Mark Carter,
l'uomo che stupr e uccise Emily Broone. Abita a Bayliss,
una cittadina ad una quindicina di chilometri da Verona, dove
Duke Russell  stato condannato. Lavora per un concessionario
di trattori e quasi tutti i giorni, quando stacca, frequenta
una bettola dove si trova con qualche amico per farsi una birra
e giocare a biliardo.
 seduto a un tavolo a bere Bud Light dalla bottiglia, quando
un uomo inciampa e finisce addosso al suo gruppetto. Le
bottiglie volano per aria e la birra si rovescia per terra. L'uomo
si rimette in piedi scusandosi profusamente, e per un attimo
la situazione sembra tesa. Lo sconosciuto raccoglie le bottiglie
mezze vuote, offre un altro giro e continua a scusarsi.
Mette quattro birre nuove sul tavolo e fa una battuta. Carter e
i suoi compari finalmente scoppiano a ridere.  tutto a posto e
l'estraneo, il nostro investigatore, si allontana e tira fuori il cellulare.
In una tasca del soprabito ha la bottiglia di birra da cui
stava bevendo Carter.
Il giorno dopo, Frankie la porta in un laboratorio di Durham
e la consegna insieme a un pelo pubico che siamo riusciti a rubare
dalla cartella dei corpi del reato. La Guardian paga seimila
dollari per un test d'urgenza. I risultati sono entusiasmanti.
Adesso abbiamo la prova del DNA che collega Carter allo stupro
e all'omicidio.
Durante il processo di Duke, lo Stato dell'Alabama inser tra
le prove sette peli pubici. In teoria erano stati prelevati dal luogo
del delitto, per la precisione dal corpo di Emily. Duke forn
alcuni suoi campioni. L'esperto chiamato dallo Stato testimoni
con grande certezza che i campioni di Duke corrispondevano
a quelli trovati sul cadavere, fornendo la prova incontrovertibile
che Duke aveva stuprato e strangolato Emily. E poi c'era
un altro esperto, quello che dichiar che la morse diverse volte
durante l'aggressione.
Dentro il corpo o sulla pelle non fu trovato liquido seminale.
Il pubblico ministero Chad Falwright per non si fece scoraggiare,
e sostenne semplicemente davanti alla giuria che "con
tutta probabilit Duke aveva usato un preservativo". Non c'erano
prove, non furono mai trovati preservativi, ma secondo la
giuria era logico. Per ottenere la condanna a morte, Falwright
doveva dimostrare che c'erano stati sia lo stupro che l'omicidio.
La vittima era nuda e probabilmente era stata violentata,
ma era difficile dimostrarlo. I peli pubici divennero una prova
schiacciante.
In un momento di sobriet, l'avvocato di Duke aveva chiesto
al giudice i soldi per ingaggiare a sua volta un esperto di analisi
tricologica. Non fu accontentato. L'avvocato non aveva idea
che esistesse il test del DNA, oppure non aveva voglia di scomodarsi
a pretenderne uno. Forse suppose che la corte non lo
avrebbe autorizzato. Sta di fatto che i sette peli pubici non furono
mai sottoposti all'esame.
Di certo per vennero analizzati. La deposizione dell'esperto
sped nel braccio della morte Duke, che tre mesi fa  scampato
all'esecuzione a un paio d'ore dalla fine.
Adesso sappiamo la verit.
Verona si trova nel cuore dello Stato, in una pianura desolata
e con pochi abitanti, in mezzo a boschi di pini. Per i suoi cinquemila
cittadini, un bel lavoro equivale a guidare un camion
che trasporta legname, uno brutto a svaligiare negozi di alimentari.
Un abitante su cinque  disoccupato.  un posto deprimente,
ma del resto mi fermo quasi sempre in cittadine sul
viale del tramonto.
L'ufficio di Chad Falwright si trova nel palazzo di giustizia,
in fondo al corridoio polveroso in cui Duke fu condannato nove
anni fa. Ci sono gi stato una volta, e preferirei evitarlo. Questo
incontro non sar piacevole, ma ci sono abituato. La maggior
parte dei pubblici ministeri mi disprezza, e la cosa  reciproca.
Come concordato, arrivo all'una e cinquantotto del pomeriggio
e faccio un bel sorriso alla segretaria di Chad.  chiaro
che non piaccio neanche a lei. Naturalmente lui  impegnato
e la donna mi invita a sedermi sotto un orrendo ritratto di un
giudice accigliato e, spero, defunto. Passano dieci minuti durante
i quali la segretaria batte su una tastiera. Dall'ufficio di
Chad non provengono suoni. Un quarto d'ora. Dopo venti minuti,
dico bruscamente: Senta, avevamo appuntamento alle
due. Ho guidato a lungo per venire qui, che diamine succede?.
Lei guarda di sbieco un vecchio telefono fisso. Sta ancora
parlando con un giudice risponde.
Sa che sono qui? chiedo a voce abbastanza alta da farmi
sentire.
S. Stia calmo.
Mi siedo, aspetto altri dieci minuti, poi vado alla sua porta e
busso forte. Prima che qualcuno possa dire qualcosa, entro come
una furia e trovo Chad che invece di essere al telefono  alla finestra,
come in trance davanti alla vibrante citt ai suoi piedi.
Dovevamo vederci alle due. Ma porca miseria.
Scusa, Post. Ero al telefono con un giudice. Vieni.
Non prendertela, ma ho guidato cinque ore per venire qui.
Un po' di educazione sarebbe gradita.
Chiedo scusa dice sarcastico, poi sprofonda nella grossa
poltrona girevole di pelle. Ha all'incirca la mia et e ha trascorso
gli ultimi quindici anni a dare la caccia ai criminali, soprattutto
produttori e spacciatori di metamfetamine. Il suo caso pi
avvincente  stato di gran lunga l'omicidio di Emily. Tre mesi
fa, mentre l'orologio del conto alla rovescia ticchettava, ha inseguito
ogni giornalista a portata di mano per spiegare quanto
pesi il fardello di questo lavoro.
Nessun problema replico, e mi siedo.
Cos'hai da dirmi? chiede mentre guarda l'orologio.
Abbiamo effettuato un test del DNA rispondo cercando di
mantenere un'espressione stizzosa. Quello che vorrei fare in
realt  dargli un sonoro ceffone. Sappiamo chi  il vero assassino,
Chad, e non  Duke Russell.
La prende bene. Sentiamo.
Okay. Abbiamo ottenuto un campione dall'assassino, combacia
con quello dei peli pubici che erano tra le prove dell'accusa.
Brutte notizie, Chad. Hai preso l'uomo sbagliato.
Hai manomesso i nostri reperti?
Niente male. Sei pi preoccupato per i miei peccati che per i
tuoi. Hai quasi fatto giustiziare un innocente, Chad. Non preoccuparti
per me. Sono solo quello che ha scoperto la verit.
Come hai fatto a rubare un pelo pubico?
 stato facile. Mi hai dato tu il dossier, ti ricordi? Un anno
fa, in corridoio. L'ho riletto da cima a fondo per due giorni in
quello stanzino angusto e ho ricontrollato le prove. Un pelo pubico
mi  rimasto appiccicato al dito.  passato un anno e nessuno
se n' nemmeno accorto.
Hai rubato un pelo pubico. Pazzesco.
Non l'ho rubato, Chad, l'ho preso in prestito. Tu hai rifiutato
di effettuare il test del DNA, qualcuno se ne doveva occupare.
Incriminami, non me ne importa niente. In questo momento
hai problemi pi gravi.
Sbuffa e abbassa le spalle. Riflette un minuto. Chi l'ha uccisa?
mi chiede infine.
L'ultima persona vista con lei prima che la trovassero morta.
Mark Carter. Alle superiori avevano avuto una storia. La polizia
avrebbe dovuto indagare su di lui, ma per qualche motivo
non lo fece.
Come fai a sapere che  lui?
Ho avuto un suo campione.
Come?
Una bottiglia di birra. Gli piace, ne consuma un sacco di
bottiglie. Siamo corsi al laboratorio e ti ho portato una copia
dei risultati del test.
Hai rubato anche una bottiglia di birra?
Ripeto, scriminami, Chad, e continua pure con i tuoi giochetti.
Gurdati una buona volta allo specchio e lascia perdere. Il tuo
processo fasullo sta per andare in fumo, e tu verrai umiliato.
Mi fa una smorfia stupida e mi propina la battuta preferita
dei pubblici ministeri: Non sperarci troppo, Post, credo ancora
nella mia tesi.
Che idiota che sei, Chad. Ma questo si sapeva gi. Getto una
copia della relazione sulla sua scrivania e vado verso la porta.
Aspetta un attimo, finiamo il discorso. Supponiamo che tu
dica la verit, ehm... Che cosa succederebbe?
Mi siedo con calma e faccio scrocchiare le dita. Se convinco
Chad a collaborare, Duke uscir di galera prima. Se invece tenta
di ostacolarmi, come fanno di solito i pubblici ministeri, per
scagionare il mio cliente serviranno mesi, anzich settimane.
Ti spiego qual  il modo migliore per cavartela, Chad, e non
ho intenzione di mettermi a discutere di strategia adesso. Una
volta tanto, le carte migliori le ho io. Ci sono altri sei peli pubici.
Analizziamo il DNA anche di quelli, cos sapremo qualcosa
di pi. Se tutti e sette escludono Duke, esce di galera. Se tutti e
sette inchiodano Carter, hai per le mani un nuovo caso. Se accetti
di fare un altro test, le cose andranno lisce. Per se me lo
impedisci ti cito in giudizio, probabilmente perdo, ma poi andiamo
alla corte federale. Prima o poi otterr il test e tu lo sai.
Chad capisce che andr proprio cos e si infuria. Si alza di
scatto dalla poltrona e va alla finestra, assorto. Ha il respiro affannato,
gira la testa e piega il collo, si strofina il mento. Dovrei
essere sorpreso, invece no. Non pi. Lo sai, Post, me li immagino
tutti e due insieme a Emily, che fanno a turno dice.
Non riesci a vedere la realt, Chad, perch non vuoi. Mi
alzo e mi dirigo alla porta.
Credo nella mia tesi, Post.
Facciamo cos, Chad: ti do due settimane. Se per allora stai
ancora delirando, presenter un'istanza per effettuare il test e
andr a farmi due chiacchiere con Jim Bizko del "Birmingham
News". Come sai ha seguito il caso, e lo conosco. Quando gli
dir del test del DNA gi eseguito, finirai in prima pagina e non
con i titoloni che desderi tanto. Bizko e io possiamo farti passare
per un perfetto idiota, Chad. Non sar tanto difficile.
Apro la porta e me ne vado. Ecco l'ultima immagine che ho
di Chad: in piedi davanti alla finestra che mi fissa imbambolato,
stordito, senza fiato, completamente sconfitto. Vorrei avergli
fatto una foto.
Lascio in fretta Verona e mi appresto a percorrere il lungo tragitto
fino al braccio della morte. Duke non sa niente dei risultati
del test del DNA. Voglio dirglielo di persona. Il nostro incontro
sar un'occasione perfetta.
...
16.

Non ho nessuna urgenza di andare a Seabrook. Tutti i protagonisti
del processo a Quincy sono morti, andati in pensione,
scappati o scomparsi in circostanze misteriose. Non ho idea di
chi dovrebbe spaventarmi, ma a quanto sembra da quelle parti
il clima di paura  palpabile.
Perci mando in avanscoperta Frankie, che per due giorni e
due notti si aggira indisturbato tra le ombre come soltanto a lui
riesce. Il rapporto che mi fa a voce , come al solito, stringato:
Non c' granch, capo.
Poi parte e dopo diverse ore raggiunge Deerfield Beach, vicino
a Boca Raton. Gironzola per le strade, passa al setaccio Internet,
esamina siti, e in quattro e quattr'otto indossa un bell'abito
e fa la telefonata. Tyler Townsend accetta di vederlo in un nuovo
centro commerciale che la sua ditta sta finendo di costruire.
Grossi cartelli annunciano spazi in affitto per tutte le esigenze.
Come scusa, Frankie racconta a Townsend che lui e un socio
stanno cercando una posizione di prestigio per un negozio
di articoli sportivi.  un marchio nuovo, non lavorano ancora
nemmeno online.
Tyler lo riceve con il minimo indispensabile di cordialit, e
non poca diffidenza. Ha cinquant'anni, ha smesso di praticare
da parecchio, ed  stata la scelta giusta. Come imprenditore
edile nel Sud della Florida ha fatto fortuna, ormai  un veterano
del settore. Lui e la moglie hanno tre figli adolescenti e una casa
faraonica sulla quale l'anno scorso ha pagato cinquantottomila
dollari di tasse. Guida un'auto di lusso straniera, sfoggia abiti
e modi da ricco.
Lo stratagemma di Frankie ha vita breve. Dopo averlo accompagnato
in un'area da trecentosettanta metri quadrati dove l'intonaco
sta ancora asciugando, Tyler gli chiede: Come ha detto
che si chiama la sua ditta?.
Non si chiama in nessun modo, non esiste. Non sono chi le
ho detto di essere, per ho bisogno di parlarle.
 un poliziotto?
Ma figuriamoci. Sono un ex carcerato che ha scontato quattordici
anni in una prigione della Georgia al posto di un altro.
Un giovane avvocato si  occupato del mio processo, ha dimostrato
che ero innocente, mi ha fatto scagionare, e la cara, vecchia
Georgia mi ha rimborsato un po' di grana. La mia fedina
penale  pulita. Di tanto in tanto lavoro per questo avvocato.
Immagino che sia il minimo, per sdebitarmi.
Per caso c'entra Quincy Miller?
S. L'avvocato rappresenta proprio lui. Come lei, Townsend,
sappiamo che  innocente.
Tyler sospira e riesce a sorridere, ma per un momento appena.
Si avvicina ad una grossa vetrina e Frankie lo segue. Osservano
gli operai che asfaltano il parcheggio.
Lei come si chiama? chiede Tyler.
Frankie Tatum. Frankie gli d un biglietto da visita della
Guardian e Tyler lo esamina attentamente. Come sta Quincy?
domanda.
Sono passati ventidue anni. Io ne ho fatti solo quattordici
da innocente, non so come ho fatto a non impazzire. Ogni giorno
 un incubo.
Tyler restituisce il biglietto come se volesse occultare una prova.
Senta, davvero non ho tempo. Non so cosa volete, ma non
ci tengo a farmi coinvolgere, okay? Mi spiace tanto, ma Quincy
per me  un capitolo chiuso.
Lei era un avvocato pazzesco, Tyler. Era un principiante, ma
ha combattuto per Quincy con le unghie e con i denti.
Townsend si stringe nelle spalle. E ho perso. Adesso se ne
vada, per favore.
Certo, siamo a casa sua. Il mio capo si chiama Cullen Post,
controlli chi . Ha fatto scagionare otto persone, e non  accettando
i "no" che ci  riuscito. Vuole parlare con lei, Tyler, in un posto
riservato. Riservatissimo. Mi creda, Post sa il fatto suo e non
moller. Gli conceda un quarto d'ora e si risparmier un sacco
di tempo e di rotture.
Sta a Savannah?
No,  qui davanti. Frankie mi indica, sull'altro lato del parcheggio
in costruzione.
Ci spostiamo in un ristorante per famiglie che la ditta di
Tyler sta costruendo dietro l'angolo.  ancora incompleto, gli
operai stanno scaricando le sedie. Il viale, pi in l,  intasato
di edifici nuovi: concessionarie d'auto, ristoranti fast food
e paninoteche drive-in, un autolavaggio, stazioni di servizio,
sportelli bancari, negozi assortiti per lo shopping. L'urbanizzazione
della Florida al suo meglio. Ci fermiamo in un angolo,
lontano dagli operai, e Tyler dice: Okay, parliamone.
Per timore che la conversazione possa finire di colpo ignoro
i convenevoli e vado subito al dunque.  possibile dimostrare
che Quincy  innocente?
Lui ci pensa e scuote la testa. Sentite, lasciatemi perdere.
Anni fa ho fatto del mio meglio per provare la sua innocenza
e non ci sono riuscito. Ma era un'altra vita. Adesso ho tre figli,
una moglie splendida, soldi, nessuna preoccupazione. Scusate
davvero, ma non ne voglio sapere.
Dov' il pericolo, Tyler?
Lo vedr. Cio, per il suo bene spero di no, per lei si sta
cacciando in una brutta situazione, Mr Post.
Nel mio lavoro  normale.
Lui sbuffa come se non sapessi ci che dico. Questa  diversa.
Siamo quasi coetanei, Tyler, e abbiamo smesso di praticare
nello stesso periodo perch eravamo disillusi. La mia seconda
carriera non  andata benissimo, e a quel punto ho trovato una
nuova vocazione. Passo il tempo a setacciare le strade in cerca
di una svolta, o di aiuto. In questo momento, Tyler, Quincy ha
bisogno del suo aiuto.
Lui sospira, ne ha abbastanza. Immagino che per lavoro lei
debba insistere pi che pu, Mr Post, ma con me non funziona.
Buona giornata. Lasciatemi solo e non tornate pi. Gira i
tacchi e se ne va.
Come ci si poteva aspettare, Chad Falwright affila le armi e non
accetta di effettuare il test del DNA sugli altri sei peli pubici, che
adesso tiene sottochiave insieme agli altri corpi del reato. Inoltre,
per dimostrare che come pubblico ministero  un osso duro,
minaccia di denunciarmi per manomissione dei reperti. L'Alabama
la proibisce, come tutti gli altri Stati, ma le pene variano:
Falwright precisa con allegria che rischio un anno di galera.
Rinchiuso per uno schifoso pelo pubico.
Dulcis in fundo, Chad  pronto a sporgere un reclamo ufficiale
contro di me, per ragioni etiche, presso gli ordini degli
avvocati di Alabama e Georgia. Che ridere: sono stato gi minacciato
altre volte, e da pubblici ministeri molto pi creativi.
Mazy stende un'istanza dettagliata per la riapertura del processo
Russell che, secondo la procedura, va presentata per prima
cosa alla corte statale di Verona. Il giorno prima di depositarla
vado a Birmingham a parlare con Jim Bizko, il giornalista
esperto che ha seguito il caso di Duke dall'inizio fino all'ultimo
appello, esprimendo non pochi dubbi sulla correttezza del
processo. In particolare  stato spietato nel criticare l'avvocato
difensore. Quando quel poveretto  morto di cirrosi, Jim ha raccontato
la sua storia ipotizzando che si dovesse aprire un'altra
indagine per omicidio.  felice di sapere che il test del DNA scagiona
Duke, ma bado a non dirgli che l'assassino  Mark Carter.
Voglio conservare la sorpresa per dopo.
Presentiamo l'istanza, e l'indomani Bizko pubblica un lungo
articolo sulla prima pagina della cronaca locale. Riporta una
dichiarazione di Chad Falwright: "Resto convinto di aver incriminato
l'uomo giusto, e mi sto adoperando con solerzia per
portare a termine l'esecuzione di Duke Russell, uno spietato assassino.
In questa vicenda i test del DNA non contano niente".
Dopo altre due telefonate con suo marito Otis, Frankie  convinto
che June Walker non voglia avere niente a che fare con
Quincy Miller. Ovviamente, il loro burrascoso divorzio ha lasciato
cicatrici indelebili, e lei si ostina a ripetere che non intende
essere coinvolta. Non ci guadagnerebbe altro che brutti ricordi
e l'imbarazzo di doversi confrontare con le bugie del passato.
Otis dice a Frankie di lasciarli in pace.
Lui promette che lo far. Per ora.
...
17.

Oggi a Seabrook lavorano ventitr avvocati, su ognuno dei quali
abbiamo un breve dossier. Circa la met era gi attiva all'epoca
dell'omicidio di Russo. Il pi anziano  un galantuomo novantunenne
che va ancora tutti i giorni al lavoro in auto. Gli ultimi
due novellini che hanno messo fuori la targa sono arrivati
un anno fa. Sono tutti bianchi, sei sono donne. I pi affermati
parrebbero due fratelli che da vent'anni si occupano di bancarotte.
In generale, qui come nella maggior parte dei piccoli
centri, gli studi legali sembrano reggersi in piedi per miracolo.
In passato, Glenn Colacurci  stato membro del Senato della
Florida; rappresentava un collegio elettorale di cui facevano
parte tre contee, compresa quella di Ruiz, e all'epoca dell'omicidio
era al terzo mandato.  lontano parente di Keith Russo,
originario del suo stesso quartiere italiano di Tampa. Quand'era
pi giovane, Colacurci dirigeva il pi grosso studio legale
di Seabrook, e assunse un Keith appena uscito dalla facolt di
giurisprudenza. Keith port con s a Seabrook la moglie, per la
quale per Colacurci non aveva posto. Da lui Russo non dur
molto: dopo un anno, in un bilocale al primo piano sopra una
panetteria di Main Street, apr il suo studio legale.
Scelgo Colacurci perch il suo dossier  leggermente pi ricco
e perch suppongo sia quello che ha conosciuto meglio Keith.
Tra tutti gli avvocati del posto, nessuno ha una prospettiva storica
pi chiara, immagino. Al telefono mi dice che pu concedermi
mezz'ora.
La prima volta che attraverso Seabrook in auto mi sembra di
esserci gi stato. Gli angoli interessanti non sono molti: gli uffici
che furono di Keith e Diana e il luogo dove avvenne il delitto;
la traversa dove Carrie Holland disse di aver visto un nero
in fuga; il palazzo di giustizia. Ci parcheggio davanti, in Main
Street, e mi fermo a guardare il pacifico traffico pedonale.
Chiss quante di queste persone ricordano l'omicidio. Quante conoscevano
Keith Russo? E Quincy Miller? Si rendono conto che
l'intera cittadina non ci ha capito nulla e ha mandato un innocente
in galera? Certo che no.
Al momento giusto, mi mescolo a loro sul marciapiede e raggiungo
lo studio, mezzo isolato pi in l. Le grosse lettere nere
e sbeccate dell'insegna annunciano STUDIO LEGALE COLACURCI.
Apro la porta e tintinna un vecchio campanello. Un anziano gatto
tigrato scivola gi da un divano e solleva una nuvoletta di polvere.
Alla mia destra c' uno scrittoio con una vecchia macchina
da scrivere Underwood che sembra in attesa che una segretaria
dai capelli grigi torni a ticchettarci sopra. L'odore di cuoio vecchio
e tabacco non  fastidioso ma dice chiaro e tondo che ci sarebbe
bisogno di una bella pulizia.
Strano ma vero, in questo scenario di un altro secolo compare
una bellissima ragazza dai tratti asiatici in minigonna, che
sorride e mi saluta. Buongiorno, posso esserle utile?
Ricambio il sorriso. S, sono Cullen Post. Ieri ho parlato con
Mr Colacurci, abbiamo un appuntamento per stamattina.
Lei riesce a sorridere e ad aggrottare la fronte contemporaneamente,
e si siede a una scrivania pi moderna. Non me l'ha
detto risponde a bassa voce. Mi spiace. Io sono Bea.
 qui? chiedo.
Certo. Lo chiamo. Non  cos indaffarato. Un altro sorriso e
se ne va leggiadra. Un momento dopo, mi invita con un cenno
a entrare nel grande ufficio che da decenni  il regno di Glenn.
Lo trovo in piedi dietro la scrivania, sembra felice di avere ospiti.
Dopo le brevi presentazioni di rito mi indica un divano di
pelle e chiede a Bea di portare il caff. Aiutandosi con il bastone
raggiunge una poltrona dove si starebbe comodi in due.
Dimostra tutti i suoi ottant'anni,  sovrappeso, ha la barba bianca
come i capelli, una zazzera con un bisogno disperato di una
spuntata. Al tempo stesso, il papillon rosa e le bretelle gli danno
un che di elegante.
Cos', un prete? mi chiede, guardandomi il collare.
S. Episcopale. Gli spiego in breve che cos' la Guardian
Ministries. Mentre parlo, lui appoggia il mento ispido sul pomello
del bastone e mi ascolta puntandomi addosso gli occhi
verdi: sono penetranti sebbene, all'apparenza, iniettati di
sangue. Bea porta il caff, ne bevo un sorso.  appena tiepido,
dev'essere istantaneo.
Uscita la segretaria, Glenn prende la parola. Perch mai un
prete dovrebbe ficcare il naso in una vicenda vecchia come il
processo a Quincy Miller?
Ottima domanda. Non sarei qui, se non lo credessi
innocente.
La risposta lo diverte. Interessante mormora. Ame la condanna
di Miller non  mai parsa strana. Mi sembra di ricordare
che ci fosse un testimone oculare.
Nessun testimone oculare. Una ragazza, Carrie Holland,
dichiar di aver visto un nero scappare dal luogo del delitto con
un oggetto, che diede per scontato essere un fucile. Mentiva.
Era una drogata che si era messa d'accordo con le autorit per
evitare la galera. Lei stessa ha confessato di aver mentito. E non
fu l'unica a spergiurare, durante il processo.
Con le dita, l'avvocato si aggiusta i capelli lunghi. Sono unti,
sembrano sporchi. Interessante.
Lei conosceva bene Keith?
Un grugnito di irritazione ed un mezzo sorriso. Che cosa
vuole da me?
Un po' di contesto. Segu il processo?
Macch. Avrei voluto, ma lo trasferirono nella contea di
Butler. All'epoca ero impegnatissimo come senatore. Qui dentro
lavoravano sette legali, era lo studio pi grosso della zona, non
avevo tempo da perdere ascoltando altri avvocati in tribunale.
Keith era suo parente, vero?
Pi o meno. Molto alla lontana. Conoscevo la sua famiglia,
gi a Tampa. Mi assill per farsi assumere, lo presi ma non si
ambient mai. Voleva che facessi lavorare qui anche sua moglie,
per gli dissi di no. Bazzic questo studio per un annetto,
poi and per la sua strada. Io non la presi bene. Per noi italiani
la lealt  importante.
Era un bravo avvocato?
Perch  cos rilevante saperlo adesso?
Per curiosit. Secondo Quincy, Keith gest malissimo il suo
divorzio, e stando ai verbali ha ragione. Il pubblico ministero
fece leva sugli attriti tra cliente ed avvocato per fondare il movente,
io la trovo una discreta forzatura. Com' possibile che
il cliente di un avvocato gli faccia saltare la testa solo perch 
insoddisfatto?
A me non  mai capitato risponde Colacurci, e scoppia in
una risata fragorosa. Rido con lui. Ma la mia dose di clienti
matti l'ho avuta anch'io. Una volta, anni fa, uno era incazzato
dopo un divorzio e si present con una pistola. O, almeno,
diceva di averla. Poteva finire male, perch tutti gli avvocati
dello studio giravano armati, ma una segretaria carina riusc a
calmarlo. Sono sempre stato a favore delle segretarie carine.
I vecchi legali preferiscono raccontare aneddoti piuttosto che
uscire a pranzo, e io sono felicissimo che Glenn cominci a scaldare
il motore. All'epoca lo studio era grande dico.
Per questa parte dello Stato s. Sette, otto, anche dieci avvocati,
una decina di segretarie, uffici ai piani superiori, la fila di
clienti all'entrata. Ai tempi era una cosa folle, finch a un certo
punto non mi sono stufato della tensione continua. Passavo
met del tempo a fare da paciere fra i miei dipendenti. Lei
ha mai praticato?
Pratico anche adesso, ho soltanto cambiato settore. Anni fa
ero avvocato d'ufficio, ma mi venne un esaurimento. Ho trovato
Dio, che mi ha portato in seminario. Sono diventato sacerdote
e grazie a un programma di assistenza pastorale ho conosciuto
un innocente finito in prigione. Mi ha cambiato la vita.
L'ha tirato fuori?
S. E poi altri sette come lui. Al momento sto gestendo sei
casi, incluso Quincy.
Da qualche parte ho letto che il dieci per cento dei detenuti
potrebbe essere innocente. Lei ci crede?
Il dieci per cento mi sembra esagerato, ma in prigione ci
sono migliaia di innocenti.
Io non so se ci credo.
La maggior parte dei bianchi la pensa come lei, ma se fa
un giro nella comunit nera ne trover, di gente che ci crede.
Nei suoi diciotto anni al Senato statale, Colacurci si  sempre
e coerentemente schierato dalla parte della legge e dell'ordine.
Ha votato a favore della pena di morte, del diritto di possedere
armi, ha sempre combattuto contro la droga e speso capitali
per accontentare la polizia e i pubblici ministeri.
Non ho mai avuto abbastanza fegato per fare il penalista.
Non ci si guadagna.
Keith invece ci si  arricchito, o no?
Mi guarda torvo, come se avessi superato il limite. Keith 
morto da pi di vent'anni. Perch le interessa cosa faceva in veste
di avvocato? chiede, dopo una pausa.
Perch a ucciderlo non  stato il mio cliente, ma qualcun altro,
con un movente ben diverso dal suo. Sappiamo che a fine
anni Ottanta Keith e Diana rappresentavano trafficanti di droga,
avevano clienti nella zona di Tampa. Sono indiziati pi che
credibili, quelli.
Forse, ma dubito che dopo tutti questi anni avranno voglia
di parlare.
Lei era amico dello sceriffo Pfitzner?
Altra occhiata torva. Senza andare troppo per il sottile ho appena
accostato Pfitzner ai trafficanti, e Colacurci intuisce dove
voglio arrivare. Prende fiato e sbuffa. Mai stato molto amico
di Bradley. Stessa base elettorale, io e lui, ma non ci pestavamo
i piedi, anzi, badavamo a mantenere le distanze. E ce la facevamo,
perch io nelle questioni penali non mi immischiavo.
Che fine ha fatto?
Sar morto. Da qui se n' andato anni fa.
No, non  morto: se la spassa nelle Florida Keys.  andato
in pensione dopo trentadue anni da sceriffo e si  trasferito. Il
suo trilocale a Marathon vale un milione e seicentomila dollari.
Non male, per un funzionario pubblico che non ne ha mai
guadagnati pi di sessantamila all'anno.
Crede che Pfitzner c'entrasse qualcosa con Keith? domanda
Colacurci.
Ah, no. Lungi da me insinuarlo.
Ah, s, invece. Ma Colacurci non abbocca. Mi guarda di sottecchi
e fa un'altra domanda. Questa testimone oculare le ha
detto che fu Pfitzner a convincerla a mentire in tribunale?
Se e quando Carrie Holland ritratter la sua falsa deposizione,
lo metteremo a verbale e tutti potranno saperlo. Al momento,
per, non sono disposto a rivelare nulla al tizio che ho davanti.
Senta, Colacurci, che rimanga tra noi, d'accordo?
Certo, certo. Un quarto d'ora fa non sapeva nemmeno chi
fossi, e probabilmente appena me ne andr si attaccher al
telefono.
Non ha citato Pfitzner, ha detto soltanto che furono i poliziotti
e il pubblico ministero. Non ho alcun motivo di sospettare
Pfitzner o cose del genere.
Bene. Il caso  chiuso da vent'anni. Lei sta girando a vuoto,
Post.
Forse. Diana Russo, invece, la conosceva bene?
Lui sembra irritato, come se non avesse la minima voglia di
parlarne. Niente affatto. Con lei ho mantenuto le distanze da
subito. All'epoca cercava lavoro, ma qui non assumevamo ragazze.
Si offese e prov sempre antipatia nei miei confronti. Fu
lei ad allontanare Keith da me, non andavamo per niente d'accordo.
Quando lui se ne and fu un sollievo, ma non la fine dei
problemi. Non smise mai di rompere le palle.
In che senso?
Alza lo sguardo al soffitto come per decidere se raccontarmi
un aneddoto o no. Essendo un vecchio avvocato, per, non
pu farne a meno. Ecco,  andata cos dice, mentre si raddrizza
e si prepara a raccontare. A quei tempi, ero praticamente
l'unico che si occupava di tutti i procedimenti civili della
contea di Ruiz: incidenti stradali, prodotti difettosi, malasanit,
dolo, tutto quanto. Se uno si infortunava veniva qui, oppure
capitava che andassi io a trovarlo in ospedale. Keith voleva
una fetta della torta, perch lo sanno tutti che gli infortuni sono
il solo modo per fare soldi, quando si  all'inizio. Gli avvocati
dei grandi studi di Tampa se la passano bene, ma guadagnano
spiccioli in confronto ai grossi avvocati che si occupano di
risarcimenti. Quando Keith mi moll, mi port via un cliente e
litigammo furiosamente. Era al verde ed aveva bisogno di soldi,
ma quella causa la gestiva il mio studio. Minacciai di denunciarlo
e ci facemmo la guerra per due anni. Alla fine accett di
cedermi met della parcella, tuttavia l'astio rimase. Si mise in
mezzo anche Diana.
Ogni settimana c' uno studio legale che esplode, ed  sempre
colpa dei soldi.
Vi siete mai riconciliati, con Keith?
In un certo senso s, ma ci sono voluti anni. In un posto piccolo
come Seabrook, tra avvocati bisogna andare d'accordo. La
settimana prima dell'omicidio pranzammo insieme e ci facemmo
due risate. Keith era un bravo ragazzo che lavorava sodo.
Un po' troppo ambizioso, forse. Lei, invece, non mi  mai andata
a genio. Per poi mi ha fatto pena, poveretta, quando ha
trovato il marito con la faccia distrutta. Tra l'altro era anche un
bell'uomo. Lei croll, non si riprese mai pi, vendette i locali
dello studio e alla fine se ne and.
Mai pi sentita, da allora?
Mai pi. Guarda l'ora come se avesse i soliti diecimila impegni,
ed  un chiaro invito. La conversazione si rilassa, e dopo
trenta minuti lo ringrazio e me ne vado.
...
18.

Per trentadue anni, prima di andare in pensione, Bradley Pfitzner
ha tenuto in pugno la contea. Per tutta la sua carriera ha evitato
scandali e gestito le operazioni senza sbavature. Ogni quattro
anni vinceva le elezioni contro rivali debolissimi o letteralmente
inesistenti. A succedergli  stato un suo vice, che dopo sette
anni ha dovuto lasciare l'incarico per motivi di salute.
Oggi lo sceriffo  un certo Wink Castle, e il suo ufficio si trova
nel moderno palazzo in vetro e acciaio che ospita anche la
sede della polizia e il carcere. Davanti, ai margini della cittadina,
 parcheggiata una decina di autopattuglie dai colori vivaci.
L'atrio  pieno di poliziotti, impiegati e parenti tristi in visita
ai detenuti.
Mi accompagnano all'ufficio di Castle, che mi saluta con un
sorriso e una stretta di mano decisa. Ha una quarantina d'anni
e modi affabili da politico di campagna. All'epoca dell'omicidio
di Russo non abitava in questa contea, e spero che non abbia
nulla a che vedere con il caso.
Dopo qualche minuto di chiacchiere sul meteo, viene al punto.
Quincy Miller, eh? Ieri sera ho dato un'occhiata al fascicolo
per mettermi in pari. Ma lei  un prete?
Prete ed avvocato rispondo, e gli parlo brevemente della
Guardian. Mi occupo di vecchi casi in cui sono coinvolte persone
innocenti.
Buona fortuna, con questo.
Non  peggio di altri, sceriffo rispondo, e sorrido.
Certo. E come ha intenzione di dimostrare che a sparare a
Keith Russo non  stato il suo cliente?
Come sempre, torno sul luogo del delitto e comincio a indagare.
So che durante il processo quasi tutti i testimoni dell'accusa
mentirono. Le prove sono quanto meno deboli.
Zeke Huffey?
Tipico informatore per convenienza.  in galera in Arkansas,
l'ho rintracciato e mi aspetto che ritratti. A un certo punto,
per quelli come lui raccontare balle e rimangiarsele diventa
un lavoro. Carrie Holland mi ha gi detto la verit: la spinsero
a mentire Pfitzner e Burkhead, il pubblico ministero. Le abbuonarono
una condanna per droga. Dopo il processo, Pfitzner
le diede mille dollari perch se ne andasse. E non  pi tornata.
June Walker, l'ex moglie di Quincy, abita a Tallahassee, ma
finora si  rifiutata di collaborare. Testimoni il falso contro
Quincy perch era arrabbiata dopo il loro divorzio. Un sacco
di balle, sceriffo.
Per lui sono novit che ascolta con interesse. Poi scuote la testa.
Ma la strada  lunga. Manca l'arma del delitto.
Giusto. Quincy non ha mai posseduto un fucile. La chiave,
com' ovvio,  la torcia sporca di sangue scomparsa misteriosamente
poco dopo l'omicidio.
Che fine ha fatto? domanda lo sceriffo. Sono io che dovrei
chiederlo a lui.
Me lo dica lei. Secondo la versione ufficiale di Pfitzner and
distrutta nell'incendio del deposito dove tenevano le prove.
Lei ne dubita?
Io dubito di tutto, sceriffo. Il consulente dell'accusa, un certo
Norwood, non aveva mai visto quella torcia. Present una ricostruzione
che definirei scandalosa. Estraggo delle carte dalla
mia valigetta e gliele metto sulla scrivania. Questo  il nostro
riassunto riguardo alle prove del delitto. Ci trover la relazione
del professor Kyle Benderschmidt, noto criminologo, che
solleva seri dubbi sulla deposizione di Norwood. Ha visto le
foto della torcia?
S.
Secondo Benderschmidt le macchie, o schizzi, sulla lente
potrebbero non essere nemmeno di sangue umano. E la torcia
non era sul luogo del delitto. Non sappiamo da dove venisse,
e Quincy giura di non averla mai vista.
Lo sceriffo prende la relazione e la sfoglia lentamente. Quando
si annoia la butta sulla scrivania. Le dar un'occhiata stasera.
Ma lei, esattamente, che cosa vuole da me?
Che mi aiuti. Presenter un'istanza per la riapertura del processo
basata su nuove prove. Conterr le relazioni dei nostri
consulenti e le ritrattazioni dei testimoni che hanno mentito.
Vorrei che lei riprendesse a indagare sull'omicidio. Ci darebbe
una grandissima mano, se la corte sapesse che anche da queste
parti si  convinti che  andato in galera l'uomo sbagliato.
Ma per piacere, Mr Post. Questo caso  chiuso da pi di
vent'anni, da prima che venissi qui.
Sembrano tutti casi chiusi, sceriffo, vecchi e chiusi.  la natura
del nostro mestiere. La maggior parte dei protagonisti 
sparita: Pfitzner, Burkhead, persino il giudice  morto. Lei potrebbe
studiare la vicenda da una prospettiva nuova e aiutare
un innocente a uscire di galera.
Lui fa segno di no con la testa. Non credo. Non so se mi va
di essere coinvolto. Diamine, prima che mi chiamasse non avevo
mai pensato a questo caso.
Un motivo in pi per impegnarsi. Non  certo colpa sua se
qualcosa and storto vent'anni fa. Ne uscir come il bravo ragazzo
che cerca di fare la cosa giusta.
Per scarcerare Miller dovete trovare il vero assassino?
No, mi basta dimostrare che  innocente. In circa met dei
nostri casi riusciamo a inchiodare il vero responsabile, ma non
accade sempre.
Castle continua a scuotere la testa. Non sorride pi. Niente
da fare, Mr Post. Cio, lei pensa che io possa prendere un mio
investigatore, che gi lavora troppo, e oltre ai suoi casi aperti
gli affidi la revisione di un'indagine vecchia di vent'anni di cui
nessuno si ricorda pi? Non scherziamo.
Della parte faticosa mi occupo io, sceriffo.  il mio compito.
E il mio quale sarebbe?
Collaborare. Non ostacolarci.
Appoggia la schiena alla poltrona e incrocia le mani dietro
la nuca. Guarda il soffitto mentre i minuti passano. Di solito,
quando arrivate voi, come reagiscono le autorit locali?
Insabbiano. Fanno ostruzionismo. Nascondono le prove.
Fanno una resistenza maledetta. Contestano tutte le richieste
che presentiamo. Vede, sceriffo, in questi casi la posta  troppo
alta e gli errori troppo madornali perch qualcuno riconosca di
aver avuto torto. Uomini e donne innocenti scontano condanne
decennali mentre i veri assassini scorrazzano a piede libero e
spesso fanno altre vittime. Sono ingiustizie enormi, e il bello 
che non ho ancora trovato un poliziotto od un pubblico ministero
che avesse il fegato di ammettere il suo errore. Questo caso 
un po' diverso, perch i responsabili della condanna illegittima
di Quincy non sono pi in circolazione. L'eroe pu essere lei.
Non ci tengo a diventare un eroe.  uno spreco di tempo che
non posso giustificare, punto e basta. Mi creda, ho gi le mie
preoccupazioni.
Certo, ma pu collaborare e facilitarmi il lavoro. Sto solo
cercando la verit, sceriffo.
Non saprei. Mi ci faccia pensare.
Non chiedo altro, almeno per ora.
Castle sospira:  ancora poco convinto, e per nulla convertito
alla causa. Altro?
S, ci sarebbe un'ulteriore questione, un'altra potenziale tessera
del puzzle. Sa qualcosa della morte di Kenny Taft, avvenuta
un paio d'anni dopo l'omicidio di Russo?
Certo.  stato il nostro ultimo uomo ucciso in servizio. C'
la sua foto appesa alla parete, qui fuori.
Vorrei vedere le carte dell'indagine senza dovermi appellare
alla legge sulla libert di informazione e balle varie.
Secondo lei c'entra con Quincy Miller?
Ne dubito, ma sto ancora indagando, sceriffo.  il mio mestiere,
qualche sorpresa salta sempre fuori.
Ci penser.
Grazie.
Il capo dei vigili del fuoco  un veterano brizzolato e panciuto,
si chiama tenente Jordan e non ha un briciolo della cordialit
dello sceriffo. In caserma, a due isolati da Main Street, l'atmosfera
 pigra. Sul vialetto due suoi uomini lucidano un'autopompa
gi splendente, all'interno un'anziana segretaria armeggia
con dei documenti sulla scrivania. Dopo un po' arriva
Jordan, che esaurito un breve scambio di convenevoli obbligatori
mi accompagna in una stanzetta strapiena di schedari in stile
anni Quaranta. Dopo una breve ricerca tra i decenni individua
il cassetto del 1988. Lo apre, scorre una fila di fascicoli scoloriti,
trova quello che mi serve e lo tira fuori.
Non mi ricordo 'sto grande incendio dice, mentre la posa
sul tavolo.  tutto suo. Esce.
All'epoca l'ufficio dello sceriffo era in un vecchio palazzo,
poi demolito, lontano diversi isolati da dov' oggi. Nella contea
di Ruiz, cos come in centinaia di altre, non era affatto insolito
archiviare uno o pi corpi del reato nel primo spazio od armadio
vuoto disponibile, alla bell'e meglio. Per riesumare vecchi
verbali nei palazzi di giustizia mi  capitato di dover strisciare
dentro soffitte fatiscenti o in cantine soffocanti.
Per ovviare alla carenza di magazzini, Pfitzner usava una rimessa
mobile piazzata dietro il suo ufficio. Nel fascicolo c' una
foto in bianco e nero della rimessa prima dell'incendio, si vede
l'unica porta chiusa da un grosso lucchetto. Niente finestre. A
occhio e croce era lunga dieci metri, larga tre e mezzo, alta due
e mezzo. In una foto scattata dopo l'incendio non ci sono che
macerie carbonizzate.
I pompieri raggiunsero la rimessa dopo aver ricevuto il primo
allarme alle tre e dieci del mattino, e la trovarono gi divorata
dalle fiamme, che furono spente in pochi minuti e non lasciarono
intatto nulla. Secondo i verbali, la causa del rogo risulta
"ignota". Come ha detto Jordan, come incendio non fu granch.
A quanto pare, la torcia elettrica trovata nel bagagliaio di
Quincy and distrutta e non ne furono rinvenute tracce. I verbali
dell'autopsia, le dichiarazioni dei testimoni, i grafici, le foto
e il resto del materiale legato al processo Miller, invece, erano
al sicuro, sottochiave nella scrivania di Pfitzner. Un vero colpo
di fortuna per lo sceriffo, che conserv quanto bastava a far
condannare l'imputato.
Per il momento, indagare sull'incendio  un vicolo cieco.
...
19.

Una volta alla settimana chiamo Carrie e Buck, tanto per farmi
sentire. Si rendono conto che non moller e piano piano stanno
cambiando opinione. Rassicuro Carrie ripetendole che collaborando
con me non corre nessun rischio, e riusciamo a instaurare
un legame basato sulla fiducia.
Ci incontriamo in una caffetteria vicino a Kingsport e ordiniamo
delle omelette. Carrie legge la deposizione giurata redatta
da Mazy, poi anche Buck la scorre lentamente. Rispondo alle
solite domande su cosa succede adesso eccetera, e dopo un'ora
di blandizie e rassicurazioni lei firma.
Nel parcheggio abbraccio sia lei che Buck, che ci tiene. Adesso
siamo amiconi e li ringrazio per aver avuto il coraggio di aiutare
Quincy. In lacrime, Carrie mi prega di chiedergli di perdonarla.
Gi fatto, rispondo.
Mia madre ha ereditato la fattoria di famiglia nei pressi di
Dyersburg, la mia citt natale, in Tennessee. Ha settantatr anni
e da quando mio padre  morto, due anni fa, vive sola. Io mi
preoccupo per lei perch ha una certa et, anche se sta meglio
di me e non si sente affatto isolata. Lei si preoccupa per me a
causa della mia vita nomade e perch non ho una relazione sentimentale
seria. Ha accettato a malincuore che mettere su famiglia
non  tra le mie priorit e che  improbabile che abbia altri
nipotini. Mia sorella gliene ha dati tre, ma vivono lontano.
Non mangia animali e vive della sua terra. Ha un orto leggendario
che potrebbe sfamare centinaia di persone, cosa che
in effetti fa. Porta ceste piene di frutta e verdura fresca al banco
alimentare della citt. Pranziamo con pomodori ripieni di
riso e funghi, fagioli e stufato di zucca. Nonostante la quantit
di cibo, mangia come un uccellino e non beve altro che t ed acqua.
 snella ed energica e non vuole saperne di prendere medicine,
e mentre giocherella con le verdure nel piatto mi sollecita
a servirmi ancora.  in pensiero perch mi vede dimagrito,
ma chiudo il discorso con un cenno della mano. Ci pensano gi
le mie colleghe.
Dopo pranzo ci sediamo in veranda con un t alla menta. Qui
sotto non  cambiato molto dalla mia convalescenza, diversi anni
fa, e parliamo di quei giorni bui. Parliamo anche di Brooke, la
mia ex. Lei e mia madre si adoravano e sono rimaste in contatto
per anni. Sulle prime la mamma ce l'aveva con lei per avermi
lasciato durante il mio esaurimento, ma alla fine l'ho convinta
che la separazione era stata inevitabile sin dal giorno del
matrimonio. Brooke si  sposata con un imprenditore di successo.
Hanno quattro bellissimi figli adolescenti, e la mamma
diventa un po' malinconica quando pensa a quello che sarebbe
potuto essere. Appena vedo uno spiraglio, cambio argomento.
Nonostante la mia vita anticonvenzionale, la mamma  fiera
di quello che faccio, anche se non capisce granch del sistema
giudiziario. Trova deprimente che i reati siano cos numerosi,
che cos tanta gente finisca in prigione, che tante famiglie rimangano
divise. Mi ci sono voluti anni per convincerla che vengono
arrestati anche un mucchio di innocenti. Questa  la prima
volta che parliamo di Quincy Miller, e lei  ansiosa di sentire i
dettagli. Un avvocato ucciso, uno sceriffo corrotto, un cartello
della droga, un innocente incastrato senza scampo. All'inizio
non riesce a crederci, ma mi ascolta con piacere. Non mi preoccupo
di dirle troppo. Dopotutto siamo seduti in una veranda
in penombra nelle campagne del Tennessee, lontanissimi dalla
Florida, e poi a chi potrebbe raccontarlo? Mi fido di mia madre,
sa tenere i segreti.
Le parlo di tutti i miei clienti: Shasta Briley, che sta nel braccio
della morte in North Carolina, condannata per l'incendio doloso
che ha ucciso le sue tre figlie; Billy Rayburn in Tennessee, condannato
in base a una diagnosi dubbia di "sindrome del bambino
scosso" dopo essere inciampato e caduto mentre teneva
in braccio il figlio della sua ragazza; Duke Russell, ancora nel
braccio della morte in Alabama; Curtis Wallace, condannato in
Mississippi per aver rapito, stuprato e ucciso una giovane donna
che non ha mai conosciuto; e Little Jimmy Flagler, che quando
la Georgia gli ha dato l'ergastolo aveva diciassette anni e un
conclamato ritardo mentale.
Questi sei casi sono la mia carriera e la mia vita. Ci convivo
ogni giorno e spesso mi sfinisco a furia di pensarci e di parlarne.
Riporto la conversazione su mia madre e le chiedo come
vanno le sue partite a poker. Una volta alla settimana gioca con
un gruppetto di amiche e, anche se le somme puntate sono basse,
la competizione  spietata. Al momento  in attivo di undici
dollari e cinquanta. Sistemano i loro debiti a Natale, con una
festa in cui si lasciano andare consumando alcol sotto forma di
champagne scadente. Con un altro gruppetto gioca a bridge
due volte al mese, ma preferisce il poker.  iscritta a due club
del libro, uno con le signore della chiesa per le opere a tema religioso,
un altro con amiche pi rilassate, che preferiscono la
narrativa. Anche quella di bassa lega. Insegna catechismo, legge
per gli anziani di una casa di riposo e non sa pi nemmeno
lei per quante associazioni fa volontariato. Ha appena comprato
un'auto elettrica e mi spiega nei dettagli come funziona.
Diverse volte all'anno, Frankie Tatum viene a cena qui. Lui e
la mamma sono grandi amici e lei adora cucinare per Frankie.
L'ultima volta  stata la settimana scorsa.  molto orgogliosa
del fatto che, se non fosse per me, lui sarebbe ancora in galera.
Questo dettaglio riporta la conversazione sul mio lavoro. A un
certo punto voleva che superassi questa fase e che mi dedicassi
a una carriera pi sopportabile, magari in un vero studio legale,
ma quelle conversazioni sono acqua passata. La sua pensione
le garantisce una vita senza pensieri, non ha debiti e ogni
mese spedisce alla Guardian un piccolo assegno.
Alle dieci va a letto e dorme otto ore di fila. Mi lascia solo
in veranda dopo avermi baciato sulla fronte, e io rimango sveglio
per ore in questa serata fresca e tranquilla a pensare ai miei
clienti, distesi su letti e brande angusti dietro le sbarre.
E sono innocenti.
...
20.

Grazie a una soffiata, un mese fa i secondini hanno fatto irruzione
nella cella di Zeke Huffey e hanno scovato un coltello artigianale
ricavato da uno spazzolino. Durante i raid  consueto trovare
droga, e su quella le guardie chiudono volentieri un occhio.
Un'arma invece  un problema serio, perch rappresenta una
minaccia per i sorveglianti. Al momento Zeke  confinato nella
Grotta, un'unit sotterranea dove i trasgressori vengono puniti
con l'isolamento. Il suo sogno di uscire in anticipo con la condizionale
 sfumato. Anzi, dovr rimanere in carcere ancora di pi.
All'ingresso per i visitatori mi viene incontro un uomo in abito
elegante, una specie di vicedirettore, che insieme a una guardia
mi accompagna in tutta fretta in un edificio lontano dalle celle
dei detenuti. Il vicedirettore ha l'aria accigliata; fa un cenno
con la testa e le porte si aprono immediatamente. I nostri santi
in paradiso ci sanno fare. Scendo una scala di cemento che
porta in uno stanzino squadrato, umido e senza finestre. Zeke
mi sta aspettando su una sedia di metallo, con i ceppi alle caviglie
incatenati al pavimento. Non ci sono divisori fra noi. Lui
ha le mani libere, e dopo un momento di choc quando mi vede
stringe debolmente la mia.
Quando la guardia se ne va sbattendo la porta, Zeke chiede:
Cosa ci fa lei qui?.
Sono venuto a trovarla. Mi  mancato.
Lui fa un grugnito e pensa a cosa rispondere. Agli ospiti della
Grotta non  consentito ricevere visite. Tiro fuori un pacchetto
di sigarette e gliene offro una.
S, diamine! risponde, con quel suo fare da tossico. Gli porgo
la sigaretta e noto che gli tremano le mani. La accendo con
un fiammifero. Chiude gli occhi e fa un risucchio profondo, nel
tentativo vigoroso di consumarla con un solo, furioso tiro. Soffia
una nuvola di fumo verso l'alto e d un'altra boccata. Dopo
la terza, scuote la cenere per farla cadere sul pavimento e riesce
a sorridere.
Come ha fatto ad arrivare qui, Post? Questo buco  off-limits.
Lo so. Ho un amico a Little Rock.
Lui fuma la sigaretta fino al filtro e schiaccia il mozzicone
contro la parete. Me ne d un'altra?
Gliela accendo.  pallido e macilento, persino pi magro
dell'ultima volta, e ha un nuovo tatuaggio sulla gola. La nicotina
lo calma e il tremore scompare quasi del tutto. Vogliono
aggiungerle qualche mese, Zeke. Bella scemenza, nascondere
un coltello.
Quasi tutto quello che faccio  una scemenza, Post. Lo sa.
La gente in gamba non vive cos.
Vero. Quincy Miller  in gamba, Zeke, ed  dentro da un bel
po' per colpa sua.  ora di farlo uscire, non pensa?
Dalla mia prima visita ci siamo scambiati qualche lettera, e
la Guardian gli ha inviato un altro piccolo assegno. Dal tono
delle sue risposte, per, direi che non  pronto ad ammettere
lo spergiuro. Crede che il nostro fragile rapporto dipenda soltanto
da lui e far di tutto per approfittarne.
Be', non lo so, Post.  passato tanto tempo. Non sono sicuro
di ricordarmi tutti i dettagli.
I dettagli li ho qui nella deposizione giurata, Zeke. E voglio
che la firmi. Si ricorda di un certo Shiner? Un altro tossico con
cui  stato dentro in Georgia?
Sorride. Certo che mi ricordo di Shiner. Che sfigato.
E lui si ricorda di lei. L'abbiamo trovato vicino ad Atlanta
e sta bene. Molto meglio di lei. Si  ripulito e finora si  tenuto
lontano dai guai. Abbiamo una sua deposizione giurata in cui
dice che vi siete vantati spesso l'uno con l'altro della vostra carriera
di delatori. Sostiene pure che lei sfotteva Quincy Miller,
e Preston, quel ragazzo di Dothan che  ancora dentro. E che a
Gulfport si  divertito un mondo a testimoniare durante il processo
per omicidio a Kelly Morris, che adesso sconta l'ergastolo
per colpa sua. Abbiamo controllato tutti questi casi, Zeke, e letto
i verbali delle sue testimonianze. Shiner sta dicendo la verit,
per una volta.
Mi guarda fisso e scrolla ancora un po' di cenere. E allora?
E allora  il momento di fare la cosa giusta e dare una mano
a Quincy. A lei non costa niente, Zeke. Non la toccheranno.
Come ho gi detto e ripetuto, in Florida si sono dimenticati di
lei molto tempo fa. Se ne fregano, se ammette di aver mentito
riguardo a Quincy.
Schiaccia ci che rimane della sigaretta numero due e ne chiede
una terza. Gliela accendo. D un tiro profondo, sbuffa altro
fumo sulle nostre teste e dice sarcastico: Ges, non so, Post,
non voglio rovinarmi la reputazione.
Divertente, ma non sprecherei troppo tempo a preoccuparmene.
Ho un compromesso da proporle, Zeke, ma dura soltanto
un quarto d'ora e poi scade. Come dicevo, ho un amico a
Little Rock, un pezzo grosso, altrimenti non sarei qui. Nessuno
riceve visite nella Grotta, no? Allora, la proposta  pi o meno
questa: lo Stato dell'Arkansas ha intenzione di aggiungere altri
sei mesi alla sua condanna come punizione per il coltello.
Che sommati a quelli che le restano fanno ventuno in questa
topaia. Il mio amico pu farli sparire tutti, tranne tre mesi. Un
anno e mezzo svanisce nel nulla. Non deve far altro che firmare
la deposizione giurata.
Sbuffa, scrolla la cenere, mi fissa scettico. Ma non
scherziamo.
Credi che stia scherzando? A lei basterebbe comportarsi da
persona onesta, cosa che come ben sappiamo non , e Quincy
sarebbe libero.
Nessun giudice lo farebbe uscire solo perch arrivo io vent'anni
dopo a dire che ho mentito, Post. Su.
Questo  un problema mio. In un'indagine come questa
ogni minima prova conta. Probabilmente non si ricorda di una
testimone che si chiamava Carrie Holland. Anche lei ha mentito,
ma la differenza  che lei adesso ha le palle di ammetterlo.
Ho la sua deposizione giurata, se vuole vederla. Che donna
coraggiosa, Zeke.  il momento di comportarsi da uomo, non
da bambinone, e dire la verit, una volta tanto.
Sa, Post, cominciava a piacermi.
Non si disturbi, non sono particolarmente piacevole, e non
me ne frega niente. La mia missione  smontare la rete di bugie
che ha condannato Quincy. Vuole che le tolgano diciotto
mesi, s o no?
Come faccio a fidarmi?
La parola "fidarsi" suona male pronunciata da lei, Zeke. Io
sono un uomo onesto, non dico bugie. Mi sa che deve buttarsi
e basta.
Me ne dia un'altra.
Accendo la quarta sigaretta. Adesso  calmo, sta riflettendo.
Questo accordo... lo pu mettere per iscritto? mi chiede.
No, non funziona cos. Le carceri dell'Arkansas sono sovraffollate
e lo Stato ha bisogno di una mano. Le prigioni della
contea esplodono, a volte i detenuti dormono in sei in una
cella, e le autorit vogliono pi spazio. Non gliene importa
niente di lei.
Su questo ha ragione.
Guardo l'ora. Mi hanno promesso trenta minuti, Zeke, e stanno
per finire. Allora, s o no?
Riflette e fuma. Quanto rimango nella Grotta?
Esce domani, promesso.
Annuisce e gli consegno la deposizione. Ho supposto che
non legga molto, perci lo stile  semplice e conciso. Con la sigaretta
all'angolo della bocca e il fumo che gli fa bruciare gli
occhi, controlla tutto attentamente. Gli cade un po' di cenere
sulla maglietta, e lui la spazza via. Dopo l'ultima pagina getta
il mozzicone e dichiara: Mi va bene.
Gli passo una penna.
Promesso, Post?
Promesso.
Il pi importante avvocato specializzato in pena di morte dell'Arkansas
 un amico con cui ho collaborato a un altro caso. Un
cugino di sua moglie  senatore e presiede la Commissione Bilancio
statale che gestisce i fondi destinati a tutte le agenzie,
inclusa quella delle carceri. Non mi piace chiedere favori perch
ho pochissimo da dare in cambio, ma in questo lavoro sono costretto
a sfruttare tutti i contatti possibili. Di tanto in tanto si
smuove qualcosa e succede il miracolo.
Mentre mi lascio alle spalle i campi di cotone dell'Arkansas
nordorientale, chiamo Vicki per aggiornarla sulle ultime notizie.
 entusiasta e corre a dirlo a Mazy.
Dopo essersi liberata dell'incubo di Quincy, June si rispos.
Il suo secondo tentativo, con un uomo di nome James Rhoad,
and un po' meglio del primo, ma non dur a lungo. All'epoca
era ancora devastata, emotivamente instabile, e si faceva. A
Pensacola Frankie ha rintracciato Rhoad, che non aveva nulla
di carino da dire sull'ex moglie e dopo qualche birra ha snocciolato
la storia che stavamo aspettando.
Prima di sposarsi, lui e June andarono a vivere insieme, e
durante quel breve periodo di romanticismo e felicit cominciarono
a bere troppo e a fumare crack, ma sempre lontano dai
bambini. In diverse occasioni June rise alle spalle di Quincy, un
uomo che detestava con tutte le sue forze. Confid a Rhoad che
pur di farlo sbattere dentro aveva mentito in tribunale, e che le
sue bugie erano state incoraggiate dallo sceriffo Pfitzner e dal
pubblico ministero Forrest Burkhead.
Rhoad non aveva voglia di farsi coinvolgere, ma Frankie sa
come perseverare. Fa parte delle nostre abilit. Trova un contatto,
entra in confidenza con il testimone, portalo a fidarsi e
ricordagli sempre con garbo che un innocente  stato imbrogliato
dal sistema. In questo caso, da gente bianca in una cittadina
retrograda.
Frankie ha rassicurato Rhoad che lui non era colpevole di nulla
e quindi non correva alcun rischio. Era June che dopo aver
mentito rifiutava di riconoscere il danno causato. Lui, Rhoad,
ci poteva essere di grandissimo aiuto.
In un altro bar e davanti a un altro giro di birre, Rhoad ha accettato
di firmare una deposizione giurata.
...
21.

Negli ultimi tre mesi abbiamo lavorato il pi possibile nell'ombra.
Se gli uomini che hanno ucciso Keith Russo sanno che stiamo
indagando, non ne siamo al corrente. Le cose cambiano
quando presentiamo l'istanza per annullare e ripetere il processo
a Quincy Miller.
Il ricorso in cui Mazy elenca le nostre motivazioni  un fascicolo
scritto splendidamente ed argomentato con cura, come
sempre. Esordisce smontando pezzo per pezzo la testimonianza
di Paul Norwood riguardo all'analisi delle macchie ematiche.
Attacca le credenziali del presunto esperto e dice cose
poco carine sul suo conto. Analizza nei dettagli i sette processi
in cui ha puntato il dito contro innocenti poi scagionati dal
test del DNA. Chiarisce che i sette imputati hanno scontato un
totale di novantotto anni di prigione, ma che nessuno c' stato
quanto Quincy Miller.
Dopo aver lasciato Norwood ad annegare nel suo stesso sangue,
Mazy passa la parola alla vera scienza e a Kyle Benderschmidt. Il
suo curriculum impeccabile viene presentato e confrontato con
quello dell'esperto dell'accusa. La sua relazione comincia con
una nota di incredulit: la torcia  l'unico legame con Quincy, e
non  stata trovata sul luogo del delitto. Non ci sono prove che
quando sono stati esplosi i colpi di fucile lui fosse davvero l.
Non ci sono prove che le macchioline sulla lente siano effettivamente
di sangue umano. Dalle fotografie  impossibile determinare
l'angolo da cui sono provenuti gli spari.  impossibile sapere
in che modo l'assassino reggesse la torcia mentre sparava,
sempre che ce l'avesse davvero in mano. Un mucchio di cose 
impossibile. La deposizione di Norwood era scorretta nei presupposti,
scientificamente non dimostrabile, contraria alla logica
e irresponsabile sul piano legale. Norwood ha dato per scontati
fatti cruciali che non erano affatto evidenti, e di fronte alle
incognite ha inventato di sana pianta.
Il riassunto delle conclusioni di Benderschmidt  persuasivo,
avvincente, e costituisce una prova inedita. Ma c' di pi.
Il nostro secondo esperto  il professor Tobias Black, famoso
criminologo di San Francisco. Lavorando indipendentemente
dal professor Benderschmidt, Black ha studiato le fotografie e i
reperti, e letto i verbali del processo. Fatica a contenere lo sdegno
di fronte a Norwood e ai suoi compari pseudo-scienziati.
Trae le stesse conclusioni di Benderschmidt.
Mazy scrive come un premio Nobel, e quando ha i fatti dalla
sua  inattaccabile. Se commettessi un reato, non vorrei averla
contro.
Critica l'indagine dello sceriffo Pfitzner. Appellandosi alla
legge sulla libert d'informazione, Vicki ha ottenuto gli atti ufficiali
dalla polizia di Stato della Florida. In una nota, un investigatore
si lamenta della prepotenza di Pfitzner e di come cerc
di esercitare un controllo completo sul caso. Non voleva interferenze
esterne e si rifiutava di collaborare.
In mancanza di corpi del reato che collegassero Quincy al delitto,
per Pfitzner divenne imperativo crearne; senza avvertire la
polizia di Stato, ottenne un mandato di perquisizione per l'auto
di Miller, e guarda caso trov la torcia dentro il bagagliaio.
Il ricorso di Mazy chiama quindi in causa i testimoni mendaci,
e include le deposizioni giurate di Carrie Holland Pruitt,
Zeke Huffey, Tucker Shiner e James Rhoad. Mazy  misurata,
ma quasi crudele nel suo giudizio sulle bugie, e inveisce con
un commento furioso sull'utilizzo nei procedimenti giudiziari
americani delle testimonianze di detenuti che fanno la spia.
Poi analizza la questione del movente e sottolinea che il presunto
rancore di Quincy nei confronti di Keith Russo era pi
ipotetico che concreto. Presenta una deposizione giurata dell'ex
receptionist dello studio legale, che dichiara di ricordare soltanto
una visita da parte del cliente insoddisfatto, "lievemente
turbato". Ma Quincy non fece alcuna minaccia e quando lei
lo inform che Keith non era in ufficio se ne and. Non ricorda
una seconda e pi minacciosa visita, come invece rifer Diana
Russo alla giuria. Nessuno chiam mai la polizia. Di fatto non
esistono testimonianze che allo studio legale qualcuno si fosse
lamentato dell'atteggiamento di Quincy. Per quanto riguarda
le minacce telefoniche, semplicemente non ci sono prove.
Diana blocc i tentativi della difesa di ottenere i tabulati del telefono
della coppia, che poi sono andati distrutti.
L'ultima parte del ricorso  incentrata sulle dichiarazioni di
Quincy. Non fu chiamato a testimoniare al processo, e perci
oggi  in grado di raccontare la sua versione con una dichiarazione
giurata redatta ad hoc. Nega qualsiasi coinvolgimento,
nega di aver mai posseduto o di aver sparato con un fucile calibro
12, nega di aver mai visto la torcia finch non gli furono
mostrate le foto in tribunale. Nega di essere stato a Seabrook la
notte del delitto. Il suo alibi era e rimane la sua ragazza di allora,
Valerie Cooper, che non ha mai cambiato la versione secondo
cui quella notte Quincy era con lei. Alleghiamo una deposizione
giurata di Valerie.
Il ricorso si snoda in cinquantaquattro pagine di logica precisa
ed efficace e lascia pochi dubbi, perlomeno nelle menti fini
di noi della Guardian, sul fatto che la Florida abbia preso l'uomo
sbagliato. Ci piacerebbe che la leggessero giudici colti e imparziali:
rimarrebbero sbigottiti e si affretterebbero a raddrizzare
un'ingiustizia. Ma non succede mai.
Lo presentiamo senza clamore ed aspettiamo. Dopo tre giorni
 chiaro che la stampa non  interessata, e per noi va bene cos.
Del resto il caso  chiuso da ventidue anni.
Siccome non ho la licenza per praticare in Florida, ingaggiamo
Susan Ashley Gross, una nostra vecchia amica che da quelle
parti gestisce il Central Florida Innocence Project, un'altra
fondazione che d aiuto legale agli innocenti. La prima firma
sull'esposto  la sua, poi ci siamo io e Mazy. Ora tutti sanno chi
siamo noi e chi  il nostro cliente.
Invio una copia del ricorso e dell'esposto a Tyler Townsend,
e spero che si faccia vivo.
In Alabama, Chad Falwright mantiene la promessa di assicurare
alla giustizia me anzich il vero assassino. Presenta all'ordine
degli avvocati dell'Alabama, del quale non sono membro,
e a quello della Georgia, presso cui  registrata la mia licenza,
un reclamo per violazione del codice etico. Chiede la mia radiazione
dall'albo per aver manomesso un corpo del reato. Per
aver preso in prestito un pelo pubico.
Ci sono gi passato.  una seccatura che potrebbe intimorirmi,
ma non posso rallentare adesso. Duke Russell  ancora
in prigione al posto di Mark Carter, e il pensiero mi tiene sveglio
la notte. Chiamo un amico avvocato a Birmingham, che
non vede l'ora di combattere. Mazy si occuper della denuncia
in Georgia.
Sono nella sala riunioni del primo piano, alle prese con una pila
di lettere disperate dalla prigione, quando Mazy si mette a gridare.
Corro gi per le scale e mi precipito nel suo ufficio: lei e
Vicki stanno fissando lo schermo del suo computer. Il messaggio
in grassetto  in un carattere ridicolo, quasi difficile da leggere,
ma il contenuto  chiaro:

lettura iNtereSSaNte la vostra istanza alla coNtea di PoiNSett,
peccato che non nomini mai Kenny Taft. ForSe non Sono stati i
tratfiCaNti a Sparargli;
forse Sapeva troppo. (questo Messaggio scomparir CiNque miNuti
dopo eSSere Stato aperto, risalire alla foNte  impossibile,
lasciate perdere).

Lo guardiamo imbambolati finch non svanisce lentamente
e la pagina web torna bianca. Vicki e io andiamo a sederci, allibiti.
Mazy ticchetta sulla tastiera e infine dice:  un sito che
si chiama "Dalla veranda di Patty". Per venti dollari al mese,
con una carta di credito hai accesso privato a una chat room in
cui i messaggi sono privati, temporanei e non possono essere
rintracciati.
Per me  arabo. Batte ancora sui tasti e aggiunge: Sembra legale
e probabilmente  innocuo. Molti di questi server sono in
Europa orientale, dove le norme sulla privacy sono pi rigide.
Possiamo rispondere? chiede Vicki.
Vogliamo farlo? ribatto.
S, possiamo rispondere, basta pagare venti dollari risponde
Mazy.
Non  previsto dal budget dice Vicki.
Il mittente ha usato l'indirizzo cassius.clay.444. Potremmo
pagare ed inviargli un appunto.
Non adesso dico. Non vuole parlare e non dir altro.
Pensiamoci.
Le soffiate anonime fanno parte del gioco e rappresentano un
modo perfetto per sprecare un mucchio di tempo.
Quando fu ucciso in un'area isolata della contea di Ruiz, nel
1990, Kenny Taft aveva ventisette anni. Era l'unico nero tra i
vice di Pfitzner e lavorava per lui da tre anni. Insieme al suo
compagno Gilmer era stato mandato dallo sceriffo a controllare
un sito che si riteneva fosse una base provvisoria dei trafficanti
di cocaina, nessuno dei quali, secondo i rapporti, si trovava
in zona. Taft e Gilmer non si aspettavano problemi. Dovevano
semplicemente fare un giro di ricognizione che in teoria era
stato richiesto dall'ufficio della DEA di Tampa. C'era solo una
remota possibilit che il sito fosse utilizzato davvero, e la loro
missione era dare un'occhiata e fare rapporto.
Secondo Gilmer, che se la cav con qualche ferita superficiale,
caddero in un'imboscata mentre procedevano in auto lungo
una strada sterrata alle tre di notte. La vegetazione era fitta
e non videro nessuno. Il primo proiettile centr l'auto civetta
guidata da Gilmer sulla fiancata sinistra, poi esplosero i finestrini
posteriori. Gilmer ferm la macchina, balz fuori e corse
a nascondersi in un fosso. Dall'altro lato, anche Kenny Taft
usc dall'abitacolo, ma fu colpito alla testa e mor all'istante.
Non ebbe il tempo di estrarre la pistola. Quando gli spari cessarono,
Gilmer strisci fino all'auto e chiese aiuto.
I cecchini sparirono senza lasciare tracce. I dirigenti della DEA
ritennero che fosse opera dei trafficanti. Mesi dopo, un informatore
dichiar che probabilmente gli assassini non si erano
resi conto di trovarsi davanti a dei poliziotti. Nel sito, in fondo
a quella strada, era nascosto un grosso quantitativo di cocaina,
merce che erano stati costretti a proteggere.
Il presunto informatore disse che forse provenivano da qualche
zona del Sudamerica. Buona fortuna a chi avesse voluto
rintracciarli.
...
22.

Ricevo una telefonata rabbiosa da Otis Walker. A quanto pare,
sua moglie June  turbata perch il suo secondo marito James
Rhoad ha sparlato di lei in tribunale. Con pazienza gli spiego
che non siamo ancora stati in tribunale, ma che abbiamo una
dichiarazione giurata di Rhoad secondo la quale June scherz
con lui sulle bugie raccontate nel corso del processo per inchiodare
Quincy.
Ha detto che  una bugiarda? chiede Otis, quasi sorpreso.
Davanti alla giuria?
No, no, Mr Walker, non in tribunale,  una dichiarazione
scritta.
E perch l'ha fatta?
Perch gliel'abbiamo chiesta. Stiamo cercando di far scarcerare
Quincy perch non  stato lui a uccidere quell'avvocato.
Perci dite che mia moglie June  una bugiarda, eh?
Diciamo che all'epoca ha mentito in tribunale.
Stessa cosa. Non so come fate a tirare fuori 'ste cazzate dopo
vent'anni.
Sissignore. Ne  passato di tempo. Lo chieda a Quincy.
Magari mi cerco un avvocato.
Faccia pure. Gli dia il mio numero di telefono e sar lieto di
scambiarci due parole. Ma sprecherebbe i suoi soldi.
Dalla "Veranda di Patty", Mazy riceve questo messaggio:

il Salty peliCaN  un vecchio bar Sul litorale di Nassau,
alle bahamas; veniteci narted a mezzogiorNo;  importante. (questo
Messaggio scomparir CiNque minuti dopo eSSere Stato aperto.
risalire alla fonte  impossibile, lasciate perdere).

Prendo una carta di credito, apro la "Veranda", pago, entro
con lo pseudonimo joe.frazier.555 ed invio il mio messaggio:
"Devo portarmi un'arma o una guardia del corpo?".
Dieci minuti dopo, la risposta: "No, vengo in pace. Il bar 
sempre pieno e c' un sacco di gente in giro".
Rispondo: "Chi dei due dovrebbe riconoscere l'altro?".
"Ci riconosceremo. Bada che nessuno ti segua".
"Ci vediamo l".
Per poco la discussione non sfocia in un litigio. Mazy ribadisce
con ostinazione che  da pazzi accettare un incontro con uno
sconosciuto in questo modo. Neanche Vicki  con me. Io insisto
che  un rischio che va corso, per motivi evidenti. Questa persona
conosce bene il caso e vuole aiutarci.  anche abbastanza
spaventata da chiederci un appuntamento all'estero, il che, almeno
secondo me,  segno che potremmo raccogliere qualche
indiscrezione davvero succosa.
Sono in minoranza, ma parto lo stesso in macchina per Atlanta.
Vicki  imbattibile nel trovare voli e alberghi a prezzi stracciatissimi,
oltre che catorci a noleggio, e mi piazza su un turboelica
bahamiano che prima di uscire dagli Stati Uniti fa due
scali. C' soltanto una hostess, che non sa sorridere e non  interessata
ad alzarsi dal suo sedile.
Non avendo bagagli, alla dogana salto la coda, e fuori scelgo
un taxi tra i tanti che aspettano in fila.  una Cadillac del
1970 che, dalla radio, spara a tutto volume Bob Marley a beneficio
di noi turisti. Per aggiungere una nota di colore locale,
il tassista fuma una canna. Il traffico  pressoch immobile,
le probabilit che ci siano incidenti mortali sono poche. Rimaniamo
prigionieri di un ingorgo pazzesco e a un certo punto
non ne posso pi. Scendo e pago il tassista, che mi d le indicazioni
a gesti.
Il Salty Pelican  un vecchio bar con le travi incurvate ed il tetto
di paglia. Dal soffitto penzolano grossi ventilatori cigolanti
che smuovono giusto un filo d'aria. Un gruppo di autentici
bahamiani  impegnato in una chiassosa partita a domino.
Sembra che giochino a soldi. Altri, in un angolo, tirano freccette.
Ci sono pi bianchi che autoctoni,  ovviamente un posto
molto amato dai turisti. Prendo una birra al banco e vado a sedermi
a un tavolo sotto un ombrellone, a tre metri dall'acqua.
Porto gli occhiali da sole ed un cappellino da baseball, e cerco
di prendere nota dei dettagli di quello che mi succede intorno.
Dopo tanti anni sono diventato piuttosto bravo come investigatore,
ma come spia continuo a fare schifo. Non capir mai se
qualcuno mi ha seguito.
Osservo l'oceano.  mezzogiorno passato.
Alle mie spalle, una voce dice: Buond, Post. Tyler Townsend
si accomoda sulla sedia vicino a me. Il suo nome era il primo
della mia lista di candidati. Buond rispondo senza chiamarlo
per nome, e ci stringiamo la mano. Ha con s una birra
in bottiglia.
Anche lui ha occhiali da sole e cappellino, ed  in maglietta e
calzoncini da tennis. Abbronzato e bello, con pochissime ciocche
grigie. Siamo quasi coetanei ma sembra pi giovane di me.
Vieni qui spesso? chiedo.
S, abbiamo due centri commerciali a Nassau, mia moglie
crede che sia in viaggio per lavoro.
Ma il vero motivo qual ?
Facciamo due passi risponde, e si alza. Passeggiamo lungo
il porto in silenzio, fino a un grosso molo dove sono ormeggiate
un centinaio di barche. Seguimi dice Townsend; scendiamo
su una piattaforma pi bassa e mi indica una barca bellissima.
 lunga circa quindici metri e progettata per avventurarsi
al largo, nell'oceano, a pescare quei grossi pesci spada che si
vedono impagliati e appesi come trofei. Townsend salta a bordo
e mi tende una mano.
 tua? chiedo.
Mia e di mio suocero. Andiamo a fare un giro. Prende due
birre da una borsa-frigo, si siede sulla poltrona del capitano e
accende i motori. Io mi accomodo su un divanetto imbottito e
mentre usciamo placidamente dal molo inspiro l'aria salata.
Poco dopo, una nebbiolina di spruzzi mi inumidisce la faccia.
Tyler  cresciuto a Palm Beach ed  figlio di un importante avvocato
patrocinatore. Dopo otto anni di studi alla University
of Florida si laure in scienze politiche e legge, convinto che
una volta tornato a casa sarebbe entrato nello studio legale di
famiglia. La sua vita rimase sconvolta alla vigilia dell'esame
di ammissione all'ordine degli avvocati, quando il padre fu
ucciso da un automobilista ubriaco. Tyler si prese un anno di
pausa, riusc a rimettersi in piedi, super l'esame e trov lavoro
a Seabrook.
Sicuro com'era di avere il posto garantito, non si era mai preoccupato
di studiare con diligenza, e il suo curriculum universitario
non era granch. Ci mise cinque anni di dissolutezza per
arrivare alla laurea di primo grado. A legge era tra i pi scarsi
della sua annata e gli andava bene cos. Era celebre come festaiolo
linguacciuto, spesso sbruffone perch figlio di un pezzo
grosso. Di colpo, costretto a cercare un lavoro, fatic a ottenere
un colloquio. Lo assunse una societ immobiliare di Seabrook,
ma dur appena otto mesi.
Per fare economia condivideva un ufficio con alcuni colleghi.
Per pagarsi le bollette si offriva volontario come avvocato
per chi non poteva permettersi un legale. La contea di Ruiz era
troppo piccola per un difensore d'ufficio, i giudici assegnavano
gli incarichi con il contagocce. Quando l'omicidio di Russo
lasci Seabrook sbigottita, l'impazienza di lavorare in tribunale
cost cara a Tyler: gli altri avvocati se ne andarono o si nascosero,
e lui fu nominato difensore di Quincy Miller, che il giorno
stesso del suo arresto pass agli occhi di tutti per colpevole.
Per essere un ventottenne con pochissima esperienza in aula,
Townsend mise in piedi una strategia difensiva a dir poco magistrale.
Combatt con ferocia, contest tutte le prove, discusse
con i testimoni dell'accusa e credette fermamente nell'innocenza
del suo assistito.
La prima volta che ho letto i verbali del processo, la sua sfacciataggine
in tribunale mi ha divertito. Alla terza lettura, invece,
ho capito che con tutta probabilit la sua tattica di difesa intransigente
gli alien le simpatie della giuria. A ogni modo, come
avvocato, quel ragazzo aveva un potenziale enorme.
Poi smise di praticare.
Scivoliamo lungo la costa di Paradise Island e attracchiamo davanti
a un villaggio turistico. Abbiamo una mezza idea di comprarlo
dice Tyler mentre camminiamo sul molo verso l'hotel.
 in vendita. Io vorrei diversificare e lasciar perdere i centri
commerciali. Mio suocero  pi prudente.
Un immobiliarista della Florida che conosce la prudenza?
Annuisco come se mi interessasse davvero. Sentir parlare di
soldi mi d l'emicrania. Se qualcuno nomina la finanza, i mercati,
i fondi speculativi, i patrimoni privati, i capitali di rischio,
i punti base, gli immobili, i bond e via dicendo, mi si appanna
la vista. Non ho in tasca il becco di un quattrino, e davvero non
mi interessano le speculazioni finanziarie altrui.
Attraversiamo lentamente la hall come due turisti di campagna
e saliamo in ascensore al terzo piano, dove Tyler ha una
grossa suite. Lo seguo fino al terrazzo, da dove si pu ammirare
un bel panorama della spiaggia e dell'oceano. Prende due
birre da un frigo e ci sediamo a parlare.
Post, io ti ammiro per ci che fai esordisce. Davvero. Ho
mollato Quincy perch non avevo scelta, ma non ho mai creduto
che a uccidere Keith Russo fosse stato lui. Ci penso ancora
spesso.
Chi  stato?
Sbuffa e beve un lungo sorso di birra. Guarda l'oceano. Siamo
protetti da un ombrellone, l'unico segno di attivit umana nei paraggi
sono le risate che provengono dalla spiaggia in lontananza.
Tyler mi guarda e risponde: Hai addosso una cimice, Post?.
Oggi no. Grazie al cielo.
Su, Tyler, non sono un poliziotto.
Non hai risposto alla domanda.
No, non ho cimici addosso. Devo spogliarmi, cos puoi vederlo
con i tuoi occhi?
Annuisce.
Annuisco anch'io, nessun problema. Mi allontano dal tavolo
e mi tolgo tutto tranne i boxer. Lui mi studia attento, e quando
ne ha avuto abbastanza dice che va bene cos.
Mi rivesto e torno alla mia sedia e alla mia birra.
Scusa, Post, ma la prudenza non  mai troppa spiega. Pi
avanti capirai.
Alzo le mani. Senti, Tyler, non ho idea di cosa ti passi per la
testa: facciamo che io sto zitto e tu parli, okay? Lo so che sei conscio
che  tutto strettamente confidenziale. Chi ha ucciso Keith
Russo  ancora in circolazione ed ha paura della verit. Puoi fidarti
di me, okay?
Penso di s risponde, e annuisce. Mi chiedi chi ha ucciso
Keith Russo, e la risposta  che non lo so. Ho una bella, anzi,
un'eccellente teoria, e quando te la illustrer credo che sarai
d'accordo con me.
Sono tutto orecchi rispondo, dopo un sorso di birra.
Tyler prende fiato e cerca di rilassarsi. L'alcol  importante,
qui, perci finisco la mia bottiglia. Lui va a prenderne altre
due dal frigo, poi si accomoda e guarda l'orizzonte. Conoscevo
piuttosto bene Keith Russo. Aveva una decina d'anni pi di
me ed era in rampa di lancio, si era gi stufato della provincia
e sognava in grande. Non mi stava particolarmente simpatico,
non era simpatico a nessuno, in fondo. Lui e la moglie facevano
soldi rappresentando certi trafficanti di Tampa, avevano persino
un appartamento l. Giravano molte voci, si diceva che volessero
alzare la posta, andarsene dalle paludi e salire nelle alte
sfere. Lui e Diana si facevano i fatti loro, come se fossero di una
categoria superiore rispetto a noi che ci arrabattavamo per sopravvivere.
Di tanto in tanto, nei periodi pi stagnanti, erano
costretti a sporcarsi le mani con divorzi, bancarotte, testamenti
e atti di propriet, ma lo facevano con la puzza sotto il naso.
Quando segu il divorzio di Quincy, Keith fece un lavoro penoso,
 logico che Quincy ce l'avesse con lui. Hanno scelto il capro
espiatorio perfetto, eh, Post? Cliente deluso perde le staffe
ed uccide avvocato inefficiente.
Il piano ha funzionato.
Eccome. A Seabrook erano tutti sconvolti, e dopo l'arresto di
Quincy tirarono un sospiro di sollievo. Gli avvocati si nascosero
dal primo all'ultimo, tranne me che fui convocato. Non avevo
scelta. All'inizio lo credevo colpevole, ma mi convinse subito
che non lo era. Accettai di difenderlo e mi rovinai la carriera.
A processo sei stato meraviglioso.
Mi zittisce con un cenno. Non m'importa pi. Era un'altra
vita. Appoggia i gomiti sul tavolo, come se adesso le cose fossero
ancora pi serie. Ti dico cos' successo a me, Post. Non l'ho
mai raccontato a nessuno, neanche a mia moglie, e ti proibisco
di ripeterlo a chicchessia. Ma tanto non ti verr voglia,  troppo
pericoloso. Comunque,  andata cos: dopo il processo ero
esausto nel corpo e nello spirito. Ero anche disgustato dal processo
e dal verdetto, e odiavo il sistema giudiziario. Ma nel
giro di qualche settimana ho ritrovato l'entusiasmo perch dovevo
presentare l'appello. Ci lavoravo notte e giorno, convinto
di poter battere la corte suprema della Florida, cosa che succede
raramente.
Beve un sorso e studia l'oceano. I cattivi mi tenevano d'occhio.
Lo sapevo. Sono diventato paranoico riguardo al mio telefono,
alla casa, all'ufficio, all'auto, a tutto. Ho ricevuto due
chiamate anonime ed entrambe le volte era una voce maschile
inquietante che diceva: "Lascia perdere". Nient'altro, solo
"lascia perdere". Alla polizia non potevo dirlo, perch non mi fidavo.
Pfitzner controllava tutto, era lui il nemico. Diamine, 
probabile che le telefonate le abbia fatte lui.
Cinque o sei mesi dopo il processo, mentre preparavo l'appello,
due miei ex compagni di giurisprudenza mi hanno organizzato
una vacanza in Belize, a pesca di bonefish. Hai mai
provato?
Bonefish? Mai sentito nominare. No.
 una bomba. Li stani nelle acque basse, qui alle Bahamas e
in tutta l'America Centrale ce n' di ottimi, ma il Belize ha alcuni
dei migliori. I miei amici mi hanno invitato, avevo bisogno di
staccare. Andare a pesca di bonefish  come una festa di addio
al celibato: solo uomini, tanto alcol. E io ho detto s. La seconda
sera siamo andati a una festa in spiaggia non lontano dal nostro
bed and breakfast. Era pieno di gente del posto, c'erano qualche
donna e tanti gringos venuti a bere e pescare. L'atmosfera si
 fatta subito scalmanata. Tracannavamo birra e punch al rum,
ma non tanto da svenire. Non eravamo sbronzi persi, insomma,
ma qualcuno mi ha messo della droga nel bicchiere e mi ha portato
via. Dove non so, e non lo sapr mai. Mi sono svegliato per
terra in una cella di cemento, senza finestre. Un caldo d'inferno,
una sauna. Avevo un mal di testa tremendo e una gran nausea.
C'era una bottiglietta d'acqua, l'ho svuotata in due sorsi. Mi
avevano spogliato e lasciato in mutande. Sono rimasto seduto a
terra per ore, ad aspettare. Poi si  aperta la porta e sono venuti
a prendermi due tizi dall'aria davvero truce, armati di pistola.
Mi hanno schiaffeggiato, bendato, legato i polsi e fatto marciare
per almeno mezz'ora su un sentiero. Io barcollavo e morivo di
sete, ogni dieci passi uno dei due mi insultava in spagnolo e mi
spingeva in avanti. Quando ci siamo fermati mi hanno legato
una corda al polso, mi hanno fatto alzare le braccia e sollevato
da terra. Faceva un male del diavolo, un anno dopo mi  costato
un intervento alla spalla, ma in quel momento non pensavo
certo al futuro. Mentre mi tiravano su ho sbattuto contro dei pali
di legno e mi sono ritrovato in cima ad una torretta, dove mi hanno
levato la benda dagli occhi e permesso di godermi il panorama.
Eravamo in riva ad uno stagno, o a una specie di bayou paludoso,
grosso quanto un campo da football. L'acqua era densa
e marrone, piena di coccodrilli. Tanti coccodrilli. Sul ponte con
me c'erano altri tre tizi armati fino ai denti, non molto amichevoli,
e due ragazzi pelle ed ossa che avranno avuto al massimo
diciotto anni. Erano scuri di carnagione e completamente nudi.
Alla torretta era attaccato una specie di cavo con carrucola, tirato
fino a un albero sull'altra sponda e sospeso sull'acqua. Non
fosse stato per i coccodrilli, ci si sarebbe potuti divertire. Ma i
coccodrilli c'erano. La testa mi pulsava e il cuore era sul punto
di esplodermi. Hanno preso un sacco di iuta pieno di polli insanguinati,
l'hanno agganciato al cavo sospeso e l'hanno mollato.
Scivolando verso l'acqua gocciolava sangue, che ha mandato
su di giri i coccodrilli. Quando il sacco si  fermato al centro
dello stagno, una guardia ha tirato una corda attaccata al sacco
e ha rovesciato i polli morti sui coccodrilli. Mi sa che stavano
morendo di fame, perch sono impazziti.
Servito l'antipasto,  arrivato il momento del primo. Hanno
agguantato uno dei due ragazzi nudi e l'hanno attaccato per i
polsi al cavo. Quando l'hanno buttato gi a calci dalla torretta
gridava, e gridava ancora pi forte mentre sorvolava lo stagno.
Quando si  fermato, al centro, avr avuto i piedi a circa tre metri
dai coccodrilli. Il poveretto gridava e piangeva. Una cosa orribile,
davvero orribile. Lentamente, una guardia ha girato una
manovella, e lui  andato gi. Scalciava come un matto, te lo puoi
immaginare. Scalciava e urlava in cerca di scampo, ma appena
gli sono finiti i piedi in acqua i coccodrilli hanno cominciato a
farlo a pezzi. La guardia girava la manovella e il ragazzo scendeva.
Ho visto un essere umano che veniva mangiato vivo.
Prende fiato e beve un sorso di birra. Post, non ci sono parole
per esprimere la paura, l'orrore assoluto di una scena cos
indescrivibile e sapere che tra pochissimo tocca a te. Mi sono
pisciato nei boxer. Pensavo di svenire. Avrei voluto scappare,
ma le guardie ci tenevano sotto tiro.  una paura che conoscono
in pochi. Trovarsi davanti a un plotone d'esecuzione dev'essere
tremendo, ma almeno muori in un lampo. Essere mangiato
vivo... ecco.
Comunque, mentre legavano il secondo ragazzo ho capito
una cosa ovvia: mi avevano tenuto per ultimo per infliggermi
l'incubo di guardare gli altri due.
Poi  successa una cosa. In lontananza, alla mia destra, ho
sentito qualcuno ridere. Erano voci maschili, dietro una piccola
costruzione: ridevano del nostro spettacolo, e mi sono chiesto
quanto spesso questi bravi ragazzi andassero l a divertirsi
e a giocare. Ho provato a spostarmi sul bordo della piattaforma,
ma una guardia mi ha preso per i capelli e gettato contro la
ringhiera. Era gente grossa e cattiva, quella, e io non avevo la
forza di resistere. Non che ce la potessi fare. Ho cercato di distogliere
gli occhi, ma la guardia mi ha tirato i capelli. "Guarda!
Guarda!" ringhiava.
Hanno buttato dalla torre il secondo ragazzo, che urlava
persino pi forte del primo. Quando  arrivato a penzolare sopra
i coccodrilli scalciava e biascicava "Maria, Maria!" o qualcosa
del genere. Quando hanno cominciato ad abbassarlo ho
chiuso gli occhi. Il rumore della carne lacerata e delle ossa spezzate
era nauseante. Alla fine sono svenuto, ma non mi  servito
a molto. Hanno cominciato a prendermi a ceffoni, mi hanno
rimesso in piedi, agganciato al cavo, spinto gi. Ho sentito
di nuovo le risate. Sospeso al centro dello stagno, ho guardato
in basso. Mi ero detto di non farlo, ma non ho resistito. Era un
guazzabuglio di sangue, ossa sbriciolate, arti, e coccodrilli famelici
in delirio. Quando mi sono accorto che stavo scendendo
ho pensato a mia madre e mia sorella, che non avrebbero mai
saputo che cosa mi era successo. Meglio cos, forse. Non ho urlato,
strillato n pianto, ma non riuscivo a smettere di scalciare.
Quando il primo grasso coccodrillo si  lanciato verso il mio
piede, ho sentito una voce dare un ordine in spagnolo. E un po'
alla volta sono tornato su.
Mi hanno fatto scendere dalla torre e rimesso la benda. Ero
troppo debole per camminare, perci mi hanno caricato su un
cart da golf. Quando sono tornato nella cella di cemento ero in
un bagno di sudore, mi sono rannicchiato per terra e ho pianto
per almeno un'ora prima che tornassero le guardie. Una mi
ha gettato a terra tenendomi il braccio dietro la schiena, mentre
l'altra mi iniettava una droga. Al risveglio ero ancora in Belize,
sul cassone di un pick-up guidato da due poliziotti che mi
hanno portato alla prigione. Uno dei due mi ha dato una tazza
di caff mentre l'altro spiegava che i miei amici erano in pensiero.
A loro avevano detto che ero in galera per ubriachezza molesta,
a me ribadirono che mi conveniva seguire quella versione.
Ripresa un po' di lucidit, sono tornato al bed and breakfast
dei pescatori, ho parlato con i miei amici e cercato di rimettere
insieme la cronologia dei fatti. A loro ho confermato che ero finito
in prigione, niente di che, un'avventura in pi. Ero rimasto
sotto sequestro per circa quaranta ore, sono sicuro di essere
stato su una nave, su un elicottero e su un aereo, ma avevo
la memoria a brandelli. Colpa della droga. Non vedevo l'ora
di andarmene dal Belize e tornare a casa. Non mi sottometter
mai pi alla giurisdizione di un paese del terzo mondo. Ho anche
smesso con la pesca al bonefish conclude con un altro sorso
di birra.
Io sono troppo sbalordito per parlare, riesco solo a mormorare:
Che storia terribile.
Ho ancora gli incubi. Quando mi sveglio urlando mi tocca
inventarmi una palla, con mia moglie. Ma il ricordo  sempre
l che incombe sotto la superficie.
Non posso che scuotere la testa.
Rientrato a Seabrook ero distrutto. Non mangiavo, non dormivo,
non riuscivo a stare in ufficio. Mi chiudevo in camera e
cercavo di appisolarmi, sempre con una pistola carica. Per il
troppo sonno arretrato, stavo seriamente per collassare. Vedevo
i due ragazzi ovunque. Li sentivo gridare, implorare disperati,
vedevo la frenesia terrificante dei coccodrilli affamati, le
ossa spezzate, e sentivo le risate in sottofondo. Ho pensato di
suicidarmi, Post, per davvero.
Vuota la bottiglia e va a prenderne altre. Si siede e continua
il racconto. In qualche modo mi sono convinto che era stato
tutto un sogno provocato dall'alcol e dalla droga che mi avevano
messo nel bicchiere. Dopo un mese, lentamente, ho cominciato
a rialzarmi. Poi ho trovato questo nella posta.
Prende un fascicolo che non avevo notato e lo apre. Post,
non l'ho mai fatto vedere a nessuno. Tira fuori una foto a colori,
venti per venticinque, di lui in boxer, appeso al cavo con i
piedi a pochi centimetri dalla furiosa bocca aperta e dai denti
seghettati di un grosso coccodrillo. La sua espressione di terrore
 indescrivibile.  in primo piano, sullo sfondo non si vede
nulla che dia un'idea del posto o dell'ora.
La guardo incredulo, poi mi volto verso Tyler, che si asciuga
una lacrima dalla guancia e riprende a parlare con un filo di voce.
Senti, ho una telefonata da fare, okay? Per lavoro. Bevi un'altra
birra, torno tra un quarto d'ora. La storia non finisce cos.
...
23.

Rimetto la foto nel fascicolo e lo lascio sul tavolo; spero di non
doverla rivedere mai pi. Vado sulla terrazza a guardare l'oceano.
Ho in testa troppi pensieri disordinati per acchiapparne
uno solo e analizzarlo, ma una cosa li domina: la paura. La stessa
che ha convinto Tyler ad abbandonare la professione di avvocato.
Che tiene sepolti i suoi segreti. Che, una ventina d'anni
dopo il suo sequestro, mi fa tremare le gambe.
Non mi accorgo che  tornato, e quando mi interpella ho un
sobbalzo. A cosa stai pensando, Post? Mi ha portato del caff
nero in un bicchiere di carta.
Ma perch non ti hanno ammazzato? Non se ne sarebbe accorto
nessuno.
 la domanda pi ovvia, ho avuto vent'anni per farmela.
Credo proprio che avessero bisogno di me. Erano riusciti a far
condannare Quincy all'ergastolo, a quel punto forse li preoccupava
l'appello, e siccome lo stavo preparando io volevano
che abbassassi la cresta. E li ho accontentati. Ho sollevato tutti
i dubbi legali pi leciti, ma senza mai andare sopra le righe.
Tenevo il freno tirato, Post, ho fatto il compitino solo perch dovevo.
L'hai letto, vero?
Certo, ho letto tutto. L'ho trovato un ricorso solido.
Sul piano legale s, ma senza pi ardore, e poi tanto non
sarebbe cambiato nulla. La corte suprema della Florida non
avrebbe mai ribaltato la sentenza. Quincy invece non sospettava
niente. Credeva che fossi ancora furioso per la sua ingiustizia,
ma mi ero gi arreso.
La corte ha confermato la condanna all'unanimit.
Niente di strano. Ho presentato ricorso anche alla corte suprema,
pro forma. Negato, come sempre. Dopodich ho detto
a Quincy che era finita.
Per questo non hai mai chiesto la riapertura del processo?
Per questo e perch non sono affiorate altre prove. Ho gettato
la spugna e me ne sono andato. Inutile dire che a quel punto
nessuno mi pagava pi. Due anni dopo, Quincy ha presentato
le sue istanze dalla prigione, si  fatto aiutare da un avvocato
del carcere, ma non sono andati da nessuna parte.
Torna a sedersi al tavolo. Posa il fascicolo su una sedia vuota.
Lo raggiungo e per un po' rimaniamo in silenzio. Pensa anche
soltanto alla logistica, Post dice, alla fine. Sapevano che
sarei andato a pesca in Belize, sapevano dove avrei alloggiato:
di sicuro mi intercettavano le telefonate. Internet non c'era,
quindi niente e-mail da hackerare. Pensa a quanta manodopera
c' voluta per mettermi la droga nel bicchiere, portarmi
via, chiudermi in una nave o un aereo e portarmi nel posticino
in cui si divertivano a dare i loro nemici in pasto ai coccodrilli.
Il cavo sospeso era un congegno elaborato, i coccodrilli erano
tanti e affamati.
Una banda organizzatissima.
S, con parecchi soldi, risorse, contatti con la polizia locale e
magari pure alla dogana, tutto ci che serve ai migliori narcotrafficanti.
Di sicuro mi hanno convinto. Ho concluso l'appello,
ma ero un rottame. Alla fine sono andato in terapia, ho detto
al mio psicologo che ero stato minacciato da gente capace di
concretizzare le proprie minacce e che pensarci mi faceva impazzire.
Lui mi ha aiutato a uscirne, finch non ho fatto le valigie
e salutato tutti. Hai bisogno di altre prove per dimostrare
che non  stato Quincy a uccidere Russo?
No, e non mi serviva questa.
Questo  un segreto che nessuno sapr mai, Post.  il motivo
per cui non voglio essere coinvolto in nessun tentativo di
aiutare Quincy.
Quindi sai pi di quello che mi hai detto?
Ci pensa su mentre sorseggia il caff. Diciamo che so qualche
cosa.
Su Brad Pfitzner cosa puoi raccontarmi? Immagino che all'epoca
lo conoscessi bene.
A quei tempi su di lui giravano voci, sospetti, dicerie. Certi
avvocati del giro penale, me compreso, intercettavano pi pettegolezzi
di altri. Riguardavano un piccolo porto sul Golfo, si
chiamava Poles Inlet. Era nella contea di Ruiz, quindi sotto il
suo controllo. Stando alle voci, Pfitzner permetteva che la droga
attraccasse l e venisse immagazzinata in angoli remoti della
contea prima che la distribuissero a nord verso Atlanta. Ma, ripeto,
erano solo dicerie. Pfitzner non  mai stato beccato n incriminato.
Una volta tagliati i ponti con Seabrook, ho seguito le
cose da lontano e sono rimasto in contatto con un paio di amici
avvocati di l. I federali non sono mai riusciti a toccare Brad.
E Kenny Taft?
Taft fu ucciso poco prima che me ne andassi. Si vociferava
che l'omicidio non fosse andato come l'aveva descritto Pfitzner.
Come per Russo, lo sceriffo coordin in prima persona le indagini
e pot scrivere la storia nel modo che gli pareva. Mise in piedi
un drammone, perch aveva perso un suo uomo: gran funerale,
processione, strade piene di poliziotti venuti da ovunque.
Un magnifico commiato a un soldato caduto in combattimento.
La pista Taft  importante? chiedo. Lui tace e studia l'oceano.
A quel punto la risposta mi sembra ovvia, ma lui precisa:
Non saprei. Magari s.
Non ho intenzione di insistere. Sono gi andato oltre le mie
aspettative, e non  l'ultima volta che parleremo. Prendo nota
della sua riluttanza a discutere di Kenny Taft e decido di cambiare
argomento.
Ma quindi, perch ammazzare Keith Russo?
Tyler si stringe nelle spalle, come se ormai la risposta fosse
ovvia. Ha fatto arrabbiare la gang e l'hanno fatto fuori. Il modo
pi veloce di beccarsi un proiettile in testa  spifferare qualcosa.
Pu darsi che la DEA l'avesse messo sotto pressione e convinto
a tradirli. Tolto di mezzo lui e incolpato Quincy, l'andazzo 
tornato normale. Volevano che la condanna fosse confermata,
e io ho deciso di andarmene a pesca.
Dopo il pensionamento, Pfitzner ha traslocato alle Keys, in
un bell'appartamento che secondo la contea vale un milione e
sei. Notevole per uno sceriffo che ha guadagnato al massimo
sessantamila dollari all'anno.
E, non avendo nemmeno il diploma,  difficile che sia stato
un investitore tanto scaltro. Scommetto che la maggior parte
del suo bottino  nascosta all'estero. Attento a dove scavi,
Post. Rischi di trovare cose che sarebbe meglio non solleticare.
Scavare fa parte del mio lavoro.
Non del mio. Per me questa  acqua passata. Sono felice, ho
una moglie splendida e tre figli adolescenti. Oggi  l'unico giorno
che ti concedo. Buona fortuna e via dicendo, ma non voglio
rivederti mai pi.
Capito. Grazie per la chiacchierata.
Se vuoi, la suite  tua. Se rimani, domattina puoi chiamare
un taxi per l'aeroporto.
No, grazie, vengo via con te.
...
24.

Secondo il paragrafo 13A-10-129 del codice di procedura penale
dell'Alabama, chi "rimuove o altera un corpo del reato" di
un procedimento ufficiale  colpevole di manomissione. E sebbene
si tratti soltanto di un illecito minore, di classe A, pu essere
punito con un massimo di un anno di galera e cinquemila
dollari di multa. Se si trattasse di un qualunque illecito minore,
alla parte lesa, in questo caso il procuratore distrettuale Chad
Falwright, basterebbe depositare una dichiarazione giurata in
cui mi si accusa del crimine e chiedere allo sceriffo di emettere
un mandato d'arresto contro di me.
Ultimamente, per, Chad  spaventato, perch il pi grande
successo della sua insulsa carriera sta per diventare il suo
pi grosso fallimento. L'anno prossimo cercher la rielezione:
di certo per prendere il suo posto non c' la fila ma, se si viene
a sapere che ha incriminato e quasi fatto giustiziare Duke Russell
per un reato commesso da un altro, magari qualche voto lo
perde. Perci sta contrattaccando, e con foga. Anzich dedicarsi
alla nobile ricerca della verit e alla riparazione di un torto,
Chad aggredisce me, perch sto cercando di dimostrare che ha
commesso un errore e di scagionare un innocente.
Per far vedere che  un duro, raduna un gran giur a Verona
e riesce a farmi incriminare per manomissione. Chiama Jim
Bizko del "Birmingham News" e blatera di questo importante
risultato. Il giornalista per disprezza Chad e gli chiede perch
si rifiuta di far analizzare il DNA di tutti e sette i peli pubici.
Bizko non scrive nessun articolo sulla mia incriminazione.
Il mio amico in Alabama  Steve Rosenberg, avvocato e attivista
di New York che si  trasferito al Sud e rimane una mosca
bianca in questo strano ambiente. A Birmingham dirige
uno studio che difende senza scopo di lucro decine di condannati
a morte.
Rosenberg telefona a Chad e ci litiga subito. Non  la prima
volta. Quando si calmano le acque si decide che mi consegner
a Chad nel suo ufficio, mi far processare e mi presenter immediatamente
davanti a un giudice per parlare della cauzione.
Potrei comunque passare un paio di notti in galera, ma non
sono preoccupato. Se i miei clienti riescono a resistere per decenni
dentro prigioni orribili, di sicuro sopravvivr anch'io a
una breve trasferta in un carcere di contea.
 la mia prima incriminazione e ne vado piuttosto fiero. Sulla
mensola ho un libro che parla di celebri avvocati sbattuti in
prigione mentre combattevano per i loro clienti, e sarebbe un
onore unirmi a loro. Una volta Rosenberg ha passato una settimana
dietro le sbarre in Mississippi. Ne ride ancora, dice che
gli  valsa qualche nuovo cliente.
Ci incontriamo davanti al tribunale e ci salutiamo con un
abbraccio. Steve  vicino ai sessanta, e pi invecchia pi il suo
look diventa estremo. Porta i capelli grigi folti e spettinati, lunghi
fino alle spalle. Ha un orecchino e un piccolo tatuaggio sulla
carotide.  cresciuto a Brooklyn da attaccabrighe e pratica con
il piglio di un pugile di strada. Non ha paura di niente, e non
chiede altro che irrompere nei vecchi tribunali di provincia del
Sud a bisticciare con quelli del posto.
Tutto questo per uno schifo di pelo pubico? ride. Potevo
prestartene uno io.
Come minimo sarebbe stato troppo grigio rispondo.
Ridicolo. Davvero ridicolo. Entriamo in tribunale e saliamo
in ufficio da Chad. Lo sceriffo  venuto insieme a due vice,
uno  armato di macchina fotografica. Con uno sfoggio di vera
ospitalit, gli autoctoni hanno accettato di fare la scenetta in tribunale
ma di evitare la prigione, almeno per ora. L'altroieri ho
consegnato le mie impronte digitali. Mi metto in posa per la foto
segnaletica, ringrazio lo sceriffo che sembra annoiato dal contrattempo
e aspetto Chad. Quando finalmente ci fanno entrare
nel suo ufficio, l'idea di stringergli la mano non ci sfiora neanche,
e per lui  uguale: io e Rosenberg lo odiamo nel profondo,
e lui odia noi. Mentre ci sciroppiamo le chiacchiere preliminari
lo vedo palesemente preoccupato, persino nervoso.
Capiamo subito perch. Alle tredici entriamo nell'aula di
giustizia pi grande e prendiamo posto al banco della difesa.
Chad occupa l'altro insieme a un paio di assistenti. Il tribunale
 il regno di Leon Raney, il vecchio fossile che ha presieduto
il processo a Duke e non gli ha dato un attimo di respiro. Non
ci sono spettatori. Non interessiamo a nessuno.  soltanto un
pelo pubico rubato da un avvocato. Il sogno di Chad di farsi
un briciolo di pubblicit svanisce.
Al posto di un burbero anziano bianco in toga nera, sullo
scranno appare una giovane e bellissima donna nera in toga
porpora che ci augura buon pomeriggio. La giudice Marlowe
ci informa che il giudice Raney  in congedo temporaneo perch
la settimana scorsa ha avuto un infarto, e fino al suo ritorno
sar lei a sostituirlo. Viene da Birmingham ed  stata inviata
per ordine speciale della corte suprema dell'Alabama. Cominciamo
a capire il nervosismo di Chad: la presenza di un arbitro
onesto vanifica il vantaggio di giocare in casa.
Il primo punto all'ordine del giorno riguarda la mia udienza
preliminare e l'entit della cauzione. La giudice Marlowe fa un
cenno alla stenografa e apre ufficialmente il procedimento con
parole che per me sono musica. Ho letto l'imputazione e, onestamente,
le sue accuse sono molto deboli, Mr Falwright. Sono
certa che abbia di meglio da fare. Mr Rosenberg, il suo cliente
 ancora in possesso del pelo pubico sul quale  stato effettuato
il test del DNA?
Rosenberg si alza in piedi. Eccome, Vostro Onore.  qui sul
tavolo e ci terremmo a restituirlo a Mr Falwright, o a chi custodisce
il fascicolo delle prove. Il mio cliente non ha manomesso
n rubato nulla. Ha soltanto preso in prestito un pelo pubico.
 stato costretto, Vostro Onore, perch Mr Falwright si rifiuta
di fare i test del DNA.
Mostratemelo risponde la giudice.
Rosenberg prende una bustina di plastica e gliela consegna.
Lei, senza aprirla, la guarda, si sforza, alla fine vede qualcosa,
la mette gi. Aggrotta la fronte, scuote la testa e si rivolge a
Falwright. Ma stiamo scherzando?
Chad si alza imbarazzato e comincia a balbettare.  il procuratore
distrettuale locale da vent'anni, durante i quali  sempre
stato spalleggiato da un giudice destroide come lui e come lui
poco tenero con gli imputati, oltre che suo predecessore. Di colpo
 obbligato a giocare ad armi pari, e non conosce le regole.
 una questione importante, Vostro Onore frigna con falsa
indignazione. L'imputato, Mr Post, ammette di aver trafugato
il corpo del reato da fascicoli che sono protetti, che sono sacrosanti.
Gli piacciono i paroloni con cui cerca spesso di fare colpo
sui magistrati, ma a giudicare dai verbali dei suoi processi
di frequente li usa a sproposito.
Se non ho letto male la documentazione risponde Marlowe
il pelo pubico in questione  scomparso per oltre un anno prima
che lei o chiunque altro se ne accorgesse, e ci avete fatto caso
soltanto dopo averlo saputo da Mr Post.
Non possiamo tenere d'occhio tutti i vecchi fascicoli,
Vostro Onore...
La giudice alza una mano e lo zittisce. Mr Rosenberg, che
cosa propone?
Chiedo che sia decretato il non luogo a procedere contro
Mr Post.
Richiesta accolta.
Chad rimane a bocca aperta, gli sfugge giusto un grugnito
prima di lasciarsi cadere chiassosamente sulla sedia. La giudice
lo trafigge con uno sguardo che mi spaventa, e sono appena
stato assolto.
Marlowe prende un'altra risma di fogli e continua. Mr Rosenberg,
ho qui davanti l'istanza per la riapertura del processo a
Duke Russell da lei presentata due mesi fa. Dal momento che
sono la presidente del tribunale, e lo sar per un tempo indeterminato,
sarei propensa ad accogliere l'istanza.  pronto a
procedere?
Rosenberg e io stiamo per scoppiare a ridere. Sissignora
risponde lui a gran voce.
Chad  impallidito, e fa di nuovo fatica ad alzarsi. Mr Falwright?
chiede la giudice.
Impossibile, giudice. Figuriamoci. L'accusa non ha ancora
nemmeno depositato una risposta. Come facciamo a
procedere?
Lo farete, se sono io a dirvelo. L'accusa ha avuto due mesi
per rispondere: perch ci mette cos tanto? Un ritardo del genere
 ingiusto e inammissibile. Seduti, per favore. Fa un cenno
con la testa a Rosenberg e i due avvocati si siedono. Tutti prendiamo
un bel respiro.
Marlowe si schiarisce la voce ed attacca. In discussione  la
semplice richiesta della difesa di analizzare il DNA di sette peli
pubici prelevati dal luogo del delitto. La difesa  disposta a sostenere
la spesa del test. Oggi come oggi  normale usare il DNA
per considerare o escludere sospettati e imputati. Eppure mi risulta
che l'accusa, rappresentata da lei, Mr Falwright, si rifiuta
di autorizzare i test. Perch? Che cosa teme? Se il test scagiona
Duke Russell, avremo per le mani una condanna ingiusta. Se
inchioda Russell, lei avr argomenti in quantit per dichiarare
che l'imputato ha ricevuto un processo equo. Ho letto il fascicolo,
Mr Falwright, tutte e millequattrocento le pagine del verbale
ed il resto. La condanna a Mr Russell si  basata sull'analisi
di un morso e dei peli, metodi che sono stati ripetutamente dichiarati
inaffidabili. Ho qualche dubbio su questo verdetto, Mr
Falwright, e ordino il test del DNA su tutti e sette i peli.
Far appello contro il suo ordine commenta Chad senza
neanche alzarsi.
Come, scusi? Si stava rivolgendo alla corte?
Chad si alza. Far appello contro il suo ordine.
Ma certo. Perch  cos contrario al test del DNA, Mr
Falwright?
Rosenberg e io ci scambiamo occhiate incredule e divertite.
Nel nostro campo  raro trovarci in una posizione avvantaggiata,
e quasi impossibile vedere un giudice che attacca un pubblico
ministero in questo modo.  difficile non essere sbalorditi.
Chad, ancora in piedi, riesce a rispondere: Semplicemente
non  necessario, Vostro Onore. Duke Russell  stato condannato
dopo un processo equo, da giurati imparziali, in questa stessa
aula.  tutto tempo perso.
Non per me, Mr Falwright. Ma immagino che per lei lo sia. Sta
perdendo tempo nella speranza di scampare l'inevitabile.
Questa accusa di manomissione ne  un'ulteriore prova. Ho ordinato
i test, e se lei fa appello contro il mio ordine sar l'ennesima perdita
di tempo. Le propongo di collaborare, e facciamola finita.
Fissa Chad con uno sguardo severo e gelido che lo atterrisce.
Davanti al suo silenzio, la giudice chiude il discorso.
Voglio tutti e sette i peli pubici su questo banco entro un'ora.
Sarebbe terribilmente comodo se sparissero.
Giudice, per favore protesta Chad, ma Marlowe d un colpo
di martelletto e dice: La seduta  tolta.
Ovviamente Chad non collabora. Aspetta l'ultimo momento
disponibile per presentare l'appello contro l'ordine della giudice,
e la questione passa alla corte suprema dello Stato, dove
potrebbe languire per un anno e pi. Da quelle parti non esistono
limiti di tempo per emettere le sentenze, e i giudici supremi
sono notoriamente lenti, soprattutto con le istanze di riapertura
dei processi. Anni fa hanno confermato la condanna a Duke
dopo il processo, fissato la data dell'esecuzione e poi respinto
la prima istanza di riapertura. La maggior parte dei giudici
d'appello, statali e federali, odia questi casi perch si trascinano
per decenni. E una volta deciso che un imputato  colpevole
 raro che cambino idea, a prescindere dalle nuove prove.
E cos aspettiamo. Rosenberg e io ci chiediamo se sia il caso di
insistere e di chiedere un'udienza davanti alla giudice Marlowe.
Abbiamo paura che il vecchio Raney si riprenda e torni al lavoro,
anche se  un'eventualit poco probabile. Ha appena passato
gli ottanta, et d'oro per un giudice federale ma un po' troppo
per un magistrato eletto. Comunque, il dato di fatto  che
senza il test del DNA non possiamo vincere.
Torno all'Holman e al braccio della morte per parlare con
Duke. Dall'ultima volta, quando gli ho detto che abbiamo trovato
il vero assassino, sono passati tre mesi e anche l'euforia. Il
suo umore oscilla tra la rabbia cieca e la profonda depressione.
Le nostre conversazioni telefoniche non sono state piacevoli.
Per chi se la merita, la prigione  un incubo. Per chi non la merita
 una lotta quotidiana per mantenere un livello minimo di
lucidit mentale. Chi all'improvviso viene a sapere che ci sono
le prove della sua innocenza ma  costretto a rimanere dentro
rischia di impazzire, nel vero senso della parola.
...
25.

Procedo verso est su una strada a due corsie, sono in Mississippi
o Alabama, difficile dirlo, questi boschi di pini sono tutti
uguali. La destinazione ultima  Savannah. Sono tre settimane
che non torno a casa, e mi serve una pausa. Mi vibra il telefono
e sullo schermo compare il nome di Glenn Colacurci, il vecchio
avvocato di Seabrook.
Non  lui in persona ma la sua graziosa segretaria Bea: vuole
sapere quando sar di nuovo da quelle parti. Glenn vorrebbe parlarmi,
ma preferisce vedermi in un posto che non sia Seabrook.
Tre giorni dopo entro al Bull, un bar molto frequentato di
Gainesville. A un tavolino in fondo alla sala scorgo Bea, che mi
fa un cenno e si alza. Seduto di fronte a lei e tirato a lucido c'
l'avvocato Colacurci. Abito blu di cotone seersucker increspato,
camicia bianca inamidata, rravattino a righe, bretelle.
Bea si congeda e io prendo il suo posto. La cameriera ci informa
che il barista ha appena preparato la sua sangra speciale,
che dovremmo proprio provare. Ne ordiniamo due bicchieri.
Adoro Gainesville commenta Glenn. Ci ho passato sette
anni, una vita fa. Bella cittadina. Bell'universit. Tu dove hai
studiato, Post? Non me lo ricordo.
Non mi sembra di averglielo mai detto. Universit del Tennessee.
Good Ol' Rocky Top.
Lui fa una smorfia e commenta: Diciamo che non  la mia
canzone preferita.
E neanch'io impazzisco per i Gators.
Chiaro. Siamo riusciti a non parlare del meteo, l'argomento
che nel Sud occupa almeno i primi cinque minuti di ogni conversazione
informale tra uomini prima che l'argomento diventi
il football per un'ulteriore quindicina di minuti. Sono quasi
sgarbato nel mio desiderio di non perdere tempo.
Lasciamo stare il football, Glenn. Non  per questo che sono
qui.
La cameriera porta due grossi bicchieri di sangra rosata con
ghiaccio. Quando se ne va, Glenn risponde: No, certo. La mia
ragazza ha trovato la vostra istanza online e me ne ha stampata
una copia. Io non sono granch con il computer. Lettura interessante.
Lucida, ben argomentata, molto convincente.
Grazie.  il nostro modo di lavorare.
Mi ha fatto ripensare a vent'anni fa. Dopo l'omicidio di
Kenny Taft, qualcuno ipotizz che non fosse andata come diceva
Pfitzner. Girava voce che Taft fosse caduto in un'imboscata
dei suoi stessi colleghi, i ragazzi di Pfitzner. Forse il nostro
bravo sceriffo era coinvolto nel traffico di droga, come sospetti
tu. Forse Taft sapeva troppo. A ogni modo, il caso  irrisolto
da vent'anni. Nessuna traccia degli assassini, niente prove.
Annuisco educatamente mentre lui scalda i motori. Mi attacco
alla cannuccia e lui mi imita.
Il compagno di pattuglia di Taft era un ragazzo di nome
Brace Gilmer, che se la cav con qualche ferita leggera, una pallottola
di striscio, niente di serio. Conoscevo sua madre, era stata
mia cliente. Gilmer se ne and poco dopo l'omicidio e non
torn mai pi. Diversi anni fa, forse quindici, ho incontrato per
caso sua madre ed abbiamo fatto due chiacchiere. Mi ha detto che
all'epoca Brace era convinto di essere anche lui un bersaglio, e
di aver avuto solo fortuna. Gilmer e Taft avevano la stessa et,
ventisette anni, e andavano d'accordo. Taft era l'unico vicesceriffo
nero e non aveva molti amici. Oltretutto sapeva qualcosa
del delitto Russo, almeno secondo Gilmer. Per caso avete parlato
con lui?
No. Non riusciamo a trovarlo. Di solito Vicki  in grado
di rintracciare chiunque nel giro di ventiquattr'ore, ma finora
Brace Gilmer ci  sfuggito.
Immaginavo. Sua madre si  trasferita un po' di tempo fa. La
scorsa settimana l'ho trovata in una casa di cura vicino a Winter
Haven.  pi vecchia di me e non se la passa benissimo, ma
abbiamo fatto una bella chiacchierata al telefono. Credimi, 
proprio il caso di parlare con Gilmer.
Probabile mi limito a commentare. In questi giorni Gilmer
 in cima alla mia lista.
Glenn mi fa scivolare davanti uno dei suoi biglietti da visita.
Sul retro c' scribacchiato un nome: "Bruce Gilmer".
L'indirizzo  di Sun Valley.
In Idaho? chiedo.
Era nei marines e ha conosciuto una ragazza di quelle parti.
Sua madre pensa che non sar molto loquace.
E ha cambiato nome.
Cos pare.
Perch la madre dovrebbe divulgare il suo indirizzo, se lui
non vuole parlare?
Si picchietta la tempia per indicare che  matta. Magari l'ho
beccata di buonumore. Ride come se si credesse molto furbo e
succhia forte dalla cannuccia. Bevo un sorso anch'io. Glenn ha
il naso rosso e gli occhi lucidi come quelli di un ubriacone.
Comincio a sentire l'effetto dell'alcol.
E insomma prosegue Glenn qualche settimana fa stavo
bevendo una cosa con un altro vecchio avvocato di Seabrook,
uno che non conosci. All'epoca eravamo soci, ma ha mollato
dopo che la moglie  morta e gli ha lasciato un po' di soldi. Gli
ho detto che ti ho conosciuto, gli ho raccontato delle tue teorie
eccetera e gli ho dato una copia della tua istanza. Ha detto
che ha sempre sospettato che Pfitzner avesse preso l'uomo
sbagliato, perch Pfitzner voleva l'uomo sbagliato. Keith sapeva
troppo e bisognava sbarazzarsi di lui. Ma detto onestamente,
Post, non ricordo conversazioni di questo genere all'epoca
del delitto.
Dei vecchi pettegolezzi non me ne faccio niente. Dopo che
una cittadina intera si affretta ad emettere una sentenza,  normale
che con il passare degli anni qualcuno si prenda il tempo
di riflettere. Ma in realt la maggior parte della gente prova
semplicemente sollievo al pensiero che qualcuno sia stato condannato
e il caso chiuso.
Ho avuto quello che mi serviva ed  improbabile che riesca
a raccogliere qualche altra informazione utile. Mentre Colacurci
vuota il suo bicchiere, le sue palpebre cominciano a farsi
pesanti. Probabile che a pranzo beva tutti i giorni e poi passi il
pomeriggio a ronfare.
Ci stringiamo la mano e ci salutiamo come due vecchi amici.
Mi offro di pagare il conto, ma lui ha deciso di prendere un'altra
sangra. Mentre mi allontano, Bea spunta da chiss dove e
mi saluta con un gran sorriso.
Kenny Taft aveva una moglie incinta, Sybil, e un bambino di due
anni. Dopo la sua morte, Sybil torn nella propria citt natale,
Ocala, divenne un'insegnante, si rispos ed ebbe un altro figlio.
Frankie arriva in citt leggero come un fantasma e scopre dove
abita, una graziosa casetta a due piani in periferia. Vicki ha fatto
le sue ricerche: sappiamo che Sybil  sposata con il preside di
una scuola. La loro casa vale intorno ai centosettantamila dollari
e l'anno scorso hanno pagato diciottomila dollari di tasse. C' un
mutuo che risale a otto anni fa. Entrambe le loro auto sono state
acquistate con un prestito della banca. Evidentemente Sybil e il
marito hanno una vita tranquilla in un bel quartiere della citt.
E Sybil non desidera alterare questo equilibrio. Al telefono,
dice a Frankie che non vuole parlare del marito morto. Sono
passati oltre vent'anni dalla tragedia dell'omicidio di Kenny e
le ci  voluto un sacco di tempo per superarla. Il fatto che gli assassini
non siano mai stati trovati non ha fatto che peggiorare le
cose. No, non sa niente che non si sapesse gi all'epoca. Frankie
insiste un po', lei si innervosisce e riattacca. Frankie mi dice
com' andata e decidiamo di fare un passo indietro, per adesso.
Guidare per tre giorni consecutivi da Savannah a Boise sarebbe
stato pi semplice che arrivarci in aereo. A causa del maltempo
rimango all'aeroporto di Atlanta per tredici ore, mentre
sul tabellone i voli cadono come tessere del domino. Bivacco
davanti a un bar e osservo il corteo di gente che entra e, qualche
ora dopo, esce barcollando. Una volta di pi sono grato che
per me l'alcol non sia una tentazione. Finalmente riesco ad arrivare
a Minneapolis, dove mi informano che il mio volo per
Boise  al completo per eccesso di prenotazioni. Aspetto finch
non vengo ricompensato con l'ultimo posto disponibile. Arriviamo
a Boise alle due di notte, e ovviamente l'auto a noleggio
che avevo prenotato non  disponibile perch l'ufficio  chiuso.
A parte la frustrazione, per, non  un grosso problema: non
ho appuntamenti a Sun Valley. Bruce Gilmer non sa che l'ho
trovato.
Ci penser Vicki a trovarmi un albergo economico in questa
famosa zona di villeggiatura. All'alba mi trascino in una stanzetta
in una fatiscente trappola per turisti a Ketchum, e dormo
per qualche ora.
Gilmer lavora in un club sportivo di Sun Valley come istruttore
di golf. Non sappiamo molto di lui, ma dal momento che
non esistono certificati di divorzio relativi a Brace o Bruce Gilmer
supponiamo sia ancora sposato con la stessa donna. Vicki
non  riuscita a trovare neanche documenti ufficiali sul suo
cambio di nome in Bruce. Malgrado tutto  stato bravo a lasciarsi
Seabrook alle spalle. Adesso ha quarantasette anni, uno
in meno di me.
Nel tragitto da Ketchum a Sun Valley non riesco a staccare
lo sguardo dalle montagne e dal paesaggio. Il tempo  stupendo.
Quando sono partito da Savannah c'erano trentacinque gradi
e un'afa terribile. Qui ce ne saranno meno di venti, e se c'
umidit non la sento.
Il club  un posto esclusivo, riservato ai soci, il che complica
le cose. Ma il collare da prete aiuta sempre. Lo indosso e accosto
al gabbiotto dell'ingresso. Dico al custode che ho un appuntamento
con Bruce Gilmer. Lui controlla un blocco per gli
appunti mentre dietro di me si crea la fila. Saranno quasi tutti
giocatori di golf smaniosi di cominciare la partita. Alla fine mi
d un pass e mi fa cenno di andare.
Al negozio di articoli sportivi chiedo di Mr Gilmer e mi dicono
dove trovarlo. Il suo ufficio  in uno stabile isolato, circondato
da trattori, tosaerba e attrezzature per irrigare i campi.
Chiedo a un manovale, che mi indica un uomo sotto una terrazza
che parla al cellulare. Mi avvicino in silenzio e aspetto.
Quando mette via il telefono, mi faccio avanti. Mi scusi, lei 
Bruce Gilmer?
Si volta, mi guarda, nota il collare e suppone che sia un prete
di qualche genere invece che un avvocato ficcanaso venuto
a scavare nel suo passato.
S. Lei ?
Cullen Post, della Guardian Ministries gli dico porgendogli
il mio biglietto da visita. L'ho fatto cos tante volte che il mio
tempismo  perfetto.
Studia il biglietto, poi tende lentamente una mano. Piacere
di conoscerla.
Piacere mio.
Mi dica pure ribatte con un sorriso. Dopotutto  abituato
ad avere a che fare con la gente. Il cliente ha sempre ragione.
Sono un prete episcopale e un avvocato. I miei clienti sono
persone innocenti vittime di condanne ingiuste, che cerco di far
uscire di prigione. Persone come Quincy Miller. Che , appunto,
mio cliente. Posso rubarle qualche minuto?
Il sorriso svanisce e lui si guarda attorno. Per parlare di cosa?
Kenny Taft.
Lui scrolla le spalle e fa un incrocio tra un grugnito e una risatina.
Sbatte le palpebre come se fosse incredulo. Mi prende
in giro? mormora.
Senta, io sono uno dei buoni, okay? Non sono qui per spaventarla
o per far saltare la sua copertura. Kenny Taft sapeva
qualcosa sull'omicidio di Keith Russo e forse se l' portato nella
tomba, o forse no. Sto solo seguendo una soffiata, Mr Gilmer.
Mi chiami Bruce. Fa un cenno in direzione di una porta e
aggiunge: Andiamo nel mio ufficio.
Per fortuna non ha la segretaria. Passa tutto il tempo fuori,
e il suo ufficio, pieno di roba,  quello di un uomo che preferisce
riparare un'innaffiatrice piuttosto che scrivere una lettera
al computer. Ci sono spazzatura ovunque e vecchi calendari
appesi alle pareti. Indica una poltroncina e sprofonda nella
sua, dietro la scrivania di metallo.
Come ha fatto a trovarmi?
Passavo di qui per caso.
Dico sul serio.
Be', non  che si stia proprio nascondendo, Bruce. A proposito,
che ne  stato di Brace?
Quante cose sa?
Parecchie. So che Quincy Miller non ha ucciso Keith Russo.
L'omicidio  stato opera di una gang, trafficanti, ed  probabile
che Pfitzner li stesse coprendo. Dubito che trover mai l'uomo
che ha premuto il grilletto, ma non  necessario. Il mio compito
 dimostrare che non  stato Quincy.
Buona fortuna. Bruce si toglie il cappellino e si passa una
mano tra i capelli.
Sono tutte scommesse azzardate, ma di solito le vinciamo.
Ho fatto uscire di prigione otto dei miei clienti.
E fa solo questo?
Esatto. In questo momento seguo sei persone, incluso Quincy.
Per caso l'ha conosciuto?
No.  cresciuto a Seabrook, come Kenny Taft, ma io sono di
Alachua. Mai incontrato.
Quindi non ha indagato su di lui?
Figuriamoci, no, era impossibile. Se ne occupava Pfitzner e
non diceva una parola.
Conosceva Russo?
Di nome, a volte lo vedevo in tribunale. Lei  convinto che
non sia stato ucciso da Quincy Miller?
Convintissimo.
Ci pensa su. I movimenti degli occhi e della mano sono lenti.
Non sbatte mai le palpebre. Ha superato il terrore di essere
inseguito da qualcuno che arriva dal suo passato e non sembra
preoccupato.
Devo farle una domanda, Bruce. Si sta ancora nascondendo?
Sorride. In realt no.  passato un sacco di tempo. Io e mia
moglie siamo scappati in fretta e furia, praticamente nel cuore
della notte, non vedevamo l'ora di andarcene da quel posto,
e i primi due o tre anni mi sono guardato le spalle, questo s.
Ma perch? Perch ve ne siete andati, e di cosa avevate
paura?
Sa una cosa, Post? Non so se mi va di parlarne. Non la conosco,
e lei non conosce me. Quel pezzo di vita l'ho lasciato a
Seabrook e per quanto mi riguarda pu rimanere l.
Lo capisco. Ma per quale ragione dovrei dire a qualcuno
quello che mi confida? Lei non  stato testimone nel caso di
Quincy. Non potrei costringerla a tornare a Seabrook neanche
se volessi. Non ha niente da dire in tribunale.
Allora perch  qui?
Perch credo che Kenny Taft sapesse qualcosa sul delitto
Russo e ho assolutamente bisogno di scoprire cosa.
Kenny non pu pi parlare.
Esatto. Ma le ha mai detto qualcosa su Russo?
Ci riflette a lungo, poi fa segno di no con la testa. Non mi
viene in mente nulla dice, ma dubito che sia vero.  a disagio,
perci fa quello che prevedevo e cambia argomento. Ha detto
che gli assassini erano membri di una gang? Tipo un delitto
su commissione?
Qualcosa del genere.
E come fa ad esserne sicuro? Pensavo che non ci fossero dubbi
sulla colpevolezza di Miller.
Come faccio a esserne sicuro? L'immagine di Tyler che dondola
a pochi centimetri dai coccodrilli mi attraversa la mente.
Non posso dirle tutto, Bruce. Sono un avvocato, molte delle
informazioni che raccolgo sono confidenziali.
Se lo dice lei. Senta, adesso avrei da fare. Guarda l'orologio
e finge debolmente di essere oberato di impegni. Vuole che
me ne vada.
Certo replico. Sar da queste parti per un paio di giorni,
ho un po' di tempo libero. Possiamo rivederci?
Per parlare di cosa?
Della notte in cui uccisero Kenny.
E in che modo potrebbe tornare utile al suo cliente?
Non si sa mai, Bruce. Il mio lavoro  andare sino in fondo.
Il mio numero ce l'ha.
...
26.

Salgo in cabinovia fino alla cima della Bald Mountain e ridiscendo
piano piano il dislivello di millecinquecento metri. Sono pateticamente
fuori forma, e ho molti buoni motivi: il numero uno
 la mia vita nomade, che mi impedisce di iscrivermi a una palestra
per fare un po' di esercizio. I motel scadenti che mi trova
Vicki non sono dotati di amenit di questo tipo. Il numero
due  che passo troppo tempo seduto, invece di stare in piedi
o camminare. A quarantotto anni comincio ad avere la schiena
dolorante, e so che c'entrano le ore interminabili alla guida. Il
lato positivo  che mangio e bevo pochissimo e non ho mai fumato.
Ho fatto l'ultima visita medica due anni fa, e il dottore ha
detto che era tutto a posto. Una volta mi aveva spiegato che il
segreto di una vita sana e lunga  mangiare il meno possibile.
L'esercizio fisico  importante, ma non potr mai compensare
gli effetti di troppe calorie. Ho cercato di seguire il suo consiglio.
Per festeggiare la passeggiata mi fermo in un grazioso chalet
ai piedi della montagna e consumo un cheeseburger e due
birre crogiolandomi al sole. Sono sicuro che in inverno questo
posto pu essere spaventoso, ma a met luglio  un paradiso.
Chiamo il numero dell'ufficio di Bruce Gilmer e risponde la
segreteria telefonica. Ho deciso di assillarlo oggi e domani, poi
riparto. Non penso che rifar questo viaggio. Le nostre future
conversazioni saranno al telefono, sempre che ci siano.
A Ketchum trovo una biblioteca e mi metto comodo. Ho una
pila di documenti da leggere, inclusa la valutazione della Guardian
di Joey Barr, un potenziale nuovo cliente: ha passato sette
anni in prigione in North Carolina per uno stupro che dichiara
di non aver commesso. La sua vittima gli d ragione. Entrambi
hanno giurato che la loro relazione era assolutamente consensuale.
Joey  nero, la ragazza bianca, e quando avevano diciassette
anni furono sorpresi a letto dal padre di lei, un brutto
ceffo. L'uomo, a forza di pressioni sulla figlia, l'ha convinta a
denunciare il ragazzo, ed  riuscito a farlo condannare da una
giuria di bianchi. La madre della ragazza, che aveva chiesto il
divorzio e disprezzava l'ex marito, si  presa a cuore la causa di
Joey dopo che l'hanno incarcerato. Lei e la figlia hanno trascorso
gli ultimi cinque anni a cercare di convincere le corti d'appello
e chiunque sia disposto ad ascoltarle che Joey  innocente.
 questo il genere di materiale che leggo ogni giorno. Sono
anni che non mi concedo il lusso di finire un romanzo.
La squadra di consulenti della Guardian ritiene che siamo
sul punto di far uscire Duke Russell di prigione, perci  il momento
di aggiornare la lista dei casi da affrontare.
Sono in una tranquilla saletta di lettura al piano terra della
biblioteca pubblica di Ketchum, con i fogli sparsi su un tavolino
come se fossi nel mio ufficio, quando mi vibra il telefono.
Bruce sta uscendo dal lavoro e vuole parlarmi.
Salgo sul cart guidato da Bruce e procediamo serpeggiando lungo
un vialetto asfaltato che attraversa i campi da golf.  pieno
di giocatori che tirano colpi sotto un cielo perfettamente limpido.
Bruce si ferma su una collinetta che sovrasta un grazioso
fairway e inserisce il freno a mano.
Che meraviglia commento, osservando le montagne in
lontananza.
Lei gioca? mi chiede.
No, mai giocato. Scommetto che lei ha un handicap basso,
invece.
Prima s, adesso non particolarmente. Non ho tempo. Per
fare un percorso ci vogliono quattro ore,  dura starci dentro.
Stamattina ho parlato con il mio avvocato,  laggi, sul green
della decima.
Ha qualcosa da dire?
Niente di che. Le faccio una proposta: non dichiarer niente
che possa coinvolgermi, n che so qualcosa, tanto per cominciare.
Non firmo deposizioni e ignorer qualsiasi mandato di comparizione.
Nessun tribunale della Florida pu toccarmi.
Non le chieder niente del genere.
Bene. Ha detto che vuole parlare della notte in cui ci fu l'imboscata.
Che cosa sa?
Abbiamo ottenuto una copia del fascicolo della polizia di
Stato della Florida, perci conosciamo a grandi linee la faccenda,
sappiamo cosa ha riferito all'epoca agli investigatori.
Okay. Non ho detto proprio tutto, come potr immaginare.
Mi hanno sparato alla spalla e prima di parlare con qualcuno
sono rimasto in ospedale un paio di giorni. Ho avuto tempo
per pensare. Vede, Post, sono sicuro che l'imboscata ce l'abbia
tesa Pfitzner. Sono sicuro che il bersaglio fosse Kenny, ma hanno
cercato di uccidere anche me, e se non fossi stato fortunato
ci sarebbero riusciti.
In che senso?
Alza una mano come a dirmi di avere pazienza.
Era una strada sterrata, circondata dalla vegetazione. Buio
pesto, erano le tre di notte. Ci hanno colpiti dai due lati e da
dietro, quindi erano in tanti. Dio,  stato orribile. Ci stavamo
facendo due risate, in assoluta tranquillit, poi in un lampo il
lunotto posteriore  esploso e siamo stati investiti dai proiettili,
un finimondo. Non mi ricordo neanche di aver fermato la macchina
ma in qualche modo l'ho fatto, ho accostato, sono balzato
fuori e mi sono rannicchiato in un fosso. Le pallottole colpivano
la portiera e rimbalzavano ovunque. Ho sentito quando
hanno colpito Kenny. Alla nuca. Avevo la pistola d'ordinanza
carica e a portata di mano, ma era davvero buio. E all'improvviso,
com'era cominciato,  tutto finito. Sono riuscito a sentire
degli uomini che si muovevano nel bosco. Non si allontanavano.
Si stavano avvicinando. Da dov'ero, nascosto nell'erba, ho
visto una sagoma e ho sparato. L'ho colpito. Allora ci sapevo
fare con la pistola, Post. Il tizio ha gridato qualcosa, e non in
spagnolo, Post. Nossignore. Riconosco chi viene dalla Florida,
quando lo sento parlare, e quel bastardo era cresciuto nei dintorni
di Seabrook. All'improvviso avevano un problema: uno
di loro era ferito grave, forse perfino morto. Aveva bisogno di
aiuto, ma dove potevano andare? Ovviamente non era un problema
mio. Comunque se la sono data a gambe e sono svaniti
nel bosco. Sono rimasto un mucchio di tempo ad aspettare,
poi ho notato del sangue sul braccio sinistro. Dopo qualche minuto,
forse cinque o forse trenta, chi lo sa, ho strisciato attorno
alla macchina e ho trovato Kenny. Che disastro. La pallottola
era entrata da dietro la testa e uscendo gli aveva fatto saltare
mezza faccia. Morto sul colpo. L'avevano anche centrato al torace.
Gli ho preso la pistola, sono tornato strisciando nel fosso
e dopo qualche metro ho scavato una specie di buca e mi sono
accovacciato dentro. Sono rimasto ad ascoltare a lungo, non si
sentiva altro che la notte. Niente luna, nient'altro che buio.
Secondo il registro della centrale ho chiamato alle 4.02 di mattina
e ho detto che eravamo caduti in un'imboscata. Kenny era
morto. Pfitzner  arrivato prima di tutti, il che mi  sembrato
molto strano. Proprio com'era stato il primo ad arrivare nell'ufficio
di Russo.
Probabilmente era nel bosco a dare istruzioni commento.
Probabile, s. Mi hanno portato all'ospedale ed hanno curato
la mia ferita, niente di serio. Solo un'abrasione. Per ho chiesto
delle medicine e mi hanno sedato. Ho detto ai dottori che per un
paio di giorni non volevo parlare con nessuno e loro mi hanno
protetto. Quando infine Pfitzner  venuto a trovarmi, insieme
ai suoi ragazzi, non ho raccontato che avevo sparato a uno dei
ceffi, un tizio la cui madrelingua di certo non era lo spagnolo.
Perch no?
Pfitzner ci voleva morti tutti e due, Post. Voleva eliminare
Kenny perch sapeva qualcosa, e visto che quella notte ero
con lui era necessario fare fuori anche me. Non poteva correre
il rischio di lasciare un testimone. Ci pensi, Post. Uno sceriffo
eletto e apprezzato dall'intera comunit spedisce due dei suoi
in un'imboscata con l'obiettivo di farli uccidere entrambi. Ecco
chi  Bradley Pfitzner.
 ancora vivo, lo sa?
Chi se ne importa. Con lui ho chiuso da pi di vent'anni.
Cosa gli rifer in ospedale?
Tutto tranne la parte in cui avevo sparato a uno dei suoi.
Non l'ho mai detto a nessuno, e se mi chieder di ripeterlo lo
negher.
Quindi ha ancora paura?
No, Post, non ho paura.  che non voglio guai qui.
Nessuna traccia del tizio che ha colpito?
Niente di niente. Internet non c'era, e fare ricerche era pi
difficile. Ho indagato abbastanza da sapere che quel giorno all'ospedale
pubblico di Tampa sono state ricoverate due vittime
di una sparatoria. A una aveva sparato un ladro che poi hanno
catturato. L'altro tizio era stato trovato morto in un viale. Non
potevo provare niente, perci ho perso interesse. Pi o meno
in quel periodo, mia moglie e io abbiamo deciso di andarcene.
E dopo, come la tratt Pfitzner?
Come prima. Era sempre molto professionale, il perfetto poliziotto,
un bravo leader che credeva nella disciplina. Dopo il funerale
di Kenny mi diede un mese di congedo pagato e fece quel
che poteva per mostrarsi solidale. Ecco perch era cos infido.
La comunit lo ammirava, nessuno credeva che fosse corrotto.
E i suoi uomini lo sapevano?
Avevamo dei sospetti. Nella sua squadra Pfitzner aveva due
tirapiedi, li chiamavamo Scheggia e Goccia. Erano fratelli, una
coppia di picchiatori che si occupava del lavoro sporco. Arnie
aveva un mucchio di dentoni e uno di quelli davanti era spezzato.
Da qui il soprannome Scheggia. Amos aveva i denti pi
piccoli, ma il labbro inferiore sporgente e sempre sporco di tabacco
da masticare ed umido di saliva. Quindi Goccia. A un livello
pi basso c'erano altri vicesceriffi che erano al corrente delle
mazzette dei trafficanti, ma tenevano tutto quanto separato
dal lavoro di routine, ovvero proteggere la contea. Ripeto, come
sceriffo Pfitzner faceva un buon lavoro. A un certo punto, molto
prima del mio arrivo, aveva ceduto alla tentazione dei soldi
sporchi. Sorvegliava il porto, permetteva che la droga arrivasse
a destinazione, forniva aree sicure in cui tenerla da parte e
via dicendo. Sono sicuro che abbia fatto un sacco di soldi, e di
certo Scheggia, Goccia e gli altri avevano la loro parte. Noialtri
avevamo un buono stipendio e varie indennit.
Fa un cenno in direzione di un cart e due belle signore rispondono
al saluto. Le segue attorno a un fairway, poi devia su un
ponticello fino a un punto isolato sotto gli alberi. Una volta l,
gli chiedo: Allora, cosa sapeva Kenny?.
Non lo so, non me l'ha mai detto. Una volta ha accennato a
qualcosa, poi si  interrotto. Ha presente l'incendio che ha distrutto
un bel po' di prove, inclusa roba dell'omicidio Russo?
S, ho letto il rapporto.
Da piccolo, Kenny voleva diventare una spia. Un po' strano
per un bambino nero in una cittadina della Florida, ma gli piacevano
i libri e le riviste sulle spie. La CIA non lo chiam mai,
perci divenne un poliziotto. Era bravissimo con la tecnologia
e i vari congegni. Per dire: un suo amico convinto che la moglie
lo tradisse gli chiese aiuto, e nel giro di pochi minuti Kenny
piazz una cimice nel ripostiglio di questo tizio per intercettare
tutte le telefonate. Ogni giorno l'uomo ascoltava la registrazione,
e poco tempo dopo sent la sua dolce met che tubava
con il suo Romeo e programmava il loro prossimo incontro. Li
becc a letto insieme e le suon di santa ragione al malcapitato
amante. Anche lei si prese qualche schiaffone. Kenny era molto
fiero di s.
Allora, che cosa sent?
Qualcosa a proposito di prove distrutte. Qualche giorno
prima del delitto Russo nella contea ci fu uno stupro, la vittima
era bianca e disse che non aveva visto in faccia l'aggressore,
ma sapeva che era bianco. Il sospettato principale era un nipote
di Scheggia e Goccia. I campioni prelevati dalla vittima
furono archiviati insieme a prove importanti perch nel vecchio
quartier generale non c'era spazio. Quando and a fuoco,
andarono distrutti insieme a tutto il resto. Una sera, sul tardi,
Kenny e io stavamo bevendo un caff durante una pausa e lui
disse qualcosa sul fatto che l'incendio non era stato accidentale.
Avrei voluto capirci di pi, ma ricevemmo una chiamata e
dovemmo uscire. Pi tardi gli chiesi cosa intendesse, e lui disse
che aveva sentito Scheggia e Goccia che parlavano di dare
fuoco al deposito.
Smette di parlare e c' un lungo silenzio. Quando mi rendo
conto che ha finito il racconto, lo incoraggio. Nient'altro?
 tutto quello che so, Post, lo giuro. Nel corso degli anni
ho ipotizzato che Kenny avesse messo delle cimici nei telefoni
dell'ufficio. Sospettava che Pfitzner e la sua gang facessero
soldi con la droga, e voleva dimostrarlo. La DEA era venuta a
ficcare il naso e si diceva che sarebbero arrivati anche i federali.
Potevano arrestarci tutti? Pfitzner avrebbe cantato e dato la
colpa a noi? Non lo so,  solo un'ipotesi, ma penso che Kenny
stesse ascoltando e abbia sentito qualcosa.
Una teoria un po' azzardata.
Sissignore.
E non ha idea di cosa si potrebbe trattare?
No, Post. Zero assoluto.
Rimette in moto il cart e proseguiamo il giro del percorso.
Ogni svolta rivela una vista scenografica di montagne e vallate.
Attraversiamo stretti ponticelli di legno che passano sopra
ruscelli impetuosi. Alla tredicesima buca mi presenta al suo avvocato,
che ci chiede come vanno le cose. Rispondiamo che 
tutto a posto e lui si allontana in fretta con i suoi amici, molto
pi preso dalla partita che dagli affari del suo cliente. Tornati
alla sede del circolo, ringrazio Gilmer per il suo tempo e la sua
ospitalit. Ci ripromettiamo di risentirci in un futuro prossimo,
ma sappiamo entrambi che non  vero.
 stato un viaggio lungo e interessante, ma non molto produttivo.
Del resto, in questo lavoro non  insolito. Se Kenny Taft
sapeva qualcosa, se l' portato nella tomba.
...
27.

Secondo la legge della Florida, le istanze per la riapertura di
un processo devono essere presentate nella contea dove l'imputato
 detenuto, e non dove  stato condannato. Al momento
Quincy  in carcere al Garvin, a mezz'ora di auto dalla cittadina
di Peckham, che si trova ad almeno un'ora dalla civilt,
perci il suo caso rientra nella giurisdizione di un tribunale rurale
diretto da un giudice che non vede di buon occhio le richieste
come quella che stiamo per fare. Non posso dargli torto: all'ordine
del giorno ha sempre un'infinit di istanze.
Il tribunale della contea di Poinsett  uno stabile moderno e
di cattivo gusto progettato da qualcuno che non  stato pagato
abbastanza. L'aula principale  buia, senza finestre e con un
soffitto basso che crea un senso di claustrofobia. Il tappeto logoro
 porpora scuro. Pannelli e arredi di legno sono macchiati
di marrone scuro. Sono stato in almeno un centinaio di aule
di tribunale in una dozzina di Stati, e questo  di gran lunga il
pi deprimente: sembra una specie di cella sotterranea.
Lo Stato  rappresentato dal procuratore generale, che non
incontrer mai perch tra lui e me ci sono un migliaio di subalterni.
Il lavoro sporco tocca alla povera Carmen Hidalgo.
Cinque anni fa era ancora alla facolt di legge a Stetson, una studentessa
nella media. Il nostro fascicolo su di lei  sottile perch
non ci serve sapere granch. Alla nostra istanza ha reagito con
una risposta standard, seguendo le classiche formule stereotipate
e cambiando semplicemente i nomi dei soggetti coinvolti.
Si aspetta di vincere senza problemi, soprattutto visto chi  il
giudice. Da anni Jerry Plank si limita a timbrare il cartellino in
attesa dell'agognata pensione. Ha annullato generosamente tutti
gli impegni lavorativi e dedicato una giornata intera alla nostra
udienza, ma non si tratta di otto ore di lavoro. A nessuno importa
pi niente di un caso vecchio di ventitr anni, infatti l'aula 
vuota. Persino i due commessi hanno l'aria annoiata.
A ogni modo, siamo qui che aspettiamo. Frankie Tatum 
seduto da solo alle nostre spalle, sei file pi indietro, e pi o
meno alla stessa altezza ma dalla parte del pubblico ministero
c' Vicki Gourley. Tutti e due hanno addosso microscopiche
telecamere che si possono attivare con il cellulare. All'ingresso
non ci sono perquisizioni. In questa citt nessuno ha mai sentito
nominare Quincy Miller. Non sappiamo chi siano i cattivi,
ma se ci tengono d'occhio questa potrebbe essere la loro prima
occasione di vederci all'opera. Le aule giudiziarie sono pubbliche.
Chiunque pu andare e venire come gli pare.
Con me c' Susan Ashley Gross, la guerriera del Central Florida
Innocence Project. Sette anni fa era al mio fianco quando accompagnammo
Larry Dale Kline fuori di prigione, a Miami. Fu
il secondo scagionato della Guardian, per lei il primo. Le chiederei
di sposarmi oggi stesso, ma ha quindici anni meno di me
ed  felicemente fidanzata.
La scorsa settimana ho presentato una mozione per chiedere
che all'imputato fosse concesso di assistere all'udienza. La presenza
di Quincy non era necessaria, ma ho pensato che avrebbe
apprezzato una giornata all'aria aperta. Ovviamente il giudice
Plank ha detto di no. Ha deliberato contro di noi su ogni questione
pre-udienza, e ci aspettiamo che bocci qualsiasi istanza
per riaprire il processo. Mazy  gi al lavoro sull'appello.
Sono quasi le dieci quando il giudice Plank compare finalmente
da una porta dietro il banco della corte e prende posto.
Un commesso recita le formule di rito mentre restiamo in piedi
con aria imbarazzata. Mi guardo attorno e conto i presenti.
Oltre a Vicki e Frankie ci sono altri quattro spettatori, e mi chiedo
che interesse possano avere per questa udienza. Tra i parenti
di Quincy nessuno sa niente. Sono anni che non hanno contatti
con lui, a parte suo fratello. Keith Russo  morto da ventitr
anni, e per quanto ne sa la sua famiglia l'assassino  in carcere
da un sacco di tempo.
Ci sono un bianco sui cinquant'anni con un abito costoso; un
altro bianco, sulla quarantina, con indosso una camicia di jeans
nera; un settantenne bianco che sembrerebbe il tipico annoiato
habitu del tribunale che assiste a qualunque udienza. La quarta
 una donna bianca in prima fila dietro di noi con in mano un
taccuino, come se prendesse appunti. Abbiamo inoltrato l'istanza
da settimane e non ho ricevuto una sola richiesta di informazioni
da parte della stampa. Non so davvero chi potrebbe volersi occupare
di un caso dimenticato di un posto sconosciuto in Florida.
Susan Ashley Gross chiama a deporre il professor Kyle Benderschmidt
della VCU. Le sue scoperte e deduzioni sono riportate
nella ricca deposizione giurata che abbiamo presentato insieme
all'istanza, ma abbiamo comunque deciso di spendere
un po' di soldi e farlo intervenire di persona. Il suo curriculum
 impeccabile, e mentre Susan Ashley glielo fa esporre il giudice
Plank guarda Carmen Hidalgo e chiede: Ha qualche seria
obiezione alle credenziali di quest'uomo?.
Lei si alza e risponde semplicemente: No.
Bene. Allora  accettato come esperto dell'analisi delle tracce
ematiche. Proceda.
Utilizzando quattro degli ingrandimenti a colori in formato
20x30 che furono usati al processo, Susan Ashley fa parlare il
nostro testimone dell'esame della torcia e delle piccole tracce
di materiale rosso sulla lente.
Il giudice Plank lo interrompe chiedendo: E dove sarebbe
questa torcia? Al processo non fu presentata, giusto?.
Il testimone si limita ad un'alzata di spalle, perch non pu
commentare. Vostro Onore, secondo le trascrizioni del processo,
lo sceriffo ha testimoniato che and distrutta in un incendio
circa un mese dopo il delitto insieme ad altri corpi del reato che
la polizia teneva in un magazzino interviene Susan Ashley.
Non ne  rimasta traccia?
Per quel che ne sappiamo no, Vostro Onore. L'esperto chiamato
dallo Stato, Mr Norwood, esamin queste stesse fotografie
e dichiar che secondo lui la lente era schizzata di sangue
della vittima. La torcia era gi andata distrutta.
Quindi, se ho capito bene, secondo voi la torcia era l'unico
vero collegamento tra Mr Miller e il luogo del reato, e quando
fu trovata nel bagagliaio della sua auto lui divent il principale
sospettato. E, quando la giuria si vide presentare questa prova,
la ritenne sufficiente per emettere un verdetto di colpevolezza.
Esatto, Vostro Onore.
Vada avanti.
Benderschmidt prosegue con la sua critica alla maldestra
testimonianza di Norwood. Non era fondata su un metodo
scientifico, perch Norwood non era preparato scientificamente
sull'analisi delle tracce ematiche. Benderschmidt usa molte
volte la parola "irresponsabile" per descrivere ci che dichiar
Norwood alla giuria. Fu irresponsabile insinuare che l'assassino
teneva in una mano la torcia e con l'altra sparava con il fucile
calibro 12. Non c'erano prove a dimostrarlo. Non c'erano
prove di dove si trovasse Keith, seduto od in piedi, quando fu
colpito. Nessuna prova di dove fosse l'assassino. Fu irresponsabile
affermare che le tracce fossero di sangue, vista l'esiguit
del campione. Fu irresponsabile persino usare la torcia come
prova, perch non fu trovata sul luogo del delitto.
Dopo un'ora, il giudice Plank  stanco e gli serve una pausa.
Non  chiaro se sia davvero assonnato, anche se in effetti ha
lo sguardo vitreo. Frankie si sposta lentamente in ultima fila e
prende posto vicino al corridoio. Quando l'udienza  sospesa
e Plank lascia l'aula, gli spettatori si alzano ed escono. Frankie
li filma tutti quanti.
Dopo aver fumato, fatto pip e probabilmente anche un veloce
pisolino, il giudice Plank rientra controvoglia per continuare
l'udienza, e Benderschmidt torna sul banco dei testimoni. Nel
corso della sua valutazione, mette in dubbio che gli schizzi da
proiezione, le presunte macchie di sangue sulla lente, siano effettivamente
schizzati all'indietro rispetto alla vittima. Mostrando
una ricostruzione dell'ufficio di Russo e altre foto scattate
sul luogo del delitto, Benderschmidt dichiara che, in base alla
posizione della porta, alla probabile posizione dell'assassino, a
quella del corpo di Keith e all'enorme quantitativo di sangue e
altri residui sulle pareti e sui ripiani alle sue spalle, risulta
improbabile che l'impatto dei due colpi abbia fatto schizzare il
sangue verso l'assassino. A sostegno della sua ipotesi presenta
alcune fotografie di altre scene del crimine con vittime di fucile
calibro 12.
Sono immagini cruente, e dopo qualche minuto il signor giudice
ne ha abbastanza. Andiamo avanti, Ms Gross. Non sono
sicuro che mostrare le fotografie di altri crimini sia utile.
Probabilmente ha ragione. Durante il controinterrogatorio,
Carmen Hidalgo fa il suo compitino e segna un punto soltanto
quando costringe Benderschmidt ad ammettere che spesso
gli esperti di tracce ematiche sono in disaccordo, come tutti
gli esperti.
Quando il consulente torna a sedersi, il giudice Plank d
un'occhiata all'orologio come se avesse avuto una lunga e faticosa
mattinata, e dice: Facciamo una pausa per il pranzo. Ci
ritroviamo alle due, e spero per lei che abbia qualcosa di nuovo,
Ms Gross. Batte il martelletto e scompare, e io sospetto che
abbia gi tratto le sue conclusioni.
In Florida, come nella maggior parte degli Stati, le istanze per
la riapertura dei processi vengono accolte soltanto quando si
riescono a rinvenire prove non migliori, non pi credibili, ma
semplicemente nuove. La giuria di Quincy ascolt Norwood,
un presunto esperto in tracce ematiche, e, anche se le sue qualifiche
e le sue opinioni furono ferocemente attaccate da Tyler
Townsend, i giurati, all'unanimit, gli credettero.
Con Kyle Benderschmidt e Tobias Black, il nostro secondo
esperto di tracce ematiche, stiamo di fatto presentando prove
migliori, ma non nuove. Il commento del giudice Plank  piuttosto
significativo.
Mentre l'uomo in abito elegante e quello con la camicia di jeans
nera escono dall'aula, separatamente, vengono tenuti d'occhio.
Abbiamo assunto due investigatori privati per darci una mano
in questo compito. Frankie li ha gi ragguagliati e sta parlando
al telefono. Vicki  seduta in una delle due tavole calde vicino
al tribunale, in attesa. Io vado nel secondo locale e mi accomodo
al bancone. Frankie esce dal tribunale e raggiunge a piedi
la sua auto, parcheggiata poco lontano. Mr Bell'Abito sale su
un'elegante Mercedes nera con targa della Florida. Mr Camicia
di Jeans sale su una BMW verde con targa della Florida. Partono
a due minuti di distanza l'uno dall'altro e si fermano entrambi
nel parcheggio di un centro commerciale sulla strada principale.
Camicia di Jeans sale sulla Mercedes, che riparte sgommando,
facendosi decisamente notare. Che sciatteria.
Quando lo vengo a sapere mi precipito nell'altra tavola calda,
dove Vicki siede a un tavolino con un piatto di patatine intatte.
 al telefono con Frankie. La Mercedes  diretta a sud
sulla Highway 19 ed il nostro uomo la sta seguendo. L'investigatore
chiama, ci comunica il numero di targa e Vicki si mette
al lavoro. Ordiniamo t freddo e insalata. Pochi minuti dopo
arriva Frankie.
Abbiamo visto il nemico.
La Mercedes  intestata ad un certo Nash Cooley, di Miami.
Vicki spedisce un'e-mail con queste informazioni a Mazy, che 
a casa, e tutte e due fanno ricerche in rete. Nel giro di pochi minuti
sappiamo che Cooley  socio di uno studio specializzato in
processi penali. Chiamo due avvocati che conosco a Miami.
Vicki digita sulla tastiera. Frankie intanto si gode il suo sandwich
con tonno e patatine fritte.
Cooley e Camicia di Jeans parcheggiano davanti a un fast
food nella cittadina di Eustis, diciottomila abitanti, a venti minuti
da qui. Quello che era gi ovvio diventa certezza: i due uomini
sono venuti per assistere all'udienza, non volevano essere
visti insieme o riconosciuti, e si sono allontanati per mettere
qualcosa sotto i denti. Mentre mangiano, il nostro pedinatore
scambia l'auto con il suo collega. Quando Cooley riparte da
Eustis per tornare da noi, lo segue a distanza un'altra macchina.
Lo studio di Cooley ha dodici associati e una lunga storia
di collaborazione legale con i trafficanti. Com'era prevedibile
mantiene un profilo basso, e sul sito web ci sono poche informazioni.
Non si fanno pubblicit perch non ne hanno bisogno.
Cooley ha cinquantadue anni, ha studiato giurisprudenza
a Miami, la sua fedina penale  pulita e non ha mai subto reclami
come avvocato. La sua foto online andrebbe aggiornata,
perch sembra che abbia almeno dieci anni in meno, ma non 
insolito. Dopo la nostra prima, rapida ricerca troviamo un'unica
storia interessante relativa allo studio. Nel 1991 il fondatore
fu trovato morto nella sua piscina, con la gola tagliata. Il
delitto  ancora irrisolto. Sar stato un altro cliente scontento.
Ormai sono le due passate, e del giudice Plank non c' traccia.
Forse dovremmo chiedere a un commesso di controllare se a)
 vivo, o b) sta facendo un altro sonnellino. Nash Cooley entra
in aula e si siede in fondo, ignaro del fatto che sappiamo i nomi
dei suoi figli e quale college frequentano. Camicia di Jeans entra
subito dopo e si sistema lontano da lui. Roba da dilettanti.
Abbiamo inviato un fermo immagine di Camicia di Jeans a
una societ di sorveglianza ultramoderna di Fort Lauderdale
e pagato per avere un riscontro. La tecnologia di riconoscimento
facciale confronta l'immagine con il contenuto di una
serie di banche dati, ma non  stato necessario vagliarle tutte.
La prima banca dati indagata  stata quella dell'amministrazione
penitenziaria della Florida, e la ricerca  durata in tutto
undici minuti. Camicia di Jeans  Mickey Mercado, quarantatr
anni, residente a Coral Gables, ex pregiudicato con cittadinanza
messicana e americana. A diciannove anni se ne fece sei
per spaccio di droga, ovviamente. Nel 1994 fu arrestato e processato
per omicidio. La giuria non trov l'unanimit e lui torn
a piede libero.
Mentre aspettiamo il giudice Plank, Vicki  ancora nella tavola
calda ad ordinare caff e fare frenetiche ricerche su Internet. In
sguito ci informer che Mercado lavora in proprio come
"consulente per la sicurezza", qualunque cosa significhi.
 stupefacente averli identificati; mentre ce ne stiamo tranquilli
in aula  difficile trattenersi dal voltarsi, chiamarli per nome
e dire qualcosa tipo "Voi cosa diavolo ci fate qui?", ma siamo
troppo esperti per fare mosse del genere. Se possibile, meglio
non lasciar capire al nemico quello che sai. In questo momento,
Cooley e Mickey non hanno idea che abbiamo i loro nomi,
indirizzi, numeri di targa e numeri di previdenza sociale, luoghi
di lavoro, e che stiamo ancora indagando. Naturalmente diamo
per scontato che abbiano un dossier su di me, sulla Guardian
e sul suo staff striminzito. Frankie non  altro che un'ombra, e
non lo beccheranno mai.  in corridoio fuori dall'aula a passeggiare
ed osservare. In questa citt i neri sono pochi, e lui  consapevole
di attirare molti sguardi.
Quando alle 14.17 il giudice Plank fa la sua comparsa, ordina
a Susan Ashley di chiamare il nostro prossimo testimone.
In queste udienze non ci sono sorprese, perci tutti sanno che
Zeke Huffey  tornato in Florida. La sorpresa  che ha accettato
di testimoniare di persona se gli avessimo pagato il prezzo
del biglietto aereo. E a patto che giurassi di mettere per iscritto
che la sua falsa testimonianza  caduta in prescrizione, e pertanto
non potr essere perseguito.
In questi giorni Zeke  semplicemente felice di essere libero.
Non durer e lo sappiamo, ma almeno dice le cose giuste sul
fatto di rigare dritto. Giura di dire la verit, come ha gi fatto
molte volte in altre aule giudiziarie prima di mentire come un
perfetto detenuto spione. Racconta di quando dichiar di aver
chiacchierato con il suo compagno di cella Quincy Miller, che
si vantava di aver fatto saltare le cervella al suo avvocato e aver
gettato il fucile calibro 12 nel Golfo. Riferisce che, in cambio della
sua falsa testimonianza, le accuse contro di lui per possesso
di droga vennero alleggerite e la condanna ridotta agli anni che
aveva gi scontato. S, si sente in colpa per quello che ha fatto
a Quincy e ha sempre voluto fare ammenda.
La testimonianza di Zeke  passabile, ma il suo problema 
ovvio: ha mentito cos tante volte che nessuno, tantomeno il
giudice, pu essere sicuro che stia dicendo la verit. Tuttavia,
per noi quanto dichiara  essenziale, perch la ritrattazione di
un testimone costituisce una nuova prova. Tra la testimonianza
di Zeke e la deposizione giurata di Carrie Holland abbiamo
abbastanza argomenti per spiegare nei dettagli che il processo
a Quincy  stato ingiusto. Se riusciamo a ottenerne uno nuovo,
allora potremo presentare alla giuria prove scientifiche molto
pi precise. N Norwood, n un altro come lui potr avvicinarsi
all'aula. Il nostro sogno  esporre i fatti a una nuova giuria.
Durante il controinterrogatorio, Carmen Hidalgo si diverte
moltissimo a far descrivere a Zeke la sua lunga e colorita carriera
da detenuto informatore. Leggendo i verbali dei processi,
Hidalgo ha scoperto che, per evitare diverse condanne,
negli ultimi ventisei anni Zeke ha spergiurato in cinque occasioni.
Lui ammette di aver mentito in certi casi e in altri no, ma si confonde
e non riesce a ricordare quali bugie ha detto e quando.
 una sofferenza ascoltarlo, e il signor giudice si stufa in fretta,
ma il massacro va avanti. Ms Hidalgo si mostra sicura di s
e ci sorprende tutti con la sua prontezza.
Alle 15.30 il giudice Plank sbadiglia con aria assonnata e ovviamente
sta per smontare.  stanco, non ce la fa pi a restare
sveglio. Mormoro a Susan Ashley di chiudere ed andarcene.
...
28.

Il giorno dopo che Vicki e io siamo rientrati a Savannah,
andiamo in sala riunioni con Mazy a fare il punto sul caso. Come
l'Alabama, la Florida non impone scadenze ai giudici che esaminano
la riapertura di un processo, perci pu benissimo darsi
che prima di decidere qualcosa il vecchio Plank muoia. Sospettiamo
che abbia gi un'idea, ma che prima di deliberare aspetter
a lungo. Non possiamo fare niente per mettergli fretta, e
oltretutto provarci sarebbe controproducente.
Diamo per scontato che qualcuno ci stia tenendo d'occhio,
e questo innesca una discussione vivace. Concordiamo sul bisogno
di migliorare e rafforzare drasticamente la sicurezza di
tutti i file e le comunicazioni digitali. Ci coster trentamila dollari,
una cifra che il nostro budget pericolante non ci garantisce,
al contrario dei cattivi che hanno risorse illimitate e possono
comprarsi gli strumenti di sorveglianza migliori.
Ho seri dubbi, per, che verranno a ficcare il naso e a controllare
i nostri movimenti a Savannah. Finirebbero solo per annoiarsi
senza rintracciare informazioni utili. A ogni modo, stabiliamo
di essere pi vigili e variare le nostre routine: potrebbero
benissimo avermi seguito fino a Nassau da Tyler Townsend, o
da Bruce Gilmer a Sun Valley. Ma quei viaggi li ho fatti prima
che presentassimo l'istanza e i nostri nomi divenissero pubblici.
Abbiamo altre informazioni su Nash Cooley, riguardo alle
sue auto, ai suoi immobili, ai suoi due divorzi. Limitiamoci a
dire che guadagna un sacco di soldi e gli piace spenderli. Il valore
della sua casa a Coral Gables  stimato in due milioni e
duecentomila dollari. Ha almeno tre macchine intestate a suo
nome, tutte tedesche. La sede del suo studio  un piccolo grattacielo
nuovo fiammante nel centro di Miami, con filiali a Grand
Cayman e Citt del Messico. Secondo un amico di Susan Ashley,
per certi avvocati della Florida meridionale che lavorano per i
trafficanti farsi pagare all'estero  la norma. Vengono beccati di
rado, ma ogni tanto cpita che l'FBI ne incrimini uno per evasione
fiscale. Secondo la stessa fonte, lo studio Varick & Valencia
fa affari sporchi da parecchio ed  piuttosto esperto nel consigliare
ai suoi clienti i modi migliori per riciclare denaro. Due
suoi soci senior sono attaccabrighe veterani con parecchie vittorie
all'attivo. Nel 1994 difesero Mickey Mercado in un processo
per omicidio e riuscirono a confondere la giuria, che non
emise un verdetto unanime.
Non capisco secondo quale logica Nash Cooley si sarebbe
fatto sei ore d'auto per seguire la nostra udienza. Per vedere
che faccia ho gli sarebbe bastato aprire il nostro sito. Idem
per Susan Ashley. Tutte le istanze, mozioni, verbali e sentenze
sono pubblici e facilmente reperibili online. E perch correre
il rischio di essere smascherato? Certo, in quell'angolo arretrato
di Stato il rischio era basso, ma si  fatto identificare da
noi. Posso soltanto supporre che sia venuto perch gliel'ha ordinato
un cliente.
Mickey Mercado  un delinquente di professione che probabilmente
lavora per un cartello, non sappiamo per quale, da
quando  maggiorenne. Lui e altri due sono stati accusati di aver
ammazzato un trafficante dopo un affare andato male, ma i federali
non sono riusciti a tenere in piedi l'accusa.
E adesso pedina me?
Ricordo alle signore che guardarci le spalle non torner utile
a Quincy Miller. Il nostro compito  dimostrare la sua innocenza,
non ostinarci a identificare chi ha premuto il grilletto.
Non ho detto tutto alle mie colleghe.  raro che lo faccia. La
storia di Tyler e dei coccodrilli non l'ho pi dimenticata e ci penso
di continuo, ma la terr per me.
Tra scambi di idee e ragionamenti, la discussione su Tyler occupa
quasi tutta la giornata. Da una parte mi sento in dovere
di contattarlo di nuovo e, perlomeno, avvertirlo che qualcuno
ha cominciato a seguirci. Dall'altra so che comunicare con lui
potrebbe esporlo al pericolo. Idem Gilmer, che pure sa meno
cose rispetto a Tyler.
A fine giornata decidiamo che  importante correre il rischio.
Vado su Internet e torno alla "Veranda di Patty"; spendo venti
dollari per un altro mese di abbonamento e invio un messaggio
che si canceller dopo cinque minuti:

"Ancora Nassau - importante".

Passano cinque minuti e nessuno risponde. Nelle tre ore successive
spedisco lo stesso messaggio altre quattro volte, senza
esito.
Verso sera, esco dall'ufficio e costeggio a piedi qualche isolato
in un caldo opprimente. Le giornate sono lunghe ed afose, la
citt  affollata di turisti. Come al solito, Luther Hodges aspetta
in veranda, impaziente di uscire di casa.
Ciao, padre.
Ciao, figliolo. Ci abbracciamo sul marciapiede, ci scambiamo
qualche battuta bonaria su capelli grigi e girovita, e cominciamo
a passeggiare. Dopo qualche minuto mi accorgo che
qualcosa lo impensierisce.
Domani in Texas ne ammazzano un altro spiega.
Mi spiace.
Luther  un instancabile abolizionista il cui semplice messaggio
 da sempre: se siamo tutti d'accordo che uccidere  sbagliato,
perch permettiamo allo Stato di farlo? Quando all'orizzonte
appare un'esecuzione, lui e i suoi compagni scrivono le solite
lettere, fanno telefonate, pubblicano commenti online, e talvolta
vanno a protestare davanti alle prigioni. Luther passa ore in preghiera
e in lutto per assassini che nemmeno conosce di persona.
Non siamo dell'umore per un pranzo di gala, ci accontentiamo
di infilarci in una paninoteca. Come sempre offre lui, e non
appena ci sediamo dice: Su, raccontami le ultime novit sul
caso di Quincy.
Da quando la Guardian  in attivit ci siamo fatti carico di diciotto
casi, e abbiamo fatto scagionare otto nostri clienti. Uno 
stato giustiziato. Sei sono ancora in corso. Tre li abbiamo chiusi
perch ci siamo convinti che i nostri clienti fossero colpevoli.
Quando facciamo un errore cerchiamo di limitare i danni e
passiamo ad altro.
Dopo diciotto casi abbiamo imparato che, presto o tardi, un
colpo di fortuna cpita. Si chiama Len Duckworth e abita a Sea
Island, circa un'ora a sud di Savannah.  venuto qui in auto, 
entrato nella nostra sede, non ha visto nessuno alla reception,
ha infilato la testa nell'ufficio di Vicki e ha salutato. Lei  stata
cortese come al solito, ma aveva molto da fare. Dopo pochi
minuti, per, mi ha chiamato. "Potrebbe essere importante"
ha detto. E allora eccoci tutti in sala riunioni con una brocca di
caff appena fatto. Vicki e Mazy prendono appunti, io mi limito
ad ascoltare.
Duckworth ha una settantina d'anni,  abbronzato e in tiro,
l'immagine dell'anziano con una ricca pensione ed un sacco di
tempo libero per giocare a golf e tennis. Lui e sua moglie si sono
trasferiti a Sea Island qualche anno fa e sono sempre in cerca
di modi per non annoiarsi. Lui  dell'Ohio, lei di Chicago,
entrambi preferiscono i climi caldi. Lui era un agente dell'FBI nel
1973, quando il Congresso cre la Drug Enforcement Agency:
Len la trov un'idea pi entusiasmante rispetto al suo lavoro
d'ufficio, ci si fece trasferire e l concluse la sua carriera. Per dodici
anni si  occupato della Florida settentrionale.
Ormai sono mesi che tentiamo invano di ottenere verbali
della DEA risalenti agli anni Ottanta. Come l'FBI e l'ATF, per,
la DEA  molto gelosa dei suoi archivi. Una volta ha risposto
a una richiesta ufficiale di Vicki con un documento in cui tutte
le parole tranne gli articoli determinativi e indeterminativi
erano censurate.
Oggi  davvero un giorno fortunato. Conosco benissimo l'ambiente
dell'Antidroga di quegli anni. Di certe cose posso parlare,
di altre no spiega Duckworth.
Mi incuriosisce sapere perch  venuto da noi rispondo.
Sono sette mesi che cerchiamo invano di avere dossier e appunti
della DEA.
Non otterrete molto, perch la DEA si nasconde sempre dietro
la scusa che le sue indagini sono attive ed in corso. Non importa
quanto sia vecchio o fermo un caso: la loro procedura 
non darvi niente. Sono disposti ad andare in tribunale pur di
proteggere le loro informazioni. Noi lavoravamo cos.
Quanto pu dirci? chiedo.
Posso parlare dell'omicidio di Keith Russo perch  un caso
chiuso da oltre vent'anni e perch non se n' occupata la DEA.
Conoscevo Keith, e bene, perch l'avevamo convinto a lavorare
per noi. Era un nostro informatore, per questo l'hanno
ammazzato.
Vicki, Mazy e io accusiamo il colpo e ci scambiamo occhiate
incredule. L'unica persona al mondo che potrebbe confermare
che Keith Russo era un informatore sta su una delle nostre sedie
scompagnate a sorseggiare placidamente un caff.
Chi l'ha ucciso? azzardo.
Non lo so, ma non Quincy Miller. L'hanno fatto fuori per
conto del cartello.
Quale cartello?
Prima di rispondere, Duckworth beve un po' di caff. Lei mi
ha chiesto cosa ci faccio qui. Ho saputo del vostro tentativo di
scagionare Miller e ho soltanto elogi per quello che fate. Hanno
beccato l'uomo sbagliato perch volevano l'uomo sbagliato.
Posso chiarirvi a dovere il contesto senza divulgare notizie
confidenziali. Ma soprattutto avevo voglia di uscire un po' di
casa. Oggi mia moglie fa shopping qui vicino, pi tardi ho appuntamento
con lei per una bella mangiata.
Siamo tutti orecchi e abbiamo tutto il giorno ribatto.
Okay, prima un po' di storia. A met degli anni Settanta,
quando nacque la DEA, la cocaina imperversava ovunque ed arrivava
a tonnellate, in nave, aereo, camion e via dicendo. La domanda
era insaziabile, i profitti enormi, coltivatori e trafficanti
la soddisfacevano a stento. Misero in piedi organizzazioni enormi
nell'America centrale e meridionale e nascosero i soldi nelle
banche dei Caraibi. La Florida, con milletrecento chilometri
di coste e decine di porti, divenne il punto d'accesso preferito.
Miami si trasform nel parco giochi dei trafficanti. La Florida
meridionale era controllata da un cartello colombiano attivo
ancora oggi. Io non lavoravo laggi, la mia sezione era a
Orlando nord, dove nel 1980 la maggior parte della cocaina la
smistava il cartello Saltillo, messicano. Anche quello  ancora
attivo, ma  stato assorbito da un'organizzazione pi grossa.
La maggior parte dei suoi capi  morta in una guerra fra trafficanti.
Queste bande sono sempre in conflitto, il numero delle
vittime  sbalorditivo, il livello di ferocia incredibile. Ma non
vi voglio annoiare.
Grazie, no risponde Vicki.
Per un attimo rivedo Tyler e il banchetto dei coccodrilli.
Abbiamo una discreta quantit di informazioni sullo sceriffo
Pfitzner e su quello che succedeva nella contea di Ruiz dico.
Lui sorride e scuote la testa, come se ricordasse un vecchio
amico. E quello non l'abbiamo mai beccato. Era l'unico sceriffo
della Florida settentrionale che sapevamo avere intrallazzi
con il cartello. Lo stavamo tenendo d'occhio quando hanno ammazzato
Russo. Poi le cose sono cambiate. Qualcuno dei nostri
informatori pi importanti si  cucito la bocca.
Come avete fatto a convincere Russo? chiedo.
Keith era un tipo interessante. Ambiziosissimo. Stanco della
provincia. Voleva fare un sacco di soldi. Ottimo avvocato. Aveva
qualche cliente che trafficava nella zona di Tampa-St Petersburg,
e in un certo senso si era fatto un nome. Un informatore ci disse
che si faceva pagare caro e in contanti, denunciava poco o
niente al fisco e spostava i soldi all'estero. Studiammo un paio
di sue dichiarazioni dei redditi e capimmo al volo che spendeva
molto pi di quanto guadagnava a Seabrook. Perci andammo
a trovarlo e minacciammo di denunciarlo per evasione. Lui
sapeva di essere colpevole e non voleva perdere tutto. Si era
anche occupato di riciclaggio per conto di certi suoi clienti, in
primis i ragazzi del Saltillo. Ci riusciva sfruttando societ fittizie
con sede all'estero per comprare immobili in Florida e gestendo
personalmente la parte burocratica. Niente di complicato,
ma ci sapeva fare.
Sua moglie sapeva che era un informatore?
Altro sorriso, altro sorso. Duckworth potrebbe raccontare
aneddoti per ore. Qui viene il bello, ah, s. A Keith piacevano
le donne. Stava attento a non frequentarne a Seabrook, ma
Tampa era un'altra storia. Lui e Diana avevano un appartamento
laggi, ufficialmente per motivi di lavoro, ma Keith lo usava
per altri scopi. Prima che collaborasse con noi, ottenemmo i
mandati per mettergli cimici nell'appartamento, in ufficio, persino
a casa. Ascoltavamo tutto, anche le telefonate di Keith alle
sue ragazze. Poi arriv la vera sorpresa. A quanto pare, Diana
decise di fare il suo stesso gioco. Con un loro cliente, un bel ragazzo
che lavorava a Miami per il cartello Saltillo. Si chiamava
Ramn Vsquez. Un paio di volte, mentre Keith era a Tampa
a darci dentro, Ramn sgattaiol a Seabrook per andare a trovare
Diana. Questo vi fa intuire in che stato fosse quel matrimonio.
Quindi, tornando al punto, non abbiamo mai capito se
Keith avesse detto a sua moglie che era un informatore. Ovviamente
glielo sconsigliammo.
Dov' finita Diana? chiede Vicki.
Non si sa come, il cartello scopr che Keith lavorava per
noi. Ho il fortissimo sospetto che a spifferarlo fu un altro informatore,
uno dei nostri che faceva il doppio gioco.  un lavoro
sporco, non sai mai chi  leale con chi. Un sacco di contanti
e la paura di morire bruciati vivi fanno cambiare squadra
a un sacco di gente. Ammazzarono Keith, e alla fine Diana se
ne and.
E Ramn? domanda Mazy.
Lui e Diana si ritrovarono a Tampa, per poi spostarsi pi
a sud. All'epoca non ne eravamo certi, ma sospettavamo che
Ramn avesse abbandonato quasi del tutto la carriera di trafficante
e si tenesse lontano dai guai. L'ultima notizia che ebbi di
loro era che stavano ancora insieme, ai Caraibi.
Pieni di soldi aggiungo.
S, pieni di soldi.
C'entrava anche lei con l'omicidio? chiede Mazy.
Non  mai stato dimostrato. Sapete dell'assicurazione sulla
vita e dei conti bancari cointestati, ma non  cos insolito.
Perch non avete incastrato Pfitzner e il cartello? domando.
Perch dopo l'omicidio l'indagine si dissolse. Mancavano
un paio di mesi a una retata enorme che avrebbe prodotto un
sacco di incriminazioni, anche per Pfitzner. Eravamo stati pazienti,
anche troppo, direi, ma quaggi stavamo litigando con
l'ufficio del procuratore. Erano sovraccarichi di lavoro e via dicendo.
Non riuscivamo a infiammare gli avvocati. Sapete come
sono. Dopo l'omicidio, i nostri informatori svanirono e l'indagine
and a rotoli. Il cartello si spavent e per qualche tempo
rallent i traffici. Pfitzner alla fine and in pensione. Io fui trasferito
a Mobile, dove ho concluso la mia carriera.
Quale sicario potrebbe aver usato il cartello? chiede Mazy.
Chi lo sa, ne hanno a bizzeffe, e non sempre si tratta di assassini
raffinati. Sono selvaggi che si divertono a tagliarti la testa,
piuttosto che spararti. Un paio di colpi di fucile in faccia
sono roba da gentiluomini, rispetto a come lavorano. A essere
trucidi ci tengono proprio. Non gli importa di lasciare tracce.
Nessuno li trover mai, perch tornano in Messico o a Panama.
Nella giungla.
Il luogo del delitto Russo invece era pulito, no? dice Mazy.
Niente indizi, niente tracce.
S, ma a condurre l'indagine fu Pfitzner.
Non so se ho capito perch non siete riusciti a inchiodarlo
commento. Se sapevate che faceva la guardia al porto, stoccava
la coca, proteggeva gli spacciatori, e avevate informatori,
compreso Keith, perch non l'avete arrestato?
Duckworth fa un sospiro e intreccia le dita dietro la nuca.
Guarda in su, non perde il sorriso, e risponde. Penso che sia
la pi grande delusione della mia carriera. Quanto volevamo
beccarlo! Uno di noi, un membro delle forze dell'ordine, corrotto
e colluso con i pi cattivi in circolazione. Che pompavano
cocaina ad Atlanta, Birmingham, Memphis, Nashville, tutto il
Sudest. E avremmo potuto farcela. Ci eravamo infiltrati. Avevamo
accuse fondate. Colpa del procuratore di Jacksonville. Non
riuscimmo a smuoverlo abbastanza in fretta per portare le nostre
tesi davanti a un gran giur. Voleva a tutti i costi essere lui
a condurre le danze, ma non sapeva quel che faceva. Poi uccisero
Russo. Ci penso ancora a quel tizio, il procuratore. Quando
poi si candid al Congresso non vedevo l'ora di votare contro
di lui. L'ultima volta che l'ho visto c'era la sua faccia viscida su
un cartellone. Pubblicizzava il suo studio legale per disperati.
Questo cartello, diceva,  ancora attivo? chiede Mazy.
La maggior parte s, o perlomeno lo era quando sono andato
in pensione. Ormai io sono fuori dal giro da cinque anni.
Okay dice Mazy parliamo dei mandanti dell'omicidio di
Russo. Che fine hanno fatto?
Non so. Qualcuno senz'altro  morto, qualcuno  in prigione,
qualcuno in pensione nella sua villa chiss dove. Qualcuno
continua a trafficare.
Ci tengono d'occhio? chiede Vicki.
Duckworth, colpito dalla nostra ansia, ci pensa su a lungo
mentre sorseggia il caff. Ovviamente le mie sono ipotesi
risponde, alla fine. Ma penso di s, in una certa misura. Come
minimo non vogliono che Quincy Miller sia scagionato. Ho una
domanda per voi aggiunge, guardando me. Se il vostro cliente
esce, l'indagine sull'omicidio verr riaperta?
Probabilmente no. In circa la met dei nostri casi riusciamo a
identificare il vero responsabile, nell'altra met no. Qui sembra
davvero arduo.  un delitto vecchio, le prove sono sparite. Come
ha detto lei, il vero assassino fa la bella vita lontano da qui.
Oppure  morto ribatte Duckworth. I sicari dei cartelli
non durano molto.
Ma allora perch ci tengono d'occhio? chiede Vicki.
Perch no? Basta poco. Le vostre istanze sono atti pubblici.
Perch non tenersi aggiornati?
Mai sentito nominare un avvocato di Miami che lavora per
i trafficanti, un certo Nash Cooley? domando.
Non mi sembra. Sta in uno studio?
Varick & Valencia.
Ah, certo. Sono in giro da anni. Notissimi nell'ambiente.
Perch me lo chiede?
La settimana scorsa, quando abbiamo presentato l'istanza,
era in tribunale.
Quindi lo conoscete?
No, ma lo abbiamo identificato. Con lui c'era un certo Mickey
Mercado, un suo cliente.
Siccome  un bravo poliziotto, Duckworth vorrebbe sapere
come siamo riusciti a identificarli, ma lascia perdere e sorride.
S, se fossi in voi starei attento conclude. Possiamo dire con
certezza che vi tengono d'occhio.
...
29.

Secondo Steve Rosenberg, la giudice Marlowe ha molto pi
potere di quanto le attribuissimo. Steve sospetta che sia stata
lei a fare pressione sulla corte d'appello dell'Alabama perch
procedesse a un passo che potremmo definire da record: appena
due mesi dopo l'udienza di Verona, la corte ha convalidato
all'unanimit l'ordine di Marlowe di effettuare il test del DNA
sui sette peli pubici e ordinato che a pagare il test sia l'ufficio
di Chad Falwright. Due ispettori della polizia di Stato portano
i corpi del reato nel laboratorio di Durham dove abbiamo
fatto anche il test sulla saliva di Mark Carter. Fisso il telefono
per tre giorni, finch a farlo vibrare  una telefonata da Marlowe
in persona.
Ha una dizione perfetta e la voce femminile pi bella che abbia
mai sentito. A quanto pare, Mr Post, aveva ragione lei. Il
test del DNA esclude il suo cliente. Tutti e sette i peli pubici appartengono
a Carter.
Sono nell'ufficio di Vicki e la mia espressione dice tutto.
Chiudo gli occhi per un momento mentre lei abbraccia Mazy
in silenzio.
La giudice continua a parlare. Oggi  marted. Riuscite a essere
qui gioved per un'udienza?
Certo. E grazie, giudice Marlowe.
Non mi ringrazi, Mr Post. Il nostro sistema giudiziario ha
un debito di gratitudine enorme verso di voi.
Questi sono i momenti per cui viviamo. Lo Stato dell'Alabama
 arrivato a sole due ore dal giustiziare un innocente. Se non fosse
stato per noi, il nostro lavoro e la nostra dedizione a smentire
le condanne ingiuste, Duke Russell sarebbe sottoterra.
In ogni caso festeggeremo dopo. Parto subito per l'Alabama
e mi attacco al telefono. Chad non vuole parlare ed ovviamente 
impegnatissimo. Siccome vorr combinare ancora qualche casino,
e siccome  un incompetente, siamo preoccupati che non si
riesca ad arrestare Mark Carter. A quanto ci risulta, Carter non
sa niente dei test del DNA. Steve Rosenberg convince il procuratore
generale a chiamare Chad e metterlo in riga. Il procuratore
accetta anche di informare la polizia di Stato e chiederle di
tenere d'occhio Carter.
 la tarda mattinata di mercoled e mentre Duke Russell legge
un tascabile e si fa gli affari suoi, sdraiato sulla branda dove
dorme da dieci anni, un secondino avvicina la faccia alle sbarre.
Ehi, Duke,  ora di andare.
Dove?
A casa. Un giudice ti vuole vedere a Verona. Parti tra venti
minuti. Fa' le valigie. Il secondino gli infila nella cella una sacca
da due soldi che Duke comincia a riempire con le sue cose:
calze, magliette, boxer, due paia di scarpe da ginnastica, articoli
da toeletta. Ha otto libri, e siccome li ha letti tutti almeno cinque
volte decide di lasciarli al prossimo occupante. Idem per il
suo televisorino in bianco e nero e il ventilatore. Quando esce
dalla cella, in manette ma senza ceppi alle caviglie, i suoi compagni
applaudono ed esultano. Vicino alla porta d'ingresso, gli
altri secondini si sono radunati per dargli pacche sulle spalle e
fargli gli auguri. Alcuni lo accompagnano fuori, dove l'aspetta
un cellulare della prigione. Abbandona il braccio della morte
senza guardarsi indietro. Raggiunta la direzione dell'Holman,
lo trasferiscono su un'autopattuglia della contea, che parte a
tutta velocit. Quand' fuori dalla prigione, l'auto si ferma e il
vicesceriffo seduto di fianco al guidatore scende, apre la portiera
di Duke, gli leva le manette e gli chiede se gli va di mangiare
qualcosa. Duke ringrazia ma declina l'invito. Le emozioni
gli tolgono l'appetito.
Quattro ore dopo raggiunge la prigione dove l'aspetto insieme
a Steve Rosenberg e a un avvocato di Atlanta. Lo sceriffo
collabora: l'abbiamo convinto che Duke sta per essere rilasciato
perch  davvero innocente, e ci permette di tenere la nostra
breve riunione nel suo ufficetto. Spiego al mio cliente quello che
so, cio non tutto. Domani la giudice Marlowe ha intenzione di
annullare la sua condanna e ordinare che sia rilasciato. Quell'idiota
di Chad minaccia di ripresentare le accuse non soltanto
contro di lui ma anche contro Mark Carter. La sua nuova bizzarra
teoria  che i due avessero stuprato e assassinato Emily
Broone insieme, dandosi il cambio.
Duke e Carter non si conoscono nemmeno ma, per scandalosa
che appaia, la sparata di Chad non sorprende. Cpita
spesso che un pubblico ministero stretto all'angolo e massacrato
faccia voli pindarici incredibili pur di incolpare qualcuno.
Per mettere a tacere certe fesserie baster ribadire che dieci
anni fa, durante il processo a Duke, il nome di Mark Carter
non  mai stato fatto. La giudice Marlowe  sul piede di guerra
e non ha intenzione di perdere tempo con le illazioni. Inoltre,
il procuratore dell'Alabama sta facendo pressione su Chad
perch lasci perdere.
Tuttavia, Falwright ha il potere di ripresentare le sue accuse,
e questo ci preoccupa: rischiamo che faccia arrestare Duke
poco dopo la scarcerazione. Spiego questi dettagli al mio cliente,
che a un certo punto  travolto dall'emozione e non riesce
pi a parlare. Lo lasciamo allo sceriffo, che per la sua ultima
notte in prigione gli riserva la cella pi comoda.
Steve e io andiamo a Birmingham a bere qualcosa con Jim
Bizko del "Birmingham News". La vicenda l'ha fatto infuriare,
ne ha spettegolato con diversi colleghi. Ci promette che domani
sar un circo.
Ceniamo tardi e troviamo un hotel economico, lontano da Verona
dove non ci sentiamo al sicuro. La vittima aveva una famiglia
numerosa e tanti amici, ci sono gi arrivate diverse minacce
anonime. Anche questo fa parte del mestiere.
Prima dell'alba la polizia di Stato arresta Mark Carter e lo incarcera
nella contea vicina a dove risiede. Ce lo annuncia lo
sceriffo mentre stiamo per entrare in tribunale e ci prepariamo
all'udienza. Nell'attesa, e a mano a mano che arriva gente,
sbircio dalla finestra e vedo i colori sgargianti dei furgoni
dei canali televisivi parcheggiati davanti al palazzo di giustizia.
Alle otto e mezza arriva Chad Falwright con la sua banda
e ci augura il buongiorno. Gli chiedo se ha intenzione di far incriminare
di nuovo il mio cliente. Lui ostenta un sorriso e dice
no.  davvero stravolto, e a un certo punto della notte, probabilmente
dopo una telefonata tesa con il procuratore generale,
ha deciso di arrendersi.
Duke arriva insieme ai suoi accompagnatori in divisa ed  raggiante.
Indossa una giacca blu troppo larga, una camicia bianca
e una cravatta con il nodo grosso quanto un pugno. Ha un
aspetto radioso, sta gi assaporando il momento. Sua madre 
in prima fila dietro di noi, insieme ad almeno altri dieci parenti.
In fondo all'aula ci sono Jim Bizko e diversi giornalisti. La
giudice Marlowe ha autorizzato la presenza dei fotografi, che
scattano a tutto spiano.
Marlowe prende posto alle nove esatte e saluta. Prima di
cominciare, lo sceriffo Pilley mi ha chiesto di informare il pubblico
e la stampa che stamattina un abitante di questa contea,
Mark Carter,  stato arrestato nella sua casa di Bayliss e incriminato
per lo stupro e l'omicidio di Emily Broone.  sotto custodia
e comparir in questo tribunale tra circa un'ora. Mr Post,
mi pare che lei abbia una mozione da presentare.
Mi alzo e sorrido. S, Vostro Onore. A nome del mio cliente
Duke Russell, chiedo che la condanna inflittagli venga annullata
e che sia rilasciato immediatamente.
E su quali basi lo chiede?
In base ai test del DNA, Vostro Onore. Abbiamo ottenuto di
poter esaminare i sette peli pubici trovati sul luogo del reato.
Come imputato, Mr Russell non  ammissibile. Tutti e sette appartenevano
a Mr Carter.
E, a quanto mi risulta, Carter fu l'ultima persona vista in
compagnia della vittima prima che morisse, vero? Mentre parla,
la giudice guarda torva Chad.
Esatto, Vostro Onore rispondo, trattenendo la gioia. E Mr
Carter non  mai stato considerato un serio indiziato, n dalla
polizia n dal pubblico ministero.
Grazie. Mr Falwright, si oppone a questa mozione?
Chad si alza in piedi e quasi sussurra: L'accusa non si
oppone.
La giudice riordina le sue carte e prende tempo. Mr Russell,
per favore, si alzi dice, infine.
Lui obbedisce e la guarda con l'aria sconvolta. Lei si schiarisce
la voce ed attacca: Mr Russell, dichiaro annullate e respinte
le sue incriminazioni per stupro e omicidio di primo grado.
Per sempre, e nessuno potr pi accusarla. Io, ovviamente, non
ho partecipato al suo processo, ma ritengo un privilegio essere
coinvolta, oggi, nell'udienza che la scagiona. Si  trattato
di un grave errore giudiziario che lei ha pagato caro. Lo Stato
dell'Alabama l'ha condannata erroneamente e incarcerata per
dieci anni, anni che non si possono risarcire. A nome dello Stato
le chiedo scusa, pur rendendomi conto che le mie scuse non
leniranno minimamente le sue ferite. A ogni modo, spero che
un giorno, presto, lei le possa ricordare e ne tragga un minimo
conforto. Le auguro una vita lunga e felice, e che si lasci questo
incubo alle spalle. Mr Russell, lei  libero.
Dai suoi familiari arrivano singhiozzi e urla di gioia. Duke
si regge al tavolo per non crollare. Mi alzo a sostenerlo mentre
piange. Per qualche motivo mi accorgo di quant' fragile e magro,
con questa giacchetta presa in prestito.
Chad scappa da un'uscita di servizio,  troppo codardo per
venire a scusarsi. Immagino che per il resto della sua carriera
ripeter che Duke Russell  stato scarcerato per un dettaglio
tecnico.
Fuori dal tribunale affrontiamo i flash e rispondiamo alle domande.
Duke parla poco. Vuole soltanto andare a casa a mangiare
le costolette alla griglia di suo zio. Neanch'io ho molto
da dire. La maggior parte degli avvocati sogna momenti come
questo, che io trovo dolceamaro. Da una parte c' la soddisfazione
immensa dell'aver salvato un innocente. Ma dall'altra ci
sono la rabbia e la frustrazione verso un sistema che permette
incriminazioni illegali, quasi tutte evitabili.
Perch ci si aspetta che festeggiamo la liberazione di un
innocente?
Mi faccio strada in mezzo alla calca e raggiungo insieme al
mio cliente la stanza dove ci aspetta Jim Bizko. Gli ho promesso
un'esclusiva, e io e Duke ci scarichiamo con lui. Comincia
chiedendoci dello scampato pericolo di sette mesi prima, e ci
scappa subito da ridere parlando dell'ultimo pasto di Duke e
di come aveva cercato in fretta e furia di finire bistecca e torta
prima di tornare in cella. Le risate ci fanno stare bene e nascono
spontanee, come le lacrime.
Dopo mezz'ora li lascio e torno in aula, dove il pubblico si 
trattenuto ad aspettare la seconda parte dello spettacolo. La
giudice Marlowe prende posto e tutti si siedono. Fa un cenno
al commesso che apre una porta di servizio da cui entra Mark
Carter, in manette e con la classica tuta arancione. Si guarda intorno,
vede la gente, trova la sua famiglia in prima fila, distoglie
lo sguardo. Si siede al banco della difesa e abbassa la testa.
La giudice Marlowe lo guarda e chiede: Lei  Mark Carter?.
Lui annuisce.
La prego di alzarsi, se mi rivolgo a lei, e di rispondere a voce
alta.
Lui si alza in piedi malvolentieri, con l'atteggiamento di chi
 padrone della situazione. S, sono io.
Ha un avvocato?
Nossignora.
Pu permettersene uno?
Dipende da quanto costa.
Benissimo. Per ora gliene assegno uno, che la verr a trovare
in carcere. Ci rivediamo qui la prossima settimana e ci riproviamo.
Nel frattempo lei verr tenuto sotto custodia senza
possibilit di cauzione. Si sieda.
Lui obbedisce e io mi avvicino al banco della difesa. Mi chino e
gli parlo a bassa voce. Ciao, Mark. Io sono quello che ti ha telefonato
la sera in cui per poco non uccidevano Duke. Te lo ricordi?
Mi guarda in cagnesco, e siccome  ammanettato e non pu
prendermi a pugni sembra che mi voglia sputare in faccia.
Comunque, ti avevo dato dello stronzo vigliacco perch eri
disposto a far scontare a qualcun altro con la morte il tuo crimine.
E ti avevo promesso che ci saremmo rivisti in tribunale.
E tu chi sei? ringhia.
Un commesso sta venendo verso di noi, e io mi allontano.
Dopo una breve cerimonia, lo staff della Guardian appende
sulla parete degli scagionati una grande foto a colori in cornice
di Duke Russell.  un bel ritratto che abbiamo commissionato
apposta. Il nostro cliente  in posa all'aperto davanti a casa di
sua madre, appoggiato a una staccionata bianca, con una canna
da pesca. E un sorrisone. Ha l'espressione appagata di uno che
 felice di essere libero e abbastanza giovane da potersi godere
un'altra vita. Una vita che gli abbiamo regalato noi.
Facciamo una pausa per congratularci con noi stessi, dopodich
torniamo al lavoro.
...
30.

Quincy pensa che sia qui perch sono il suo avvocato, e in effetti
vedere i miei clienti appena possibile fa parte del mio lavoro.
Questa  la mia quarta visita e lo aggiorno sulla situazione.
Ovviamente non abbiamo notizie dal giudice Plank, e Quincy
non capisce perch non possiamo sporgere un reclamo contro
il vecchio fossile e costringerlo a fare qualcosa. Gli descrivo la
performance di Zeke Huffey in aula e gli riporto le sue scuse
per aver contribuito a spedirlo in prigione per il resto della sua
vita. Quincy rimane impassibile. Passiamo due ore a rivedere
il vecchio materiale.
Quando esco dalla prigione mi dirigo a sud, lungo una strada
di contea che si allarga a quattro e a sei corsie a mano a mano
che in lontananza compare Orlando. Guardare lo specchietto retrovisore
 diventata un'abitudine che detesto, ma non riesco a
trattenermi. So che non c' nessuno nella mia scia. Se ci stessero
ascoltando e osservando non lo farebbero in modo cos antiquato.
Forse tengono sotto controllo telefoni, computer e chiss
cos'altro, ma non sprecherebbero il loro tempo a darmi la caccia
sul mio piccolo SUV Ford. Mi immetto velocemente in una
strada larga e trafficata, poi svolto e accosto nell'ampio posteggio
di un centro commerciale di periferia. Parcheggio tra due
auto, entro come uno dei tanti clienti e cammino per almeno
ottocento metri fino a un grosso negozio della Nike dove, alle
14.15 in punto, trovo uno scaffale di magliette da running maschili.
Tyler Townsend mi sta aspettando all'altro lato dello scaffale.
Indossa il berretto da golf di un club sportivo e un paio di
finti occhiali da vista con la montatura in tartaruga.
D un'occhiata in giro. Spero che sia importante sussurra.
Esamino una maglietta e rispondo: Abbiamo visto il nemico.
Mi sembrava giusto fartelo sapere.
Ti ascolto commenta senza guardarmi.
Gli dico dell'udienza davanti al giudice Plank, della presenza
di Nash Cooley e di Mickey Mercado e del loro goffo tentativo
di non farsi vedere insieme. Tyler non li ha mai sentiti nominare.
Un ragazzo si avvicina e con un gran sorriso chiede se serve
aiuto. Con gentilezza lo spedisco via.
Aggiorno Tyler su tutto quello che sappiamo su Mercado e
Cooley. Gli riassumo anche quello che ci ha detto Len Duckworth
riguardo alla DEA e al cartello.
Tu sospettavi che Russo fosse un informatore, no? domando.
Di certo non l'hanno ucciso senza motivo. Magari  stata
sua moglie per incassare l'assicurazione sulla vita, cosa che
nessuno ha mai creduto davvero, oppure ci  rimasto secco
perch l'ha fatta sporca ad un suo cliente poco raccomandabile.
Ho sempre pensato che fosse opera di un cartello della droga.
 cos che gestiscono gli informatori, come quei due ragazzi in
Belize, o quello che erano. Ricordi la foto, Post? Di me appeso
alla carrucola?
Non riesco a togliermela dalla testa.
Nemmeno io. Senti, se ti tengono d'occhio non possiamo
fare ancora gli amiconi. Non voglio vederti pi. Fa un passo
indietro e mi guarda fisso. Mai pi, okay? Niente contatti, di
nessun tipo.
Annuisco. Okay.
All'uscita si guarda intorno con attenzione, come se potesse
individuare due brutti ceffi armati di pistola, poi si allontana
con la maggior naturalezza possibile. Affretta il passo e ben
presto lo perdo di vista, e mi rendo conto di quanto dev'essere
terrorizzato da ci che ha vissuto.
La domanda : e noi, quanto dovremmo esserlo, adesso?
La risposta arriva qualche ora dopo.
Selezioniamo i nostri casi con estrema cura, e dopo essercene
fatti carico procediamo con pignoleria sia nelle indagini che nel
confronto con le istituzioni. Il nostro obiettivo  scoprire la verit
e scagionare i nostri clienti, come abbiamo fatto per nove
volte negli ultimi dodici anni. Tuttava non mi  mai capitato
che il nostro impegno per salvare un cliente mettesse a repentaglio
la sua vita.
Si  trattato di un pestaggio con tutte le caratteristiche dell'imboscata,
perci sar difficile ricostruire i fatti. I testimoni sono inaffidabili,
sempre che qualcuno si faccia avanti. Spesso i secondini
non vedono niente. L'amministrazione ha ottime ragioni per
insabbiare la cosa e darne la versione pi favorevole al carcere.
Quel mattino, poco dopo che l'ho salutato, Quincy  stato aggredito
da due uomini nel passaggio tra il locale dei distributori
automatici e la palestra. L'hanno pugnalato con un coltello
artigianale e colpito ferocemente con altri corpi contundenti, e
lasciato a terra in fin di vita. Finalmente un secondino  passato
di l, l'ha visto in una pozza di sangue ed ha chiamato aiuto.
 stato trasportato in ambulanza all'ospedale pi vicino e da
l lo hanno trasferito al Mercy Hospital di Orlando. Le analisi
hanno rivelato un trauma cranico, edema cerebrale, mandibola,
spalla e clavicola fratturate, denti rotti e cos via, oltre a tre
ferite da arma da taglio. L'hanno trasfuso con quasi tre litri di
sangue ed attaccato a un respiratore. Quando finalmente la prigione
ha chiamato il nostro ufficio, Vicki  stata informata che
le sue condizioni erano "critiche" ed era improbabile che
sopravvivesse.
Quando mi ha telefonato ero sulla strada per Jacksonville.
Ho dimenticato all'istante il caos che mi esplodeva nella testa
e sono tornato indietro. Quincy non ha una famiglia a cui rivolgersi.
In questo momento ha bisogno del suo avvocato.
Ho trascorso met della mia carriera a girare per prigioni e ormai
sono abituato alla cultura della violenza, ma non riesco a
restare indifferente, perch se chiudi degli uomini in gabbia inventeranno
modi sempre nuovi per farsi del male a vicenda.
Eppure non ho mai considerato la possibilit di un caso di
innocenza sabotato dall'interno della prigione eliminando il
detenuto che potrebbe essere scagionato. Una mossa brillante.
Se Quincy muore, chiudiamo il fascicolo e andiamo avanti.
Non  un nostro tipico modus operandi, perch una cosa del genere
non ci era mai capitata, ma, con una quantit infinita di
casi a cui attingere, non potremmo giustificare il tempo speso a
cercare di ottenere una sentenza postuma. Ovviamente, "loro"
lo sanno, chiunque siano. Ai fini dei miei lunghi monologhi al
volante, suppongo che potrei chiamarli la gang del Santillo o
roba del genere. Ma "loro" suona meglio.
E quindi tengono d'occhio le nostre mosse giudiziarie. Forse
di tanto in tanto ci pedinano, magari entrano nei nostri computer
e ci intercettano le telefonate. E di certo conoscono la nostra
storia e sanno della nostra recente vittoria in Alabama. Sanno
che abbiamo un'esperienza comprovata, che possiamo far riaprire
i casi, che siamo tenaci. Sanno anche che Quincy non ha
ucciso Keith Russo e non vogliono che rianimiamo questo caso.
Non hanno intenzione di confrontarsi apertamente con noi, n
di spaventarci o intimidirci, in ogni caso non adesso, perch altrimenti
sarebbero costretti a svelare la loro esistenza, e probabilmente
a commettere un altro crimine, cosa che preferiscono
evitare. Un incendio, una bomba o una pallottola potrebbero
fare troppo casino e lasciare tracce.
Il modo pi semplice per fermare l'indagine  uccidere Quincy,
punto. Ordinare un pestaggio nella prigione in cui hanno gi
degli amici o in cui conoscono qualche gorilla che far il lavoro
a poco, per un po' di contanti o droga. In ogni caso gli omicidi
in carcere sono la routine.
 raro che mi metta a leggere il curriculum carcerario dei miei
clienti. Dal momento che sono innocenti tendono a comportarsi
bene, evitano le gang o la droga, se ne hanno la possibilit
seguono corsi di formazione, lavorano, leggono e danno una
mano agli altri detenuti. Quincy si  diplomato alle superiori a
Seabrook nel 1978, ma non poteva permettersi il college. In prigione
ha accumulato oltre un centinaio di ore di crediti formativi.
Non ha nessuna violazione disciplinare seria. D una mano
ai detenuti pi giovani a tenersi alla larga dalle gang. Non riesco
a immaginare che si sia fatto dei nemici. Fa sollevamento
pesi, ha imparato il karat, e in generale sa badare a se stesso.
Ci vorrebbe pi di un uomo giovane ed in salute per metterlo al
tappeto, e scommetto che lui ha reagito, prima di soccombere.
Bloccato nel traffico di Orlando, chiamo la prigione per la
quarta volta e chiedo di parlare con il direttore. Ovviamente non
mi risponder, ma voglio che sappia che presto sar l. Faccio
una decina di telefonate. Vicki assilla l'ospedale per avere informazioni,
non c' granch da dire e mi richiama per comunicarmelo.
Sento Frankie e gli dico di andare a sud. Finalmente
riesco a mettermi in contatto con il fratello di Quincy, Marvis,
che fa il muratore a Miami e non pu assentarsi.  l'unico parente
a cui importi qualcosa di Quincy e negli ultimi ventitr
anni  venuto a trovarlo regolarmente.  molto scosso, vuole
sapere chi pu essere stato. Io non ho risposte.
Di solito negli ospedali il collare  piuttosto utile, perci nel
parcheggio multipiano lo indosso. Terapia intensiva  al primo
piano, passo inosservato davanti a un'infermiera indaffarata.
Due ragazzi giganteschi - uno bianco, l'altro nero - sono seduti
vicino a una stanza con le pareti trasparenti. Sono secondini,
indossano le vistose divise nere e beige che ho visto al Garvin.
Sono annoiati, sembrano pesci fuor d'acqua. Decido di essere
cortese e mi presento come l'avvocato di Quincy.
Naturalmente non sanno nulla. Non erano presenti al pestaggio,
e non hanno visto la vittima finch non  stata caricata
sull'ambulanza ed  stato ordinato loro di seguirla e accertarsi
che il detenuto fosse al sicuro.
Eccome se lo . Quincy Miller  legato a un letto alto al centro
della stanza, circondato da tubi, monitor, flebo, macchinari.
Un respiratore che ronza gli pompa ossigeno attraverso il tubo
della tracheotomia e lo tiene in vita. La faccia  coperta da uno
spesso strato di garza, con tubi che spuntano.
Il secondino bianco mi sta dicendo che nelle ultime due ore il
macchinario ha segnalato per tre volte l'encefalogramma piatto.
Sono accorsi medici da tutto il reparto. Il secondino nero lo
conferma e aggiunge che  solo questione di tempo, almeno
per come la vede lui.
La nostra breve chiacchierata si esaurisce rapidamente. Questi
ragazzi non sanno se dovranno dormire per terra, trovarsi
una stanza in un motel o tornare alla prigione. La direzione del
carcere  chiusa e non riescono a rintracciare il loro capo. Butto
l che tanto il detenuto non andr da nessuna parte.
Passa un medico e nota il mio collare. Ci appartiamo per parlare
in privato. Cerco di spiegargli brevemente che il paziente
non ha una famiglia, che  stato in prigione per almeno ventitr
anni al posto di un altro, e che essendo il suo avvocato lo
rappresento io. Il dottore ha fretta e poca voglia di ascoltare. Mi
dice che il paziente ha riportato molte ferite, la pi seria delle
quali  un grave trauma cranico.  tenuto in coma farmacologico
dal pentobarbital per diminuire la pressione sul cervello.
Se sopravvive, dovr affrontare parecchi interventi. Dovranno
ricostruirgli la mascella sinistra, le clavicole e la spalla sinistra.
Forse anche il naso. Una coltellata ha perforato il polmone.
L'occhio destro potrebbe essere danneggiato gravemente.
In questo momento non c' modo di prevedere quanti danni
abbia subto il cervello, anche se probabilmente saranno "seri,
sempre che ce la faccia".
Da ignorante, ho come l'impressione che il dottore stia mentalmente
spuntando una lista virtuale delle ferite di Quincy e,
visto che morir comunque, perch elencarmele tutte?
Chiedo quante possibilit ha di sopravvivere, e il medico si
stringe nelle spalle. Una su cento dice. Come un giocatore
d'azzardo a Las Vegas.
La sera i miei due amici in divisa ne hanno avuto abbastanza.
Sono stufi di stare qui a non fare niente e di essere in mezzo ai
piedi, delle occhiatacce delle infermiere, di sorvegliare un detenuto
che di certo non pu fuggire. Oltretutto hanno fame, e a
giudicare dal girovita gonfio non  gente che prende sottogamba
la cena. Li convinco che ho intenzione di trascorrere la notte
nella sala d'attesa in fondo al corridoio, e che se succede qualcosa
a Quincy li chiamer subito al cellulare. Li saluto ribadendo
che il detenuto non andr da nessuna parte.
Vicino ai letti di terapia intensiva non ci sono sedie o sgabelli.
I visitatori non sono i benvenuti.  consentito fermarsi a dare
un'occhiata o scambiare due parole se il paziente  in grado di
parlare, ma le infermiere sono piuttosto aggressive e cercano di
tenere la stanza in penombra e in silenzio quanto pi possibile.
Mi sistemo nella sala d'attesa dietro l'angolo e tento di leggere.
La cena arriva dalle macchinette, che, devo dire, sono molto
sottovalutate. Faccio un pisolino, scorro una sfilza di e-mail,
leggo ancora un po'. A mezzanotte torno in punta di piedi nella
stanza di Quincy. Il suo ECG  allarmante e attorno al suo letto
si  radunato un gruppetto di persone.
Potrebbe essere la fine? In un certo senso lo spero. Non voglio
che muoia, ma non voglio nemmeno che Quincy viva come un
vegetale. Scaccio questi pensieri e recito una preghiera per lui
e per il personale che lo segue. Mi metto in disparte e guardo
attraverso il vetro mentre medici e infermiere eroici cercano
freneticamente di salvare un uomo che la Florida ha tentato in
tutti i modi di uccidere. Un innocente derubato della sua libert
da un sistema corrotto.
Lotto con le mie emozioni e mi domando: la Guardian ha
qualche responsabilit, in tutto questo? Quincy si troverebbe
qui se avessimo rifiutato di seguire il suo caso? La risposta 
no. Sono stati il suo sogno di libert, e il nostro desiderio di aiutarlo,
a trasformarlo in bersaglio.
Mi copro la faccia con le mani e piango.
...
31.

In terapia intensiva ci sono due divanetti, nessuno dei quali pensato
perch ci possa dormire un adulto. Quello sull'altro lato
della stanza  occupato da una madre il cui figlio adolescente
 rimasto gravemente ferito in un incidente in moto. Sul secondo
ci sono io, che lotto con un cuscino troppo duro e sonnecchio
in modo intermittente fino alle tre di notte, quando penso
a qualcosa che avrebbe dovuto essere ovvio da subito. Mi alzo
a sedere nella luce fioca della stanza e mi dico: Ma che idiota.
Perch non ci ho pensato prima?.
Se ipotizziamo che l'aggressione a Quincy sia stata ordinata
da fuori, allora qui corre pi rischi che in prigione! In ospedale
chiunque pu entrare, salire in ascensore al primo piano, offrire
una storia plausibile alle infermiere dell'accettazione di terapia
intensiva e arrivare immediatamente alla stanza di Quincy.
Mi calmo e ammetto di essere paranoico. Non ci sono assassini
che stanno venendo qui, perch "loro" credono di essersi
gi occupati di Quincy. E per fortuna.
Dormire  impossibile. Verso le cinque e mezza un medico e
un'infermiera entrano nella saletta per parlare con la madre del
ragazzo ferito. Suo figlio  morto venti minuti fa. Dal momento
che sono l'unico prete presente, vengo coinvolto in questa tragedia.
Mi lasciano mentre sorreggo la donna e chiamo i parenti.
Quincy tiene duro. I turni del mattino cominciano presto,
perci mi consulto con un altro medico. Non ci sono stati cambiamenti,
e le speranze sono poche. Gli spiego che il mio cliente
potrebbe essere in pericolo.  stato aggredito da gente che
ovviamente lo voleva morto - non  stata una normale rissa tra
detenuti - e l'ospedale deve esserne al corrente. Gli chiedo di
informare lo staff e le guardie incaricate della sicurezza.
Sembra capire, ma non mi promette niente.
Alle sette chiamo Susan Ashley e le racconto cosa  successo
a Quincy. Ci confrontiamo per una mezz'ora, poi concordiamo
che  il caso di informare l'FBI. Lei sa chi chiamare. Parliamo
anche di quale strategia usare per coinvolgere la corte federale
e sporgere denuncia all'amministrazione penitenziaria della
Florida. Emetteremo immediatamente un'ingiunzione per costringere
il direttore del carcere di Garvin a indagare sull'aggressione
e ad aprire i suoi fascicoli. Chiamo Mazy e le dico
le stesse cose. Come sempre,  cauta ma non si tira indietro di
fronte a una denuncia alla corte federale. Un'ora dopo chiamo
in teleconferenza Mazy e Susan Ashley, e decidiamo di non fare
niente per un po'. Se Quincy muore, tutte le strategie cambiano.
Mentre sono al telefono in corridoio, un medico mi vede e si
avvicina. Termino la chiamata e gli chiedo cosa succede.
L'EEG mostra un calo costante dell'attivit cerebrale. Anche
il battito cardiaco  debole, venti pulsazioni al minuto. Ci stiamo
avvicinando alla fine e ci serve qualcuno con cui parlare
risponde con aria grave.
Per staccargli la spina?
I termini medici non sono proprio questi, ma s. Mi ha detto
che non ha una famiglia.
Ha un fratello che sta cercando di venire qui. Immagino che
la decisione spetti a lui.
Mr Miller  un condannato, giusto?
 detenuto in una prigione statale da oltre vent'anni. Per favore,
non mi dica che la decisione spetta al direttore.
In assenza di un parente, s.
Cazzo! Se la prigione pu staccare la spina, allora nessun
detenuto  al sicuro. Aspettiamo il fratello, okay? Spero che sia
qui entro mezzogiorno.
Va bene. Vorrebbe occuparsi dell'estrema unzione?
Sono un prete episcopale, non cattolico. Noi non diamo l'estrema
unzione.
Okay, allora faccia quello che fate voi prima di una morte.
Grazie.
Mentre se ne va, vedo i secondini del giorno prima uscire
dall'ascensore e li saluto come vecchi amici. Sono qui per un'altra
giornata in cui non faranno niente se non stare seduti. Ieri
pensavo che fossero del tutto inutili, oggi invece sono felice che
ci siano. Servono pi divise, qui intorno.
Chiedo se posso offrire loro la colazione in mensa, nel seminterrato,
e mi domando se abbiano mai rifiutato del cibo. Davanti
a waffle e salsicce riescono a ridere dei loro problemi. Stamattina
presto il direttore li ha chiamati e strigliati per bene. Era
furioso perch hanno lasciato solo il detenuto senza l'autorit
per farlo. Adesso sono sotto osservazione per trenta giorni,
oltre ad aver ricevuto una nota di demerito.
Non hanno sentito pettegolezzi sull'aggressione, e finch se
ne staranno in ospedale a non fare niente continueranno a non
sentirne. L'angolo in cui Quincy  stato aggredito, per,  noto
per essere una delle poche zone della prigione non monitorate
dalle telecamere, dove ci sono gi state altre aggressioni. Il
secondino nero, Mosby, dice che conosceva la storia di Quincy
gi parecchi anni prima di essere assegnato a un'altra unit. Il
secondino bianco, Crabtree, invece non l'aveva mai sentito nominare,
ma del resto al Garvin ci sono quasi duemila detenuti.
Anche se non sanno quasi niente, si godono l'importanza di
sentirsi anche solo vagamente collegati a un evento cos emozionante.
Spiego che sono convinto che l'aggressione sia stata
ordinata dall'esterno, e che Quincy sia in grave pericolo, perci
conto su di loro perch lo proteggano.
Quando torniamo in terapia intensiva ci sono due guardie
di sicurezza dell'ospedale che girano per il reparto lanciando
occhiatacce a chiunque, come se l dentro ci fosse il presidente
degli Stati Uniti in persona. Adesso a difendere Quincy ci sono
quattro giovani uomini armati e, bench nessuno di loro potrebbe
correre alla prima base senza collassare, la loro presenza
 confortante. Chiacchiero con un medico che mi informa che
non ci sono novit, e me ne vado prima che qualcuno mi chieda
se sia il momento di staccare la spina a Quincy.
Trovo il solito motel economico, mi faccio una doccia e mi
lavo i denti, mi cambio al volo e mi precipito al Garvin. Susan
Ashley sta dando il tormento alla segretaria del direttore, ma invano.
Sono intenzionato a piombare nel suo ufficio e pretendere
risposte, per all'ingresso mi fermano e mi impediscono di entrare
nella prigione. Rimango l per un'ora minacciando chiunque
mi trovi davanti, ma  tutto inutile. Le prigioni sono luoghi
protetti per tanti motivi.
Tornato in ospedale scambio due chiacchiere con un'infermiera
con cui avevo fatto il galante, e lei mi informa che i parametri
vitali di Quincy sono lievemente migliorati. Suo fratello
Marvis non pu assentarsi dal lavoro a Miami. Dalla prigione
nessuno risponde al telefono, n richiama l'ospedale.
Per pranzo lancio una monetina, e vince Mosby. Crabtree ordina
un panino di segale con prosciutto e rimane a proteggere
Quincy. Mosby e io scendiamo in mensa e ci riempiamo i piatti
con avanzi di lasagne e verdure versate direttamente dalla
latta. C' molta gente e ci infiliamo a fatica in mezzo alla calca
fino all'ultimo tavolo, piccolo e scomodissimo. Mosby ha solo
trent'anni,  gravemente sovrappeso e vorrei chiedergli quanto
pensa di poter ancora ingrassare nei prossimi due o tre decenni.
Si rende conto che, se continua di questo passo, a quarant'anni
avr come minimo il diabete? Ma, come sempre, mi
tengo le mie domande per me.
 incuriosito dal nostro lavoro, e continua a guardarmi il collare.
Perci lo intrattengo con le storie, giusto un po' abbellite,
degli uomini che ho aiutato a uscire di prigione. Gli racconto
di Quincy e peroro la causa della sua innocenza. Mosby sembra
credermi, anche se in fondo non gli importa.  soltanto un
ragazzo di campagna che lavora per dodici dollari all'ora perch
ne ha bisogno. Detesta quello che fa: detesta il fatto di lavorare
dietro un recinto di filo spinato, detesta il pericolo di tenere
d'occhio un branco di criminali che architettano di continuo
nuovi piani di fuga, detesta la burocrazia e i regolamenti senza
fine, detesta la violenza, detesta il direttore, detesta lo stress
e l'essere costantemente sotto pressione. Tutto per dodici dollari
all'ora. Sua moglie fa le pulizie negli uffici, mentre la suocera
bada ai loro tre bambini.
Vicki ha trovato tre articoli di giornale che parlano di secondini
corrotti al Garvin. Due anni fa ne furono licenziati otto che
vendevano droga, vodka, materiale pornografico e soprattutto
cellulari. A un detenuto furono trovati quattro telefoni che stava
per rivendere ai suoi clienti in prigione. Confess che suo
cugino li aveva rubati fuori e aveva corrotto un secondino per
farli entrare. Era anche riportata la frase di uno dei secondini
licenziati: "Non si pu vivere con dodici dollari all'ora, quindi
abbiamo dovuto fare qualcosa".
Davanti al dolce - torta al cioccolato per lui, caff per me -
dico a Mosby: Senti, sono stato in un centinaio di prigioni, e
qualche cosa l'ho imparata. Qualcuno deve aver assistito all'aggressione
di Quincy. Giusto?.
Lui annuisce. Pi che probabile.
Per fare qualcosa di molto grave, tipo uno stupro od un accoltellamento,
devi trovare il secondino giusto che chiuda un
occhio, no?
Lui sorride e continua ad annuire. Io insisto. L'anno scorso
al Garvin ci sono stati due omicidi. Nessuno dei due durante
il tuo turno?
Nossignore.
Li hanno presi?
Il primo s. Il secondo l'hanno trovato con la gola tagliata
nel sonno. Caso ancora irrisolto, probabile che rimanga cos.
Senti, Mosby, per me  importante trovare chi ha pestato
Quincy. Io e te sappiamo fin troppo bene che ci saranno uno o
due secondini coinvolti. Scommetto che durante l'aggressione
uno faceva il palo. Dico bene?
Probabile. Mastica un boccone di torta, distoglie lo sguardo.
Dopo aver deglutito aggiunge: In prigione  tutto in vendita,
Post. Lo sai.
Voglio i nomi, Mosby. I nomi di chi ha pestato Quincy.
Quanto mi costa?
Si sporge in avanti e cerca di non schiacciare troppo la pancia
contro il tavolo. I nomi non li so, te lo giuro. Perci devo
farmeli dire da qualcun altro, e lo devo pagare. Lui a sua volta
magari deve pagare un altro, capisci cosa intendo. Vorrei tenermi
qualche soldo pure io.
Okay, ma posso ricordarti che siamo un'associazione no profit
senza sovvenzioni?
Cinquemila dollari ce li avete?
Aggrotto la fronte come se mi avesse chiesto un milione, ma
cinquemila sono la cifra giusta. Spesso a fomentare il passaparola
in carcere sono i detenuti che pensano ai beni di prima
necessit: cibo migliore, droga, un nuovo televisore a colori,
preservativi, carta igienica pi morbida. Oppure sono i secondini
a cui serve un migliaio di dollari per riparare la macchina.
Forse rispondo. Ma dobbiamo fare in fretta.
E cosa fai una volta che sai i nomi? mi chiede mentre spazzola
l'ultimo pezzo di torta.
A te cosa importa? Probabile che siano un paio di ergastolani
che si beccheranno qualche anno in pi.
S, probabile commenta con la bocca piena.
Allora siamo d'accordo? Tu comincia ad indagare, io trovo
i soldi.
Affare fatto.
E che rimanga tra noi, Mosby. Non voglio che Crabtree si
metta a ficcare il naso. Anche perch senn vorr una parte dei
soldi, no?
Giusto. Non so se mi fido di lui.
Io neanche.
Torniamo in terapia intensiva e diamo a Crabtree il suo panino.
 insieme a un agente della polizia di Orlando, un chiacchierone
che ci racconta che gli hanno ordinato di controllare il
reparto per un paio di giorni.  pieno di uomini in divisa, e io
comincio a sentirmi pi tranquillo per la sicurezza di Quincy.
...
32.

Dal pestaggio sono trascorse ventotto ore, e dopo cinque o sei
episodi di elettroencefalogramma piatto le condizioni di Quincy
hanno cominciato a stabilizzarsi. Lui non se ne rende certo
conto, ma la sua attivit cerebrale  lievemente aumentata e il
suo cuore  un po' pi forte. I medici per non sembrano molto
ottimisti.
Ho la nausea dell'ospedale e vorrei andarmene, tuttavia non
posso allontanarmi troppo dal paziente. Passo ore ed ore sul divanetto
della sala d'attesa, al telefono, online, qualsiasi cosa pur
di far passare il tempo. Mazy e io decidiamo di aspettare un altro
giorno prima di contattare l'FBI. Anche la denuncia alla corte
federale pu attendere, e oltretutto ci stiamo ripensando. Dal
direttore e dalla prigione non si hanno ancora notizie.
Mosby e Crabtree hanno ordine di andarsene alle cinque del
pomeriggio; li sostituisce un veterano dai capelli grigi di nome
Holloway, per niente amichevole. Sembra infastidito dall'essere
relegato al controllo del corridoio, ed  di poche parole. Va
bene cos. Almeno abbiamo un altro uomo armato che controlla
Quincy. E comunque sono stanco di parlare.
A fine pomeriggio arriva Marvis Miller e lo accompagno nella
stanza del fratello. Si commuove immediatamente e mi faccio
da parte. Rimane ai piedi del letto cercando di non toccare
niente, a fissare l'ammasso di garza che  la faccia di Quincy.
Un'infermiera deve fargli qualche domanda, perci torno nella
saletta d'attesa.
Ceno con Marvis,  il mio terzo pasto della giornata in mensa.
Marvis ha sei anni in meno di Quincy e ha sempre idolatrato il
fratello maggiore. Hanno due sorelle, ma non si parlano. Dopo
la condanna di Quincy la famiglia si divise, le sorelle si convinsero
che fosse colpevole perch l'aveva detto la giuria e tagliarono
i ponti con lui. Marvis ne  rimasto sconvolto, ha sempre
creduto nell'innocenza del fratello e pensato che avesse pi che
mai bisogno del sostegno di tutta la famiglia.
Dopo aver ingurgitato la cena decidiamo di fermarci a bere
un caff, invece di tornare a farci rimbambire in quel posto tetro
che  la sala d'aspetto del reparto di terapia intensiva. Gli
spiego i miei timori riguardo alla sicurezza di Quincy e gli illustro
le mie teorie sul fatto che il pestaggio sia stato ordinato da
qualcuno collegato alla sua condanna, qualcuno che ha paura
delle nostre indagini. Sono imbarazzato e mi scuso goffamente
per quello che  successo, ma a Marvis non importa.  grato
per il nostro impegno, lo ripete pi volte. Ha sempre sognato
di veder uscire di galera il fratello, che  innocente. Mi ricorda
tanto Quincy:  accomodante, piacevole, credibile, un brav'uomo
che cerca di cavarsela in una vita difficile. Prova amarezza
verso il sistema che ha defraudato suo fratello, ma anche tanta
speranza che un giorno sia corretto un errore gravissimo.
Alla fine torniamo stancamente di sopra e io abbandono il divanetto.
Rientro in motel, mi faccio una doccia e mi addormento.
Mosby, ti presento Frankie Tatum. L'incontro avviene in un locale
infimo della periferia di Deltona, lontano dal mondo di Mosby. Il
secondino dice che da ragazzo frequentava il locale, ma adesso
 sicuro che nessuno lo riconosca. Come sempre, prima dell'appuntamento
Frankie ha fatto la sua ricognizione.  quasi mezzanotte
di un gioved, il bar  deserto e tranquillo. Ci vogliono
un paio di birre perch i due comincino a rilassarsi.
Dai a Frankie un paio di birre, piazzalo insieme a un fratello
in un ambiente amichevole e stai sicuro che ispirer fiducia.
Me ne servono seimila, in contanti dice Mosby. Sono a un
tavolino in fondo al locale, accanto a un biliardo deserto. I due
tizi al bancone non possono sentire una parola.
Si pu fare risponde Frankie. Cosa ci dai in cambio dei
soldi?
Un foglietto con i tre nomi. I primi due sono assassini con
condanne lunghe, la libert condizionale  lontanissima,
sempre se gliela danno. Sono stati loro a fare la festa a Quincy. Il terzo
 il secondino che era da quelle parti ma non ha visto niente.
Probabilmente il palo. Non ci sono video, hanno scelto un
posto senza telecamere. Non so perch Quincy passasse di l,
di solito i detenuti ci stanno attenti. Due mesi fa ci hanno stuprato
uno. Forse Quincy si credeva troppo tosto per avere problemi,
e non ci ha pensato. Dovreste chiederglielo, se potete.
Cosa sai dei due delinquenti?
Sono due bianchi, dei duri, membri della gang degli Aryan
Deacons. Il primo lo vedevo sempre quando lavoravo nella sua
unit. Viene dalla contea di Dade, dava un sacco di problemi.
Il secondo non lo conosco. Al Garvin ci sono duemila detenuti,
grazie a Dio non li conosco tutti.
C'entra una faida tra bande?
Secondo me no. Le gang sono sempre in guerra, ma Quincy
si teneva alla larga, da quello che mi hanno detto.
Frankie beve un sorso dalla sua bottiglia e tira fuori dalla tasca
del soprabito una busta bianca. La posa sul tavolo.
Questi sono cinquemila.
Ho detto seimila dice Mosby senza toccare i soldi.
Da un'altra tasca, Frankie estrae un rotolo di banconote e comincia
a contarle sotto il tavolo. Fa in fretta e gli porge dieci
banconote da cento dollari. Seimila.
Mosby gli passa il pezzetto di carta con una mano, e con l'altra
afferra i contanti e la busta. Frankie apre il foglio e legge i
tre nomi.
C' un'altra cosa. Quincy ci ha dato dentro. Finch ha potuto
ha tirato dei bei pugni. Il primo tizio ha il naso rotto. Oggi pomeriggio
l'hanno medicato in infermeria, lui ha detto che ha partecipato
a una rissa. Succede di continuo, perci non fanno molte
domande. La sua faccia sar messa male per qualche giorno,
perci se fossi in voi mi darei una mossa. Una conferma in pi.
Grazie. Altro?
S. Non torno pi in ospedale. Adesso facciamo i turni e siamo
sempre a corto di personale. Dica a Mr Post che  stato un
piacere fare affari con lui.
Certo.  stato un piacere anche per noi.
Comunico a Mazy il primo nome e a Vicki il secondo, io do la
caccia al terzo. Quindici minuti dopo che Frankie ha salutato
Mosby, i nostri tre computer stanno scandagliando Internet.
Robert Earl Lane  stato condannato per omicidio di primo
grado dopo aver ucciso la sua ragazza, diciassette anni fa,
nella contea di Dade. In precedenza aveva scontato tre anni per
aggressione a pubblico ufficiale.
John Drummik, di Sarasota, nel 1998 ha ucciso la nonna per
sessanta dollari, che gli servivano per comprare del crack. Al
processo si  dichiarato colpevole ed ha evitato la pena capitale.
Tutti e due sono al Garvin da una decina d'anni, e dal momento
che i loro fascicoli sono confidenziali non possiamo scoprire
granch. Di solito Mazy riesce a infiltrarsi ovunque, ma stavolta
decidiamo di non infrangere la legge. Del resto le gang di
detenuti come gli Aryan Deacons badano a non lasciare tracce,
perci non c' modo di verificarne i membri.
Il secondino si chiama Adam Stone, bianco, trentaquattro
anni, abita in una cittadina di campagna a mezz'ora dalla prigione.
Alle due e un quarto di notte, Frankie scova la casa di Stone,
e comunica il numero di targa della sua macchina e del suo
pick-up. Alle tre, il team della Guardian fa una teleconferenza
per scambiarsi tutte le informazioni. Pensiamo a come scavare
a fondo nel passato di Lane e di Drummik e scoprire quanto
pi possibile sugli Aryan Deacons in Florida.
La nostra teoria  che il pestaggio di Quincy sia stato ordinato
e pagato da qualcuno fuori dalla prigione. Lane e Drummik
non hanno niente a che vedere con Russo. Sono solo un paio di
tizi che devono scontare una condanna lunga e che hanno eseguito
il lavoro per pochi dollari. Il fatto che la loro vittima fosse
nera ha reso l'aggressione pi spassosa.
Alle cinque del mattino torno in ospedale e trovo la sala
d'attesa vuota. All'accettazione della terapia intensiva vengo
fermato da un'infermiera, perci qualcuno sveglio c'.
Chiedo di Marvis Miller e lei fa un cenno in direzione della stanza
di Quincy. Marvis  addormentato su una brandina pieghevole,
pronto a proteggere il fratello. Nei paraggi non ci
sono guardie, n agenti. L'infermiera mi spiega che ieri sera
Marvis  rimasto molto turbato dall'assenza di vigilanza e ha
chiesto la brandina. Il suo capo l'ha accontentato e ne hanno
portata una nella stanza di Quincy. La ringrazio e le chiedo
come sta il paziente.
Tiene duro risponde lei stringendosi nelle spalle.
Un'ora dopo, Marvis mi viene incontro con l'aria assonnata,
ma felice di vedermi. Troviamo del caff tiepido e ci sistemiamo
sulle sedie pieghevoli in corridoio a guardare la sfilata di infermiere
e medici che fanno il primo turno del mattino. Un gruppetto
di persone ci fa segno di seguirle nella stanza di Quincy,
dove ci informano che i suoi parametri vitali continuano a mostrare
un lieve miglioramento. Intendono tenerlo in coma farmacologico
ancora per qualche giorno.
Marvis ha paura che lo licenzino, perci deve ripartire. Davanti
all'ascensore ci abbracciamo e prometto di chiamarlo in
caso di novit. Lui mi assicura che torner il prima possibile,
ma  a quasi cinque ore d'auto da qui.
Arrivano due agenti della polizia di Orlando armati fino ai
denti, e scambiamo due chiacchiere. Rimarranno nei paraggi
un'ora o gi di l, fino all'arrivo dei secondini della prigione.
Alle sette e mezza ricevo un'e-mail della prigione. Il direttore
ha qualche minuto da dedicarmi.
Arrivo al Garvin quarantacinque minuti prima del mio appuntamento,
fissato per le dieci. Cerco di spiegare al personale
all'ingresso che devo vedere il direttore, ma mi trattano come
qualsiasi altro avvocato in visita ad un cliente. Niente  facile, in
prigione. Le norme sono ferree, oppure cambiano sul momento:
qualsiasi cosa pur di perdere un altro po' di tempo. Finalmente
un secondino mi accompagna su un cart da golf fino all'edificio
dell'amministrazione.
Il direttore  un omone nero con l'aria da vero sbruffone.
Vent'anni fa giocava a football per la Florida State ed  arrivato
fino ai professionisti, dove ha fatto venti partite prima di rovinarsi
definitivamente un ginocchio. Alle pareti del suo ufficio
sono appese fotografie a colori di lui in divisa, ci sono palloni
autografati e lampade da scrivania ricavate da caschi da gioco.
A quanto pare militava nei Packers.  seduto dietro una grossa
scrivania sepolta sotto fascicoli e scartoffie, il regno di un
uomo importante. Alla sua sinistra c' l'avvocato della prigione,
un burocrate pallido, bianco, che ha in mano un taccuino e
mi fissa come se potesse trascinarmi in tribunale per un motivo
a caso, o anche senza motivo.
Ho una quindicina di minuti attacca mellifluo il direttore.
Si chiama Odell Herman. Alle pareti ci sono almeno tre maglie
di colori diversi con scritto "Herman" sulle spalle. Si direbbe
che sia stato un campione.
Grazie del suo tempo lo ringrazio in tono arrogante. Vorrei
sapere cosa  successo al mio cliente Quincy Miller.
Stiamo indagando e non possiamo ancora divulgare informazioni,
Mr Post. Dico bene, Mr Burch?
Mr Burch conferma con un cenno, da vero avvocato.
Sapete chi l'ha aggredito?
Abbiamo dei sospetti ma, come ho detto, adesso non possiamo
parlarne.
Okay, star al gioco. Ma, senza fare nomi, sapete chi  stato?
Herman guarda Burch, che scuote la testa.
No, signore, non abbiamo ancora informazioni.
A questo punto l'incontro  concluso. Stanno coprendo la faccenda
e non mi diranno niente.
Okay. Sapete se un secondino  stato in qualche modo coinvolto
nell'aggressione?
Ovviamente no risponde Herman, irritato. Come oso fare
un'insinuazione del genere?
Perci a oggi, a tre giorni dall'aggressione, non sapete chi 
stato e dichiarate che non sono coinvolte persone che lavorano
in prigione.  tutto corretto?
 quello che ho detto.
Mi alzo bruscamente e vado alla porta. Il mio cliente  stato
aggredito da due farabutti. Il primo  Robert Earl Lane. Controllatelo.
In questo momento ha la faccia tumefatta perch
Quincy gli ha rotto il naso.  stato medicato nella vostra infermeria
dopo l'aggressione. Faremo richiesta per ottenere le cartelle
cliniche, vedete di non perderle.
Herman vorrebbe rispondere ma  ammutolito. L'avvocato
Burch aggrotta la fronte con aria confusa.
Apro la porta, faccio una pausa e concludo: In questa storia
c' dell'altro. Verr tutto a galla quando vi far il mazzo alla
corte federale.
Esco sbattendo la porta.
...
33.

La sede dell'FBI di Orlando si trova in un moderno palazzo di
quattro piani nel sobborgo di Maitland. Susan Ashley e io abbiamo
una riunione con le autorit alle tre del pomeriggio e siamo
in anticipo. Per fissare l'appuntamento, Susan ha passato
gli ultimi due giorni a prendere contatti e fare manovre
diplomatiche. Ha anche consegnato ai federali un breve riassunto
del nostro dossier su Quincy Miller. Non sappiamo con quale
agente speciale parleremo, ma siamo ottimisti e pensiamo che
sar disposto ad ascoltarci.
Si chiama Agnes Nolton,  sulla quarantina e capiamo subito
che  una veterana influente quanto basta ad avere un bell'ufficio
d'angolo: gli agenti ai quali passiamo davanti per raggiungerla
lavorano in bugigattoli senza spazio per muoversi. Con
lei troviamo l'agente speciale Lujewski, che sembra uscito ieri
dalla scuola superiore. Dopo il caff ed i convenevoli, mi invitano
a raccontare.
Faccio un veloce riassunto del lavoro della Guardian in difesa
di Quincy Miller e spiego che secondo noi  stato incastrato
da una banda criminale, con il grosso contributo dell'ex sceriffo
della contea di Ruiz. Adesso che stiamo spingendo per la riapertura
del suo processo, i responsabili dell'omicidio di Keith
Russo sentono il nostro fiato sul collo. Faccio i nomi di Nash
Cooley, l'avvocato dei trafficanti di Miami, e del suo faccendiere
Mickey Mercado. Ipotizzo che siano stati loro, insieme ad altri
sconosciuti, a partorire la brillante idea di far fuori la nostra
indagine facendoci fuori il cliente.
Finirebbe cos? chiede Nolton. Se il cliente muore, il caso
 chiuso?
S, finirebbe cos rispondo. La nostra missione  far uscire
di galera gli innocenti. Non abbiamo n il tempo n la pazienza
di seguire anche i morti.
Lei annuisce e io riprendo a spiegare. Descrivo Quincy e sottolineo
che in galera non ha mai avuto a che fare con le gang; non
c' alcun motivo per cui gli Aryans avrebbero dovuto aggredirlo.
Quindi stiamo parlando di un tentato omicidio su commissione?
chiede Nolton.
S, punibile secondo le leggi federali.
Ho la netta sensazione che Nolton sia parecchio interessata al
caso. Lujewski ha un'espressione indecifrabile, ma non si perde
niente. Apre un portatile e comincia a digitare.
E abbiamo il nome dei due aggressori, entrambi in galera
per omicidio. Mai sentiti nominare gli Aryan Deacons?
Nolton sorride, ancora pi coinvolta. Una banda di trafficanti,
anzi, un cartello messicano; uno sceriffo corrotto; un avvocato
ucciso nel suo studio; una condanna nata da un errore giudiziario;
e ora un tentato omicidio su commissione per evitare che un
detenuto sia scagionato: che caso originale abbiamo per le mani.
Certo risponde. Ma siamo troppo impegnati a sbattere la
gente in galera per occuparci anche di cosa le succede dietro le
sbarre. Avete intenzione di dirmi i nomi?
Che cosa ne farete?
Lei ci pensa mentre sorseggia il caff e guarda di sottecchi
Lujewski, che smette di scrivere al computer e prende la parola:
Gli Aryan Deacons sono un gruppo scissionista dell'Aryan
Brotherhood, la pi grossa gang bianca delle carceri americane.
Dovrebbero farne parte circa diecimila detenuti, ma ovviamente
 una cifra approssimativa. Fanno quello che fanno tutte
le gang: commerciano in droga, cibo, sesso, telefoni. I loro
ex membri, i pochi che escono, rimangono affiliati e continuano
l'attivit da fuori.  gente piuttosto cattiva.
Come ho detto, al di qua del muro siamo occupatissimi
ribadisce Nolton.
Probabilmente  coinvolto anche un secondino aggiungo.
Un bianco, che ha fatto finta di non vedere. Potrebbe essere
l'anello debole perch  quello che ha pi da perdere.
Mi piace come ragiona, Post.
Pi o meno facciamo lo stesso lavoro. Voi risolvete casi per
mandare la gente in galera, io per farla uscire.
Per Adam Stone  un normalissimo giorno di lavoro. Timbra il
cartellino alle 7.59 e cincischia per un quarto d'ora davanti all'armadietto
a bere un caff e mangiare un donut insieme ad altri
due secondini. Non ha nessuna fretta di presentarsi all'unit e a
cominciare l'ennesima stressante giornata in cui gli tocca sorvegliare
criminali che se ne avessero mezza possibilit lo ammazzerebbero.
Alcuni gli stanno simpatici, ride delle loro bonarie prese
in giro. Altri li disprezza, per non dire che li odia. Specialmente
i neri. Stone  cresciuto in campagna, in una zona malfamata
dove i neri erano pochi e sgraditi. Suo padre era un razzista
accanito che disprezzava le minoranze, accusandole di avergli
negato una vita migliore. Sua madre diceva di essere stata violentata
da un atleta nero al liceo, ma non aveva mai denunciato
nessuno. Hanno insegnato ad Adam a evitare i neri, se possibile,
e a parlarne sempre e soltanto male.
Come secondino, per, non ha scelta. Al Garvin il settanta per
cento dei detenuti, cos come la maggioranza delle guardie,  di
colore. Adam lavora l da sette anni, durante i quali il suo razzismo
non ha fatto che inasprirsi. Li vede al loro peggio: uomini
in gabbia che sono sempre stati discriminati e maltrattati, e ora
sono al comando di un ambiente che controllano. Spesso infliggono
punizioni nauseanti. Per proteggersi, i bianchi hanno dovuto
imitarli e unirsi in bande. Adam  un ammiratore segreto
degli Aryans che, in inferiorit numerica e costantemente minacciati,
sopravvivono giurandosi fedelt con il sangue. Spesso
la violenza che esercitano lascia senza fiato. Tre anni fa hanno
aggredito due secondini neri con coltelli artigianali affilatissimi;
poi li hanno nascosti e lasciati a morire dissanguati.
Di giorno Adam fa il suo giro, scorta i detenuti in infermeria
e ritorno, trascorre l'ora obbligatoria davanti agli schermi delle
telecamere di sorveglianza, allunga ad un'ora i trenta minuti
di pausa pranzo e timbra alle quattro e mezza. Otto ore di lavoro
senza sudare, a dodici dollari l'una.
Non pu sapere che gli agenti del governo federale hanno
trascorso la giornata a passare al setaccio la sua vita.
Quando esce dalla prigione, due di loro lo seguono.  al
volante del suo adoratissimo Ram, un pick-up con le ruote
extralarge, i cerchioni neri e nemmeno un briciolo di polvere
sopra o dentro. Gli costa seicentocinquanta dollari al mese e
finir di pagarlo tra parecchi anni. Sua moglie guida una berlina
Toyota ultimo modello, trecento dollari al mese. Hanno
un mutuo sulla casa che si aggira intorno ai centotrentacinquemila
dollari. I loro estratti conto, ottenuti grazie a un mandato,
indicano un attivo di quasi novemila dollari. In poche parole,
Adam e la moglie, che fa la segretaria part-time per una
compagnia di assicurazioni, vivono al di sopra delle loro modeste
possibilit.
Si ferma a fare benzina ed entra nel gabbiotto a pagare. Quando
torna all'auto, lo aspettano due signori in jeans e scarpe da
ginnastica. Si presentano in poche parole, nominano l'FBI, gli
mostrano i distintivi e lo invitano a fare due chiacchiere. Adam,
che di solito  un duro, specie quando  in divisa, si sente le
gambe molli. Ha la fronte rigata di sudore.
Li segue fino al cortile di ghiaia deserto di una scuola abbandonata,
a un chilometro e mezzo da l. Sotto una vecchia quercia,
vicino ai resti di un parco giochi, si appoggia ad un tavolo
da picnic di legno e cerca di sembrare rilassato. Come posso
aiutarvi, ragazzi?
Abbiamo un paio di domande dice l'agente Frost.
Chiedete pure replica Adam con un sorriso sdolcinato. Si
asciuga la fronte alta con una manica.
Sappiamo che lei fa il secondino al carcere Garvn. Ci lavora
da quanto, sette anni? domanda l'agente Thagard.
Sissignore, pi o meno.
Conosce un detenuto che si chiama Quincy Miller?
Adam si fa serio e guarda i rami dell'albero come se fosse impegnatissimo
a pensare. Scuote la testa e dice un "no" per nulla convincente.
Non mi pare. Al Garvin ci sono un sacco di carcerati.
Robert Earl Lane e Jon Drummik li conosce? chiede Frost.
Certo, sono tutti e due all'unit E dice lui, e sorride come
uno che vuole collaborare. Per ora io sono assegnato l.
Prende la parola Thagard. Tre giorni fa Quincy Miller, che 
nero,  stato picchiato fino a perdere i sensi nel passaggio tra la
palestra e il locale dei distributori automatici, vicino all'unit E.
L'hanno accoltellato almeno tre volte e lasciato per morto.
Quando  avvenuta l'aggressione lei era in servizio. Ne sa qualcosa?
Forse ne ho sentito parlare.
Come sarebbe a dire, "forse"? ribatte secco Frost, e gli si
avvicina di un passo.
Non sapete quante risse ci sono, al Garvin.
Lei non ha visto Lane e Drummik aggredire Quincy Miller?
chiede Thagard.
No.
Un nostro informatore invece dice di s. Dice che lei era presente
e non ha visto nulla perch non voleva vedere. Dice che lei ha
fatto il palo. Dice che lei  uno dei corrieri preferiti dei Deacons.
Adam fa uno sbuffo improvviso, come sorpreso da un pugno
nella pancia. Si asciuga di nuovo la fronte e cerca invano di
sorridere come se fosse divertito. Ma no, ma no, figuriamoci.
Basta cazzate, Adam dice Thagard. Abbiamo i mandati di
perquisizione e ti abbiamo fatto i conti in tasca. Sappiamo che
in banca hai novemila dollari, bella cifra per uno che guadagna
dodici dollari all'ora e ha una moglie che ne prende dieci
part-time, uno che non ha mai ereditato un cazzo dai parenti,
uno che fa fuori almeno duemila dollari al mese solo per due
belle macchine ed una bella casa, per non parlare della spesa al
supermercato e delle bollette del telefono. Adam, tu vivi molto
al di sopra dei tuoi mezzi e, grazie al nostro informatore,
sappiamo che arrotondi rifornendo di droga i Deacons. Possiamo
dimostrarlo in tribunale anche domani.
Non  vero, ma di sicuro Adam non conosce certe sottigliezze.
Frost si inserisce facilmente nel discorso del collega. Verrai
denunciato alla corte federale, Adam. Il procuratore generale
di Orlando ci sta lavorando proprio ora, riunisce il gran giur
domani. Ma a noi non interessano i secondini. La maggior parte
di loro fa entrare ed uscire merce per rimediare un po' di soldi
in pi. Il direttore lascia correre perch gli va bene che i detenuti
si stordiscano di droga: se non si reggono in piedi sono
pi placidi. Lo sai anche tu, Adam, che del contrabbando non
potrebbe fregarcene di meno. Stiamo indagando su una cosa
molto pi importante. L'aggressione a Quincy Miller  stata
commissionata, l'ha voluta qualcuno da fuori. Perci si parla
di associazione a delinquere, perci si parla di reati federali.
Adam si lascia sfuggire una lacrima che asciuga con l'avambraccio.
Non ho fatto niente. Non potete denunciarmi.
Caspita, mai sentita questa dice Frost.
Il procuratore generale ti far a pezzi, Adam insiste Thagard.
Non te la caverai. Otterr il tuo licenziamento immediato. E
ciao ciao stipendio, mazzette, contanti. Poi perderai questo bel
pick-up con le sue belle ruote grandi e i cerchioni da gangster,
e poi la casa, e poi, Adam, saranno tutti cazzi tuoi.
Mi state prendendo per il culo ribatte Stone, cercando di
fare il duro, ma gli si spezza la voce. Agli agenti fa quasi pena.
Non potete farlo.
Eccome, invece, Adam dice Frost. Se ti incriminiamo, per
andare a processo ci vorranno due anni, e anche di pi se il procuratore
decide cos. E a lui non importa se sei colpevole o innocente,
vorr soltanto rovinarti se non collabori.
Adam solleva la testa e guarda gli agenti incredulo. Collaboro
in che senso?
Frost e Thagard si scambiano sguardi preoccupati, come se
non sapessero come procedere. Thagard si avvicina a Stone. Sei
un pesce piccolo, Adam. Lo sei sempre stato e lo sarai sempre.
Al procuratore sai quanto frega del tuo giro di traffici e mazzette
di merda. Lui vuole i Deacons, e vuole sapere chi ha pagato
per far fuori Quincy Miller. Se ci stai, ti diamo una mano.
Volete che faccia la spia?
No, vogliamo che ci dia informazioni. C' una bella differenza.
Le raccogli dai tuoi amici, le passi a noi. Scopri chi ha commissionato
l'omicidio e noi ci dimentichiamo dell'incriminazione.
Mi ammazzano dice Adam, e finalmente scoppia in lacrime.
Singhiozza forte con le mani sulla faccia, mentre Frost e
Thagard si guardano intorno. Sulla strada passa qualche auto
ma nessuno bada a loro.
Dopo alcuni minuti, Stone si ricompone. Non ti ammazzano,
Adam dice Thagard perch non sapranno cosa stai facendo.
Gestiamo un sacco di informatori, sappiamo come funziona.
E se la situazione si fa troppo pericolosa gli fa eco Frost ti
facciamo uscire e ti troviamo un lavoro in un carcere federale.
Stipendio doppio, indennit doppie.
Adam li guarda con gli occhi rossi. Rester tra noi? chiede.
Cio, non lo deve sapere nessuno, neanche mia moglie.
La parola "noi" sancisce l'accordo. Ma certo, Adam dice
Frost. Secondo te andiamo in giro a parlare dei nostri informatori
segreti? Ma per piacere. Potremmo scrivere un manuale
su come si gestiscono gli informatori.
Per un po' cala il silenzio; Adam abbassa lo sguardo e di tanto
in tanto si asciuga la faccia. Gli agenti lo osservano e sono quasi
solidali con lui. Posso pensarci su? Datemi un po' di tempo
dice il secondino.
No risponde Frost. Non abbiamo tempo. Bisogna sbrigarsi,
Adam. Se Quincy muore ti incastriamo.
Con quale accusa?
Tentato omicidio. Associazione per delinquere. Massimo
trent'anni, e il procuratore cercher di farteli scontare fino all'ultimo
giorno.
Stone scuote la testa e sembra sul punto di ricominciare a
piangere. E se "ci sto", come dite voi?
Nessuna incriminazione. La passi liscia, Adam. Non fare
fesserie.
Frost sigla l'accordo: Adam, questa per te  una svolta decisiva.
Fai la scelta giusta adesso e la tua vita va avanti. Fai quella
sbagliata e ti ritroverai rinchiuso con gli stessi selvaggi a cui
hai fatto la guardia fino a oggi.
Adam si alza, si preme la pancia, rutta. Scusate dice, e in
preda ai conati si avvicina alla recinzione del vecchio parco giochi.
Frost e Thagard si voltano a guardare la strada. Adam si inginocchia
dietro un grosso cespuglio e vomita rumorosamente.
Quando ha finito, si trascina sino al tavolo da picnic. Ha la
camicia madida e schizzi di quello che ha mangiato a pranzo
sulla cravatta marrone da quattro soldi.
Okay dice rauco. Da che cosa cominciamo?
Frost lo imbecca subito. Sai se Lane o Drummik hanno un
cellulare?
Drummik di sicuro s. Gliel'ho portato io.
Dove l'hai preso?
Dopo una breve indecisione, Adam si butta. Quando avr
detto ci che sta per dire non potr pi tornare indietro. C'
un certo Mayhall, so solo il cognome, non so neanche se  vero
o falso, non so dove abita o di dov'. Lo vedo al massimo un
paio di volte al mese. Mi porta i regalini per i suoi soci, dentro
il Garvin. Cellulari e droga, di solito pasticche ed amfetamine,
roba da poveri. Io la porto dentro e la consegno alle persone
giuste. Lui mi d mille dollari al mese in contanti, pi un po'
di droga da vendere per conto mio. Non sono l'unico secondino
che lo fa. Quando guadagni dodici dollari all'ora  difficile
sopravvivere.
Lo sappiamo dice Thagard. Quanti Aryan Deacons ci sono
al Garvin?
Venticinque o trenta. La Brotherhood ne ha di pi.
Quanti secondini collaborano con i Deacons?
Soltanto io, per quel che ne so. Ogni gruppo ha i suoi referenti.
Dubito che Mayhall abbia coinvolto qualcun altro, da me
ha tutto quello che vuole.
 stato in galera?
Di sicuro. Nei Deacons ci entri soltanto da carcerato.
Puoi recuperare il cellulare di Drummik?
Adam alza le spalle e sorride con l'aria da intelligentone.
Certo. I cellulari sono un bene prezioso, e a volte li rubano.
Aspetter che Drummik sia in cortile e glielo prendo, lo faccio
sembrare un furto.
Quando? chiede Thagard.
Domani.
Okay, ma fallo. Te ne diamo uno di ricambio mentre scarichiamo
il registro delle chiamate dal suo.
A questo Mayhall verr qualche sospetto, se Drummik trova
un altro telefono?
Adam ci pensa un attimo. Le cose non sono ancora chiare.
Scuote la testa. Ne dubito. Questa gente  abituata a comprare,
vendere, commerciare, rubare, barattare, tutto.
Thagard si abbassa e gli tende una mano. Okay, Adam, siamo
d'accordo, vero?
Adam gliela stringe senza entusiasmo.
Ah, abbiamo messo sotto controllo anche i tuoi telefoni,
Adam. Ascoltiamo e vediamo tutto, perci non fare mosse stupide,
okay?
Lo lasciano solo al tavolo da picnic, a guardare l'orizzonte
e a chiedersi com' possibile che la sua vita sia cambiata cos
in fretta.
...
34.

Ora che l'FBI sta facendo la voce grossa, Quincy viene trasferito
in una stanza d'angolo, pi sicura. Sopra l'ingresso, in bella vista,
sono installate due telecamere di sorveglianza. Lo staff dell'ospedale
 in stato di massima allerta e le guardie non si limitano
a fare presenza. La prigione manda un secondino ogni giorno
a pattugliare per qualche ora i corridoi, e gli agenti di polizia
di Orlando sono contenti di stare l a flirtare con le infermiere.
Le condizioni di Quincy migliorano di giorno in giorno e a
poco a poco cominciamo a credere che non morir. Io ormai do
del tu ai medici e allo staff che si stanno dannando per il mio
cliente. Pi protetto di cos non potrebbe essere, perci decido
di mettermi in viaggio: questo posto mi sta facendo impazzire.
Del resto, a chi piace aspettare giorni e notti in ospedale?
Savannah  a cinque ore da qui e non ho mai avuto tanta nostalgia
di casa.
Dalle parti di St Augustine mi telefona Susan Ashley e annuncia
che il vecchio giudice Jerry Plank non ci autorizza a riaprire
il processo. Ce l'aspettavamo, l'unica sorpresa  che sia rimasto
sveglio abbastanza a lungo da fare qualcosa. Prevedevamo
un'attesa di almeno un anno, invece ha liquidato la pratica in
due mesi. Tutto sommato  una buona notizia, perch accelera
i tempi dell'appello alla corte suprema dello Stato. Non voglio
accostare e leggere le motivazioni di Plank; Susan Ashley
dice che sono molto stringate, due pagine di ordinanza in cui
dichiara che, nonostante le ritrattazioni di Zeke Huffey e Carrie
Holland, non abbiamo presentato prove nuove. Pazienza. A
livello di tribunale distrettuale avevamo messo in conto di perdere.
Impreco per qualche minuto nel traffico e poi mi calmo.
Ci sono volte, e sono tante, in cui disprezzo i giudici, in particolare
quelli ottusi, quelli vecchi e quelli bianchi, la maggior
parte dei quali si  fatta le ossa negli uffici dei pubblici ministeri
e non mostra la minima comprensione verso chi  accusato
di un crimine. Per loro, essere imputati  sinonimo di colpevolezza
e condanna. Il sistema funziona alla grande e la giustizia
vince sempre.
Conclusa la tirata, chiamo Mazy che sta leggendo l'ordinanza.
Parliamo dell'appello, che preparer con la priorit massima.
Quando arrivo in ufficio, nel tardo pomeriggio, ha steso
una prima bozza. Ne discutiamo davanti a un caff dopo che
Vicki e io raccontiamo cos' successo a Orlando.
Adam Stone ha scambiato il telefono di Jon Drummik senza
lasciare traccia. Ha preso quello vecchio mettendogli la cella
sottosopra, e il giorno dopo ne ha dato a Drummik uno nuovo.
L'FBI  indaffarata a tracciare le vecchie chiamate e ad ascoltare
quelle nuove. Sono fiduciosi che i loro obiettivi cadranno nella
trappola. Non hanno informazioni su Mayhall, o forse non
possono condividerle con me, ma hanno intenzione di tenerlo
d'occhio da vicino, la prossima volta che vedr Adam.
Per tre giorni consecutivi, prima dell'aggressione a Quincy,
Drummik ha chiamato un cellulare a Delray Beach, a nord di
Boca Raton. All'indomani dell'aggressione ha fatto una sola telefonata,
allo stesso numero. Tuttavia, la pista finisce l perch
quel numero  scomparso: era un telefono usa e getta, un abbonamento
da trenta giorni pagato in contanti in un negozio Best
Buy. Il suo proprietario si muove con molta prudenza.
Adam non ha il numero di telefono di Mayhall, non l'ha mai
avuto. Non c' niente da tracciare finch a chiamare non sar
Mayhall stesso, che a un certo punto si fa vivo. L'FBI risale al
numero dal telefono di Adam e lo associa ad una chiamata da
Delray Beach, di nuovo. Il puzzle comincia a completarsi. Monitorando
il segnale del telefono, l'FBI segue le tracce di Mayhall,
che sta sfrecciando sull'Interstatale 95 in direzione nord. L'auto
che guida  intestata ad un certo Skip DiLuca, di Delray Beach,
neanche a dirlo. Maschio bianco, cinquantun anni, quattro incriminazioni,
la pi grave per omicidio colposo, uscito tre anni
in anticipo e su cauzione da un carcere della Florida; al momento
gestisce una concessionaria di moto usate.
DiLuca, alias Mayhall, fissa un appuntamento con Adam dopo
il lavoro in un bar di Orange City, a tre quarti d'ora d'auto dalla
prigione. Adam dice che si vedono sempre nello stesso posto,
a bere una birra al volo mentre parlano di lavoro. Per non
dare nell'occhio Adam  in borghese. Gli agenti che lo controllano
gli attaccano una piccola cimice al petto. Arriva per primo,
sceglie un tavolo, controlla il microfono, funziona. Una squadra
dell'FBI lo ascolta nascosta in un furgone parcheggiato sulla
via, dietro il bar.
Dopo qualche breve convenevole, comincia la vera
conversazione:

DILUCA: Miller non l'hanno mica ammazzato. Cos'
successo?
ADAM: Sono andate storte un po' di cose. Primo, Miller
si sa difendere ed  impazzito. Ha rotto il naso a Robert
Earl Lane. Per tenerlo fermo ci sono voluti dei minuti,
troppo tempo. Una volta messo a terra non sono riusciti
a finirlo perch un altro secondino poteva vederli. Non
gli hanno dato abbastanza coltellate.
DILUCA: Tu dov'eri?
ADAM: Al mio posto. Oh, lo conosco il mio territorio.
L'imboscata  stata perfetta, solo che non sono riusciti a
farlo fuori.
DILUCA: S, ma non  morto, e sono cazzi amari. Se un lavoro
non lo finiamo non ci pagano. I signori con cui sono
in contatto non sono contenti.
ADAM: Mica  colpa mia. Io la mia parte l'ho fatta. Non
potete beccarlo all'ospedale?
DILUCA: Forse. Abbiamo dato un'occhiata, c' parecchia
polizia in mezzo ai piedi. Lui migliora di giorno in giorno,
ci facciamo sempre pi la figura degli incompetenti.
Dovevamo farlo fuori, punto e basta. Di' a Drummik e a
Lane che sono davvero incazzato, hanno fatto un casino.
Mi hanno giurato che erano in grado.
ADAM: Sei nei guai?
DILUCA: Me la caver.

La conversazione  breve, escono subito dopo aver finito la
birra. DiLuca consegna ad Adam un sacchetto della spesa marrone
con dentro mille dollari in contanti, due cellulari nuovi e
una scorta di droga. Se ne va senza salutare, di fretta. Adam
aspetta un po', poi dice ai suoi controllori che DiLuca  lontano.
Fa il giro dell'isolato e li incontra in una traversa.
In termini tecnici e legali, l'FBI ha abbastanza materiale per
incriminare DiLuca, Adam, Drummik e Lane per omicidio, o
tentato omicidio, su commissione. I due detenuti, per, sono
gi dentro; Adam  un informatore troppo prezioso, e DiLuca
pu portarli al bersaglio grosso.
Dopo venti minuti di strada, DiLuca vede le luci blu nel retrovisore.
Guarda il tachimetro e sa benissimo che non sta commettendo
infrazioni.  in libert vigilata, ed  attentissimo; per
questo rispetta la legge, o perlomeno il codice della strada.
Un agente della contea gli chiede patente e libretto e impiega
mezz'ora per verificare i documenti. DiLuca comincia a sentirsi
sulle spine. L'agente torna e lo interroga. Ha bevuto?
Una birra risponde DiLuca, ed  sincero.
Lo dicono tutti.
Arriva un'altra volante della contea con i lampeggianti accesi
e parcheggia davanti a DiLuca. Scendono due agenti che
lo guardano come se avesse appena ammazzato dei bambini.
I tre colleglli parlottano e prdono altro tempo mentre DiLuca
si spazientisce. Alla fine gli ordinano di scendere.
Perch, maledizione? domanda mentre chiude la portiera.
Errore. Due agenti lo afferrano e lo schiacciano contro il cofano
della sua auto mentre il terzo lo ammanetta.
Per guida pericolosa dice il primo agente.
Col cazzo! sbotta DiLuca.
Sta' zitto.
Lo perquisiscono, gli sequestrano telefono e portafogli, lo
buttano senza troppi complimenti sul sedile posteriore della
prima volante. Mentre lo portano via, un agente chiama prima
un carro attrezzi, poi l'FBI. Alla stazione, DiLuca viene condotto
in una sala d'attesa dove lo costringono a posare per le foto
segnaletiche e ad aspettare per quattro ore.
Un magistrato federale di Orlando che era gi stato messo in
preallarme approva velocemente due mandati di perquisizione:
uno per la casa di DiLuca, l'altro per la sua auto. Gli agenti
dell'FBI entrano nell'appartamento di Delray Beach e si mettono
all'opera.  un bilocale poco arredato, con mobili economici
e nessun segno di una presenza femminile. Il piano cucina 
sepolto sotto i piatti sporchi. In anticamera sono ammucchiati i
panni da lavare. Nel frigorifero si trovano soltanto birra, acqua
e affettati. Il tavolino nell'angolo del soggiorno  zeppo di riviste
porno. Su una minuscola scrivania c' un portatile; lo prende
in consegna un tecnico che, sul furgone parcheggiato fuori,
fa una copia dell'hard disk. Sempre sulla scrivania vengono
rinvenuti, aperti, analizzati e messi sotto controllo due telefoni
usa e getta. In tutti gli angoli dell'appartamento vengono piazzate
cimici. Dopo due ore la squadra ha finito, di norma sarebbe
minuziosa nel rimettere ogni cosa al suo posto, ma DiLuca
 talmente sciatto e sporco che n lui n nessun altro noterebbe
che una squadra di sorveglianza ha passato la serata a mettergli
sottosopra la casa.
Un'altra squadra setaccia la sua auto e non trova niente di
importante, a parte un altro telefono usa e getta. Evidentemente
DiLuca non ha un solo numero. Il tecnico che analizza l'apparecchio
trova nella rubrica una miniera d'oro. Ci sono soltanto
dieci numeri salvati, e uno appartiene a Mickey Mercado, il
tizio che si  presentato in tribunale per assistere all'udienza
quando abbiamo chiesto la riapertura del processo. Nelle chiamate
recenti ce ne sono ventidue, da e verso Mercado, nelle ultime
due settimane.
Un'antenna satellitare fissata all'interno del paraurti posteriore
fa in modo che l'auto non possa sfuggire alla sorveglianza.
Alle dieci di sera, lo sceriffo della contea entra nella sala di
detenzione e si scusa con DiLuca. Gli spiega che quella mattina
c' stata una rapina vicino a Naples e che l'auto dei ladri era
uguale alla sua. Hanno sospettato di lui ma si sono accorti di
aver sbagliato: se ne pu andare.
DiLuca non  cortese, n comprensivo e se ne va il pi in fretta
possibile.  diffidente e decide di non tornare a Delray Beach.
Ha anche paura di usare il telefono. Dopo due ore raggiunge
Sarasota e si ferma in un motel economico.
Il mattino dopo, lo stesso magistrato federale emette un
mandato che autorizza la perquisizione dell'appartamento di
Mercado e la sorveglianza dei suoi telefoni. Con un altro mandato
obbliga il suo operatore telefonico a divulgarne i tabulati.
A ogni modo, prima ancora che tutte le cimici siano piazzate,
DiLuca chiama Mercado da un telefono pubblico. Da Sarasota
si sposta a Coral Gables, dove gli agenti dell'FBI cominciano a
pedinarlo. Alla fine parcheggia davanti a un ristorante afghano
in Dolphin Avenue ed entra. Quindici minuti dopo, una giovane
agente dell'FBI passa di l a mangiare un boccone e identifica
DiLuca a tavola con Mickey Mercado.
L'agghiacciante commento di DiLuca ad Adam sul fatto che qualcuno
aveva "dato un'occhiata" a Quincy in ospedale aumenta
il livello di sicurezza. Quincy viene trasferito di nuovo, in
un'altra stanza d'angolo, e non rimane mai senza protezione.
L'agente Agnes Nolton mi tiene aggiornato su questi sviluppi,
ma non so tutto. La avverto di non usare i nostri telefoni, e utilizziamo
e-mail cifrate.  fiduciosa che 1) Quincy sar protetto
e 2) presto beccheranno anche Mercado. Un motivo di preoccupazione
 che Mickey ha il doppio passaporto e pu andare e
venire come gli pare. Se sospettasse di qualcosa potrebbe semplicemente
scappare a casa e non farsi vedere mai pi. Nolton
 convinta che inchiodare Mercado sarebbe il miglior risultato
possibile. Con tutta probabilit i cospiratori al livello superiore,
i veri criminali, non sono neanche negli Stati Uniti e la giustizia
americana non li pu toccare.
Con le spalle coperte dall'FBI e il nostro cliente ancora vivo,
possiamo rimetterci al lavoro per farlo scagionare.
...
35.

La sangra chiama. Glenn Colacurci ha sete e vuole che ci rivediamo
al Bull di Gainesville. Dopo due giorni di pseudo-riposo
a Savannah, riparto per il Sud e l'avventura continua. Quincy
 uscito dal coma e relativamente lucido. I suoi parametri vitali
migliorano di giorno in giorno, i medici parlano di trasferirlo
dal reparto di terapia intensiva in una stanza privata, dove
potranno cominciare a pianificare gli interventi chirurgici per
riaggiustargli le ossa. Mi garantiscono e ripetono che  sorvegliatissimo,
quindi non mi sento obbligato a precipitarmi a passare
altre ore in corridoio a fissarmi i piedi.
Arrivo al Bull pochi minuti dopo le quattro, e il bicchierone
di Glenn, quasi una caraffa,  gi mezzo vuoto. Il suo grosso
naso carnoso  diventato di un rosa molto simile a quello del
drink. Ne ordino uno anch'io e guardo se nei paraggi c' Bea,
la sua bella segretaria, alla quale mi sorprendo a pensare pi
del dovuto. Non la vedo.
Glenn ha letto dei problemi di Quincy ed  assetato di indiscrezioni.
Siccome ho conosciuto cento avvocati chiacchieroni
di provincia come lui, non gli rivelo niente di nuovo. Come per
la maggior parte dei pestaggi in carcere, i dettagli sono pochi
e vaghi. Sussurrando con fare austero e cospiratorio, mi informa
che il settimanale locale della contea di Ruiz sta seguendo
il caso di Quincy e i nostri tentativi di scagionarlo. Lo ascolto
con aria rapita e non cedo alla tentazione di dirgli che Vicki sta
monitorando met dei giornali - settimanali e quotidiani - della
Florida e salva ogni parola che vede scritta riguardo al caso. Noi
viviamo su Internet, Glenn ci inciampa una volta alla settimana.
Lo scopo di questo incontro non  unicamente bere, e dopo
mezz'ora capisco che la sangra  soltanto il motore della conversazione.
Glenn schiocca le labbra, si asciuga la bocca sulla
manica e finalmente parla di cose serie. Post, devo dirti che ho
pensato al tuo caso giorno e notte. A fondo, eh. Tutto questo mi
 successo sotto il naso, ai bei tempi in cui ero al Senato statale
e gestivo lo studio legale pi grosso della contea e, insomma,
pensavo davvero che non mi sfuggisse nulla. Supponevo che
Pfitzner facesse il doppio gioco ma, non so se mi spiego, ognuno
badava al suo orticello. Lui gestiva le sue cose, raccoglieva
i suoi voti, io pure. Quando hanno fatto saltare la testa a Keith
e il tuo ragazzo  stato condannato, be', ero soddisfatto. Volevo
la pena di morte.  stato un sollievo per tutta Seabrook. Col
senno di poi, per...
Vede il cameriere, lo chiama, scola il fondo del suo bicchiere
ed ordina un altro giro. Il mio bicchierone  ancora pieno. Con
tutto il tempo che abbiamo, il pomeriggio rischia di annegare
nella sangra.
Glenn riprende fiato e continua. Col senno di poi, per, i conti
non tornano. Sono parente di mezza contea e l'altra met la
rappresentavo come senatore. L'ultima volta che mi sono presentato
alle elezioni ho vinto con l'ottanta per cento dei voti ed
ero incazzato per il venti perduto. C'era un vecchio vicesceriffo,
non ti dico il nome, che gestiva le indagini per conto mio.
Lo pagavo in contanti e gli davo una percentuale alla fine dei
processi. Facevo lo stesso con gli autisti delle ambulanze e dei
carri attrezzi. Li avevo tutti a libro paga. Comunque, il vicesceriffo
 ancora vivo, abita vicino al Golfo, ci ho parlato.  in pensione
da anni, sta benone ma va verso gli ottanta. Lavorava con
Pfitzner ed  sempre riuscito a stargli simpatico. Non era granch
come poliziotto, ma non voleva esserlo, gli piacevano la divisa
e lo stipendio. Dice che avete ragione voi, che Pfitzner era
in combutta con i trafficanti, e che nell'ambiente lo sapevano
tutti. Pfitzner aveva questi due fratelli...
Scheggia e Goccia.
Mi guarda e mi rivolge un gran sorriso con i suoi denti gialli.
Ci sai fare, Post.
Siamo pignoli.
Comunque, i due fratelli erano gli scagnozzi di Pfitzner e tenevano
tutti in riga. Lui e i suoi collaboratori pi stretti si prendevano
i soldi e credevano anche di mantenere i segreti, ma ovviamente
la cittadina  piccola.
Torna il cameriere con due bicchieroni d'alcol da due soldi e
guarda il mio, pressoch intatto, come a dire "e dai, bello,
questo  un bar di uomini". Gli faccio un sorrisetto e bevo un lungo
sorso dalla cannuccia. Glenn mi imita, deglutisce rumorosamente
e racconta: Il vicesceriffo mi ha detto che Kenny Taft non fu
ucciso da chiss quale banda di criminali narcotrafficanti,
nossignore. A sentire lui, all'epoca alcuni vice avevano il forte sospetto
che Pfitzner avesse architettato l'imboscata, per chiudere
la bocca a Taft che sapeva qualcosa. Dice che and tutto liscio
tranne che per un piccolo intoppo: uno dei suoi rimase colpito.
Evidentemente, Kenny Taft o Brace Gilmer riuscirono fortunosamente
a centrare e a mandare al tappeto uno dei narcos. A
quanto pare, mor dissanguato mentre lo portavano all'ospedale
e scaricarono il suo cadavere dietro un locale gay di Tampa.
Un omicidio irrisolto come tanti altri. Per fortuna di Pfitzner, il
morto non era un vicesceriffo e non veniva da Seabrook, perci
non scattarono allarmi.  una storia che hai gi sentito, Post?
Scuoto la testa. Non intendo ripetere niente di quello che mi
ha detto Bruce Gilmer nell'Idaho.
Un altro bel sorso gli infonde energia per proseguire il racconto.
Quindi, la domanda ovvia : perch Pfitzner voleva sbarazzarsi
di Kenny Taft?
Questo  l'enigma confermo.
A quanto si dice, Kenny Taft venne a sapere del piano di dare
fuoco al magazzino dove la polizia conservava i reperti prelevati
dai luoghi dei delitti, e pare che prima dell'incendio fece
in tempo a spostare diverse scatole. Nessuno lo sapeva, ovviamente,
e una volta trafugata la merce lui non sapeva cosa farne.
 probabile che abbia parlato troppo: Pfitzner lo venne a sapere,
e a quel punto gli tese l'imboscata.
Diverse scatole? chiedo, e all'istante sento la bocca arida e
il cuore a mille. Mi calmo con un sorso di sangra.
Sono tutte voci, Post. Non so che cosa and distrutto nell'incendio
e non so che cosa port via Kenny Taft. Sono voci. Mi
sembra di ricordare che fosse andata persa una torcia elettrica.
Ho letto la vostra istanza per la riapertura del processo, ho visto
per quali dettagli avete perso la settimana scorsa, e comunque
si presumeva che la torcia fosse andata distrutta. Giusto, Post?
Giusto.
Forse non and distrutta.
Interessante riesco a commentare con calma. Le voci dicono
anche che cosa fece Kenny con le scatole?
No. Ma c' un dettaglio significativo: durante il funerale,
degno di un capo di Stato maggiore, Pfitzner mand due suoi
uomini a setacciare la casa di Taft centimetro per centimetro in
cerca delle scatole. Che non sono mai pi state trovate.
Per tu un'idea di dove siano ce l'hai, giusto?
No, ma ci sto lavorando. Ho un sacco di fonti, vecchie e nuove,
e sono a caccia. Mi sembrava giusto dirtelo.
E non hai paura?
Di che cosa?
Di scoprire qualcosa che era rimasto ben nascosto. Quincy
Miller non ha ucciso Keith Russo. A ordinare l'omicidio  stata
una banda di narcos con la benedizione e la copertura di Pfitzner.
La banda  ancora attiva, e dieci giorni fa ha cercato di ammazzare
Quincy in prigione. A quelli non piace il modo in cui
rivanghiamo nel passato noi, e non gli piacer nemmeno il tuo.
Sono troppo vecchio per avere paura, Post risponde lui ridendo.
E comunque mi sto divertendo un mondo.
Ma allora perch ci siamo nascosti in un bar di Gainesville?
Perch a Seabrook non ci sono bar decenti, il che probabilmente
 un bene, per uno come me. E poi io in questa citt ci
ho fatto il college. Mi piace. Tu hai paura, Post?
Diciamo che sono prudente.
...
36.

Il dossier su Mickey Mercado s'ingrossa. Grazie ai mandati otteniamo
e setacciamo le sue dichiarazioni dei redditi. Alla voce
"professione" risulta che fa il consulente alla sicurezza, ed  registrato
come ditta individuale senza soci n azionisti. Il suo
domicilio fiscale  nello stesso edificio di Varick & Valencia, lo
studio legale di Nash Cooley. L'anno scorso ha dichiarato poco
pi di duecentomila dollari lordi di reddito, con detrazioni per
un mutuo e un paio di belle auto.  single, divorziato, senza familiari
a carico. Non devolve un soldo in beneficenza.
All'FBI non interessa sprecare tempo dando la caccia ai secondini
che smerciano droga al dettaglio od alle gang di carcerati
che si fanno la guerra, ma l'agente speciale Agnes Nolton
trova irresistibile lo scenario di un boss del crimine che ingaggia
gli Aryan Deacons come sicari di un innocente perch non
vuole che i suoi avvocati lo scagionino. Perci decide di azzardare
alla grande ed incastrare Skip DiLuca.  una strategia rischiosa,
ma potenzialmente molto redditizia.
Con la collaborazione del procuratore, presenta le prove a
un gran giur federale. Jon Drummik, Robert Earl Lane, Adam
Stone e Skip DiLuca vengono incriminati per il tentato omicidio
su commissione e l'aggressione a Quincy Miller. Le incriminazioni
rimangono confidenziali, mentre l'FBI prepara
l'imboscata.
Anch'io mi preparo e aspetto, gravitando attorno alla nuova
stanza di Quincy e dandogli una mano a riprendersi. Le nostre
conversazioni sono brevi, perch parlare lo affatica in fretta.
Dell'aggressione non ricorda nulla. Quanto alla sua memoria
a breve termine, non  granch.
Adam Stone si fa vivo. Mayhall sta per consegnargli altra merce
di contrabbando e altri contanti. Dopo che l'ultima volta ha
rischiato l'arresto, Mayhall decide di cambiare luogo d'incontro.
Sceglie un localino messicano nella periferia settentrionale
di Sanford, cinquantamila abitanti. Adam, in borghese, arriva
per primo, si accomoda ad un tavolo con vista sul parcheggio e
ordina dei tacos. L'FBI gli ha detto che Mayhall, alias DiLuca, ha
cambiato auto e guida una Lexus metallizzata appena presa in
leasing. Adam mastica e aspetta. DiLuca arriva in ritardo di un
quarto d'ora e parcheggia vicino al suo pick-up extralarge, poi
scende e si avvicina in fretta alla porta di servizio del ristorante,
ma non fa in tempo a raggiungerla. Dal nulla si materializzano
due agenti in completo nero che gli bloccano la strada. Gli
mostrano i distintivi e indicano un SUV nero posteggiato vicino
a un cassonetto. DiLuca sa che resistere o protestare sarebbe
sciocco. A testa bassa e spalle curve si lascia portare via. Ancora
una volta  riuscito a mandare a rotoli la sua vita nel mondo
libero. Ancora una volta sente stringere le manette di metallo.
Adam  l'unico cliente del ristorante che assiste allo spettacolo.
La situazione non lo lascia tranquillo. Il suo universo  appena
andato un'altra volta sottosopra. L'FBI gli ha promesso che,
se collabora, non sar incriminato. Gli ha promesso un impiego
migliore. Ma chi mantiene queste promesse? Il piano, a quanto
ne sapeva lui, era beccare DiLuca prima che spifferasse qualcosa
a qualcuno, per evitare che i Deacons sapessero del suo
arresto, e capissero che Adam, il loro corriere e factotum preferito,
 diventato un informatore. Ma lui sa che in prigione i vincoli
di fedelt cambiano ogni giorno e che mantenere i segreti
 difficile. Teme per la propria vita e vuole cambiare lavoro.
Finisce un taco e guarda il SUV che se ne va. Un istante dopo
arriva un carro attrezzi che porta via la Lexus. Quando torna la
normalit, Adam finisce l'ultimo taco e raggiunge il suo pick-up,
sospettando che presto arresteranno anche lui. Oppure, peggio,
che qualcuno lo accolteller e lo lascer l a morire dissanguato.
Per quasi un'ora, sul sedile posteriore con le manette ben strette
ai polsi, Skip DiLuca viaggia senza dire una parola. Neanche
l'agente seduto al suo fianco parla. Nemmeno i due davanti.
I finestrini sono cos oscurati che dall'interno quasi non si
vede fuori, e di sicuro dall'esterno non si vedono i passeggeri.
Il SUV sbuffa e arranca nel traffico finch arriva sul retro della
sede dell'FBI di Maitland. Dopo due rampe di scale, DiLuca
viene condotto in una stanza senza finestre dove lo aspettano
altri agenti. Lo sbattono su una sedia e gli levano le manette.
Gli agenti sono almeno sei, una notevole dimostrazione di forza.
Skip si chiede se  davvero necessaria: se anche riuscisse a
scappare, dove credono che andrebbe? Ma rilassatevi, ragazzi.
Entra una donna e gli uomini si irrigidiscono. Si siede davanti
a Skip mentre gli altri rimangono in piedi, pronti all'azione.
Mr DiLuca, sono Agnes Nolton, agente speciale dell'FBI
dice. Lei  in arresto per il tentato omicidio su commissione di
Quincy Miller, per violenza aggravata e per qualche altro crimine
di minore entit. Abbiamo appena perquisito la sua auto e
trovato trecento capsule di metamfetamina, perci aggiungeremo
anche questo reato. Ecco la sua incriminazione, legga pure.
Gli fa scivolare davanti l'atto e DiLuca lo legge con tutta calma.
Non sembra turbato, anzi, ha un'espressione compiaciuta,
come se guardasse i risultati del baseball. Quando finisce, posa
il documento e rivolge a Nolton un sorriso sdolcinato. Lei gli
porge un altro foglio, con l'elenco dei suoi diritti, che lui legge
e firma. Non  la prima volta.
Tra un momento la consegneremo ai secondini, ma prima ci
terrei a fare due chiacchiere. Vuole un avvocato? dice Nolton.
No, due, o magari tre.
Le serviranno. Possiamo fermarci qui e procurarle un legale
domani. Ma in tal caso non ci faremo la chiacchierata, e sar
un grosso svantaggio per lei.
La ascolto risponde calmo DiLuca.
Lei ha parecchi precedenti penali, e per tutti i reati che le
contestiamo rischia almeno altri trent'anni. Considerato che ne
ha cinquantuno, morir dietro le sbarre.
Grazie.
Si figuri. Francamente, lei non  granch come obiettivo e
noi abbiamo di meglio da fare che preoccuparci delle beghe
tra gang di galeotti. Ma un omicidio su commissione  un altro
paio di maniche. Qualcuno ha pagato per compierlo. Lei ci
dice chi, quanto, tutti i dettagli, e noi possiamo garantirle una
sentenza lieve e, dopo, anni di libert. Sempre che si tenga lontano
dai guai, ma su questo non scommetterei.
Grazie.
Prego. Le stiamo offrendo un buon compromesso, Mr DiLuca,
e l'offerta scade tra quarantatr minuti esatti. Mentre lo dice,
Nolton d un'occhiata all'orologio. Non pu uscire da questa
stanza n fare telefonate, neanche una.
No, grazie. Non sono uno spione, e nemmeno un traditore.
Certo che no, nessuno voleva insinuarlo, ma non prendiamoci
in giro. Lei non  nemmeno il presidente di un Rotary
Club. Si guardi allo specchio, Skip. Affronti la verit. Lei non 
altro che un truffatore, un imbroglione, un criminale con la fedina
penale sporca, membro di una gang violenta, razzista,
sfigato di prima categoria con un curriculum pieno di stupidaggini.
L'ultima  che l'abbiamo beccata a corrompere un secondino
e spacciare per i suoi soci dei Deacons. Decisamente stupido,
Skip. Ma perch diamine non riesce a fare niente di furbo nella
vita? Vuole davvero passare i prossimi trent'anni rinchiuso
con quegli animali? Ah, Skip, vista l'entit del reato faremo in
modo di sbatterla in un carcere federale, che non  come andare
in vacanza.
Ma per piacere.
Un penitenziario federale, Skip, il peggio del peggio. Per i
prossimi trent'anni. Il Garvin  una scampagnata, in confronto
a ci che l'aspetta.
Skip fa un sospiro e alza lo sguardo al soffitto. Non ha paura
della prigione, neanche di un penitenziario federale. Ha
passato quasi una vita intera dietro le sbarre ed  sopravvissuto,
a volte ha persino prosperato. L ci sono i suoi fratelli,
uniti in una gang spietata ma protettiva. Niente lavoro, niente
bollette da pagare. Tre pasti al giorno. Un sacco di droga,
specialmente se fai parte di una gang. Un sacco di sesso se hai
certe tendenze.
Per ha anche conosciuto una signora che gli piace parecchio,
 la sua prima storia d'amore dopo tanti anni.  un po' pi vecchia
di lui, non ricca ma con qualche soldo, e hanno parlato di
vivere insieme e fare un viaggio. Skip non pu andare lontano
perch  in libert condizionale; il passaporto  un sogno. Ma
lei gli ha fatto intravedere una nuova vita, e in fondo lui non 
affatto convinto di voler tornare in prigione.
Siccome  un imbroglione esperto, conosce le regole del gioco.
Questa tipa tosta pu dargli un margine entro cui negoziare.
Di quanti anni parliamo, quindi? le chiede.
Trenta, ho detto.
Con un accordo?
Dai tre ai cinque.
Non so se sopravvivrei, dai tre ai cinque. La risposta  no.
Ma se non  sicuro di sopravvivere tre o cinque anni, come
pensa di sopportarne trenta?
Ci sono gi stato, okay? Conosco l'ambiente.
Eccome.
Nolton si alza e lo gela con lo sguardo. Torno fra mezz'ora,
Skip. In questo momento lei mi sta solo facendo perdere tempo.
Posso avere un caff?
Nolton allarga le braccia. Caff? Non ho caff. Qualcuno ha
del caff? Gli altri sei agenti si guardano intorno. Niente caff,
scuotono la testa. Nolton esce a passo di marcia e qualcuno
chiude la porta. Rimangono tre agenti. Il pi grosso si piazza su
una poltrona vicino alla porta e comincia a cancellare messaggi
vocali dal telefono. Gli altri due sono intorno al tavolo con
Skip e trovano subito del lavoro urgente da fare sui loro cellulari.
Nella stanza c' silenzio e Skip finge di appisolarsi.
Dopo un quarto d'ora, la porta si apre e rientra Nolton.
Anzich sedersi, squadra Skip dall'alto. Abbiamo appena beccato
Mickey Mercado a Coral Gables dice e stiamo per fargli la
proposta del secolo. Se lui la accetta per primo, lei rimane fottuto
mentre la sua offerta  ancora sul tavolo. Ci pensi in fretta,
Skip, se ne  capace.
Esce di nuovo a passo di marcia. Skip riesce a rimanere imperturbabile
nonostante la nausea. Gli si appanna la vista e ha
un capogiro. Non solo sanno di Mercado, l'hanno pure preso!
Gli gira la testa. Si accorge che i due agenti seduti al tavolo seguono
ogni suo minimo movimento. Ha il respiro pi pesante
e non riesce a calmarlo. Gli suda la fronte. Quelli scrivono sul
telefono e inviano messaggi.
Passa un momento e lui riesce a non vomitare. Continua a
sforzarsi di deglutire ed intanto passano altri secondi.
Dieci minuti dopo, riecco Nolton. Stavolta si siede, chiaro segno
che  davvero intenzionata a fargli un mazzo cos. Comincia
gentile: Lei  uno stupido, Skip. Un truffatore che nella sua
situazione non accetta la proposta  uno stupido.
Grazie. Parliamo di protezione dei testimoni.
Lei non sorride, ma  palesemente felice che abbiano fatto
un passo da gigante nella direzione giusta. Possiamo parlarne,
ma non sono certa che in questo caso funzioni.
Potete farcela. Ce la fate sempre.
Ma certo. Quindi, supponiamo che accettassimo di nasconderla
da qualche parte, cosa ci d in cambio, qui, adesso?
Ovviamente abbiamo Mercado. Aveva un contatto diretto con lui?
Sopra di lui c'era qualcuno? Quanti nomi pu farci? Di quanti
soldi si parla? Chi li ha?
DiLuca annuisce e si guarda intorno. Odia i voltagabbana e
ha passato una vita a punire brutalmente gli informatori. Eppure,
prima o poi arriva il momento in cui uno deve preoccuparsi
per se stesso e basta. Vi racconto tutto quello che so risponde
ma voglio un accordo scritto. Adesso, come ha detto
lei. Io non mi fido di voi, voi non vi fidate di me.
Va bene. Abbiamo una bozza di accordo standard che usiamo
da anni,  stata approvata da diversi avvocati difensori.
Proviamo a compilarla e vediamo che cosa succede.
DiLuca viene accompagnato in un'altra stanza e messo davanti
alla tastiera di un grosso computer. Scrive la sua deposizione
da solo:

Pi o meno sei settimane fa sono stato contattato da un uomo che
si  presentato come Mickey Mercado, diceva di venire da Miami.
 proprio venuto a bussare alla porta di casa mia ed  strano,
perch pochissima gente mi conosce o sa dove abito.  venuto
fuori che sapeva tante cose di me. Siamo andati in un caff
dietro l'angolo e l c' stata la nostra prima conversazione. Sapeva
che ero un Deacon e che ero stato al Garvin. Conosceva tutti
i miei precedenti penali. L per l ero un po' spaventato e allora
ho cominciato a fargli un sacco di domande. Ha detto che
faceva il consulente alla sicurezza. Gli ho chiesto cosa diavolo
voleva dire, e lui ha risposto che lavorava per vari clienti, soprattutto
nei Caraibi eccetera, ed  stato piuttosto vago. Gli ho chiesto
come facevo a essere sicuro che non fosse un poliziotto od un
agente o qualche altro stronzo che cercava di attirarmi in una
trappola. Gli ho chiesto se aveva microfoni addosso. Lui ha riso
e mi ha garantito di no. Comunque, ci siamo scambiati i numeri
di telefono e mi ha invitato a visitare il suo ufficio per vedere
come lavorava. Ha giurato che era tutto alla luce del sole. Qualche
giorno dopo sono andato nel centro di Miami, sono salito
al trentacinquesimo piano e l'ho incontrato nel suo ufficio. Bello,
vista mare. Ha una segretaria e qualche assistente. Ma non
c' il nome all'ingresso. Mi ha chiesto se avevo ancora contatti
al Garvn, ho risposto di s. Mi ha chiesto quant'era difficile ammazzare
un altro carcerato al Garvin. Gli ho chiesto se intendeva
su commissione. Lui ha risposto di s, o qualcosa del genere.
Che c'era un detenuto che andava "eliminato" per colpa di una
certa fregatura rifilata ad un cliente di Mercado. Non mi ha detto
il nome e non ho detto s alla proposta. Sono uscito e sono andato
a casa. Nel frattempo l'ho cercato ovunque su Internet, ma
ho trovato pochissimo. Per ero quasi convinto che non fosse un
poliziotto. La terza volta ci siamo visti in un bar di Boca. L abbiamo
concluso l'accordo. Mi ha chiesto quanto gli costava. Ho
detto cinquantamila dollari, un furto, perch basta molto meno
per far fuori uno in prigione. Ma lui non si  scomposto. Mi ha
spiegato che l'obiettivo era Quincy Miller, un ergastolano. Non
ho domandato perch fosse dentro e a Mercado non interessava
dirmelo. Per quanto mi riguardava era solo un accordo di lavoro.
Ho chiamato Jon Drummik, il capo dei Deacons al Garvin,
che ha organizzato tutto. Avrebbe usato Robert Earl Lane, probabilmente
l'uomo pi pericoloso laggi, bianco o nero. A loro
andavano cinquemila dollari subito e cinquemila a lavoro finito.
Il resto avevo intenzione di tenermelo io, e vaffanculo. In prigione
non possono entrare contanti, perci ho dovuto organizzare
il pagamento con il figlio di Drummik e il fratello di Lane.
Al quarto appuntamento Mercado mi ha dato venticinquemila
in contanti, e il resto sapevo gi che non l'avrei visto, comunque
fosse andata con Quincy Miller, ma non m'importava, per
un omicidio in galera venticinquemila dollari sono oro colato.
Poi mi sono visto con Adam Stone, il nostro corriere, e abbiamo
definito i dettagli dell'omicidio.  stato lui a consegnare i
messaggi a Drummik e Lane. L'aggressione  stata organizzata
bene, ma non hanno finito il lavoro. Stone ha detto che un altro
secondino si  messo in mezzo, mi pare. Mercado si  arrabbiato
tantissimo e non ha saldato il pagamento. Io ho tenuto quindicimila
dollari in contanti.
Mercado non ha mai fatto il nome del suo cliente. Era il mio
unico contatto. Onestamente non gliel'ho chiesto perch immaginavo
che in una faccenda del genere  meglio sapere il meno
possibile. Se l'avessi chiesto, sono sicuro che Mercado avrebbe
schivato la domanda.
Un mio amico di Miami, un ex trafficante, dice che Mercado
 una specie di consulente semi-legale che spesso i trafficanti
assoldano per risolvere i problemi. Dopo l'aggressione a Miller
l'ho visto altre due volte per non sono stati incontri produttivi.
Mi ha domandato se secondo me era possibile beccare Miller
in ospedale. Ci sono stato a fare una perlustrazione ma quello
che ho visto non mi  piaciuto. Mercado mi ha chiesto di tenere
d'occhio Miller durante la convalescenza e trovare un modo
per finire il lavoro.
Skip DiLuca.

La cospirazione per uccidere Quincy  ancora attiva, perci l'FBI
deve prendere una decisione. Preferirebbe seguire Mercado a distanza,
magari usando DiLuca come esca, sperando che porti a
pesci pi grossi. Tuttavia, fintanto che Mercado  a piede libero
e intenzionato a far fuori Quincy, il rischio  concreto. La strada
pi sicura  arrestare Mickey e metterlo sotto torchio, anche se
al Bureau nessuno si aspetta che parli o collabori.
DiLuca  in isolamento, sotto sorveglianza e lontano da qualsiasi
forma di comunicazione. Continua ad essere un criminale
professionista di cui non ci si pu fidare. Non sarebbe una sorpresa
se, avendone la possibilit, contattasse Mercado. E di sicuro
farebbe in modo di dire a Jon Drummik e Robert Earl Lane
che Adam Stone  un traditore.
Agnes Nolton decide di arrestare Mercado e di far allontanare
Adam Stone dal Garvn. Viene immediatamente organizzato
il trasferimento suo e della sua famiglia in un'altra citt,
vicino a una prigione federale dove lo aspetta un lavoro migliore.
 in preparazione anche il piano per spedire DiLuca in
una struttura dove i chirurghi estetici gli cambieranno i connotati
e il nome.
Ancora una volta, la pazienza ci ripaga con gli interessi. Usando
un passaporto honduregno intestato ad "Alberto Gomez",
Mercado prenota un volo da Miami a San Juan, e da l prende
l'aereo a corto raggio della Air Caribbean per l'isola di Martinica,
nelle Indie Occidentali Francesi. Gli agenti del posto si affrettano
a intercettarlo a Fort-de-France, la capitale, e lo seguono
mentre in taxi raggiunge l'Oriole Bay Resort, un residence
turistico lussuoso e isolato sul versante di una montagna. Due
ore dopo, un jet governativo americano atterra in Martinica e
gli agenti dell'FBI corrono alle auto che li stanno aspettando. Il
residence, per,  pieno. Ha soltanto venticinque costosissimi
alloggi, tutti occupati. Gli agenti prendono una stanza nell'hotel
pi vicino, a cinque chilometri da l.
Mercado si aggira tranquillo per il residence. Pranza da solo in
piscina e beve nell'angolo del tiki bar con vista sulla zona pedonale.
Gli altri ospiti sono europei ricchi, con il loro miscuglio di
lingue, e nessuno lo insospettisce. Nel tardo pomeriggio, s'incammina
da solo lungo un sentiero di montagna, e dopo una
cinquantina di metri trova un grosso bungalow dove un domestico
gli serve un drink sul terrazzo. Ai suoi piedi si estende
per chilometri il mare azzurro e scintillante dei Caraibi. Si accende
un sigaro cubano e si gode il panorama.
Il padrone di casa  Ramn Vsquez, che a un certo punto sbuca
sul terrazzo. La padrona  Diana, la sua compagna da anni,
che per Mercado non ha mai visto n conosciuto. Diana aspetta
e lo osserva dalla finestra di una camera da letto.
Ramn prende una sedia. I due non si stringono la mano.
Cos' successo?
Mercado fa spallucce come se non ci fossero intoppi. Non
so. Non hanno finito il lavoro. Parlano in spagnolo, in fretta
e a bassa voce.
Ovvio. C' un piano per concludere l'affare?
 quello che vuoi?
Eccome. I nostri ragazzi non sono per niente contenti e vogliono
levarsi da questo impiccio. Pensavano, anzi, pensavamo,
di poterci fidare di te, per una cosa cos semplice. L'hai
detto tu che lo era. Ti sei sbagliato, e noi vogliamo chiudere
l'affare.
Okay. Penser a un piano, ma di sicuro non sar facile. Non
stavolta.
Il domestico porta a Ramn un bicchiere d'acqua ghiacciata
e un sigaro, che lui rifiuta. I due chiacchierano per mezz'ora,
poi Mercado se ne va. Torna con tutta calma al residence, si abbronza
in piscina, cena da solo nell'elegante sala da pranzo,
passa la serata in compagnia di una ragazza.
Il giorno dopo, con un passaporto boliviano, torna a San Juan.
...
37.

Nella contea di Ruiz ci sono soltanto due comuni: Seabrook,
undicimila abitanti, e Dillon, un paese di duemilatrecento anime.
Rispetto a Seabrook, Dillon  pi a nord e all'interno, in mezzo
al nulla e come fuori dal tempo. Ci sono pochi posti di lavoro
decenti e non molte attivit commerciali. La maggior parte dei
giovani se ne va per necessit e per sopravvivere, quasi mai con
l'ambizione di fare fortuna. Chi resta, giovane o vecchio che sia,
tira avanti facendosi bastare paghe da fame o i sussidi statali.
A differenza della contea, che  all'ottanta per cento bianca,
Dillon  met e met. L'anno scorso nella sua piccola scuola superiore
si sono diplomati sessantuno ragazzi, trenta dei quali
erano neri. Anche Kenny Taft, diplomato nel 1981, e i suoi due
fratelli maggiori ci hanno studiato. La loro famiglia abitava a
pochi chilometri da Dillon in una vecchia casa colonica che il padre
di Kenny compr all'asta giudiziaria prima che lui nascesse.
Vicki ha ricostruito sommariamente la storia dei Taft, che ne
hanno viste tante, troppe. Grazie ai necrologi sappiamo che il
padre di Kenny mor a cinquantotto anni per cause sconosciute.
Poi tocc a Kenny, assassinato quand'era appena ventisettenne.
Un anno dopo, il fratello maggiore perse la vita in un incidente
automobilistico. Due anni dopo di lui mor a trentasei anni
Ramona, la sorella maggiore, per cause sconosciute. Vida Taft,
sopravvissuta al marito e ai suoi tre figli, fu affidata nel 1996 a
un ospedale psichiatrico statale, ma gli atti non spiegano con
chiarezza che fine fece. In Florida, come in quasi tutti gli Stati,
le procedure di internamento sono riservate. A un certo punto
la dimisero, perch secondo un necrologio del settimanale di
Seabrook mor "in pace nella sua casa". Non esistono notizie di
un testamento suo o del marito, perci possiamo supporre che
non ne avessero lasciati. Oggi la vecchia casa colonica e i due
ettari di terra che la circondano appartengono a una dozzina
di nipoti, la maggior parte dei quali  scappata a vivere altrove.
L'anno scorso, secondo i registri immobiliari della contea,
lo stabile valeva trentatremila dollari, e non  chiaro chi abbia
pagato i duecentonovanta dollari di tasse che ne hanno impedito
il pignoramento.
Frankie trova la casa in fondo a un sentiero di ghiaia. Un vicolo
cieco. Si vede benissimo che  disabitata da tempo. Le assi
deformate della veranda sul davanti sono invase dalle erbacce.
Alcune persiane si sono staccate e sono cadute per terra,
altre penzolano da chiodi arrugginiti. Sia la porta d'ingresso che
quella sul retro sono chiuse da robusti lucchetti. Non ci sono finestre
sfondate. Il tetto di stagno ha l'aria solida.
Frankie fa un giro intorno alla casa e tanto gli basta. Si destreggia
in mezzo alle erbacce e torna al suo pick-up. Sta ficcanasando
a Dillon da un paio di giorni ed  quasi sicuro di avere
sottomano il candidato giusto.
Riley Taft fa il bidello alla scuola media di Dillon, ma la sua
vera vocazione  servire i parrocchiani della chiesa battista di
Red Banks, in un angolo ancora pi isolato di campagna a pochi
chilometri dal paese. La maggior parte dei Taft  sepolta l,
qualcuno ha una semplice lapide, qualcuno no. I fedeli sono
meno di un centinaio, non si possono permettere un pastore a
tempo pieno. Ecco perch, oltre al pastore, Riley fa il bidello.
Dopo qualche telefonata accetta di incontrare Frankie e gli d
appuntamento alla chiesa, nel tardo pomeriggio.
Ha meno di quarant'anni,  tarchiato e affabile, con un gran
sorriso. Accompagna Frankie al cimitero e gli mostra la sezione
dei Taft. Suo padre, il maggiore dei tre fratelli,  sepolto tra
Kenny e la madre. Riley racconta le tragedie di famiglia: il nonno
morto a cinquantotto anni per un misterioso avvelenamento;
Kenny assassinato; suo padre morto sul colpo in autostrada;
la zia uccisa a trentasei anni dalla leucemia. Vida Taft  morta
dodici anni fa, poco pi che settantenne. Poveretta, era impazzita
dice Riley con gli occhi lucidi. Ha sepolto tre figli e
ha perso la testa. Di brutto.
Tua nonna?
Sissignore. Perch vuole sapere della mia famiglia?
Frankie gli ha gi fatto il discorsetto di rito sulla Guardian,
sulla nostra missione, sui nostri successi e sul fatto che stiamo
rappresentando Quincy Miller, e aggiunge: Secondo noi l'omicidio
di Kenny non  andato come ha detto lo sceriffo.
Non scatena reazioni particolari. Riley indica con un cenno il
retro della chiesetta. Beviamo qualcosa dice. Passano di nuovo
davanti alle lapidi e alle tombe degli altri Taft ed escono dal
cimitero. Da una porta secondaria raggiungono la piccola stanza
della congregazione. Riley apre un frigo in un angolo e tira
fuori due bottigliette di limonata.
Frankie ringrazia e i due si accomodano su un paio di sedie
pieghevoli.
Quale sarebbe questa nuova teoria? chiede Riley.
Non vi  mai capitato di sentirne altre?
No, mai. Quando ammazzarono Kenny mi croll il mondo
addosso. Avevo quindici o sedici anni, sar stato in seconda
superiore, e per me Kenny era pi un fratello maggiore che
uno zio. Lo adoravo. Era l'orgoglio della famiglia, un tipo in
gamba, eravamo sicuri che avrebbe fatto strada. Era orgoglioso
di essere un poliziotto, ma intendeva fare carriera. Dio, quanto
gli volevo bene. Tutti, non solo noi, gliene volevano. Aveva
una bella moglie, Sybil, dolcissima. E un figlio. Gli andava tutto
bene, e un giorno l'hanno ammazzato. Quando l'ho saputo
mi sono buttato per terra a frignare come un bambino.
Volevo morire anch'io, farmi seppellire con lui. Che incubo. Ha
gli occhi lucidi, beve una lunga sorsata. Ma abbiamo sempre
creduto che fosse incappato in certi trafficanti, e che gli avessero
sparato. E adesso, dopo vent'anni e pi, lei viene a raccontarmi
un'altra versione. Giusto?
S. Secondo noi Kenny  caduto in un'imboscata organizzata
da gente agli ordini dello sceriffo Pfitzner, che intascava
mazzette dai trafficanti di droga. Kenny sapeva troppo e Pfitzner
si  insospettito.
Gli occorrono un paio di secondi per capire, ma regge bene
l'impatto.  scioccato, per vuole saperne di pi. E questo cosa
c'entra con Quincy Miller?
Dietro l'assassinio di Keith Russo, l'avvocato, c'era Pfitzner.
Russo si era arricchito rappresentando i trafficanti, ma la DEA
l'aveva convinto a fare l'informatore per loro. Pfitzner lo scopr,
organizz l'omicidio e riusc a incolpare Quincy Miller, o
quasi. Kenny sapeva qualcosa riguardo all'omicidio, e gli  costato
la vita.
Riley sorride e scuote la testa. Che storia assurda.
Davvero non l'hai mai sentita?
Mai. Tenga conto, Mr Tatum, che tra qui e Seabrook ci sono
venticinque chilometri, ma  come se fossero duecento. Dillon
 un mondo a parte. Un mondo piccolo e triste. Qui la gente si
arrabatta come pu per sopravvivere. Abbiamo i nostri guai e
non c' tempo di badare a quello che succede a Seabrook, o nel
resto del mondo, se  per questo.
Capisco dice Frankie, e sorseggia la limonata.
Ma quindi lei si  fatto quattordici anni per omicidio al posto
di un altro? chiede Riley incredulo.
S, quattordici anni, tre mesi, undici giorni. Finch non  venuto
a salvarmi il reverendo Post.  crudele, Riley, ritrovarsi imprigionati
e dimenticati sapendo di essere innocenti. Per questo
ci impegniamo per Quincy e i nostri altri clienti. Come sai, fratello,
un sacco di neri, la nostra gente, finisce dentro senza colpa.
Pu dirlo forte. Bevono in segno di solidariet.
Frankie va avanti. C' una piccola, probabilmente minuscola
possibilit che Kenny fosse in possesso di reperti trafugati
dal magazzino di Pfitzner a Seabrook. Ce l'ha detto di recente
il suo ex compagno di pattuglia. Kenny aveva sentito parlare
del piano di dare fuoco al deposito e distruggere le prove, e prima
dell'incendio ne port via qualcuna. Se davvero fu Pfitzner
a tendere l'imboscata a Kenny, perch lo voleva morto? Perch
Kenny sapeva qualcosa. Kenny aveva le prove.  l'unica motivazione
logica, o perlomeno l'unica che siamo riusciti a trovare,
che spieghi il gesto di Pfitzner.
Riley si sta appassionando alla storia. Quindi, la grande domanda
: cos'ha fatto Kenny con le prove? dice. Lei  qui per
questo, vero?
Esatto.  improbabile che se le fosse portate a casa: rischiava
di mettere in pericolo la sua famiglia. In pi, era in affitto.
E a sua moglie non piaceva granch. In Secretary Road, zona
est di Seabrook. Sybil voleva traslocare.
A proposito, abbiamo rintracciato Sybil a Ocala e si rifiuta
categoricamente di parlare con noi.
Bravissima persona, sempre sorridente, almeno con me.
Non la vedo da anni e mi sa che non la rivedr mai pi. Senta,
Mr Tatum...
Dammi pure del tu.
Senti, Frankie, mi stai dicendo che secondo te Kenny potrebbe
essere venuto a nascondere la roba nella casa di famiglia,
quaggi?
La lista dei possibili nascondigli  breve, Riley. Se Kenny
avesse avuto qualcosa di prezioso da nascondere l'avrebbe portato
in un posto protetto ma accessibile. Logico, no? La casa ha
una soffitta o una cantina?
Riley fa segno di no con la testa. Niente cantina. Mi pare che
ci sia una soffitta o un sottotetto. Mai visto, mai stato lass.
Beve un sorso. Frankie, a me sembra un tentativo assurdo.
Frankie ride. Siamo specializzati in imprese assurde. Non
sai quanto tempo sprechiamo a frugare nei pagliai. Ogni tanto,
per, un ago lo troviamo.
Riley finisce la limonata, si alza lentamente e comincia a camminare
per la stanza, con aria improvvisamente pensierosa e
cupa. Si ferma, guarda Frankie e dice: Non potete entrare. 
troppo pericoloso.
 una casa abbandonata da anni.
Dalle persone in carne ed ossa s, ma c' un sacco di gente che
la abita, spiriti, fantasmi.  stregata, Frankie. L'ho visto con i
miei occhi. Sono un poveraccio con pochi soldi in banca, ma l
dentro non ci andrei nemmeno a mezzogiorno con una pistola
in mano e la promessa di mille dollari in contanti. E neppure il
resto della mia famiglia ci andrebbe.
Ha gli occhi sgranati per la paura e gli trema il dito quando lo
punta contro Frankie, che per un attimo rimane turbato. Riley
va a prendere altre due bottiglie dal frigo, ne d una a Frankie
e si siede. Fa un respiro profondo e chiude gli occhi, quasi cercasse
le forze per raccontare una storia lunghissima. Vida, mia
nonna, fu cresciuta da sua nonna in un insediamento di neri a
una quindicina di chilometri da qui. Non esiste pi. Vida  nata
nel 1925, sua nonna attorno al 1870, quando un sacco di gente
aveva ancora parenti nati in schiavit. Sua nonna praticava
la magia e il vud africano, allora era una cosa diffusa. La sua
religione era un miscuglio di Vangelo e spiritismo del vecchio
mondo. Faceva la levatrice e l'infermiera, sapeva preparare pomate
ed unguenti e t alle erbe che curavano praticamente tutto.
Vida rimase profondamente influenzata da quella donna, e per
tutta la vita si consider una maestra spirituale, badando bene
a non definirsi "strega". Mi segui, Frankie?
"S, ma stai perdendo tempo". Frankie annuisce. Certo.
Affascinante.
Questa  la versione breve, non sai quante ne potrei raccontare
su Vida. Quella donna faceva paura. Voleva bene a figli e
nipoti ed era una vera capofamiglia, ma aveva un lato oscuro e
misterioso. Ti svelo un aneddoto, uno solo. Sua figlia Ramona,
mia zia,  morta a trentasei anni, hai visto la lapide. Quando
Ramona aveva pi o meno quattordici anni, un delinquentello
di Dillon la violent. Lo conoscevano tutti. Come puoi immaginare,
la famiglia Taft era sconvolta, ma nessuno chiam lo sceriffo.
Vida non si fidava della giustizia dei bianchi e disse che
si sarebbe occupata lei della faccenda. Una sera di luna piena, a
mezzanotte, Kenny la sorprese nel prato dietro casa a compiere
un rito vud. Percuoteva un piccolo tamburo, aveva una collana
di semi di zucca, pelle di serpente intorno ai piedi nudi, e
intonava cantilene in una lingua sconosciuta. Poi disse a Kenny
che aveva gettato il malocchio sullo stupratore di Ramona. La
voce si sparse e tutti gli abitanti di Dillon, o perlomeno i neri,
seppero che quel ragazzo era maledetto. Qualche mese dopo
mor bruciato vivo in un incidente stradale, e da quel momento
la gente gir alla larga da Vida. Era temutissima.
Frankie ascolta senza parlare.
Invecchiando divent sempre pi matta, finch non ci lasci
scelta. Per farla internare dovemmo rivolgerci a un avvocato
di Seabrook. Era furibonda e ci minacci, minacci l'avvocato
e il giudice. Noi eravamo terrorizzati. In manicomio
non sono mai riusciti a inquadrarla, alla fine li convinse a farla
uscire. Ci disse di stare lontani da lei e da casa sua, e noi abbiamo
obbedito.
Sui necrologi c' scritto che  morta nel 1998 dice Frankie.
L'anno  giusto, ma nessuno sa il giorno. A un certo punto
mio cugino Wendell, preoccupato, and da lei: la trov a letto,
con un'espressione serena e le coperte rimboccate. Morta da
giorni. Aveva lasciato un biglietto con la richiesta di seppellirla
vicino ai figli, senza funerali n cerimonie. C'era scritto anche
che il suo ultimo atto su questa terra era stato gettare il malocchio
sulla casa.  triste dirlo, ma per noi saperla morta fu un
sollievo. La seppellimmo in fretta e furia, sotto un temporale,
con una breve cerimonia per i parenti pi stretti, e nel momento
in cui abbassammo la bara nella buca un fulmine colp un
albero del cimitero e ci fece sobbalzare. Non mi sono mai spaventato
tanto in vita mia, e non sono mai stato cos felice di vedere
un feretro coprirsi di terra.
Riley beve un gran sorso e si asciuga la bocca con il dorso
della mano. Questa era mia nonna Vida. Per noi era "nonna"
e basta, ma la maggior parte dei bambini della zona la chiamava
"vud" alle sue spalle.
Dobbiamo vedere la soffitta dice Frankie nel tono pi fermo
possibile.
Sei pazzo.
Chi ha la chiave?
Io, per non ci entro da anni. La corrente elettrica  staccata,
ma a volte si vedono delle luci, di notte. Luci che si muovono.
Bisogna essere matti per entrare l dentro. Adesso ho bisogno
di prendere un po' d'aria.
Escono al caldo e raggiungono le loro auto. Sai che  proprio
assurdo? dice Riley. Kenny  morto da vent'anni e nessuno
se n' mai interessato. Adesso, in meno di una settimana
siete venuti a curiosare tu e altri due.
Altri due?
Due bianchi, spuntati fuori la settimana scorsa a fare domande
su Kenny. Dov'era cresciuto, dove abitava, dov' sepolto...
Non mi piacevano e ho fatto il finto tonto, non ho detto
una parola.
Da dove venivano?
Non gliel'ho chiesto. Avevo la sensazione che tanto non mi
avrebbero risposto.
...
38.

Il primo intervento di Quincy dura sei ore e serve a rimettere
insieme una spalla e una clavicola. Va tutto bene, e i medici
sono soddisfatti. Gli faccio compagnia a lungo durante la convalescenza.
Il suo corpo maltrattato sta guarendo bene e gli sta
tornando un po' di memoria; l'aggressione, per,  ancora un
buco nero. Non gli dico che cos'abbiamo scoperto su Drummik
e Robert Earl Lane, o Adam Stone e Skip DiLuca.  imbottito di
farmaci, sarebbe troppo presto.
Giorno e notte c' una guardia alla sua porta, spesso pi di
una. Si danno il cambio i sorveglianti dell'ospedale, i secondini
della prigione, gli agenti di Orlando, dell'FBI. Io mi godo le
chiacchiere con loro, aiutano a spezzare la monotonia. Spesso
penso al costo di tutto questo e rimango a bocca aperta.
Cinquantamila dollari all'anno per tenerlo in prigione, da ormai
ventitr anni. Una bazzecola in confronto a quanto versano i
contribuenti adesso per tenerlo in vita e curarlo. Senza contare
la sorveglianza. Milioni di dollari sprecati per un innocente
che non sarebbe nemmeno mai dovuto essere incarcerato.
Un mattino, mentre sono appisolato sul lettino pieghevole in
camera sua, sento vibrare il telefono.  l'agente Nolton, chiede
se sono in citt. Deve farmi vedere una cosa. La raggiungo
nel suo ufficio e la seguo in una grande sala riunioni dove ci
aspetta un tecnico.
Le luci si abbassano e, senza sederci, guardiamo un ampio
schermo. Appare una faccia: maschio ispanico sulla sessantina,
di una bellezza rude con occhi scuri, sguardo intenso e barba
sale e pepe. Si chiama Ramn Vsquez, per anni pezzo grosso
del cartello Saltillo, oggi pi o meno in pensione.
Gi sentito nominare.
Aspetta. Un clic e appare un'altra immagine, la vista dall'alto
di un piccolo residence annidato sul versante di una montagna
circondata dall'acqua pi azzurra del mondo. Qui  dove
passa la maggior parte del tempo. Isola di Martinica, Indie Occidentali
francesi. La tana si chiama Oriole Bay Resort, di propriet
di una delle milioni di societ senza volto con sede a Panama.
Divide lo schermo in due, e appare anche la faccia di
Mickey Mercado. Tre giorni fa il nostro amichetto ha usato
un passaporto honduregno per vedersi con Vsquez in Martinica.
L'abbiamo seguito ma non siamo riusciti a entrare, e forse
 stato meglio cos. Il giorno dopo, con un passaporto boliviano,
Mercado  rientrato a Miami passando per San Juan.
 un colpaccio. Vsquez stava con Diana Russo dico.
Ci sta ancora. Dal giorno della prematura morte del suo caro
marito non si sono pi lasciati. Un altro clic. Mercado sparisce
e mezzo schermo diventa nero. Sull'altra met c' ancora
l'isola. Foto di Diana non ne abbiamo. Stando a ci che siamo
riusciti a ricostruire, e non ti annoier spiegandoti quanto
pu essere complicato raccogliere informazioni ai Caraibi, lei
e Vsquez trascorrono la maggior parte del tempo in un dorato
isolamento nel loro residence. Lei  una specie di direttrice
del villaggio, ma mantiene un profilo bassissimo. Quando non
sono sull'isola viaggiano per il mondo. La DEA non sa se i viaggi
sono legati al traffico di droga o a semplice turismo. Vsquez
non  pi sulla cresta dell'onda, ma come consulente  ancora
richiesto. Pu darsi che, siccome l'omicidio di Russo avvenne
sotto la sua supervisione, ci si aspetti che sia lui oggi a evitare
casini. Oppure  ancora attivo nel giro. Qualunque cosa faccia,
usa una grandissima cautela.
Cerco una poltroncina, mi ci lascio cadere. Quindi era coinvolta
anche lei mormoro.
Non possiamo esserne certi, ma la sua posizione si  fatta
molto pi ambigua. Quindici anni fa ha rinunciato al passaporto
americano per diventare a tutti gli effetti una cittadina panamense.
Le dev'essere costato cinquantamila dollari. All'anagrafe
 diventata Diana Snchez, ma chiss quanti altri nomi ha. E
quanti passaporti. Non risulta che abbia mai sposato Ramn. E
a quanto pare non hanno figli. Hai visto abbastanza?
C' dell'altro?
Oh, s.
Mentre l'FBI lo teneva d'occhio e si preparava ad arrestarlo, Mercado
ha commesso una sbadataggine inspiegabile: ha fatto una
telefonata con il cellulare sbagliato. Non  stato possibile rintracciare
il numero del destinatario, ma registrare la conversazione
s. Mercado ha chiesto al suo interlocutore di vedersi l'indomani
in una tavola calda di Key Largo. A una velocit notevole,
che mi rende contento di avere dalla mia parte l'FBI, Nolton ha
ottenuto un mandato e i suoi agenti sono arrivati per primi sul
luogo dell'incontro. Hanno fotografato Mercado nel parcheggio,
l'hanno filmato mentre mangiava granchi con il suo contatto,
li hanno immortalati insieme mentre salivano sulle loro
auto. Il SUV Volvo ultimo modello  intestato a Bradley Pfitzner.
In foto l'ex sceriffo sembra piuttosto in forma, con il pizzetto
e i capelli grigi ondulati. A quanto pare la vita del pensionato
d'oro fa proprio per lui. Ha quasi ottant'anni ma si muove
come se ne avesse molti di meno.
Congratulazioni, Post dice Nolton. Abbiamo il
collegamento.
Sono troppo sconvolto per parlare. Ovviamente non possiamo
incriminare Pfitzner per aver pranzato con Mercado
aggiunge l'agente ma otterremo qualche mandato e lo terremo
d'occhio anche quando va in bagno.
State attenti.  uno che la sa lunga.
S, ma anche ai criminali pi furbi cpita di fare una fesseria.
L'incontro con Mercado  una manna.
Non ci sono indizi di contatti tra Pfitzner e DiLuca?
Nessuno. Scommetto lo stipendio che Pfitzner non l'ha mai
neanche sentito nominare. Mercado si aggira nei bassifondi,  l
che ha saputo degli Aryan e organizzato l'aggressione. Probabilmente
Pfitzner ci ha messo i soldi, ma se Mercado non canta non
lo potremo mai dimostrare. E quelli come lui non tradiscono.
Sono sopraffatto, fatico a tenere in ordine il quadro. Che incapace,
Mercado. In tre giorni vi ha portati prima da Ramn e
Diana Russo, e poi da Bradley Pfitzner.
Agnes annuisce, fiera dei progressi fatti ma troppo pragmatica
per gongolare. Abbiamo ricostruito un bel po' del puzzle,
ma la strada  lunga. Devo andare, ti aggiorno appena riesco.
Va a un'altra riunione, e con lei esce anche il tecnico. Rimasto
solo, con lo sguardo fisso sulla parete in penombra cerco di mettere
in prospettiva tutte queste notizie bomba. Agnes ha ragione,
in poco tempo abbiamo dedotto moltissimo riguardo alla
cospirazione per uccidere Keith, ma quanto di tutto ci si pu
dimostrare? E quanto pu essere utile a Quincy?
Alla fine esco di l e torno in macchina all'ospedale, dove trovo
Marvis venuto a fare compagnia al fratello. Mi spiega che ha
convinto il suo capo a dargli alcuni giorni di ferie e che li passer
qui.  una notizia gradita: corro al motel a prendere le mie
cose. Mentre esco dalla citt al passo di lumaca del traffico, ho
un'illuminazione cos improvvisa che quasi sento il bisogno di
accostare e scendere dall'auto. Invece continuo a guidare, e un
piano semplice ma splendido prende forma. Poi chiamo subito
la mia nuova migliore amica, l'agente speciale Agnes Nolton.
Che c'? risponde secca dopo avermi tenuto in attesa per
dieci minuti.
L'unico modo per inchiodare Pfitzner  attirarlo nella cospirazione
dico.
Nel senso di indurlo al reato?
Pi o meno, ma potrebbe funzionare.
Sono tutta orecchi.
Avete gi spedito DiLuca ad un domicilio sconosciuto?
No,  ancora reperibile.
Ci serve un ultimo favore, prima che scompaia.
All'ippodromo di Hialeah Park, DiLuca trova posto in tribuna,
lontano dagli altri spettatori. Ha in mano il programma delle
corse, sembra interessato a scommettere. Ha addosso una cimice
ultramoderna, che cattura il verso di un cervo a trenta metri.
Mercado arriva venti minuti dopo e gli si siede accanto.
Comprano due birre da un ambulante e guardano le corse.
Il primo a parlare  DiLuca. Ho un piano. Hanno trasferito
di nuovo Miller, tra un intervento e l'altro. Continua a migliorare
ma per un po' non uscir. Le guardie si danno il cambio e
ne ha sempre una alla porta. Anche la prigione manda qualcuno
di tanto in tanto. E qui comincia il piano. Ci facciamo prestare
da Stone una divisa da secondino e la diamo a uno dei
miei, che una sera si infila in reparto. Proprio in quel momento
scatta un allarme bomba in ospedale, magari facciamo saltare
qualcosa nelle cantine, ma senza ferire nessuno. Come minimo
scoppia il panico, tra la paura di una sparatoria e follie varie.
Nel caos, il nostro uomo va da Miller. Usiamo un iniettore tipo
EpiPen, basta prenderlo in farmacia e caricarlo di ricina o cianuro.
Glielo spari nella gamba e in cinque minuti  andato. Se
 sveglio non riuscir a reagire in tempo, ma il pi delle volte 
sedato. Agiamo di notte, quando  pi probabile che stia dormendo.
Il nostro uomo esce e sparisce nella confusione.
Mercado sorseggia la sua birra e lo guarda perplesso. Non
so, mi sembra un rischio eccessivo.
Certo, per sono disposto a correrlo. Se mi pagate.
Avevo capito che  pieno di telecamere.
Sopra la porta, ma nella stanza no. Il nostro uomo entra perch
 un secondino. Una volta l fa il suo dovere in pochi secondi
e si perde nel caos. Se lo fotografano, amen. Nessuno al
mondo sapr mai chi . Entro un'ora lo piazzo su un aereo.
Per Miller  in ospedale, circondato da bravi medici.
Certo, ma prima che riconoscano la tossina sar morto.
Fdati di me. In prigione ho avvelenato tre persone con del succo
fatto in casa.
Non so. Ci devo pensare.
Tu non devi muovere un dito, Mickey, ma soltanto sganciare
i soldi. Se il nostro uomo scazza qualcosa e lo beccano, non
parler, te lo prometto. Se Miller sopravvive tieniti pure l'altra
met. Ma i servizi in prigione costano poco. Qui non siamo
in prigione.
Quanto?
Centomila. Met adesso, met dopo il funerale. Pi gli altri
venticinque del primo lavoro.
Non  un po' esagerato?
Ci vorranno quattro uomini, io e altri tre, compreso il bombarolo.
 molto pi complicato che accoltellare uno stronzo in
galera.
Sono tanti soldi.
Lo vuoi morto o no?
In teoria avrebbe gi dovuto essere morto, ma i tuoi gorilla
hanno fatto un casino.
Non lo vuoi morto?
Costa troppo.
Per i tuoi amici sono spiccioli.
Fammici pensare.
Dall'altra parte della pista, vicino alle stalle, una squadra
nascosta dentro il furgone di un corriere filma tutto e registra
ogni parola.
Pfitzner fa lunghe passeggiate con la sua seconda moglie, pesca
insieme a un amico a bordo di un elegante Grady-White da
dieci metri, e gioca a golf ogni luned e gioved contro gli stessi
quattro avversari. Tutto - abiti, casa, auto, ristoranti chic, club -
lascia intuire che abbia parecchi soldi in tasca. Lo tengono d'occhio
ma non entrano in casa sua, ci sono troppe telecamere di
sorveglianza. Ha un iPhone per le conversazioni normali e almeno
un usa e getta per quelle pi delicate. Per undici giorni
non sconfina dal campo da golf o dal porticciolo.
Il dodicesimo invece se ne va da Marathon imboccando la
Highway 1 in direzione nord. Quand' all'altezza di Key Colony
Beach scatta il piano, che accelera nel momento in cui Mercado
parte da Coral Gables per andare a incontrarlo.  lui ad arrivare
per primo a Key Largo, e parcheggia davanti allo Snook's
Bayside Restaurant. Entrano due agenti in bermuda e camicia
hawaiana che con fare rilassato vanno a occupare un tavolo vicino
all'acqua, a una decina di metri da Mercado. Dieci minuti
dopo arriva il SUV Volvo di Pfitzner, che scende senza la sua
borsa da palestra: uno dei suoi svariati errori.
Mentre Mercado e Pfitzner pasteggiano a insalate di mare,
la borsa viene prelevata dal Volvo. Contiene cinque mazzette
di banconote da cento dollari, tenute strette dagli elastici. Non
sono banconote nuove, devono essere rimaste sottochiave per
parecchio. In totale sono cinquantamila dollari. Due mazzette
vengono sostituite con banconote nuove, i cui numeri di serie
sono registrati. La borsa da palestra viene rimessa tra i sedili
anteriori e posteriori del SUV. Arrivano altri due agenti, ora la
squadra ne conta dieci.
Finito di mangiare, Pfitzner paga il conto con una American
Express. Lui e Mercado escono al sole. Indugiano accanto al Volvo
dove Pfitzner prende la borsa e, senza aprirla n ispezionarla,
la d a Mercado; a giudicare dalla disinvoltura con cui lui la
accetta non dev'essere la prima volta. Non fa in tempo a girare
i tacchi che una voce urla: Fermi tutti! FBI!.
Bradley Pfitzner crolla addosso all'auto parcheggiata vicino
al Volvo. Si accascia sull'asfalto mentre gli agenti circondano
Mercado, gli prendono la borsa e lo ammanettano. Quando
Pfitzner si rialza gli gira la testa e ha un taglio sulla tempia sinistra.
Un agente glielo pulisce alla bell'e meglio con un tovagliolo
di carta e i due sospettati vengono caricati sull'auto che
li porter a Miami.
...
39.

L'indomani, l'agente Nolton mi chiama e conferma che Skip DiLuca
 su un aereo diretto verso Marte, a farsi una nuova identit
e magari cominciare una nuova vita. La sua ragazza ha in
programma di raggiungerlo pi avanti. Agnes ci aggiorna anche
su Pfitzner e Mercado, ma non  cambiato nulla. Come immaginavamo,
sono entrambi assistiti dallo studio legale di Nash
Cooley, e ci significa che presto il procedimento giudiziario subir
una brusca frenata grazie ai loro avvocati che lo intralciano.
Entrambi gli imputati vorrebbero uscire su cauzione, ma il
magistrato federale non intende cedere.
Agnes sembra pi rilassata, e nel concludere la conversazione
chiede: Perch non mi hai ancora invitata a cena?.
La minima esitazione sarebbe segno di debolezza, perci prendo
la palla al balzo. Ti va di uscire a cena insieme? Con la mia
solita sprovvedutezza nei confronti del gentil sesso, non ho mai
controllato se porta la fede. A occhio e croce avr quarantadue
anni. Nel suo ufficio mi sembra di aver visto foto di bambini.
D'accordo risponde. Dove ci troviamo?
 la tua citt ribatto. Tra l'altro, sono al verde. L'unico posto
in cui ho mangiato a Orlando  stato alla mensa nel seminterrato
al Mercy Hospital.  orribile ma costa poco. Cerco disperatamente
di ricordare se l'ultimo estratto conto della mia
carta di credito era in attivo. Posso permettermi di portarla in
un bel ristorante?
Dove ti vengo a prendere? chiede.
In ospedale, ma lascia perdere. Ho la mia auto. In realt sto
in un motel da poveri in un quartiere squallido della citt, e non
voglio fare brutta figura. E la mia auto? Parliamo di un piccolo
SUV Ford con le gomme lisce e un milione di chilometri alle spalle.
A pensarci bene, questo Agnes lo sa. Figuriamoci se l'FBI non
ha verificato chi sono. Uno sguardo ai miei pneumatici, e preferir
che ci vediamo al ristorante, piuttosto che rispettare la forma
e farsi venire a prendere. Mi piace come ragiona.
Vediamoci da Christner's, in Lee Road. Ognuno paga per s.
Mi piace ancora di pi. Potrei anche innamorarmi. Se proprio
insisti.
Tra laurea in legge e diciotto anni di anzianit il suo stipendio
deve aggirarsi attorno ai centoventimila dollari all'anno, pi di
me, Vicki e Mazy insieme. Oltretutto, io e Vicki non ci consideriamo
neanche stipendiati. Preleviamo ciascuno duemila dollari
al mese dal bilancio per sopravvivere e ci concediamo un
premio a Natale se  rimasto qualcosa in banca.
Sono sicuro che Agnes si rende conto che sono povero.
Indosso la mia unica camicia pulita e i miei usatissimi pantaloni
beige. Lei viene direttamente dall'ufficio e, come sempre,
 ben vestita. Prendiamo un bicchiere di vino al bar, poi
ci ritiriamo al nostro tavolo. Dopo che abbiamo ordinato il secondo
giro di vino, lei dice: Niente discorsi di lavoro. Parliamo
del tuo divorzio.
Trattengo a stento una risata davanti ai suoi modi decisi, che
peraltro mi aspettavo. Come fai a saperlo?
Ho tirato a indovinare. Comincia tu, poi ti racconto del mio,
cos evitiamo i discorsi di lavoro.
 successo tanto tempo fa dico, e mi tuffo nel mio passato.
La facolt di giurisprudenza, il corteggiamento a Brooke, il matrimonio,
la carriera da difensore d'ufficio, l'esaurimento nervoso
che mi port in seminario e a una nuova carriera, la vocazione
ad aiutare gli innocenti.
Il cameriere incombe, e noi ordiniamo pasta e insalate.
Lei in realt ha due divorzi alle spalle. Uno di poco conto,
successivo a un matrimonio terribile, e uno difficilissimo che
si  chiuso meno di due anni fa. Lui era un alto dirigente d'azienda
che veniva trasferito spesso. Lei ci teneva alla propria
carriera e si  stancata di girovagare.  stata una separazione
dolorosa, perch si amavano. I loro due figli adolescenti non se
ne sono ancora fatti una ragione.
Agnes  affascinata dal mio lavoro e io sono felice di parlarle
dei clienti che abbiamo scagionato e per cui stiamo lavorando.
Mangiamo, beviamo, parliamo e ci godiamo una cena deliziosa.
Mi entusiasma essere in compagnia di una donna attraente
ed intelligente, oltre al fatto di mangiare in un posto che non
sia la mensa dell'ospedale. Agnes sembra affamata di conversazioni
che non riguardino il suo lavoro.
Eppure, davanti al tiramis e al caff, a poco a poco ci spostiamo
sulle questioni pi urgenti. Le azioni di Bradley Pfitzner
ci lasciano perplessi. Da tanti anni vive nell'agio, lontano
dai luoghi dei suoi crimini. Non ha mai rischiato neanche per
sbaglio di essere incriminato. Sospettavano di lui,  stato coinvolto
in un'indagine, ma ha avuto la scaltrezza e la fortuna di
non farsi beccare. Se n' andato con i soldi e li ha riciclati per
benino. Ha le mani pulite.  stato impeccabile nel far andare
Quincy in galera e garantirsi che Kenny Taft non potesse spifferare
niente a nessuno. Perch correre proprio adesso il rischio
di rimanere impantanato nel complotto per metterci a tacere,
uccidendo Quincy?
Secondo Agnes, l'ha fatto per conto del cartello. Possibile, ma
cosa importa al cartello, figuriamoci a Pfitzner, se Quincy esce
di prigione? Noi, rispetto a ventitr anni fa, non abbiamo fatto
nessun progresso nell'identificazione del sicario che uccise
Russo. E se per miracolo scoprissimo chi , ci vorrebbero altri
tre miracoli per collegarlo al cartello. Scagionare Quincy non
equivale a risolvere il caso.
Sempre secondo Agnes, Pfitzner e il cartello erano certi che
l'omicidio in prigione sarebbe stato facile da eseguire e non
avrebbe lasciato tracce. Bastava trovare un paio di duri con
condanne pesanti e promettere loro un po' di soldi. Una volta
sepolto Quincy, avremmo chiuso il nostro dossier e saremmo
spariti dalla circolazione.
Conveniamo che l'ormai anziano Pfitzner potrebbe essersi
spaventato dopo aver capito che qualcuno con una certa credibilit
stava ficcando il naso in una vicenda che lui considerava
chiusa per sempre. Sa che la nostra indagine ha basi solide,
e che abbiamo la fama di essere tenaci e, di solito, vincenti. La
scarcerazione di Quincy lascerebbe troppe domande in sospeso.
Farlo uscire di galera dentro un carro funebre le seppellirebbe.
C' anche la possibilit concreta che Pfitzner si ritenesse immune
a qualsiasi resa dei conti. Per anni ha operato al di sopra,
dentro e fuori dalla legge:  stato la legge, ha fatto quello che gli
pareva e nel frattempo ha accontentato i suoi elettori.  andato
in pensione con una fortuna in banca e si considera piuttosto
intelligente. Quando c' stato bisogno di un ultimo crimine,
una banalit come un omicidio tra galeotti, lui si  sentito pi
che certo di sbrigare la faccenda e non pensarci pi.
Agnes mi diverte raccontandomi gli errori incredibili commessi
da criminali che si credevano dei furboni. Dice che se li
scrivesse riempirebbero un libro intero.
Non smettiamo pi di chiacchierare, la conversazione ci coinvolge
a tal punto che tra ipotesi, riflessioni e aneddoti sul nostro
passato tiriamo davvero tardi. Gli altri tavoli si svuotano
ma non ci facciamo caso. Quando il cameriere comincia a guardarci
male, ci accorgiamo che il ristorante  deserto. Dividiamo
il conto, ci salutiamo con una stretta di mano e ci diciamo che
sarebbe bello rifarlo.
...
40.

Quando l'FBI ha affondato le zanne in Adam Stone e Skip DiLuca,
mi sono reso conto che Quincy Miller pu intentare una splendida
causa civile. La complicit attiva di un dipendente dello
Stato, cio Stone, ha trasformato l'aggressione in un reato molto
pi facile da perseguire rispetto a una normale rissa in galera.
Lo Stato della Florida  punibile e non ha via di scampo. Ne
ho parlato a lungo con Susan Ashley Gross, che ha raccomandato
senza pensarci due volte un avvocato di Fort Lauderdale,
un certo Bill Cannon.
In Florida non c' penuria di star delle cause civili, dal momento
che le leggi statali avvantaggiano i querelanti. Le giurie
sono istruite e tradizionalmente generose. La maggior parte dei
giudici, perlomeno nelle aree urbane, sta con le vittime. Questi
fattori hanno contribuito a creare una classe di legali aggressivi
e di successo. Basta osservare i cartelloni pubblicitari lungo
una qualsiasi autostrada della Florida, mettono quasi voglia di
fare un incidente. Accendi la tiv la mattina presto e sei bombardato
da piazzisti solidali con te.
Bill Cannon non fa pubblicit perch non gli serve. Ha una
reputazione inattaccabile, a livello nazionale. Ha passato gli ultimi
venticinque anni in tribunale e convinto le giurie a smuovere
oltre un miliardo di dollari in risarcimenti. Gli avvoltoi
che setacciano i pronto soccorsi in cerca di incidentati gli portano
le loro cause. Lui le passa al setaccio e sceglie le migliori.
Decido di ingaggiarlo per altri motivi, per. Primo,  dedito
alla causa e fa donazioni generose alla fondazione di Susan
Ashley. Secondo, crede nel lavoro pro bono e pretende dai suoi
soci e collaboratori che mettano il dieci per cento del loro tempo
a disposizione dei meno fortunati gratis. Gira in jet privato,
ma  cresciuto in povert e ricorda la sofferenza di sentirsi
calpestato quando la sua famiglia fu vittima di uno sfratto
ingiusto.
Tre giorni dopo l'arresto di Mercado e Pfitzner, Cannon intenta
a nome di Quincy un'azione legale contro l'amministrazione
penitenziaria della Florida, Mickey Mercado e Bradley Pfitzner,
chiedendo un risarcimento da cinquanta milioni. Nella denuncia
cita anche Robert Earl Lane e Jon Drummik, gli aggressori,
e Adam Stone e Skip DiLuca, che in sguito verranno esclusi.
Subito dopo aver depositato l'atto, Cannon convince un magistrato
a congelare i conti bancari e il resto dei beni di Mercado e
Pfitzner, prima che i soldi se la svignino e spariscano ai Caraibi.
Con un mandato di perquisizione, l'FBI assalta l'appartamento
di lusso di Mercado a Coral Gables. Trova qualche pistola,
telefoni usa e getta, una scatola con soltanto cinquemila dollari
e un portatile con poche informazioni utili. Mercado viveva
nella paura ed evitava di lasciare tracce. Tuttavia, due ricevute
bancarie portano l'FBI a tre conti da quattrocentomila dollari
in totale. Da una retata simile nei suoi uffici non esce molto
di pi. Agnes d per scontato che il tesoro di Mercado sia all'estero,
in banche di dubbia fama.
Pfitzner non  stato altrettanto scaltro. La retata a casa sua ha
avuto una temporanea battuta d'arresto quando la moglie ha
perso la testa e cercato di sbarrare la porta. Alla fine le autorit
hanno avuto la meglio ammanettandola e minacciandola di
metterla in galera. Gli estratti conto hanno portato a tre istituti
di Miami dove il buon vecchio sceriffo tiene quasi tre milioni.
Su un conto del mercato monetario c' poco pi di un milione
di dollari. Non male, per uno sceriffo di provincia.
Secondo Agnes, e Cannon, non  tutto. Se Pfitzner  stato
cos sfacciato da tenere quattro milioni di dollari sporchi
in banche americane, chiss quanti ne nasconde all'estero. E
Cannon sa come trovarli. Mentre l'FBI comincia a fare pressioni
sulle banche dei Caraibi, Cannon ingaggia uno studio di indagini
contabili specializzato nel rintracciare i soldi usciti sottobanco
dal paese.
Cannon  fiducioso ma non fa pronostici. Tuttavia, ritiene
che il suo nuovo cliente ricever un sostanzioso risarcimento
danni, ovviamente al netto del quaranta per cento obbligatorio
che andr allo studio legale. Io, senza dirlo, spero che la
Guardian intaschi qualche quattrino per pagare le bollette, ma
succede di rado.
Di questi tempi, per, non  ai soldi che pensa Quincy.  troppo
impegnato a cercare di camminare. I medici l'hanno operato
a una spalla, a entrambe le clavicole, alla mandibola, e gli
hanno ingessato per bene la parte superiore del torso e un polso.
Gli hanno impiantato tre denti nuovi e steccato il naso. 
attanagliato dal dolore, ma con coraggio cerca di non parlarne.
Ha dei tubi che gli drenano un polmone ed un lato del cervello.
 imbottito di farmaci e ci rende difficile capire quanto
funziona la sua testa, ma sembra deciso a scendere dal letto e
andare un po' in giro. Quando finisce le sedute con i fisioterapisti
se la prende perch vuole di pi: pi camminate, pi piegamenti,
pi massaggi, pi frizioni, pi sfide.  stanco dell'ospedale,
per non ha un posto dove andare. Il Garvin non ha
nulla da offrire in termini di riabilitazione, e le strutture mediche
del carcere sono molto sotto la media. Quando  lucido
litiga con me perch vuole essere scagionato, cos al Garvin
non dovr tornare pi.
...
41.

Si  sparsa la voce, e i Taft non gradiscono che si vada a ficcare
il naso nella casa infestata di Vida. Sono convinti che prima
di morire le avesse fatto il malocchio, riempiendola di spiriti
infuriati che non riescono pi a uscire. Aprendo le porte si rischierebbe
di liberarli, e di sicuro quasi tutti si vendicherebbero
sui suoi discendenti. Vida mor serbando grandissimo rancore
verso chi l'aveva chiusa in manicomio, e anche se alla fine era
peggiorata, ci non le imped di rovesciare sulla famiglia una
valanga di maledizioni. Secondo Frankie, un filone della stregoneria
africana dice che le maledizioni muoiono insieme alla
strega, un altro che durano per sempre. Nessun Taft vivente ci
tiene a scoprire quale dei due abbia ragione.
Frankie e io stiamo andando a Dillon sul suo pick-up tirato
a lucido. Lui guida, io mando messaggi. Sulla plancia, in mezzo
a noi, c' una Glock 9 millimetri comprata e registrata da lui
a norma di legge.  intenzionato a portarla con s, se riusciremo
a entrare in casa.
Tu non ci credi a quelle storie di streghe, vero, Frankie?
chiedo.
Non lo so. Aspetta di vedere la casa e ti passa l'impazienza
di entrare.
Cos', hai paura di fantasmi, spiritelli e via dicendo?
Ridi, ridi, capo. Con la mano destra tocca la Glock. Vorrai
avere una di queste.
Sbaglio o non si pu sparare ai fantasmi?
Mai dovuto farlo. Ma non si sa mai.
Allora entra per primo tu con la pistola e io ti seguo, okay?
Vediamo prima se riusciamo ad arrivarci.
Attraversiamo la triste cittadina di Dillon e lungo strade serpeggianti
ci addentriamo nelle campagne. Alla fine di un sentiero
di ghiaia c' un vecchio pick-up,  parcheggiato di fronte alla
casa in rovina. Rallentiamo e ci fermiamo. Eccola dice Frankie.
Quello a destra  Riley, il mio amico. L'altro non so, ma mi
sa che  suo cugino Wendell. Il guastafeste potrebbe essere lui.
Wendell  un operaio sulla quarantina in jeans e scarpe da lavoro
sporchi. Quando ci salutiamo e ci presentiamo, lui e Riley
non sorridono. Si capisce subito che ne hanno discusso molto e
faranno questioni. Dopo un minuto di convenevoli, Riley va al
dunque. Ma il vostro piano quale sarebbe? Che cosa volete?
Entrare a dare un'occhiata rispondo. Sono sicuro che sapete
perch siamo qui.
Senta, Mr Post ribatte Wendell in tono rispettoso. Conosco
ogni centimetro di questa casa. Da bambino ci ho anche vissuto,
in certi periodi. Sono stato io a trovare Vida quand' morta. E
poco dopo che se n' andata ho provato ad abitare qui con mia
moglie ed i miei figli. Non ce l'ho fatta.  stregata. Vida ha detto
che le ha fatto il malocchio e, mi creda,  vero. Lei, Mr Post, sta
cercando delle scatole, e io le dico che  difficile che trovi qualcosa.
Mi sembra che ci sia una piccola soffitta, ma non l'ho mai
vista. Avevamo troppa paura di salirci.
Allora andiamo a verificare dico, con l'aria pi sicura che
riesco a sfoggiare. Voi state qui mentre io e Frankie sbirciamo
un po' in giro.
Riley e Wendell si scambiano occhiate cupe. Non  cos facile,
Mr Post risponde Riley. Nessuno vuole che si aprano le porte.
Nessuno? In che senso?
Nel senso della famiglia spiega Wendell, pi nervoso.
Abbiamo qualche cugino da queste parti, altri sparsi in giro, e nessuno
vuole che si disturbi questa casa. Non conoscevate Vida,
ma ve lo dico io,  ancora in giro e con quella non si scherza.
Il suo tono di voce  ansioso.
Rispetto la vostra posizione replico, sforzandomi di sembrare
sincero.
Una brezza che fino a un secondo fa non esisteva smuove i rami
di un salice, che dondolano sopra il tetto della casa. Quasi a farlo
apposta, qualcosa gratta e cigola all'interno, e di colpo mi viene
la pelle d'oca. Tutti e quattro guardiamo la casa, increduli e tesi.
Dobbiamo continuare a parlare. Sentite, ragazzi dico. Questo
non  nient'altro che il solito ago nel pagliaio. Nessuno 
certo che Kenny Taft avesse davvero portato via i corpi del reato
prima dell'incendio. E anche se fosse, nessuno ha la minima
idea di cosa ne fece. Potrebbero essere qui in mansarda, ma 
possibile che siano spariti da anni. Probabilmente stiamo buttando
il nostro tempo, ma noi siamo abituati a battere tutte le
piste. Fateci dare un'occhiata e ce ne andiamo. Promesso.
E se trovate qualcosa? chiede Wendell.
Chiamiamo lo sceriffo e lo diamo a lui. Potrebbe esserci utile.
E comunque, non  niente che abbia valore per la famiglia.
Questa  povera gente,  ridicolo pensare che in mansarda siano
nascosti i gioielli di casa Taft.
Wendell fa un passo indietro, cammina in cerchio come se fosse
assorto nei suoi pensieri, si appoggia al paraurti di un'auto,
sputa, incrocia le braccia. Non credo proprio dice.
In questo momento, Wendell ha pi autorit di me spiega
Riley. Se lui dice di no, la risposta  no.
Allargo le braccia. Un'ora. Dateci un'ora sola e non ci rivedrete
mai pi.
Wendell scuote la testa. Riley lo guarda e si rivolge a Frankie.
Mi dispiace.
Li osservo disgustato. Visto che  un ricatto, tanto vale subirlo.
Va bene dico. Sentite, secondo la contea di Ruiz il valore
di questa casa  di trenta tremila dollari. A spanne sono cento al
giorno, per un anno. Noi, la fondazione Guardian Ministries,
intendiamo affittare la casa e il terreno per un giorno, alla cifra
di duecento dollari. Dalle nove di domattina alle cinque di domani
pomeriggio. Con il diritto di aggiungere un giorno alla
stessa tariffa. Che ne dite?
I Taft ci pensano su grattandosi il mento. Un po' poco dice
Wendell.
Facciamo cinquecento al giorno? propone Riley. A noi
starebbe bene.
Su, Riley, siamo una societ senza scopo di lucro, non possiamo
spendere soldi a caso. Trecento.
Quattrocento, prendere o lasciare.
Okay. Secondo le leggi della Florida, gli accordi che riguardano
i terreni vanno messi per iscritto. Preparo un breve contratto
d'affitto e ci vediamo qui domattina alle nove. D'accordo?
Riley sembra contento. Wendell fa un cenno impercettibile
con la testa. S.
Partiamo da Dillon il prima possibile e ci facciamo qualche risata
durante il viaggio. Frankie mi lascia vicino alla mia auto,
parcheggiata a Seabrook in Main Street, e va verso est. Dorme
in un motel tra qui e Gainesville, ma come sempre i dettagli
sono vaghi.
Entro nello studio di Glenn Colacurci pochi minuti dopo le cinque
e lo sento sbraitare al telefono, nel retro. Dopo un po' spunta
la sua bella assistente, che mi fa quel suo sorriso. Seguo Bea e
trovo Glenn alla scrivania, zeppa di documenti in disordine. Lui
balza in piedi, mi tende la mano e mi saluta come fossi il suo figliol
prodigo. Quasi con altrettanta prontezza guarda l'orologio,
come se non avesse idea di che ora sia, e dice: Caspita, da qualche
parte sono le cinque e sono le cinque anche qui. Cosa prendi?.
Va bene una birra rispondo, per stare leggero.
Una birra e un doppio ordina lui a Bea, che sgattaiola via.
Prego, prego mi dice, e indica il divano. Si avvicina dondolando
con il bastone e si abbandona su una vecchia e polverosa
poltrona di pelle. Mi siedo sul divano sfondato e tolgo di mezzo
una coperta. Dev'essere qui che Glenn viene ogni pomeriggio
ad appisolarsi per smaltire il suo pranzo liquido. Con due
mani sul pomello del bastone ed il mento appoggiato sulle nocche,
fa un sorriso da monello. Non riesco a credere che Pfitzner
sia davvero in galera.
Neanch'io. Che regalo.
Racconta.
Senza dimenticare che ogni mia parola verr ripetuta domattina
al bar dove fa colazione, gli riassumo in breve e senza fare
nomi come l'FBI  stata impeccabile nell'inchiodare un secondino
e il suo referente presso la gang dei detenuti. Ci ha portato
a un faccendiere che lavorava per i trafficanti, il quale ha
portato a Pfitzner, che  caduto in trappola con l'ingenuit di
un ladro di polli. Adesso rischia trent'anni.
Bea ci porta da bere e brindiamo. Il bicchiere di Glenn contiene
un liquido marrone e poco ghiaccio. Schiocca le labbra
come fossero riarse e mi chiede che cosa faccio da queste parti.
Domani, se lo trovo, vorrei parlare con lo sceriffo Wink
Castle. Stiamo sul punto di chiedere la riapertura dell'indagine,
soprattutto ora che sappiamo che Pfitzner ha tentato di uccidere
Quincy. Gli ho detto abbastanza da giustificare la mia
presenza a Seabrook. In pi, sono curioso di sapere di te. L'altra
volta a Gainesville sembravi felicissimo di indagare di nuovo
sul caso. Trovato altre sorprese?
Non proprio. Ho avuto da fare altrove. Allunga il braccio
verso la discarica sulla scrivania come se lavorasse diciotto
ore al giorno. Come sta andando con la pista di Kenny Taft?
Tutto sommato bene. Ho bisogno che mi aiuti in una faccenda
legale.
Paternit, guida in stato d'ebbrezza, divorzio, omicidio? Sei
nel posto giusto, qualunque cosa sia. Ridacchia della sua battuta,
e io con lui. Saranno almeno cinquant'anni che la ripete.
Mi faccio serio e gli racconto del nostro contatto con la famiglia
Taft e del piano di perquisire la casa. Gli do una banconota
da cento dollari e gliela faccio accettare. Adesso  il mio
avvocato, ci stringiamo la mano. Tutto diventa confidenziale,
o dovrebbe esserlo. Mi bastano un contrattino per fare colpo
sulla famiglia Taft e un assegno depositato sul conto fiduciario
di Glenn. Sono certo che i Taft preferirebbero i contanti, ma
io preferisco la burocrazia. Se troviamo prove in casa, stabilire
chi le custodisce sar molto complicato, perci definire tutto
per iscritto  cruciale. Sorseggiando i nostri drink, Glenn e
io ne parliamo come due avvocati di lungo corso che analizzano
un problema atipico. Lui  piuttosto esperto e vede un paio
di difficolt a cui non avevo pensato. Quando il suo bicchiere
 vuoto, chiede a Bea un altro giro. Lei lo porta e lui le dice di
stenografare gli appunti, come ai vecchi tempi. Abbozziamo il
testo a grandi linee e Bea va alla sua scrivania.
Ho visto che le guardavi le gambe osserva Glenn.
Colpevole. Non dovevo?
Ma figrati.  un tesoro. Sua madre, Mae Lee, si occupa di
casa mia, e ogni marted sera prepara gli involtini primavera
pi buoni del mondo. Questa  la tua sera fortunata.
Sorrido e annuisco. Non ho altri programmi.
In pi ci sar anche il mio vecchio amico Archie, forse te
l'ho gi nominato, anzi, mi sembra di s, davanti alla sangra
del Bull. Siamo coetanei, ha lavorato qui qualche decennio fa.
Sua moglie  morta, gli ha lasciato un po' di grana e lui ha mollato
la legge, grave errore. Da dieci anni si annoia, vive da solo
e ha poco da fare. La pensione  una cosa brutta, Post. Secondo
me ha una cotta per Mae Lee. Comunque, Archie adora gli
involtini primavera ed  una miniera di aneddoti. Ed  un intenditore
di vino con una ricca cantina. Porta roba buona, Ti
piace, il vino?
Non lo bevo spesso. Se soltanto riuscisse a immaginare il
mio saldo in banca.
Il suo ultimo cubetto  quasi sciolto, lo agita nel bicchiere
pronto al prossimo giro. Torna Bea con due copie di una bozza.
Facciamo qualche correzione e lei va a stampare la versione
definitiva.
Casa di Glenn  in una via buia a quattro isolati dalla Main.
Ammazzo il tempo girando in tondo per qualche minuto, poi
parcheggio nel vialetto dietro una Mercedes antiquata che immagino
sia di Archie. Li sento ridere dietro l'angolo e vado
verso il giardino. Sono gi in veranda, sprofondati nei cuscinoni
delle sedie a dondolo in vimini, e sopra di loro sferragliano
due ventilatori da soffitto d'epoca. Quando ci presentiamo,
Archie non si alza. Ha almeno l'et di Glenn e non  il
ritratto della salute. Entrambi hanno i capelli ispidi e lunghi,
forse una volta passavano per bellocci o anticonformisti.
Entrambi indossano abiti di cotone seersucker invecchiati male,
senza cravatta. Entrambi portano scarpe da ginnastica da anziani.
Archie, perlomeno, non ha bisogno di reggersi al bastone.
Grazie all'entusiasmo per il vino ha il naso costantemente
rosso. Glenn resta fedele al suo bourbon, io e Archie assaggiamo
un Sancerre portato da lui. Mae Lee  bella come sua figlia
e ci serve da bere.
Archie non riesce a trattenersi, e dopo un po' va al dunque.
Di', Post, ma quindi sei stato tu a far sbattere dentro Pfitzner?
Non mi prendo alcun merito e racconto la storia dal punto di
vista di uno che la osserva da bordocampo, aggiungendo qualche
indiscrezione sui federali. A quanto sembra, ai suoi tempi
Archie litigava spesso con Pfitzner, per il quale non nutre la minima
simpatia. Non riesce a credere che dopo tutti questi anni
quell'imbroglione sia davvero dietro le sbarre.
Archie racconta la storia di un suo cliente a cui si ruppe l'auto
a Seabrook. I poliziotti gli trovarono una pistola sotto il sedile
e per qualche motivo stabilirono che era un assassino di poliziotti.
Pfitzner si immischi e diede man forte ai suoi uomini.
Archie disse a Pfitzner di non tormentare il ragazzo in prigione,
ma lui lo interrog ugualmente. I poliziotti gli strapparono
una confessione a botte e il tizio si fece cinque anni di galera.
Per un'auto guasta. Alla fine, Archie sta praticamente sputando
fiele contro Pfitzner.
I due vecchi guerrieri si scambiano aneddoti raccontati chiss
quante altre volte. Io perlopi li ascolto, ma da avvocati sono
curiosi del lavoro della Guardian, perci spiego qualcosa su di
noi badando a non dilungarmi. Non parlo della famiglia Taft e
del vero motivo che mi ha portato qui. Le confidenze le riservo
al mio pagatissimo consulente legale. Archie apre un'altra
bottiglia di Sancerre. Mae Lee apparecchia un bel tavolo sotto
il pergolato di verbena e glicine dove un altro ventilatore a
soffitto smuove l'aria calda. Secondo Archie ci starebbe meglio
uno Chablis, e va a prenderne una bottiglia. Glenn, le cui papille
gustative devono essersi intorpidite, passa al vino.
In effetti gli involtini primavera sono deliziosi. Ce n' un grosso
vassoio e, stimolato dall'alcol e dalla recente penuria di pasti
decenti, mi abbuffo. Archie continua a versare vino; Glenn si accorge
dei miei timidi tentativi di diminuire la dose e sbotta:
Insomma, bevi. Puoi dormire qui. Ho un sacco di letti. Archie si
ferma sempre. Chi vuole quell'ubriaco per strada a quest'ora?.
Una minaccia per la societ concorda Archie.
Come dessert, Mae Lee porta un vassoio di focaccine dolci
morbide, ripiene di tuorlo zuccherato. Archie apre un Sauternes
e si spertica sull'abbinamento azzeccato. Lui e Glenn non prendono
il caff, in primis perch  analcolico, e poco dopo sul tavolo
appare un piccolo humidor. Si avventano sui sigari come
bambini in un negozio di caramelle. Non ricordo neanche il mio
ultimo sigaro, a parte il dettaglio che dopo qualche tiro mi ha
messo la nausea. Tuttavia, non intendo rifiutare la sfida.
Chiedo qualcosa di leggero e Glenn mi porge un Cohiba di non so
che tipo, originale cubano certificato. Ci trasciniamo sulle sedie
a dondolo e sbuffiamo nuvole di fumo verso il giardino.
Archie era uno dei pochi avvocati che andavano d'accordo
con Diana Russo, e parla di lei. Non ha mai sospettato che fosse
coinvolta nell'omicidio del marito. Lo ascolto assorto, senza
parlare. Lui, come chiunque altro a Seabrook, aveva dato per
scontato che Quincy fosse l'assassino, e fu contento di saperlo
condannato. Mentre passa il tempo e la conversazione ristagna,
i due anziani avvocati non riescono a credere di aver preso un
abbaglio cos clamoroso. E nemmeno che Bradley Pfitzner sia
in galera, con scarse possibilit di uscire.
S,  gratificante. Ma per la giustizia Quincy rimane un assassino
condannato, e abbiamo ancora parecchia strada da fare.
L'ultima volta che guardo l'orologio  quasi mezzanotte, ma
mi rifiuto di essere il primo a cedere. Questi due hanno almeno
venticinque anni pi di me e un'esperienza enorme con l'alcol.
Quando Archie passa al brandy tengo duro con coraggio e
ne prendo uno anch'io. Grazie al cielo Glenn comincia a russare,
e a un certo punto mi appisolo.
...
42.

Naturalmente, il meteo peggiora. Nel nord della Florida non
piove da due settimane, c' chi parla persino di siccit, ma mentre
sfrecciamo in mezzo a Dillon la giornata inizia buia e turbolenta;
Frankie  al volante e io stringo i denti e deglutisco a
pi non posso.
Sicuro di stare bene, capo? chiede lui, e sar almeno la terza
volta che lo fa.
Cos' che non ti torna? sbotto. Ho gi confessato. Ho avuto
una serata pesante, ho bevuto e mangiato troppo, ho fumato
un sigaro tostissimo e ho dormito in veranda come un sasso
fino alle tre di notte, quando un gattone mi  saltato in braccio
e mi ha spaventato a morte. Come facevo a sapere che la sedia
a dondolo era sua? N io n lui siamo riusciti a riaddormentarci.
Perci s, sono un po' arrugginito. Mi lacrimano gli occhi,
sono pieno di peli di gatto e mi sento uno straccio. Ecco.
Vomito?
Non ancora, ma nel caso te lo dico. E tu? Entusiasta di esplorare
una casa infestata dai fantasmi, maledetta da una stregona
africana?
Non vedo l'ora. Tocca la Glock e sorride, si gode senza vergogna
la mia agonia.
Riley e Wendell ci aspettano davanti alla casa. Il vento ulula,
tra pochissimo comincer a piovere. Consegno a entrambi
una copia del contratto d'affitto e lo riassumo a grandi linee, ma
sono pi interessati ai soldi, perci do loro anche un assegno
pagabile a ognuno dei due, garantito dal conto fiduciario dello
studio legale Colacurci.
In contanti no? chiede Wendell, dubbioso.
Le transazioni che riguardano gli immobili non si possono
effettuare in contanti. Non so se in Florida sia vero, ma il mio
serissimo tono da avvocato irradia autorevolezza.
Frankie tira gi dal cassone del pick-up una scala pieghevole
da due metri e mezzo e un piede di porco nuovissimo, comprato
ieri. Io ho con me due torce elettriche ed un flacone di spray
repellente per insetti. Oltre il muro di erbacce raggiungiamo i
resti dei gradini della veranda anteriore ed osserviamo la casa.
Due stanze per piano dice Wendell mentre la indica. Gi ci
sono il salotto e una camera. La scala  a destra, in salotto. Di
sopra, due camere. Sopra quelle potrebbe esserci la soffitta, o
magari no. Ripeto, io l non ci sono mai stato, non ho mai voluto.
Non ho nemmeno chiesto se c'era. Sul retro c' un pezzo
aggiunto dopo. Cucina e bagno, con sopra niente.  tutta vostra,
signori.
Deciso a non mostrare il minimo tentennamento comincio a
spruzzarmi il repellente su braccia e gambe. Do per scontato che
la casa sia piena di pulci, ragni e altre bestioline cattive mai viste.
Passo il flacone a Frankie, che fa altrettanto. Per il momento
lascia la scala appoggiata vicino alla porta. Chiss se ci servir.
Con una riluttanza che sembra esagerata e teatrale ma che
probabilmente  sincera, Riley si fa avanti con una chiave e la
gira nel lucchetto pesante, che si apre con uno scatto. Lui indietreggia
subito. Entrambi i Taft sembrano pronti a darsela a
gambe. Poco lontano cade un fulmine che ci spaventa. Il cielo
brontola e le nuvole scure turbinano. Siccome il coraggioso
sono io, spingo con il piede la porta d'ingresso che si apre cigolando.
Sospiriamo:  confortante che non ne sia uscito nulla
di sinistro. Ragazzi, ci vediamo tra un minuto dico a Riley
e Wendell.
Di colpo la porta si chiude sbattendo forte. A Frankie scappa
un Merda! stridulo e agitato e io sobbalzo, spaventatissimo.
I Taft indietreggiano a bocca aperta e occhi sbarrati. Mi sforzo
di ridere, come a dire "davvero divertente!", faccio un passo
avanti e apro di nuovo la porta.
Aspettiamo. Non emerge nulla. Nessuno la sbatte. Accendo
272
la torcia elettrica e Frankie fa lo stesso. La tiene nella mano sinistra,
nella destra ha il piede di porco, la Glock  nella fondina
sul fianco. Basta un'occhiata per capire che  terrorizzato.
Proprio lui, che  sopravvissuto a quattordici anni di prigione.
Blocco la porta per tenerla aperta ed entriamo. Vida  morta da
diversi anni, in teoria la casa sarebbe propriet privata, per
qualcuno si  portato via la maggior parte dei mobili. L'odore
non  cattivo ma soltanto pesante, di chiuso. I pavimenti di
legno sono ammuffiti, chiss quanti batteri letali sto inalando.
Con le torce perlustriamo la camera sulla sinistra. C' un materasso
sporco e impolveratissimo, immagino sia quello su cui 
morta. Sul pavimento lercio sono sparsi paralumi rotti, vecchi
vestiti, libri e giornali. Avanziamo di qualche passo in salotto e
lo esaminiamo. Un televisore degli anni Sessanta con una crepa
sullo schermo. Tappezzeria che si sbriciola. Strati di polvere,
sporcizia e ragnatele ovunque.
Mentre ci prepariamo a salire puntando le luci verso la scala
stretta, la pioggia martella il tetto di stagno con un rumore assordante.
Il vento fa tremare le pareti.
Salgo tre scalini seguito da Frankie, e di colpo la porta d'ingresso
sbatte di nuovo. Siamo chiusi dentro, insieme agli spiriti
lasciati da Vida. Mi fermo, ma solo per un secondo. Sono
il capo della spedizione, non posso mostrarmi spaventato,
anche se ho lo stomaco sottosopra e il cuore che sta per esplodere.
Quanto mi divertir a raccontarlo a Vicki e Mazy?
Aggiungiamola alla lista delle cose che alla facolt di giurisprudenza
non insegnano.
In cima alle scale ci sono un caldo da sauna e una nebbia
afosa che probabilmente, se non fosse cos buio, riusciremmo
a vedere. Pioggia e vento si abbattono sul tetto e sulle finestre,
facendo un chiasso tremendo. Entriamo nella stanza a destra,
sar grande non pi di una decina di metri quadrati, contiene
un materasso, una sedia rotta, un tappeto a brandelli. Illuminiamo
il soffitto in cerca delle tracce di una porta o dell'entrata
del sottotetto, ma non vediamo niente.  in legno, una volta
era dipinto di bianco ma ora  tutto screpolato. In un angolo
qualcosa si muove e fa cadere un vaso. Lo illumino. Indietro.
 un serpente! esclamo.  lungo, spesso e nero, immagino non
velenoso, ma al momento chi se ne importa? Non  arrotolato,
sta strisciando per non viene verso di noi, dev'essere soltanto
confuso dall'interruzione.
Io dai serpenti sto lontano, ma non ne ho una paura mortale.
Frankie invece s, ed estrae la Glock.
Non sparare dico, nel trambusto. Immobili, illuminiamo il
serpente a lungo mentre cominciamo a sudare sul serio e a respirare
con il fiato ancora pi corto. Lentamente l'animale va a
nascondersi sotto il tappeto.
La pioggia rallenta e ci ricomponiamo. I ragni ti fanno paura?
chiedo a Frankie.
Ma sta' zitto!
Occhio, perch ce n' dappertutto.
Mentre usciamo dalla stanza indietreggiando e guardandoci
intorno in cerca del serpente o altro, poco lontano si schianta
un violento fulmine, e in quell'istante capisco che, se non per
mano di uno spirito maligno o di un animale velenoso, di sicuro
morir d'infarto. Il sudore mi cola dalle sopracciglia. Ormai
abbiamo le camicie fradicie. Nell'altra stanza c' una brandina
con sopra quella che sembra una vecchia coperta militare. Non
ci sono altri mobili n arredi. La tappezzeria staccata dondola
dalle pareti. Guardo fuori dalla finestra e oltre lo scroscio di
pioggia distinguo a malapena Riley e Wendell che a bordo del
pick-up aspettano che passi il temporale e tengono d'occhio la
casa con i tergicristalli al massimo, e di sicuro con le serrature
delle portiere chiuse per proteggersi dagli spiriti.
Con i piedi togliamo di mezzo un po' di spazzatura per controllare
la presenza di serpenti, poi osserviamo il soffitto. Neanche
qui ci sono segni di botole che portino al sottotetto. Immagino
che Kenny Taft potrebbe aver nascosto le sue scatole l
sopra e avercele sigillate per sempre, o perlomeno fino al giorno
in cui lui stesso fosse tornato a riprenderle. Come diamine
faccio a sapere come ha ragionato?
Frankie nota il pomello di ceramica di una porticina, una
specie di anta d'armadio. La indica per farmela vedere, ma ovviamente
preferisce che ad aprirla sia io. La stringo, la scuoto,
la tiro forte, e appena la spalanco mi ritrovo faccia a faccia con
uno scheletro umano. Frankie si sente svenire e cade in ginocchio.
Io indietreggio e finalmente comincio a vomitare.
Il fronte nuvoloso si addensa nel cielo sopra la casa, e rimaniamo
a lungo ad ascoltare il rumore della bufera. Dopo aver
espulso dal mio organismo gli involtini primavera, la birra, il
vino, il brandy e tutto il resto mi sento quasi meglio. Frankie
si riprende e lentamente puntiamo le torce verso l'armadio. Lo
scheletro  appeso a una specie di cavo di plastica e sfiora il pavimento
con la punta dei piedi. Sotto c' una pozza di poltiglia
nera e unta, probabilmente ci che rimane del sangue e degli organi
dopo anni di decomposizione. Non ha l'aria di essere stato
impiccato. Il cavo gira intorno al petto e sotto le braccia, non
al collo; il cranio  inclinato a sinistra e le orbite vuote guardano
in gi, come a ignorare per sempre gli intrusi.
Proprio quello che serviva alla contea di Ruiz: un altro omicidio
irrisolto. Quale posto migliore, per nascondere la tua vittima,
di una casa cos stregata che nemmeno i proprietari hanno
il coraggio di entrarci? Potrebbe anche essere stato un suicidio,
per. Saremo felicissimi di denunciare il fatto allo sceriffo Castle
ed ai suoi ragazzi. Non sono affari nostri.
Chiudo la porta e giro il pomello con tutta la forza possibile.
Abbiamo due possibilit: metterci a lavorare nella stanza del
serpente vivo od in questa, con lo scheletro nell'armadio. Scegliamo
la seconda. Frankie riesce a raggiungere un'asse del soffitto
con il piede di porco e a staccarla. Il contratto d'affitto non ci
autorizza a danneggiare la casa, ma a chi importa? Due dei suoi
proprietari sono chiusi in un pick-up qui davanti, troppo terrorizzati
per varcare la soglia. Abbiamo una missione da compiere
e sono gi stanco. Mentre Frankie stacca un'altra asse, scendo
le scale con cautela e vado a riaprire la porta di casa. Faccio
un cenno con la testa a Riley e Wendell, ma la pioggia  troppo
fitta perch mi notino. Prendo la scala pieghevole e la porto su.
Quando Frankie stacca la quarta asse, cade gi una scatola
di vecchi cesti per la frutta che ci si schianta ai piedi. Splendido!
esulto. Qui sopra c' un deposito. Incoraggiato, Frankie
strappa assi con furia e in pochi minuti un terzo del soffitto
 ridotto a brandelli, che butto in un angolo. Non torneremo
mai pi, non m'importa come lasciamo la casa.
Posiziono la scala e mi infilo con circospezione nel varco
del soffitto. Spuntando fino alla cintola, esploro con la torcia
la soffitta.  un sottotetto senza finestre buio e stretto che sa di
chiuso, sar alto al massimo un metro. Per essere cos vecchio
 stranamente ordinato, a riprova del fatto che i suoi proprietari
erano gente modesta, e che Kenny potrebbe averlo sigillato
pi di vent'anni fa.
Stare in piedi  impossibile, io e Frankie avanziamo pian piano
gattoni. Sul tetto di stagno a pochi centimetri dalle nostre teste
la pioggia martella senza sosta. Per parlarci dobbiamo gridare.
Lui va da una parte, io dall'altra, lentissimo. Ci facciamo
strada in mezzo a ragnatele fitte, centimetro per centimetro,
badando che non ci siano serpenti. Passo oltre una pila di assi,
probabilmente avanzate dalla costruzione della casa un centinaio
di anni fa. C' un mucchio di giornali vecchi, quello in
cima  datato marzo 1965.
Frankie strilla e io corro da lui come un topo, con la polvere
ormai incrostata sulle ginocchia.
Ha visto un lenzuolo pieno di buchi e l'ha scostato quanto
basta a scoprire tre scatole di cartone identiche. Con la torcia
ne illumina un'etichetta, e mi avvicino a pochi centimetri per
guardarla. L'inchiostro della scritta a mano  sbiadito ma leggibile:
Dipartimento dello sceriffo della contea di Ruiz - Corpi del reato -
Raccoglitore QM 14. Tutte e tre le scatole sono sigillate con
del nastro marrone spesso, da imballaggio.
Prima di spostarli, scatto con il cellulare una decina di foto
buie ai tre contenitori. Per proteggerli dalle infiltrazioni d'acqua,
Kenny ha avuto la buona idea di tenerli sollevati dal pavimento
posandoli su assi di legno. Il sottotetto, per, sembra
ben isolato, e se non passa acqua sotto un diluvio come questo
vuol dire che il tetto fa il suo dovere.
Le scatole non sono affatto pesanti. Con delicatezza le spingiamo
fino al varco nel soffitto. Scendo per primo io e Frankie
me le passa. Quando sono tutte in camera, faccio altre foto della
scena. Tra serpenti e scheletri, cerchiamo di uscire in fretta.
La veranda  cadente e fradicia di pioggia, perci teniamo le
scatole al di qua della soglia e aspettiamo che il tempo migliori.
...
43.

La contea di Ruiz fa parte, insieme ad altre due, del ventiduesimo
distretto giudiziario della Florida, il cui attuale procuratore
eletto si chiama Patrick McCutcheon ed  un avvocato di Seabrook
che ha i suoi uffici nel palazzo di giustizia. Diciotto anni
fa, appena uscito dalla facolt di giurisprudenza, trov lavoro
come socio aggiunto nell'attivissimo studio legale dell'onorevole
Glenn Colacurci. Quando la carriera di McCutcheon svolt
verso la politica, i due si separarono in amicizia.
Con il ragazzo ci parlo io mi garantisce Glenn.
Promette e mantiene. E mentre lui si lavora McCutcheon, io
mi attacco al telefono alla ricerca del sempre indaffarato sceriffo
Castle. Alla fine, quando riesco a convincerlo che non mi sono
inventato l'avventura di quella mattina e che sono in possesso
di tre scatole di vecchi reperti che Bradley Pfitzner avrebbe voluto
bruciare, mi dedica la sua completa attenzione.
Glenn, che non d il minimo segno di accusare i bagordi della
sera precedente, coglie l'occasione al volo e fa il padrone di
casa. Alle due del pomeriggio ci riuniamo nel suo studio: io,
Frankie Tatum, Patrick McCutcheon, lo sceriffo Castle e, in un
angolo, Bea che prende appunti.
Con McCutcheon ho sempre avuto a che fare per iscritto e
con cordialit. Quasi un anno fa gli ho presentato la richiesta
di routine di riaprire l'indagine su Quincy, che lui ha rifiutato
con garbo. Nulla di sorprendente. Ho chiesto anche a Castle di
rimetterci mano, ma non ha dimostrato molto interesse. Da allora
ho tenuto entrambi aggiornati scrivendo e-mail ogni volta
che c'erano nuovi sviluppi, perci li presumo informati, almeno
in teoria. Presumo anche che abbiano analizzato i miei materiali.
E che siano stati davvero troppo impegnati fino al giorno
dell'arresto di Pfitzner, l'evento incredibile che ha risvegliato
il loro interesse.
La ciliegina sulla torta, che me li fa avere in pugno,  il ritrovamento
di tre scatole con i reperti dell'indagine.
Glenn muore dalla voglia di tenere banco, ma lo tolgo di mezzo
con tatto e, dopo un breve momento di imbarazzo, faccio capire
agli altri che a condurre le danze sar io. Senza spiegare come
o perch ci siamo dedicati a Kenny Taft, riferisco loro i contatti
presi con la sua famiglia, la vicenda del contratto d'affitto e le
avventure di stamattina nella vecchia casa. Bea ha ingrandito
le foto delle scatole nel soffitto, che mostro a tutti.
Le avete aperte? chiede lo sceriffo.
No. Sono ancora sigillate rispondo.
Dove sono?
Per il momento non ve lo dico. Prima dobbiamo accordarci
su come procedere. Niente accordo, niente scatole.
Ma sono propriet del mio dipartimento ribatte Castle.
Forse s, forse no. Non ci giurerei. Fino a due ore fa lei e il
suo dipartimento non sapevate nemmeno che esistessero. Non
c' alcuna indagine aperta perch lei stesso ha rifiutato di collaborare,
ricorda?
McCutcheon ha bisogno di farsi valere: Sono d'accordo con
lo sceriffo. Se sono reperti rubati al suo dipartimento, non importa
quando, allora appartengono a lui.
Anche Glenn vuole farsi valere, e sgrida il suo ex socio:
Vent'anni fa, Patrick, il suo dipartimento ha cercato di distruggere
le scatole. Grazie a Dio Post le ha ritrovate. Sentite, state gi
facendo il tiro alla fune. Qui dobbiamo concordare insieme una
maniera di procedere. Io rappresento Mr Post e la sua fondazione,
e vi chiedo di perdonarlo se sembra un po' geloso dei suoi
reperti. Tra i corpi del reato potrebbe esserci quello che scagiona
il suo cliente. Considerati i precedenti di Seabrook, ha il diritto
di farsi qualche scrupolo. Datevi una calmata tutti quanti.
Dopo una pausa, riattacco: Propongo di stabilire un piano
condiviso e di aprire le scatole insieme, ovviamente videoregistrando
tutto. Se troviamo la torcia, signori, chiedo di poterla
conservare io e di farla analizzare dai nostri esperti, i professori
Kyle Benderschmidt e Tobias Black. Immagino che abbiate
una copia delle loro relazioni. Quando avranno finito riconsegner
a voi la torcia perch possiate portarla al laboratorio statale
della Scientifica.
Sta insinuando che i suoi esperti siano pi bravi di quelli
dello Stato? chiede Castle.
Pu scommetterci. Forse ricorda che fu un pubblico ministero
dello Stato a far deporre un ciarlatano di nome Paul Norwood,
la cui credibilit negli ultimi dieci anni  stata demolita. Per,
prima di restare disoccupato, riusc a fregare Quincy. Scusate,
ragazzi, ma io dello Stato della Florida non mi posso fidare.
Sono certo che la nostra Scientifica sia all'altezza dice
McCutcheon. All'epoca Norwood non lavorava per noi.
Quando parla McCutcheon, Glenn si sente in dovere di replicare.
Apri le orecchie, Patrick. Le condizioni le detta il mio
cliente. Se non riuscite a mettervi d'accordo, non vedete le prove.
Se le porta via e passiamo al piano B.
Ovvero?
Non abbiamo ancora definito i dettagli, ma il piano B prevede
senz'altro che Mr Post se ne vada con le scatole e faccia
analizzare i reperti da esperti indipendenti. Tagliando fuori voi.
Siete sicuri di volerlo?
Mi alzo e guardo torvo Castle e McCutcheon. Non sono qui
per mercanteggiare. Il vostro tono non mi piace e non mi piace
il vostro atteggiamento. Le scatole sono al sicuro, e quando
sar pronto andr a prenderle. Raggiungo la porta, e non appena
la apro McCutcheon mi dice: Aspetti.
Le scatole dimostrano la loro et anche dopo essere state ripulite
dalla polvere. Le abbiamo messe una accanto all'altra in mezzo
al lungo tavolo della sala riunioni di Glenn. Una videocamera
montata su un treppiede le inquadra. Le guardiamo da vicino,
increduli. Tocco la prima. Suppongo che QM stia per Quincy
Miller dico. A lei l'onore propongo allo sceriffo mentre gli
do un coltellino e un paio di sottilissimi guanti di lattice che infila
con sollecitudine. Bea accende la videocamera, Frankie comincia
a filmare con il telefono.
Castle prende il coltellino e taglia il nastro adesivo prima in
alto, poi ai lati del primo pacco. Apre l'involucro e allunghiamo
il collo per vedere cosa contiene. Il primo reperto  una busta
di plastica trasparente che avvolge quella che sembrerebbe
una camicia bianca inzuppata di sangue. Senza aprirla, Castle
la mostra alle videocamere e legge l'etichetta: Luogo del reato,
Russo, 16 febbraio 1988.
La posa sul tavolo. Sembra che la camicia dentro la busta sia
un po' strappata. Dopo ventitr anni il sangue  quasi nero.
Poi c' un'altra busta trasparente che pare contenere un paio
di pantaloni eleganti appallottolati. Macchie nere anche l, e
sull'etichetta le stesse informazioni.
Il reperto successivo  una scatola pi piccola avvolta in un
sacchetto della spazzatura. Lo sceriffo rimuove con cautela la
plastica, mette la scatola sul tavolo e la apre. Ne estrae alcuni
fogli di carta velina macchiati, un bloc-notes giallo, cartoncini
per gli appunti, quattro biro economiche e due matite nuove.
Secondo l'etichetta sono materiali trovati sulla scrivania di
Russo. Tutti sporchi di sangue.
Uno alla volta, Castle estrae quattro trattati di giurisprudenza.
Secondo l'etichetta, provengono dalla libreria di Keith.
Poi tocca ad una scatola di cartone, lunga una quarantina di
centimetri e larga cinque o sei.  avvolta in un doppio strato di
buste di plastica da alimenti. Castle le rimuove con prudenza
e, come se sapessimo che cosa sta per succedere, fa una pausa
e lascia che tutti osservino per bene la scatola marrone. Non 
chiusa con il nastro adesivo, ma con una cordicella. Lentamente
lui la tira ed estrae un altro sacchetto a chiusura ermetica che
posa sul tavolo. Dentro c' una torcia elettrica nera, lunga una
trentina di centimetri, con la lente larga cinque.
Non apriamola dico, con il cuore in gola.
Castle annuisce.
Glenn prende il comando: Signori, fermiamoci a fare il punto
della situazione.
Andiamo a sederci a un capo del tavolo. Frankie si accomoda
dall'altra parte e mette via il telefono. Sto ancora filmando
dice Bea.
Non spegnere le dico. Voglio che sia tutto registrato.
Per alcuni minuti, ognuno a modo suo, cerchiamo di calmarci
e riordinare le idee. Lancio occhiate alla torcia, incapace
di dare un senso alla sua presenza e di rendermi davvero conto
dell'importanza che potrebbe avere. Il primo a parlare, alla
fine,  McCutcheon: Ho una domanda, Post.
Prego.
Lei ormai sta seguendo questo caso da quasi un anno. Noi
no. Quale crede che sia il motivo che spinse Pfitzner a voler distruggere
i corpi del reato?
Credo che ci sia una sola spiegazione logica, e ci sono arrivato
con l'aiuto di Kyle Benderschmidt. Secondo lui, dietro
tutto questo c' la mano di uno che conosceva bene la legge ed
era bravissimo a manipolarla. La torcia fu fotografata soltanto
dopo che lo sceriffo la piazz nel bagagliaio di Miller. Pfitzner
sapeva di poter rimediare un ciarlatano come Norwood, disposto
a esprimere un parere basandosi sulle foto anche in assenza
della torcia, e a confermare la teoria dell'accusa secondo la
quale Quincy, l'assassino, l'avrebbe usata per sparare al buio.
Pfitzner voleva far scomparire la torcia perch temeva che un
altro esperto, pi preparato di Norwood, la esaminasse per conto
della difesa e svelasse la verit. Sapeva anche quant'era facile
condannare un nero in una cittadina bianca.
Mentre gli altri rimuginano sul mio discorso, cala un lungo
silenzio. A romperlo  di nuovo McCutcheon. Mi dica che intenzioni
ha, Post.
Non mi aspettavo cos tanto sangue rispondo.  una benedizione
che ci sia. Quindi, per prima cosa farei esaminare la
torcia a Benderschmidt nel suo laboratorio della VCU, dove ha
tutti gli strumenti di precisione necessari.
E se il sangue sulla torcia  lo stesso dei vestiti, abbiamo un
collegamento tra Quincy e il delitto, no? chiede McCutcheon.
Pu essere, ma non andr cos. La torcia l'ha fatta spuntare
Pfitzner, non era sul luogo del reato. Ve lo garantisco.
Glenn ha bisogno di inserirsi nella conversazione e si rivolge
a McCutcheon. Per come la vedo io, i nostri obiettivi sono
due. Il primo  la scarcerazione del condannato, il secondo l'incriminazione
del vero assassino. Il primo  urgente, il secondo
potrebbe essere una chimera. Certo, Pfitzner  in prigione,
ma trovare il legame tra lui e il delitto  un'impresa. Sei d'accordo,
Post?
S, e per il momento non mi interessa. Pfitzner ci ha fatto
un regalo e rester dietro le sbarre a lungo. Voglio che Quincy
Miller esca di prigione non appena sar umanamente possibile,
e voglio che mi aiutiate. Non  la prima volta che mi trovo
in questa situazione, e so che quando il procuratore distrettuale
collabora si fa molto pi in fretta.
Suvvia, Patrick lo apostrofa Glenn. Ormai  chiaro.
Ventitr anni fa questo ragazzo  stato rovinato dalla contea.  ora
di riparare i danni.
Lo sceriffo Castle sorride. Io ci sto. Appena avrete i risultati
del test riapriremo l'indagine.
Vorrei scavalcare il tavolo e abbracciarlo.
D'accordo aggiunge McCutcheon. Le chiedo soltanto che
tutto venga fotografato, videoregistrato e conservato. Un giorno
potrebbe tornarmi utile per un altro processo.
Naturalmente dico.
Parliamo delle altre due scatole dice Castle.
Glenn si appoggia al bastone e balza in piedi. Diamo un'occhiata.
Magari c' del materiale compromettente su di me.
Ridiamo nervosi e ci alziamo. Frankie si schiarisce la voce.
Ehi, capo, non dimenticare l'armadio.
L'avevo dimenticato. Guardo lo sceriffo e dico: Mi dispiace
complicarle le cose, ma a casa Taft abbiamo trovato un'altra
cosa, in un armadio del piano di sopra. Non so se definirlo
un morto o un cadavere, perch non  che uno scheletro. Solo
ossa. Dev'essere l da anni.
Castle si rabbuia. Ottimo, ci mancava solo questo.
Non l'abbiamo toccato, ma non ci sembra ci siano fori da
proiettile nel cranio. Potrebbe essere semplicemente un suicidio.
Mi piace come ragiona, Post.
E non c'erano indumenti. Comunque, ai Taft non abbiamo
detto niente,  tutto vostro.
Grazie tante, eh.
...
44.

Glenn invita Frankie e me a un'altra cena cinese sotto la veranda,
ma ci scusiamo e decliniamo. Parto da Seabrook nel tardo
pomeriggio, con Frankie alle calcagna a mo' di sentinella del
prezioso carico che tengo sul sedile del passeggero per non perderlo
mai di vista. Una scatola con dentro la torcia che nessuno,
dopo due decenni, ha ancora toccato, e la busta di plastica
con la camicia insanguinata. Viaggiamo senza soste per tre ore
e arriviamo a Savannah quando il sole  gi calato da un po'.
Chiudo le prove nel mio appartamento, per poterci dormire vicino.
Vicki sta preparando il pollo arrosto, io e Frankie abbiamo
una fame da lupi.
A cena consideriamo se sia meglio andare a Richmond in auto
od in aereo. Io non voglio volare perch non mi va di dover cedere
i reperti agli agenti di sicurezza dell'aeroporto. Un sorvegliante
annoiato potrebbe divertirsi un mondo, con la nostra
camicia sporca di sangue. E l'idea che qualcun altro maneggi
la torcia mi terrorizza.
Perci partiamo alle cinque del mattino con lo spazioso e molto
pi affidabile pick-up di Frankie, che guida mentre io cerco
di appisolarmi nel primo tratto. Al confine con il South Carolina
accusa un colpo di sonno e gli do il cambio. Agganciamo il
segnale di una radio che trasmette rhythm and blues da Florence
e cantiamo insieme a Marvin Gaye. Per colazione prendiamo
biscotti e un caff al drive-in di un fast food e mangiamo in
viaggio. Ci viene da ridere, se pensiamo a dov'eravamo esattamente
ventiquattr'ore fa: nella soffitta, in preda al terrore ed alla
paura di essere assaliti da spiriti maligni. Frankie ricorda il mio
conato di vomito improvviso quando lo scheletro  quasi saltato
fuori dall'armadio, e ride cos di gusto che non riesce a mangiare.
Gli rammento che lui  praticamente svenuto. Ammette
che gli tremavano le gambe e che stava per estrarre la Glock.
Arriviamo nel centro di Richmond verso le quattro del pomeriggio.
Kyle Benderschmidt ha allertato la sua squadra al
completo. Lo seguiamo in uno dei grossi laboratori. Ci presenta
due colleghi e due tecnici, e come loro si infila i guanti sterili.
Attivano due videocamere, una sospesa sopra il tavolo e
l'altra ad un capo. Io e Frankie indietreggiamo, ma non ci perderemo
nulla, perch la ripresa aerea  trasmessa da uno schermo
ad alta definizione fissato alla parete.
Kyle si rivolge alla telecamera in fondo al tavolo e riporta i
nomi di tutti i presenti, poi la data, il luogo e lo scopo dell'esame.
Racconta con naturalezza cosa sta facendo mentre estrae la
scatola dal sacchetto di plastica, la apre lentamente e sfila la busta
pi piccola con dentro la torcia. Apre la busta e posa il reperto
su un pannello bianco di ceramica. Ne misura la lunghezza
con il righello: ventotto centimetri. Spiega ai presenti che  fatta
di un metallo leggero, probabilmente alluminio, dalla superficie
ruvida. Suppone che trovare impronte digitali sar difficile. Per
un momento fa il professore e ci spiega che su una superficie liscia
le impronte latenti possono rimanere anche per decenni, se
sono protette, ma anche scomparire in fretta se tale superficie 
esposta agli elementi. Comincia a svitare il tappo per togliere le
batterie; dalla filettatura cadono briciole di ruggine. Con delicatezza
Benderschmidt scuote la torcia e smuove due batterie,
che saltano fuori pigramente. Senza toccarle, spiega che spesso
 l che si trovano le impronte digitali. Gli scassinatori e i ladri
accorti puliscono quasi sempre le torce, quasi mai le batterie.
Non ci avevo mai pensato, ed evidentemente neanche Frankie,
visto che ci scambiamo un'occhiata sorpresa.
Kyle ci presenta il suo collega Max, specializzato in impronte
digitali, e gli passa la parola. Max si sporge sulle due batterie e
spiega che siccome sono di colore scuro user una polvere fine
simile al talco. Con un abile colpo di pennellino applica la polvere
sulle batterie e dice che rester attaccata alle sostanze rilasciate
dalla pelle al contatto con esse, se ce ne sono. All'inizio
sembra di no. Con delicatezza gira le batterie ed applica altra polvere.
Eccola osserva. Sembrerebbe l'impronta di un pollice.
Mi sento le gambe di burro e ho bisogno di sedermi, ma non
posso, perch lo sguardo di tutti  su di me. Che si fa, Post?
chiede Benderschmidt. Non mi pare molto utile continuare
con l'impronta, o sbaglio?
Faccio fatica a ragionare. Ormai sono convinto da mesi che
non troveremo mai l'assassino. Ma non  la sua impronta digitale,
quella che abbiamo appena scoperto?
S, fermiamoci qui rispondo. Probabilmente se ne riparler
in tribunale, e mi sentirei pi tranquillo se a rilevarla fosse
la Scientifica della Florida.
D'accordo dice Kyle. Anche Max annuisce. Sono professionisti
troppo seri per rovinare un corpo del reato.
Mi viene un'idea. Riusciamo a fotografarla e a spedirgliela
adesso?
Certo risponde Kyle come se fosse una cosa da nulla, e fa
un cenno a un tecnico che mi guarda e dice: Immagino che sia
piuttosto impaziente di identificare qualcuno, vero?.
Esatto, se  possibile.
Il tecnico avvicina un carrello con sopra un aggeggio che mi
dicono essere una macchina fotografica ad alta risoluzione dal
nome impronunciabile, e insieme agli altri dedica mezz'ora a
scattare primi piani dell'impronta. Chiamo Wink Castle a Seabrook
e mi faccio dare il nome del suo contatto alla Scientifica
dello Stato. Lui mi domanda se abbiamo scoperto qualcosa e
io gli dico: ancora nulla.
Tolta di mezzo la macchina fotografica, Kyle ripone le batterie
dentro due buste di plastica e rivolge la sua attenzione alla
lente. Avr osservato le foto mille volte e so che ci sono otto
schizzi del sangue che in teoria proveniva da Russo. Tre sono
un po' pi grandi, hanno un diametro di due o tre millimetri.
Kyle vuole rimuoverne uno e fare una serie di test. Il sangue
 rappreso da quasi ventitr anni, non sar facile asportarlo.
Scrupolosi come neurochirurghi, lui e Max svitano la ghiera e
depongono la lente su una grossa piastra di Petri trasparente.
Kyle continua a descrivere ogni passaggio. Con una piccola siringa
versa una goccia d'acqua distillata sullo schizzo di sangue
pi grosso. Frankie e io seguiamo l'operazione sullo schermo.
L'acqua diluisce bene il sangue in una goccia di liquido rosa
scuro che sfugge alla lente e cade sulla piastra di Petri.
Benderschmidt e Max si scambiano un cenno di soddisfazione, 
un campione valido. Si sfilano i guanti sterili mentre un tecnico
lo porta via.
Prendiamo anche un minuscolo campione di sangue dalla
camicia e li confrontiamo mi dice Kyle. Poi facciamo dei test
per completare l'analisi dei campioni. Ci vorr del tempo.
Stanotte si lavora.
Che cosa dovrei rispondere? Vorrei tanto avere i risultati subito,
e che fossero favorevoli, ma mi limito a ringraziare lui e Max.
Insieme a Frankie esco dai laboratori e giriamo per il centro di
Richmond in cerca di un bar. Davanti a un t freddo e a un panino
cerchiamo di parlare di cose che non c'entrano con il sangue,
ma  impossibile. Se il campione preso dalla torcia dovesse
combaciare con le macchie sulla camicia, la verit non sarebbe
affatto chiara e diverse domande rimarrebbero senza risposta.
Se invece i campioni avranno origini diverse, Quincy uscir
di prigione. Prima o poi, se si regge in piedi.
E l'impronta del pollice? Non condurr automaticamente a
chi ha premuto il grilletto, se non si riesce a dimostrare che la
torcia era sul luogo del reato. Se i campioni non combaciano 
probabile che la torcia non fosse l, e che Pfitzner l'abbia
semplicemente messa con l'inganno nel bagagliaio di Quincy.
Questa  la nostra ipotesi, perlomeno.
Durante il lungo viaggio da Savannah a Richmond, Frankie
e io abbiamo discusso dell'opportunit di informare i Taft
che in un loro armadio c' lo scheletro. Quando l'abbiamo detto
allo sceriffo Castle, non ci  sembrato impaziente di affrontare
la questione. Da una parte, un membro della famiglia Taft
potrebbe essere scomparso, anni fa, e ci risolverebbe il mistero.
Dall'altra, invece, quella casa li spaventa gi cos tanto che
 difficile crederli interessati a indagare l'ennesima morte stregata
in famiglia.
Al momento del caff, decidiamo che  una storia troppo interessante
e che non possiamo ignorarla. Frankie seleziona il
numero di Riley Taft e decide di chiamarlo. Riley sta uscendo
dal lavoro a scuola ed  sorpreso di sapere che siamo gi cos
avanti nell'analisi dei reperti. Frankie gli spiega che li ha quasi
tutti in custodia lo sceriffo e che ci siamo tenuti quelli che ci occorrevano.
Gli chiede anche se gli risulta che nell'ultima decina
d'anni qualche suo parente sia scomparso.
Riley vuole sapere perch ci interessa.
Con un sorriso e uno scintillio negli occhi, Frankie gli racconta
cos'altro abbiamo trovato ieri mattina. Nell'armadio della
stanza di destra al piano superiore della casa di sua nonna
c' uno scheletro ancora intatto, sorretto da un cavo di plastica
che gli gira intorno al busto. Difficile che sia morto suicida,
potrebbe essere un assassinio ma non per impiccagione; a ogni
modo nulla  certo.
Riley rimane sbalordito, Frankie quasi scoppia a ridere. Parte
un vivace scambio di battute in cui Riley accusa Frankie di
prenderlo in giro. Lui si infervora e risponde che  facile dimostrare
la verit: basta andare a controllare. Oltretutto, sarebbe
il caso che lui e Wendell entrassero al pi presto a recuperare
lo scheletro per dargli una sepoltura degna.
Riley s'infuria e comincia ad insultarlo. Quando si calma,
Frankie si scusa per avergli comunicato la brutta notizia e spiega che
pensava fosse utile riferirgliela: prima o poi lo sceriffo avrebbe
cercato i Taft per dare un'occhiata.
Frankie rimane in ascolto, sorride, dice: No, no, Riley, io non
la brucerei.
Riley sbraita, a un certo punto Frankie si allontana il telefono
dall'orecchio mentre ripete: Su, Riley, niente scherzi, non
bruciatela.
Al termine della telefonata  certo che la casa verr messa al
rogo dai suoi stessi proprietari.
...
45.

Dobbiamo aspettare quasi fino alle undici, quando il professor
Benderschmidt termina le lezioni e torna nel suo ufficio.
Frankie e io lo aspettiamo l, gi carichi di caffeina. Arriva di
gran carriera, sorride ed esclama: Avete vinto!. Si lascia cadere
sulla poltrona, giocherella con la sua cravatta a farfallino,
 felicissimo di darci una notizia meravigliosa. Non  lo
stesso sangue. Non  neanche sangue umano. Be', la camicia
di Russo ne  piena, tipo 0 come il cinquanta per cento di noi,
ma non sappiamo altro. Come ho gi detto, qui non facciamo
i test sul DNA, e grazie al cielo non ve ne servono. Il sangue
sulla torcia appartiene a un animale, molto probabilmente a
un coniglio o un altro piccolo mammifero. Nella mia relazione
lo spiegher con tutte le argomentazioni scientifiche del
caso, ma non ora. Ho un po' da fare perch ho dedicato tutta
la sera a questa indagine. Tra due ore ho un aereo. Non mi
sembri sorpreso, Post.
Non lo sono, prof.  semplicemente un sollievo sapere la
verit.
Lo libereranno, vero?
Non  mai cos facile, sai come funziona. Per tirarlo fuori ci
vorranno mesi di lotte con il coltello tra i denti in tribunale, ma
vinceremo noi. Grazie a te.
Il grosso del lavoro l'hai fatto tu. Io sono soltanto uno
scienziato.
E l'impronta digitale?
La buona notizia  che non appartiene a Quincy. Quella
cattiva che non  neanche di Pfitzner. Al momento non se ne
sa nulla, ma la Scientifica della Florida sta indagando. Ieri sera
l'hanno confrontata con la loro banca dati e non hanno trovato
niente. Vuol dire che probabilmente la persona che ha maneggiato
la batteria non  schedata. Potrebbe essere chiunque: la
moglie di Pfitzner, la sua domestica, un suo sottoposto. Uno che
non avete mai sentito nominare e che non rintraccerete mai.
Ma non importa, vero? commenta Frankie. Se la torcia
non era sul luogo del reato, vuol dire che il vero assassino non
l'ha usata.
Esatto risponde Kyle. Come pu essere andata, quindi?
Secondo me Pfitzner ha ucciso un coniglio, ha prelevato un po'
del suo sangue e l'ha utilizzato per sporcare la torcia. Io avrei
usato una grossa siringa per schizzarla da una distanza di un
metro e mezzo, per fare un lavoro credibile. Poi l'avr lasciata
asciugare, maneggiata con i guanti, infilata in una tasca e messa
nel bagagliaio di Quincy dopo aver ottenuto il mandato di
perquisizione. Sapeva di Paul Norwood, il cosiddetto esperto,
e ha fatto in modo che il pubblico ministero convocasse lui. Per
soldi Norwood era disposto a testimoniare qualunque cosa, si
 presentato con un curriculum lunghissimo e tanto gli  bastato
per convincere una giuria, be', diciamo poco raffinata. E
a maggioranza bianca, se non ricordo male.
Undici bianchi su dodici preciso.
Un omicidio violentissimo, la sete di giustizia, l'indiziato
perfetto con un movente credibile ed un ingegnoso complotto
per incastrarlo. Quincy  scampato per un pelo alla pena di
morte e gli hanno dato l'ergastolo. Ventitr anni dopo arrivi tu,
Post, e scopri la verit. Meriteresti una medaglia.
Grazie, prof, ma pi delle medaglie ci importano le
scarcerazioni.
 stato un vero piacere. Un'indagine fantastica. Quando
avrete bisogno di me, ci sar.
Partiamo da Richmond e chiamo subito la mia infermiera preferita,
che passa il telefono a Quincy. In parole semplici gli spiego
che finalmente siamo in possesso di prove importanti che
un giorno lo scagioneranno. Minimizzo riguardo alle possibilit
che lo rilascino presto e lo avverto che nei prossimi mesi
faremo un sacco di manovre legali per tirarlo fuori. Lui  contento,
grato, trattiene a stento l'entusiasmo.
Dall'aggressione sono passate tredici settimane, e Quincy migliora
di giorno in giorno. Comprende sempre meglio quando gli
si parla e si esprime con maggior rapidit e con un vocabolario
pi ricco. Uno dei problemi cruciali che abbiamo rispetto a lui
 che non ha capito che la riabilitazione dovrebbe andare il pi
lenta possibile: essere abbastanza sano da farsi dimettere significherebbe
tornare in prigione. Pi volte ho cercato di spiegare
ai suoi medici quanto  importante andarci piano, ma il malato
 stanco di procedere con cautela, stanco dell'ospedale, stanco
delle operazioni, degli aghi e dei tubi. Vuole alzarsi e correre.
Mentre Frankie guida, parlo a lungo con Mazy, Susan Ashley
e Bill Cannon. Le idee sul tavolo sono talmente tante che Mazy
mette in piedi una teleconferenza e per un'ora ne discutiamo
tutti insieme.  lei ad avere l'intuizione pi brillante, un trucco
su cui sta meditando da un po'. Secondo le leggi della Florida,
le istanze per riaprire i procedimenti penali vanno presentate
nella contea dove il detenuto sta scontando la pena.
Per questo il vecchio giudice Plank  inondato di richieste infondate:
il carcere Garvin  dietro casa sua, nella contea rurale
di Poinsett. E lui  troppo annoiato per provare solidariet, e
non si accorgerebbe di una prova nuova nemmeno se gli mordesse
le chiappe.
Al momento, per, Quincy non  detenuto al Garvin ma ricoverato
nel cuore di Orlando, in piena contea di Orange, che
ha un milione e mezzo di abitanti e quarantatr giudici. Se presentassimo
l una nuova istanza, lo Stato se ne occuperebbe subito
e ci accuserebbe di essere ricorsi a un semplice sotterfugio,
ma non abbiamo niente da perdere. Se dimostriamo che il nostro
tentativo  legittimo, produrremo le prove nuove davanti
a un giudice nuovo, in un'area metropolitana molto pi eterogenea
sul piano demografico e razziale. Se perdiamo, si torna
dal vecchio Plank e si ritenta. Prima, per, dobbiamo ritirare
l'appello che abbiamo presentato quando Plank ha respinto la
nostra prima istanza, che da tre mesi langue alla corte suprema
di Tallahassee.
In due giorni di lavoro, Mazy e io approntiamo una nuova
istanza emendata e ritiriamo la precedente. Riceviamo la buona
notizia che la Scientifica della Florida  giunta alle stesse conclusioni
di Kyle Benderschmidt.
Dei Taft e del loro scheletro nell'armadio non si sa pi nulla.
Se tenessimo dello champagne in ufficio potremmo stapparne
una bottiglia, quando da Orlando chiama la mia infermiera
preferita e dice che: 1) una ferita da coltello di Quincy ha fatto
infezione e 2) la sua mandibola non  guarita bene ed occorre
un altro intervento.
Chiudo la conversazione scongiurandola di non dimetterlo.
Inviamo subito l'istanza al tribunale distrettuale della contea
di Orange, che  territorio di Susan Ashley. La corte mantiene
una certa riservatezza riguardo al criterio con cui assegna i casi
ai suoi giudici, perci non sappiamo chi pescheremo. Nel frattempo,
dopo due settimane lo Stato della Florida risponde alla
prima istanza con un breve e conciso provvedimento di rigetto
per cui non vale neanche la pena di protestare.
Susan Ashley chiede un'udienza anticipata e scopriamo che
il nostro giudice  Ansh Kumar, trentottenne, figlio di immigrati
indiani. Volevamo l'eterogeneit culturale ed eccoci accontentati.
Kumar acconsente alla nostra richiesta, il che  un
buon segno, e io corro a Orlando. Mi ci porta Frankie con il suo
pick-up, perch  convinto che il mio piccolo Ford non sia pi
sicuro, soprattutto quando vado a zig-zag mentre bercio al telefono.
Perci guida lui, e io cerco di non berciare.
In questo periodo, Frankie  indispensabile anche per un altro
motivo: come ci si poteva aspettare ha fatto amicizia con Quincy
e gli tiene compagnia per ore in ospedale. Guardano insieme le
partite di baseball, mangiano il cibo del fast food e in generale
terrorizzano lo staff. Le infermiere sanno che entrambi hanno
scontato lunghe sentenze per crimini che non hanno commesso,
e perci tollerano le loro innocenti battutacce a sfondo
sessuale. Frankie mi racconta che alcune di loro ne sfoderano
quante e pi dei ragazzi.
Ancora una volta, lo Stato della Florida invia come portavoce
Carmen Hidalgo.  una dei mille avvocati del procuratore,
le  andata di nuovo male. Gli avvocati di punta dello Stato
non fanno certo la fila per occuparsi di innocenti che chiedono
di essere scagionati.
Ci presentiamo a quella che dovrebbe essere una breve udienza
in una moderna aula di tribunale al terzo piano di un piccolo
grattacielo del centro, il nuovo palazzo di giustizia del quale
la contea va molto fiera. Il giudice Kumar saluta gli avvocati
con un sorriso cordiale e ci ordina di venire al dunque.
Carmen interviene per prima; con un ragionamento lineare
spiega che le norme statali sono chiare ed impongono che le
istanze di riapertura dei processi vadano presentate nella contea
dove il detenuto sta scontando la pena. Susan Ashley ribatte
che il nostro cliente  s assegnato al Garvin, ma che in questo
momento non  l. Da quindici settimane si trova ad Orlando, e
ancora non si sa quando verr dimesso. Le parti in causa hanno
le idee chiare, ma sembra averle anche il giudice Kumar, che
oltre alla documentazione dell'udienza deve aver letto la nostra
approfondita istanza.
Dopo aver ascoltato pazientemente, si rivolge a Carmen. Ms
Hidalgo, direi che l'imputato  riuscito a fregare lo Stato con un
semplice ma ingegnoso espediente. La legge non dice una parola
riguardo ai casi di temporaneo trasferimento dalla prigione
dov'era detenuto. Ve l'hanno fatta!
Ma, Vostro Onore...
Il giudice Kumar alza lentamente le mani e fa un altro sorriso
cordiale. Si sieda pure, Ms Hidalgo. Grazie. Ora, per prima
cosa, ho diverse ragioni per volermi occupare di questo caso.
La pi importante  che non sono convinto che la legge imponga
di depositare l'istanza nella contea di Poinsett. In secondo
luogo, i fatti mi incuriosiscono, specialmente alla luce dei recenti
sviluppi. Ho letto tutto: la prima e la seconda istanza, le
risposte dello Stato, l'azione legale federale contro l'ex sceriffo
della contea di Ruiz e altri, le accuse contro i sospettati di aver
organizzato un omicidio su commissione in carcere. Ho letto
davvero tutto. E il terzo motivo per cui intendo seguire questo
caso  perch sembrerebbe assai probabile che Quincy Miller
abbia passato gli ultimi ventitr anni in prigione per un crimine
che non ha commesso. Vi assicuro che non ho ancora preso
nessuna decisione e che mi aspetto un dibattimento probatorio
in contraddittorio in piena regola. Ms Gross, quando potrebbe
essere pronta per affrontarlo?
Anche domani dice Susan senza alzarsi.
E Ms Hidalgo?
Vostro Onore, la prego, non abbiamo ancora nemmeno depositato
la nostra risposta.
A me sembra di s. Ne avete depositata una alla vecchia
istanza.  gi sul suo computer. Le basta aggiornarla un minimo
e ripresentarla immediatamente, Ms Hidalgo. L'udienza si
terr fra tre settimane in quest'aula.
L'indomani, Ms Hidalgo corre alla corte suprema dello Stato
a presentare un appello immediato contro la decisione di Kumar.
Una settimana dopo, i giudici supremi della Florida emettono
una stringatissima sentenza a nostro favore. Andiamo verso
la resa dei conti, e stavolta sembra che avremo un giudice
disposto ad ascoltarci.
...
46.

Bill Cannon ci fa un'offerta che ci sorprende: vorrebbe fare gli
onori di casa e occuparsi lui del tribunale, quando si dibatter
la nostra istanza per la riapertura del processo. Lo considera
un eccellente collaudo per la causa di risarcimento, alla quale
mancano ancora mesi. Ha una gran voglia di zuffa e vuole
ascoltare i testimoni di persona. Susan Ashley  sveglia e brillante,
ma ha soltanto trentatr anni e poca esperienza in aula.
La definirei una secchiona, mentre Cannon, per reputazione, 
gi nella storia. Lei  felicissima di lasciargli il posto e onorata
di fargli da assistente. Io, siccome sono un potenziale testimone,
rinuncio senza il minimo rimpianto al mio ruolo di avvocato.
Avr comunque un posto d'onore.
Vicki e Mazy sentono che la squadra di casa potrebbe vincere
e per l'occasione si prendono qualche giorno libero e vengono
a Orlando. In prima fila con loro c' Frankie: tutti i soci
della Guardian sono presenti. Ma c' di pi: anche il reverendo
Luther Hodges  venuto da Savannah per vederci in azione.
Segue il caso dal giorno in cui l'abbiamo accettato e ha dedicato
tante ore di preghiera a Quincy. Glenn Colacurci si presenta in
abito di cotone seersucker rosa, nientemeno, accompagnato dalla
graziosa Bea. Lui ha fatto tutt'altro che pregare.  affiancato
da Patrick McCutcheon che, secondo Glenn, ha deciso di non
riprocessare Quincy, se la nostra istanza dovesse essere accolta.
Susan Ashley si  occupata dei giornalisti, e il caso comincia
ad avere una certa visibilit: la storia di un vecchio sceriffo corrotto
che cospira per far fuori un innocente da lui incarcerato
vent'anni prima  troppo bella per tacere. Inoltre, il fatto che
l'innocente stia lottando con tutte le sue forze per essere scarcerato
mentre lo sceriffo  dietro le sbarre aggiunge elementi
alla trama. In aula c' un drappello di inviati, oltre alla ventina
di spettatori. Non c' tribunale, grosso o piccolo, di provincia
o di citt, che non abbia i suoi habitu, i curiosi che non hanno
niente di meglio da fare.
Il giudice Kumar prende posto senza cerimonie e d il benvenuto
ai presenti. Si guarda intorno e non vede il detenuto. L'altroieri
ha accolto la nostra richiesta di far presenziare Quincy
all'udienza. Fin qui ha fatto tutto quello che gli abbiamo chiesto.
Fatelo entrare dice a un commesso. Si apre una porta vicino
al banco dei giurati e compare un vicesceriffo. Quincy lo
segue aiutandosi col bastone; non  ammanettato. Indossa la
camicia bianca e i pantaloni marroni che gli ho comprato ieri.
Avrebbe voluto mettersi la cravatta, per la prima volta in ventitr
anni, ma gli ho detto che non era necessario: in aula non
c' la giuria ma soltanto un giudice che probabilmente, sotto la
toga nera, la cravatta non la porta. Quincy  dimagrito di quasi
venti chili e non ha ancora recuperato completamente le capacit
motorie, ma caspita, lo trovo benissimo. Lancia qualche
occhiata in giro, sulle prime  confuso e incerto, e chi pu dargli
torto, per poi mi vede e sorride. Procede lento verso di noi,
quando il vicesceriffo lo accompagna a sedersi tra Susan Ashley
e Bill Cannon. Io mi sono accomodato dietro di loro, vicino alla
sbarra. Do una pacca sulla spalla a Quincy e gli dico che  proprio
vestito bene. Lui si volta e mi guarda con le lacrime agli
occhi. Questa breve incursione nella libert l'ha gi sopraffatto.
Stiamo litigando con l'amministrazione penitenziaria per
stabilire che cosa fare di lui. I suoi medici, per ora, hanno finito
e sono pronti a dimetterlo, ma sarebbe un biglietto di sola
andata per il Garvn. Susan Ashley ha chiesto di trasferirlo vicino
a Fort Myers in un carcere di minima sicurezza dotato di
strutture per la riabilitazione. I suoi dottori hanno generosamente
firmato lettere e promemoria che confermano la necessit
di continuare una terapia rieducativa. Noi sosteniamo con
veemenza che il Garvin sia pericoloso per tutti i detenuti in generale
e per Quincy in particolare. Bill Cannon sta ringhiando
contro i burocrati del dipartimento a Tallahassee ma, siccome
li ha gi messi alle corde con la sua causa da cinquanta milioni
di dollari, quelli si rifiutano di collaborare. Odell Herman, il
direttore del Garvin, sostiene che Quincy verr tenuto in
"detenzione a scopo di protezione" e lo spaccia per un atto di generosit.
La detenzione a scopo di protezione non  altro che
un modo diverso di dire "isolamento".
A Quincy servirebbe un'altra infezione, ma siccome l'ultima
per poco non l'ha ucciso preferisco non augurargliela.  in
ospedale da diciannove settimane ed ha ripetuto diverse volte a
Frankie che a questo punto preferisce la prigione.
Noi preferiamo la libert e nient'altro, ed  ci che avremo.
Non  ancora chiaro quando.
Bill Cannon si alza e raggiunge il podio per rivolgersi alla
corte. Ha cinquantaquattro anni, i capelli grigi folti e ben pettinati,
l'abito nero e una spavalderia da dominatore dei tribunali,
capace di ottenere ci che vuole da giurie e giudici. La sua
voce  un ricco baritono che deve aver messo a punto decenni
fa, ci scommetto. La dizione  impeccabile. Comincia dicendo
che siamo a un passo dalla verit, il fondamento del pi grande
sistema legale del mondo. La verit su chi ha ucciso o no Keith
Russo. La verit che tanto tempo fa  stata sabotata, in una cittadina
corrotta della Florida settentrionale. La verit che  stata
intenzionalmente insabbiata da uomini cattivi. Ma oggi, dopo
decenni, dopo che un innocente ha passato ventitr anni in galera,
la verit  a portata di mano.
Cannon non ha bisogno di appunti, non si ferma a controllare
un bloc-notes giallo. Non ci sono pause n "ehm" o frasi lasciate
a met. Parla a braccio con una prosa impeccabile e padroneggia
una strategia che pochi avvocati, soltanto i pi esperti,
conoscono:  breve e conciso, non si ripete. Presenta la nostra
tesi e spiega al giudice Kumar che cosa stiamo per dimostrare.
In meno di dieci minuti avvia il dibattito chiarendo con pochissimo
margine di dubbio che niente e nessuno lo potr fermare
o contestare.
Carmen Hidalgo risponde ricordando alla corte che una giuria
si  gi espressa. Tanti anni fa Quincy Miller ebbe un processo
imparziale e la giuria lo condann all'unanimit. Per un solo
voto non gli tocc la pena di morte. Perch mai tornare a dibattere
casi cos vecchi? Il nostro sistema giudiziario affaticato e
oberato di lavoro non  fatto per tenere in vita un caso per decine
di anni. Se permettessimo a tutti gli assassini in galera di
ritrattare i fatti quando pare a loro o di svegliarsi, un giorno, e
dire che esistono altre prove, allora non varrebbe neanche pi
la pena di processarli.
 persino pi concisa di Bill.
Cannon decide di cominciare con un colpo di scena e chiama
a deporre Wink Castle, lo sceriffo della contea di Ruiz. Wink ha
con s una scatoletta di cartone. Dopo che il testimone ha giurato,
Cannon lo aiuta a descrivere che cosa contiene. Un sacchetto
di plastica trasparente avvolge la torcia elettrica, che viene posata
sul tavolo accanto alla stenografa. Wink spiega come ne 
entrato in possesso. Cannon proietta il video di noi che, nell'ufficio
di Glenn, apriamo le scatole dei reperti.  una bella storia
che diverte tutti, specialmente il signor giudice. Castle racconta
ci che sa della vicenda, compreso l'incendio misterioso.
Informa con orgoglio il giudice che, sotto la sua guida, la contea
di Ruiz  cambiata in meglio.
In altre parole, non ci sono pi spacciatori. Siamo tutti puliti,
adesso!
Durante il controinterrogatorio, Carmen Hidalgo mette a segno
qualche punticino costringendo Castle ad ammettere che le
scatole con i corpi del reato sono state credute perse per parecchi
anni; c' stato perci un grosso buco riguardo alla loro custodia.
Potrebbe essere un dettaglio cruciale se si volesse usare
la torcia in un successivo processo penale, ma per ora non serve
a nulla. Quando Hidalgo ha finito, il giudice Kumar si inserisce
nella discussione interrogando Wink. Questa torcia  stata
esaminata dalla Scientifica dello Stato?
Wink risponde di s.
Ha una copia del loro verbale?
Nossignore, non ancora.
Sa chi  il criminologo che si sta occupando di questo
reperto?
Sissignore.
Bene. Voglio che lo chiami subito e gli dica che lo aspetto
qui domattina.
Certo, signore.
Vengo convocato come secondo testimone e giuro di dire la
verit.  la quarta volta nella mia carriera che mi cpita; il tribunale
visto dal banco dei testimoni ha sempre un aspetto molto
diverso. Hai tutti gli occhi addosso mentre cerchi di concentrarti
e rilassarti, e ti senti il cuore in gola. Hai subito paura di
aprire bocca, di farti scappare le parole sbagliate. Sii sincero.
Sii convincente. Sii chiaro. I classici consigli che do sempre ai
miei testimoni sono lontani, almeno per il momento. Grazie al
cielo ho dalla mia parte un avvocato brillante, con il quale ho
gi provato il mio numero. Non mi ci vedo proprio a tentare
di spacciare fesserie alla corte mentre uno come Cannon mi fa
piovere granate addosso.
Racconto, con diverse omissioni e saltando interi capitoli, la
storia di come abbiamo trovato la torcia elettrica. Non cito Tyler
Townsend a Nassau n Bruce Gilmer in Idaho; non parlo delle
e-mail che svaniscono dopo cinque minuti n del vud africano
o di veri scheletri nell'armadio. Mi baso sulla voce, riferitami
da un vecchio avvocato, secondo la quale forse Kenny Taft
sapeva troppo e per questo ci ha rimesso la pelle. Dico di essere
andato dalla famiglia Taft a indagare, e che mi  andata benissimo.
Su un grande schermo Cannon proietta immagini della
casa in rovina, alcune delle foto buie che ho scattato nel sottotetto,
e un video di Frankie che porta le scatole fuori dalla casa
stregata. Descrivo il nostro viaggio a Richmond con i corpi del
reato e l'incontro con il professor Benderschmidt.
Hidalgo, quando tocca a lei, fa una serie di domande che vorrebbero
gettare qualche ombra su chi e come ha custodito le
prove. No, non so per quanto tempo sono rimaste nel sottotetto
le scatole, non so chi ce le ha messe; non sono certo che fosse
stato Kenny Taft a portarle via prima dell'incendio, non so se
qualcuno l'avesse aiutato o se le avesse aperte per manometterle.
Le mie risposte sono cortesi e professionali. Lei sta soltanto
facendo il suo dovere e vorrebbe essere altrove.
Insiste perch le parli della fonte delle voci su Kenny Taft,
ma spiego che le mie fonti sono segrete e che le devo proteggere.
Certo, so pi di quanto le stia dicendo ora, ma dopotutto
sono un avvocato e conosco il concetto di riservatezza. Hidalgo
chiede al giudice di ordinarmi di rispondere alle sue domande.
Cannon si oppone e sfodera una mini lezione sulla sacralit
del modo in cui un legale ottiene e cataloga le proprie
informazioni. Il giudice Kumar non accoglie la richiesta e io torno
a sedermi dietro Quincy.
Il professor Kyle Benderschmidt  in tribunale e non vede
l'ora di andarsene. Cannon lo chiama a deporre e comincia il
noioso iter di presentazione delle sue credenziali. Dopo qualche
minuto, Kumar guarda Carmen Hidalgo e le chiede: Vorrebbe
davvero contestare la credibilit del testimone?.
No, Vostro Onore. Lo Stato accetta le sue credenziali.
Grazie. Kumar non mette fretta a nessuno e sembra compiaciuto
di mantenere il comando. Ha solo tre anni d'esperienza,
ma lo trovo abile e sicuro di s.
Cannon non si occupa della testimonianza fallace resa alla
giuria da Paul Norwood - Mazy la descrive in dettaglio nell'istanza -
e preferisce concentrarsi sui reperti concreti. Adesso che
abbiamo la torcia e le macchie non siamo pi costretti a tirare a
indovinare. Sullo schermo, Benderschmidt mostra foto recenti
scattate da lui e le confronta con quelle utilizzate nel processo
di ventitr anni fa. Gli schizzi sono sbiaditi sebbene la lente sia
rimasta protetta dalla luce. L'esperto identifica i tre pi grossi
e indica quale ha analizzato. Altre foto ingrandite, altro gergo
scientifico. Benderschmidt si lancia in quella che diventa subito
una noiosa lezione. Forse io la trovo tale perch nel mio patrimonio
genetico la matematica e la scienza scarseggiano, ma
poco importa: il giudice lo ascolta assorto.
Kyle comincia dalle basi: le cellule del sangue umano e del
sangue animale sono diverse. Sullo schermo appaiono due immagini
e Benderschmidt entra in modalit accademica. L'immagine
di sinistra  l'ingrandimento di un globulo rosso prelevato
dal sangue sulla lente. L'immagine di destra le somiglia,  il
globulo rosso di un piccolo mammifero, un coniglio. Gli umani
sono mammiferi e in quanto tali i loro globuli rossi non sono
dotati di nucleo. I globuli rossi dei rettili e degli uccelli, invece,
s. Il professore ticchetta sul suo portatile, le immagini cambiano
e ci perdiamo nel mondo dei globuli rossi. Il nucleo  piccolo e
tondo, una specie di centro di comando che controlla la crescita
e la riproduzione della cellula.  circondato da una membrana.
Eccetera eccetera.
Alla nostra istanza abbiamo allegato la relazione integrale di
Benderschmidt, con pagine di discorsi impenetrabili sulle cellule
e sul sangue. Confesso di non averla letta tutta, ma qualcosa
mi dice che il giudice Kumar se l' divorata.
Il succo : i globuli rossi cambiano molto a seconda della specie
animale. Benderschmidt  quasi sicuro che il sangue sulla
lente della torcia trovata sull'auto di Quincy da Bradley Pfitzner
appartenesse a un piccolo mammifero, e sostiene con enfasi che
non sia sangue umano.
Non abbiamo perso tempo a fare il test del DNA sui due campioni,
perch non ce n'era motivo. Sappiamo che il sangue sulla
camicia di Keith era il suo. Sappiamo che il sangue sulla torcia
non gli apparteneva.
Seguire il botta e risposta tra Cannon e Benderschmidt durante
la deposizione  come guardare un balletto dalla coreografia
ineccepibile. E si sono conosciuti di persona ieri. Se toccasse a
me difendermi dalla causa da cinquanta milioni che si profila
all'orizzonte, comincerei gi a proporre un accordo.
Attorno all'una del pomeriggio, Benderschmidt finisce di rispondere
alle fiacche domande di routine buttate l da Hidalgo.
A giudicare dalla corporatura magra come un chiodo, il signor
giudice non muore dalla voglia di pranzare, ma noialtri siamo
sfiancati dalla fame. Facciamo una pausa di un'ora e mezza. Io
e Frankie accompagniamo Kyle all'aeroporto e facciamo una
sosta veloce, lungo il tragitto, per prendere un panino. Benderschmidt
ci chiede di riportargli la decisione del giudice appena
la sapremo. Adora il suo lavoro, adora questo caso e muore
dalla voglia di veder scagionato Quincy. A incastrarlo  stata
una scienza taroccata, e lui vuole rimediare.
Negli ultimi sette mesi, Zeke Huffey si  goduto la scarcerazione
a tal punto da riuscire a evitare l'ennesimo arresto.  in libert
vigilata e non pu uscire dall'Arkansas senza il permesso del
suo funzionario di sorveglianza. Si dichiara disintossicato,
sobrio e deciso a rimanerlo. Un'associazione no profit gli ha prestato
mille dollari per sopravvivere dopo la scarcerazione, e al
momento Zeke lavora part-time in un autolavaggio, in una paninoteca
e per una ditta di giardinaggio. Sopravvive, in effetti, e
ha saldato quasi met del suo debito. La Guardian gli ha comprato
un biglietto aereo e lui si presenta in tribunale abbronzato
e apparentemente pi in salute.
Durante la prima udienza davanti al vecchio Plank la sua prestazione
era stata esemplare. Si era preso la responsabilit di tutte
le sue bugie e, pur incolpando Pfitzner e un sistema fallato,
aveva detto di sapere quello che stava facendo. Oggi, invece, 
profondamente pentito dei suoi spergiuri. In uno slancio di commozione
che coglie tutti di sorpresa, Zeke lancia un'occhiata a
Quincy e si lascia andare.  vero, Quincy, ho mentito. L'ho fatto
per salvarmi la pelle, e non sai quanto vorrei non averlo fatto. Ho
mentito per salvarmi e per sbatterti dentro. Quanto mi dispiace,
Quincy. Non chiedo nessun perdono, perch se fossi in te non mi
perdonerei. Dico solo che mi dispiace per quello che ho fatto.
Quincy annuisce ma non risponde. Dopo mi sveler che avrebbe
voluto dire qualcosa per offrirgli il perdono, ma aveva troppa
paura di parlare in tribunale senza permesso.
Durante il controinterrogatorio, Carmen mette Zeke sotto torchio
concentrandosi sui suoi coloriti trascorsi di bugiardo professionista,
anche in tribunale. Quando avrebbe smesso, ammesso
che sia vero? Perch dovremmo credere che non sta mentendo
adesso? Eccetera eccetera. Ma lui  gi sopravvissuto ad attacchi
come questo, e ne esce bene. Pi di una volta dice: Sissignora,
ammetto di aver mentito altre volte, ma oggi no, lo giuro.
La nostra successiva testimone  Carrie Holland Pruitt. Per
convincere lei e Buck a farsi il lungo viaggio fino a Orlando c'
voluto un bel po' di impegno, la trattativa si  conclusa soltanto
dopo che la Guardian ha offerto loro un biglietto famiglia per
Disney World. Sottolineo che di norma non potremmo permetterci
i biglietti famiglia per Disney World, ma come sempre, in
qualche modo, Vicki ha trovato i soldi.
Aiutata da un Bill Cannon padrone della situazione, Carrie
ricorda il proprio triste ruolo nel processo a Quincy Miller. Non
vide nessun nero scappare dal luogo del crimine reggendo una
specie di bastone. In realt non vide e non sent nulla. Lo sceriffo
Pfitzner e Forrest Burkhead, l'ex pubblico ministero, la obbligarono
a mentire. Lei lo fece, e l'indomani Pfitzner le diede
mille dollari in contanti, le disse di salire sul primo autobus e
la minacci di incarcerarla per falsa testimonianza se mai fosse
tornata in Florida.
Dopo qualche frase ha le lacrime agli occhi. Le si spezza la voce.
A met del racconto piange come un vitello, mentre denuncia
le proprie bugie e chiede scusa. All'epoca era una ragazza confusa
che si drogava e usciva con un poliziotto corrotto, e i soldi
le facevano comodo. Ormai  disintossicata e sobria da quindici
anni e non ha mai saltato un giorno di lavoro. Ma ha pensato
tante volte a Quincy. Mentre singhiozza aspettiamo che si riprenda.
Buck  in prima fila, anche lui si asciuga le guance.
Il giudice Kumar sospende la seduta, siamo in pausa per un'ora.
Il commesso ci spiega che deve occuparsi di una questione
urgente nel suo studio. Arriva Marvis Miller, che va a parlottare
con il fratello mentre un secondino li tiene d'occhio da lontano.
Io analizzo insieme a Mazy e Vicki le deposizioni ascoltate
finora. Un giornalista vuole parlarmi, rispondo di no.
Alle quattro e mezza la seduta riprende e Bill Cannon chiama
il nostro ultimo testimone di oggi. Ho appena informato Quincy,
per attenuare lo choc. Quando Cannon pronuncia il nome
June Walker, Quincy si volta e mi guarda. Io sorrido e annuisco
per rassicurarlo.
Frankie non si stanca facilmente, soprattutto quando va a caccia
di persone di colore che dobbiamo convincere a collaborare
con noi. Nel corso dei mesi ha coltivato con costanza l'amicizia
con Otis Walker, tramite il quale ha conosciuto di persona June.
Sulle prime i due hanno rifiutato di aiutarci perch erano ancora
indignati dal ritratto poco lusinghiero di June dipinto all'epoca
del processo dall'avvocato di Quincy. Con pazienza, per,
Frankie  riuscito a convincere June e Otis che rettificare le bugie
del passato  sempre un bene, se si ha l'occasione di farlo.
Quincy non ha ucciso nessuno, e June ha aiutato i veri assassini,
una banda di bianchi.
June si alza dalla terza fila e cammina decisa fino al banco dei
testimoni, dove il commesso la fa giurare. Ho passato del tempo
con lei cercando di farle capire che non sarebbe stato per niente
facile ammettere di aver spergiurato in un'aula di tribunale. Le
ho anche garantito che nessuno la potr incriminare per questo.
Lei rivolge un cenno a Quincy e stringe i denti. Fatevi sotto.
Dice il suo nome ed indirizzo, dichiara che il suo primo marito
 stato Quincy Miller. Hanno avuto tre figli, prima che il matrimonio
andasse a rotoli e finisse con un feroce divorzio. June
 dalla nostra parte e Bill Cannon la tratta con rispetto. Prende
dei fogli dal banco e comincia ad interrogarla.
Mrs Walker, vorrei che tornassimo indietro di diversi anni
fino al processo per omicidio il cui imputato era Quincy Miller,
il suo ex marito. Durante le udienze lei testimoni a favore
dell'accusa, e fece una serie di dichiarazioni. Se  d'accordo,
vorrei che le rivedessimo insieme.
Sissignore risponde June a bassa voce, e annuisce.
Cannon si aggiusta gli occhiali da lettura e guarda il verbale
del processo. Il pubblico ministero le domand: "L'imputato
Quincy Miller ha mai posseduto un fucile calibro 12?". Lei
rispose: "Credo di s. Aveva qualche pistola. Non ne so molto
di armi ma s, Quincy aveva un grosso fucile". Mi dica, Mrs
Walker, la sua risposta fu sincera?
Nossignore, no. Non ho mai visto fucili in casa nostra, che
io sappia Quincy non ne aveva mai posseduto uno.
Okay. Seconda dichiarazione. Il pubblico ministero le fece questa
domanda: "All'imputato piaceva andare a caccia e a pesca?".
La sua risposta fu: "Sissignore, non andava molto a caccia ma di
tanto in tanto andava nei boschi con gli amici, di solito a cercare
uccelli e conigli". Mi dica, Mrs Walker, la sua risposta fu sincera?
No. Non mi  mai risultato che Quincy andasse a caccia.
Gli piaceva pescare con suo zio certe volte, per a caccia non ci
andava.
Okay. Terza dichiarazione. Il pubblico ministero le mostr la
foto di una torcia elettrica e le chiese se avesse mai visto Quincy
usarne una simile. La sua risposta: "Sissignore, somiglia a quella
che teneva in macchina". Mi dica, Mrs Walker, la sua risposta
fu sincera?
No. Non ho mai visto una torcia come quella, o perlomeno
non me ne ricordo, ma di sicuro non l'ho mai vista usare a
Quincy.
Grazie, Mrs Walker. Ultima domanda. A processo il pubblico
ministero le domand se, la sera dell'omicidio di Keith Russo,
Quincy fosse nei paraggi di Seabrook. La sua risposta: "Penso
di s. Ho sentito dire che qualcuno l'ha visto al Pounder's
Store". Mrs Walker, la sua risposta fu sincera?
Lei inizia a rispondere ma le manca la voce. Deglutisce, guarda
dritto il suo ex marito, stringe i denti. Nossignore, non fu
sincera. Non ho mai sentito dire da nessuno che quella sera
Quincy era nei paraggi.
Cannon la ringrazia e lascia cadere le carte sul banco. Carmen
Hidalgo si alza in piedi lentamente, sembra che non sappia
come procedere. Dopo un momento di incertezza in cui studia
la testimone, si rende conto che con lei non pu segnare neanche
un punto. Lo Stato non ha domande, Vostro Onore dice,
con una certa irritazione.
Grazie, Mrs Walker, pu andare conclude il giudice Kumar.
June non abbandona il banco dei testimoni abbastanza in
fretta. Improvvisamente Quincy si alza spingendo via la sedia.
Senza bastone gira intorno a Bill Cannon e caracolla fino a
June. Lei rallenta, sembra spaventata, e per un secondo noialtri
rimaniamo impietriti davanti al disastro. Poi Quincy allarga
le braccia e June si lascia stringere. Scoppiano in lacrime. Due
persone che hanno fatto tre figli ma hanno finito per odiarsi si
abbracciano davanti a un pubblico di sconosciuti. Ti chiedo
scusa sussurra lei, pi e pi volte. Va tutto bene risponde
piano lui. Va tutto bene.
...
47.

Vicki e Mazy sono impazienti di conoscere Quincy di persona.
Ormai convivono con il suo caso da un sacco di tempo e sanno
molto della sua vita, eppure non hanno mai avuto occasione
di salutarlo. Lasciamo il tribunale e ci raduniamo al Mercy
Hospital, dove Quincy  ancora ricoverato e detenuto. Adesso
la sua stanza  nell'ala nuova che ospita gli ambulatori di riabilitazione,
ma lo troviamo nella mensa del seminterrato. Gli
fa la guardia un poliziotto di Orlando che si siede lontano da
noi, e si annoia.
Dopo ventitr anni di pasti in prigione Quincy non si lamenta
della robaccia che servono qui. Chiede un panino e delle patatine,
che vado a prendergli mentre chiacchiera a ruota libera
con Vicki e Mazy delle avventure di oggi in tribunale. Frankie
gli siede vicino, sempre pronto a dare una mano. Nei paraggi
c' Luther Hodges, che si gode il momento ed  felice di essere
coinvolto. Quincy vorrebbe che cenassimo con lui, ma abbiamo
altri programmi per la serata.
 ancora commosso dopo l'incontro con June. L'ha odiata per
cos tanti anni che la velocit con cui l'ha perdonata lo lascia basito.
Mentre la sentiva ammettere le sue bugie qualcosa, forse
lo Spirito Santo, lo ha toccato e lui non  pi riuscito a odiare.
Ha chiuso gli occhi e chiesto a Dio di liberarlo dall'odio, tutto
l'odio, e in un lampo si  sgravato di un fardello enorme. Ha
proprio sentito un peso volare via, mentre sospirava. Ha perdonato
Zeke Huffey, ha perdonato Carrie Holland, ed  meravigliosamente,
splendidamente alleggerito.
Luther Hodges sorride ed annuisce.  un messaggio che lui
conosce bene.
Quincy mangiucchia il panino e qualche patatina, spiega che
l'appetito deve ancora tornare. Ieri pesava poco pi di sessantaquattro
chili, molto al di sotto del suo peso forma, che sarebbe
ottantadue. Vuole sapere come finir, domani, ma preferisco
non azzardare previsioni. Presumo che il giudice Kumar concluder
il giro dei testimoni, valuter il caso e fisser una sentenza
tra chiss quante settimane o mesi. Sembra decisamente
solidale con noi, per ho imparato da anni a figurarmi sempre
il peggio. E a non aspettarmi mai che la giustizia sia celere.
Dopo un'ora di chiacchiere non stop, la guardia dice che il
tempo  scaduto. Abbracciamo Quincy e gli diamo appuntamento
a domattina.
Lo studio legale di Bill Cannon ha sedi nelle sei maggiori citt
della Florida. Il socio che gestisce quella di Orlando  un killer
specializzato in negligenza medica, il cui nome, Cordell Jollie,
semina il terrore tra i dottori incompetenti. Ne ha rovinati economicamente
parecchi e non ha affatto finito. I suoi verdetti e
accordi stragiudiziali gli hanno consentito di comprare una casa
signorile in una zona lussuosa di Orlando, un quartiere esclusivo
con accesso privato e strade alberate su cui si affacciano
ville incredibili. Parcheggiamo in un vialetto circolare e notiamo,
ferme una di fianco all'altra, una Bentley, una Porsche e
una Mercedes coup. La flotta di Jollie vale pi del budget annuale
della Guardian. E fieramente parcheggiato davanti c'
un vecchio Maggiolino che di sicuro appartiene a Susan Ashley
Gross, gi arrivata.
In un altro contesto noi della Guardian avremmo rifiutato
un invito a cena ad un indirizzo come questo, ma dire no a Bill
Cannon  quasi impossibile. E poi siamo abbastanza ficcanaso
da voler vedere una casa che altrimenti potremmo ammirare
giusto sulle riviste. Sulla porta ci accoglie un uomo in smoking:
 il mio primo incontro con un maggiordomo in carne ed ossa.
Lo seguiamo in un'anticamera enorme con i soffitti a volta e in
una sala grande quanto una casa di dimensioni ragionevoli, e
di colpo ci vergogniamo di come siamo vestiti.
Frankie ha avuto la presenza di spirito di declinare l'invito.
Lui, Quincy e Luther Hodges hanno in programma di guardare
una partita di baseball in televisione.
L'ansia per l'abbigliamento passa quando da un'altra stanza
sbuca di corsa Cordell in maglietta, bermuda da golf sporchi
e infradito. Regge la bottiglia verde di una birra e ci stringe la
mano con vigore. Appare Bill Cannon, anche lui in calzoni corti,
e li seguiamo attraverso locali spaziosi fino a una terrazza sul
retro che si affaccia su una piscina talmente lunga che ci si potrebbe
organizzare una gara di canottaggio. Nella dpendance
all'altro capo della vasca ci si pu dormire in quindici. Un gentiluomo
tutto in bianco ci chiede che cosa vorremmo bere mentre
andiamo a sederci in un angolo coperto, sotto ventilatori cigolanti.
Susan Ashley ci aspetta sorseggiando vino bianco.
Vi presenterei a mia moglie, ma un mese fa mi ha mollato
dice Cordell a voce altissima mentre si lascia cadere su una sedia
a dondolo di vimini. Terzo divorzio.
Non erano quattro? chiede Cannon, serio.
Pu darsi. In ogni caso mi sa che sar l'ultimo.  facile immaginare
Cordell come uno che si d da fare sia quando lavora
che quando si diverte, e che non si tiene dentro nulla.
Vorrebbe questa casa, ma non si ricorda del piccolo accordo che
abbiamo firmato prima del matrimonio.
Possiamo parlare d'altro? dice Cannon. Il nostro studio
legale vive nel terrore del prossimo divorzio di Cordell.
E di cosa dovremmo parlare, esattamente, a questo punto?
Oggi in tribunale  andata bene dico. Grazie a Bill. Vicki,
Mazy e Susan Ashley sono sbalordite dall'ambiente e sembra
che abbiano paura di aprire bocca.
Avere i fatti dalla tua parte  sempre un aiuto risponde
Cannon.
Altroch aggiunge Cordell. Adoro questa causa. Faccio
parte del comitato contenziosi dello studio, e un secondo dopo
che Bill ce ne ha parlato ho detto: "Accidenti, s!".
Che cos' un comitato contenziosi? chiedo. Cordell  dalla
nostra parte ed ha la lingua lunga, magari possiamo imparare
qualcosa.
Ogni azione legale che intentiamo deve passare al vaglio di
un comitato, formato dai soci dirigenti dei sei uffici. Ci cpitano
un mucchio di cialtronate ma anche tante cause interessanti
che sono impossibili da vincere o troppo costose. Le accettiamo
se ci sono buone probabilit di recuperare come minimo dieci
milioni di dollari. Tutto qui. Se non hanno il potenziale per
rendere dieci milioni, passiamo la mano. Quincy pu chiederne
di pi. C' la complicit dello Stato della Florida, che toglie
qualsiasi tetto al risarcimento danni. Ci sono quattro milioni
gi congelati nei conti bancari dello sceriffo, e altri all'estero. E
c' il cartello.
Il cartello? chiedo.
Torna Mr Tutto in Bianco con un vassoio d'argento e ci serve
da bere. Per me birra. Vino bianco per Mazy e anche per Vicki;
da quando la conosco, sar al massimo la seconda volta che la
vedo accettare un drink.
Non  una tesi cos improbabile spiega Bill ma finora non
l'avevamo ancora approfondita. Stiamo collaborando con uno
studio di Citt del Messico che indaga sui patrimoni dei narcotrafficanti.
 un lavoro rischioso, come potete immaginare, ma
sono gi riusciti pi volte a sequestrare conti bancari e congelare
beni. Nel cartello Saltillo ci sono facce nuove, in primis perch
le vecchie sono state spazzate via, per certi capi lavorano
ancora. Il nostro obiettivo  ottenere una sentenza pesante qui
e farla applicare ovunque riusciamo a trovare i beni.
Mi sembra un po' pericoloso fare causa ad un cartello dico.
Cordell ride. Non penso sia peggio che fare causa ad un fabbricante
di armi o a una multinazionale del tabacco o farmaceutica.
Per non parlare dei medici ciarlatani e delle loro
assicurazioni.
State dicendo che Quincy Miller intascher almeno dieci milioni
di dollari? domanda Mazy, con aria incredula.
No risponde Cannon, e ride. Non garantiamo mai nulla.
Troppe cose possono andare storte. Una causa  sempre un azzardo.
Lo Stato cercher un compromesso, Pfitzner no.  pronto
a morire combattendo e a provarle tutte, pur di proteggere
i suoi soldi. Ha bravi avvocati, ma lotter da dietro le sbarre.
Quello che voglio dire  che il caso di Quincy ha quel potenziale,
meno, ovviamente, le nostre parcelle.
Ben detto commenta Cordell mentre scola la sua bottiglia.
Quanto tempo ci vorr? chiede Vicki.
Bill e Cordell si scambiano un'occhiata e si stringono nelle
spalle. Due o tre anni risponde Bill. Lo studio di Nash
Cooley sa come si affronta una causa, sar una scazzottata con
tutti i crismi.
Susan Ashley segue assorta la conversazione. Come la Guardian,
la sua associazione no profit non pu dividere le parcelle
con dei veri studi legali, ma lei mi ha confidato che Bill Cannon
ha promesso di donare il dieci per cento dei suoi introiti al
Central Florida Innocence Project. Lei, a sua volta, ha promesso
a me la met di quello che incasser. Per un secondo mi gira la
testa, mentre i nostri avvocati messicani sequestrano conti bancari
caraibici strapieni di soldi che, di passaggio in passaggio,
vengono spartiti, e alla fine c' la piccola Guardian Ministries
che aspetta con la mano tesa qualche migliaio di dollari.
La quantit di denaro che riusciamo a raccogliere  direttamente
proporzionale al numero di innocenti che possiamo far
scagionare. Un eventuale colpo di fortuna ci consentirebbe di
riorganizzare lo studio e assumere qualche dipendente. Magari
riesco a cambiare le gomme all'auto o, meglio ancora,
comprarne una pi carina, usata.
La cena  in preparazione, facciamo un altro giro di drink e
l'alcol ci aiuta a rilassarci e dimenticare quanto siamo poveri.
Gli avvocati civili un po' brilli sanno raccontare aneddoti affascinanti,
e Cordell ci intrattiene con la storia di quando assunse
un ex agente della CIA e lo infiltr ai piani alti di una compagnia
di assicurazioni specializzata in negligenza medica. Il
tizio lo aiut a ottenere tre verdetti esorbitanti e and in pensione
senza che nessuno lo avesse mai smascherato.
Cannon racconta di quando vinse il suo primo processo milionario
a soli ventotto anni, tuttora un record per la Florida.
Poi parla Cordell, e ricorda il suo primo incidente aereo.
 un sollievo quando Mr Tutto in Bianco ci informa che la
cena  servita. Ci trasferiamo in una sala da pranzo all'interno,
dove fa molto pi fresco.
...
48.

Il giudice Ansh Kumar si insedia con un altro sorriso e augura
il buongiorno. Siamo ognuno al posto che gli compete, impazienti
di cominciare ed ansiosi di vedere che cosa succeder. Il
giudice si rivolge a Bill Cartnon. Ieri, tolta la seduta, ho contattato
la Scientifica di Tallahassee e ho parlato con il direttore. Ha
detto che il loro analista, un certo Mr Tasca, sar qui alle dieci
in punto. Mr Cannon, lei ha un altro testimone?.
Bill si alza in piedi. Forse, Vostro Onore. Agnes Nolton  un'agente
speciale dell'FBI in servizio qui a Orlando, dove si occupa
dell'indagine sulla brutale aggressione a Quincy Miller, avvenuta
quasi cinque mesi fa.  disposta a testimoniare riguardo
all'indagine ed alla sua rilevanza per le nostre tesi.
Stamattina presto ho fatto colazione con Agnes, che  pronta
ad aiutarci in qualunque modo. Per non siamo sicuri che il
giudice Kumar consideri necessaria la sua deposizione, che peraltro
sarebbe censurata.
Lui si aspettava la proposta perch gliene ho parlato ieri durante
una pausa. Ci riflette a lungo. Carmen Hidalgo si alza
lentamente e lo interpella. Vostro Onore, con il permesso della
corte, mi  difficile capire in che modo questa testimonianza
ci sarebbe utile qui. L'FBI non ha avuto niente a che vedere
con l'indagine sull'omicidio di Keith Russo n con il processo
a Quincy Miller.
Le do ragione. So della cospirazione per assassinare Mr Miller,
ho letto le incriminazioni, la denuncia, gli articoli sui giornali.
Grazie per la sua disponibilit a testimoniare, agente Nolton,
ma non ce ne sar bisogno.
Mi volto a guardare Agnes, che sorride.
Il giudice batte il martelletto e sospende la seduta fino alle
dieci.
Tasca si occupa di analisi ematiche per conto dello Stato della Florida
da trentun anni. Entrambe le parti in causa ne riconoscono
l'autorevolezza. Carmen lo fa perch  l'esperto dello Stato, noi
perch la sua deposizione ci serve. Carmen si rifiuta di interrogarlo,
spiega che l'istanza l'abbiamo presentata noi, non lei. Non
c' problema dice Bill Cannon, e affronta di slancio il testimone.
Il dialogo finisce in pochi minuti. Mr Tasca, lei ha esaminato
il sangue prelevato dalla camicia e analizzato il campione di
sangue della lente della torcia, giusto? chiede Bill.
Giusto.
E ha letto la relazione stilata dal professor Kyle
Benderschmidt?
S.
Conosce il professor Benderschmidt?
S.  piuttosto noto nel nostro ambiente.
 d'accordo con la conclusione per cui il sangue sulla camicia
sarebbe umano e quello sulla torcia animale?
S, non c' alcun dubbio.
Poi Cannon fa una cosa che a mia memoria non ho mai visto
fare a nessuno in un tribunale. Scoppia a ridere. Ride dell'assurdit
di continuare l'interrogatorio. Ride della penuria di prove
contro il nostro cliente. Ride dello Stato della Florida e dei
suoi patetici sforzi di dichiarare legittima una condanna errata.
Allarga le braccia. Che cosa ci facciamo qui, giudice?
domanda. L'unico corpo del reato che collegava il nostro cliente
al luogo del delitto  la torcia elettrica. Ma ora sappiamo che
non era l. Non  mai appartenuta al nostro cliente. Non  stata
trovata sul luogo del delitto.
Altri testimoni, Mr Cannon?
Senza smettere di sorridere, Bill scuote la testa e si allontana
dal podio.
Altri testimoni, Ms Hidalgo? chiede Kumar.
Lei risponde di no con un cenno della mano,  pronta a raggiungere
di corsa la porta pi vicina.
Conclusioni degli avvocati?
Bill si ferma al nostro banco e risponde: No, Vostro Onore,
siamo convinti che sia stato detto abbastanza, ed esortiamo la
corte a emettere presto una sentenza. Quincy Miller  stato dimesso
dall'ospedale ed il suo ritorno in prigione  in programma
domani. Che farsa. Non  in carcere che deve stare oggi, n
doveva finirci vent'anni fa. Lo Stato della Florida l'ha condannato
ingiustamente, meriterebbe di essere libero. Giustizia rinviata
equivale a giustizia negata.
Quante volte l'ho gi sentito dire? L'attesa  uno dei rischi
di questo mestiere. Mi  capitato una decina di volte di vedere
una corte arrovellarsi su decisioni che riguardavano imputati
innocenti come se il tempo non contasse nulla, e cento volte ho
desiderato poter costringere certi giudici boriosi a passare una
settimana in galera. Anche solo tre notti: farebbero meraviglie
per la loro etica professionale.
La seduta  aggiornata alle tredici dice il giudice Kumar,
sorridendo.
Cannon salta su una limousine e sfreccia verso l'aeroporto dove
il suo jet privato lo aspetta per portarlo a Houston. L ha in programma
una riunione in cui lui e la sua banda faranno lo scalpo,
con un accordo stragiudiziale, a un'azienda farmaceutica
che hanno beccato a falsificare i dati del suo reparto ricerca e
sviluppo. Quasi trema per l'impazienza.
Il resto della nostra squadra si rifugia in un bar nei meandri
del palazzo di giustizia. Luther Hodges ci raggiunge per il
primo giro di caff. Un grosso orologio da parete dice che sono
le dieci e venti, sembra che la lancetta dei minuti si sia fermata.
Sbuca una giornalista che chiede di poter fare qualche domanda
a Quincy. Rispondo di no, la seguo in corridoio e chiacchiero
io con lei.
Durante il secondo giro, Mazy chiede: Ma, quindi, che cosa
pu andare storto?.
Parecchie cose. Siamo convinti che il giudice Kumar stia per
annullare condanna e sentenza, altrimenti non ci avrebbe riconvocati
all'una. Se avesse deciso di sentenziare contro Quincy
si sarebbe limitato ad aspettare qualche giorno e attenersi alla
prassi senza colpi di scena.  chiaro che l'udienza si  risolta
bene per noi. Le prove sono dalla nostra parte. Il giudice  ben
disposto, o perlomeno finora ha mostrato di esserlo. Lo Stato
si  praticamente arreso. Ho il sospetto che Kumar voglia un
po' di gloria anche per s.
A ogni modo, il giudice potrebbe far tornare Quincy in prigione
per sbrigare la burocrazia. O rimandare la decisione alla
contea di Ruiz e ordinare che Quincy rimanga detenuto intanto
che gli autoctoni mandano di nuovo tutto a monte. Potrebbe
far trasferire Quincy in una prigione di Orlando in attesa che lo
Stato si appelli contro il suo ordine. Non sono sicurissimo che
usciremo insieme dalla porta principale sommersi dai flash.
L'orologio si muove lentissimo e cerco di non guardarlo. A
pranzo mangiucchiamo panini soltanto per far passare il tempo.
All'una meno un quarto torniamo in aula e aspettiamo un
altro po'.
All'una e un quarto il giudice Kumar prende posto e ci richiama
all'ordine. Fa un cenno alla stenografa e chiede: I legali
non hanno nulla da aggiungere?.
Susan Ashley scuote la testa e Carmen la imita.
Il giudice comincia a leggere. Andiamo a giudicare l'istanza,
presentata secondo l'articolo 3850, per la riapertura del processo
all'imputato Quincy Miller, che chiede a questa corte di annullare
la condanna per omicidio inflittagli molti anni fa nel ventiduesimo
distretto giudiziario. Le leggi della Florida dicono chiaramente
che la cancellazione pu avvenire soltanto se vengono
presentate alla corte prove nuove, prove che durante le indagini
legate al primo processo non sarebbe stato possibile acquisire.
E non  sufficiente sostenere che siano nuove: occorre dimostrare
che avrebbero influenzato l'esito del procedimento. Tra
gli esempi di prove nuove ci possono essere le ritrattazioni dei
testimoni, la scoperta di elementi che discolpano l'imputato o
le dichiarazioni di testimoni non raccolte all'epoca del processo.
Nel caso in esame, le ritrattazioni di tre testimoni - Zeke
Huffey, Carrie Holland Pruitt, June Walker - confermano senza
ombra di dubbio che le loro deposizioni al processo furono
imprecise e manipolate. Oggi la corte li considera testimoni forti
e credibili. L'unica prova che teoricamente collegava Quincy
Miller al luogo del reato era la torcia elettrica, irreperibile all'epoca
del processo. Il fatto che i difensori dell'imputato l'abbiano
ritrovata  straordinario. L'analisi ematica effettuata dagli
esperti di entrambe le parti in causa dimostra che la torcia non
si trovava sul luogo del delitto e che invece fu probabilmente
piazzata di nascosto nel bagagliaio dell'auto dell'imputato. La
torcia  una prova scagionante di grandissimo valore.
Pertanto, la condanna per omicidio  annullata con sentenza
valida a partire da ora. In teoria  possibile che Mr Miller venga
incriminato e processato un'altra volta nella contea di Ruz,
ma dubito che succeder. In ogni caso, si tratta di un procedimento
che oggi non ci riguarda. Mr Miller, la prego di alzarsi
insieme ai suoi legali.
Quincy dimentica il bastone e balza in piedi. Io gli stringo la
spalla sinistra, Susan Ashley la destra. Il giudice riprende il discorso.
Mr Miller, oggi i responsabili della sua ingiusta condanna
di vent'anni fa non sono in quest'aula. Mi dicono che alcuni
sono morti. Altri sono irrintracciabili. Dubito che risponderanno
degli errori compiuti nel modo in cui hanno amministrato la giustizia.
Prima che lei se ne vada, tuttavia, ho come minimo l'obbligo
di riconoscere che lei  stato gravemente maltrattato dal nostro
sistema giudiziario, e, siccome io stesso ne faccio parte, me
ne scuso. Contribuir in tutti i modi possibili a esaudire la sua richiesta
di essere scagionato, anche per ci che riguarda un possibile
risarcimento in denaro. Buona fortuna, lei  libero di andare.
Grazie mormora Quincy, e annuisce.
Gli cedono le gambe, si siede e si copre la faccia con le mani.
Susan Ashley, Marvis, Mazy, Vicki, Frankie e io lo circondiamo,
e per un po' non parla nessuno e ci facciamo un bel pianto.
Tutti tranne Frankie, uno che non ha versato una lacrima nemmeno
uscendo di prigione dopo quattordici anni.
Il giudice Kumar si avvicina senza toga e lo ringraziamo di
cuore. Avrebbe potuto aspettare un mese o sei, magari un paio
d'anni, oppure esprimersi contro Quincy e spedirci nell'orbita
delle corti d'appello, dove non ci sono certezze ed il tempo conta
poco.  improbabile che gli cpiti un'altra occasione per liberare
un innocente che ha scontato vent'anni di galera, e se la
gode. Quincy si alza ad abbracciarlo. E, una volta che cominciano,
gli abbracci sono contagiosi.
 il decimo cliente che riusciamo a scagionare, il secondo
quest'anno, e ogni volta che guardo gli obiettivi delle macchine
fotografiche e delle telecamere o i giornalisti mi mancano le
parole. Quincy  il primo ad affrontarli, parla di gratitudine e
cos via. Dice che non ha programmi, non ha avuto il tempo di
farli, e che vorrebbe soltanto un piatto di costolette e una birra.
Io decido di mostrarmi magnanimo ed evito di accanirmi contro
chi ha sbagliato. Ringrazio il giudice Kumar per aver avuto
il coraggio di prendere la decisione pi giusta e opportuna.
Ho imparato che, pi domande ti fanno, maggiore  la possibilit
di dire fesserie, perci dopo dieci minuti ringrazio i reporter
e ce ne andiamo.
Frankie ha parcheggiato il pick-up sul ciglio di una strada
secondaria. Do appuntamento a Vicki e Mazy a Savannah tra
qualche ora e salgo sul sedile del passeggero. Quincy si infila
dietro. Ma che diavolo  'sto camion? chiede.
Un pick-up, ma di lusso risponde Frankie, e parte.
Fa furore, tra i ragazzi bianchi commento io.
Anche certi miei amici ce l'hanno ribatte Frankie, sulla
difensiva.
Ma s, pensa a guidare dice Quincy, beandosi della libert.
Vuoi passare dal Garvn a prendere le tue cose? gli chiedo.
Lui e Frankie ridono. Mi sa che devo cambiare avvocato,
Post dice Quincy.
Prego. Uno pi economico di me non lo trovi.
Quincy si sporge in avanti. Senti, Post, non ne abbiamo
mai parlato, ma quanto becco dallo Stato ora che mi avete fatto
scagionare?
Cinquantamila dollari all'anno per ogni anno di galera. Pi
di un milione.
Quando me li danno?
Ci vorr qualche mese.
Ma sono garantiti, vero?
Praticamente s.
Quant' la tua fetta?
Zero.
Ma dai.
No,  vero dice Frankie. A me la Georgia ha dato un sacco
di soldi e Post non ha voluto un dollaro.
Mi rendo conto di essere in presenza di due milionari, diventati
tali in maniere che vanno oltre ogni immaginazione.
Quincy torna a sbracarsi sul sedile, sospira, ride. Non ci posso
credere. Stamattina mi sono svegliato e non sapevo cosa pensare,
immaginavo che mi avrebbero ricacciato in galera. Dove
andiamo, Post?
Via dalla Florida prima che qualcuno cambi idea. Non chiedermi
chi. Non so chi, dove, come o perch, ma andiamo a nasconderci
per qualche giorno a Savannah.
Nel senso che qualcuno potrebbe venirmi a cercare?
Non penso, ma  meglio essere prudenti.
E Marvis?
Gli ho dato appuntamento a Savannah. Stasera mangiamo
carne alla brace, conosco un buon locale.
Ho bisogno di costolette, di una birra e di una donna.
Alle prime due posso provvedere io rispondo. Frankie mi
guarda di traverso come se avesse qualche idea riguardo alla
terza.
Dopo mezz'ora di libert, Quincy chiede di fermarsi in una
paninoteca sulla superstrada trafficata. Entriamo e offro bibite
e patatine. Lui sceglie un tavolo vicino alla vetrina, dove cerca
di spiegare come ci si sente a mangiare come persone normali,
libere di entrare ed uscire, di ordinare qualsiasi cosa sul menu,
di andare al bagno senza chiedere il permesso n temere che
l succeda qualcosa di brutto. Povero ragazzo,  emotivamente
sottosopra, gli basta un nulla per piangere.
Tornati in auto ci tuffiamo nella ressa dell'Interstatale 95 ed a
passo di lumaca risaliamo l'East Coast. Concediamo di scegliere
la musica a Quincy, che  un fan della Motown primo periodo.
Mi sta benissimo.  affascinato dalla vita di Frankie e vuole
sapere com' sopravvissuto ai primi mesi dopo la scarcerazione.
Frankie gli dice di stare attento ai soldi e ai nuovi amici che
probabilmente attirer. Poi Quincy si appisola e non rimane che la
musica. Giriamo intorno a Jacksonville, ma ad una trentina di chilometri
dal confine con la Georgia Frankie mormora: Maledetti.
Mi volto e vedo i lampeggianti blu. Mi sento morire, Quincy
si sveglia e si accorge delle luci. Hai superato il limite? chiedo.
Mi sa di s. Non ci ho fatto caso.
Un'altra auto con i lampeggianti accesi si accoda alla prima
ma, stranamente, dopo aver accostato gli agenti rimangono a
bordo. Ho un brutto presentimento. Dalla ventiquattrore prendo
il collare e lo indosso.
Ah, quindi adesso sei un prete dice Quincy. Ti conviene
cominciare a pregare.
Per caso ne hai un altro? chiede Frankie.
Certo. Glielo do e, siccome non ne ha mai indossato uno,
lo aiuto a sistemarlo a dovere.
Alla fine il poliziotto della prima auto scende e si avvicina,
dalla parte del guidatore.  nero, porta occhiali da sole a goccia
e cappello chiaro a tesa ovale, come da copione. Atletico, impeccabile
e serio, un duro. Frankie abbassa il finestrino e l'agente
lo guarda con un certo stupore.
Ma  sua, quest'auto? chiede.
Frankie si stringe nelle spalle e non risponde.
Mi aspettavo un bifolco bianco della Georgia. Invece  un
reverendo nero. Guarda me, nota il collare. Insieme a uno
bianco.
Sbircia verso il sedile posteriore e vede Quincy che, a occhi
chiusi,  assorto in preghiera.
Patente e libretto, per favore. Frankie gli d i documenti
e l'agente torna sull'autopattuglia. I minuti si trascinano in silenzio.
L'agente ritorna. Frankie abbassa il finestrino e si vede
restituire il libretto dell'auto e la patente di guida.
Dio mi ha detto di lasciarvi andare ci comunica il poliziotto.
Dio sia lodato commenta con enfasi Quincy.
Un prete nero e uno bianco su un pick-up che va a tutta velocit
sull'interstatale. Scommetto che c' dietro una bella storia.
Gli do il mio biglietto da visita e indico Quincy. Quest'uomo
 appena uscito di galera dopo ventitr anni. Abbiamo dimostrato
che  innocente a Orlando e il giudice l'ha rimesso in
libert. Lo stiamo portando per qualche giorno a Savannah.
Ventitr anni.
E io ne ho scontati quattordici in Georgia, al posto di un assassino
dice Frankie.
L'agente mi guarda e chiede: E lei?.
Per il momento non ho condanne da scontare.
Lui mi restituisce il biglietto e ci dice di seguirlo. Sale sull'auto, tiene accesi i lampeggianti blu, parte a tutto gas, ci supera e pochi secondi dopo stiamo viaggiando a centotrenta all'ora con tanto di scorta.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Nota dell'autore.
...
Ho avuto due fonti di ispirazione per il protagonista e per la trama di questo libro.
Primo, il protagonista. Una quindicina di anni fa, mentre studiavo un caso in Oklahoma, mi sono imbattuto in una scatola di documenti su carta intestata della Centurion Ministries. Conoscevo pochissimo il lavoro degli studi legali che scagionano gli innocenti e non avevo mai sentito nominare la Centurion. Dopo una breve indagine rintracciai i loro uffici a Princeton, nel New Jersey.
James McCloskey ha fondato la Centurion Ministries nel 1980, quand'era ancora un seminarista. Lavorando come cappellano in carcere conobbe un detenuto che diceva di essere innocente. Jim gli credette e si mise al lavoro per dimostrare che era cos. Riusc a farlo scagionare e questo lo incoraggi a occuparsi di un altro caso simile, e poi di un altro ancora. Da quasi quarant'anni Jim viaggia su e gi per gli Stati Uniti, di norma da solo, a caccia di indizi nascosti e testimoni inafferrabili, alla ricerca della verit.
A tutt'oggi, sessantatr uomini e donne devono la loro libert a Jim e agli appassionati legali della Centurion Ministries. Il loro sito Internet racconta una storia molto pi ricca. Dategli un'occhiata, e se vi avanza qualche soldo mandateglielo. Pi fondi significano pi innocenti scagionati.
La trama di L'avvocato degli innocenti, invece,  ispirata ad una storia vera, purtroppo, che riguarda un detenuto texano di nome Joe Bryan. Trent'anni fa, Joe fu ingiustamente condannato per l'omicidio di sua moglie, un crimine orribile avvenuto di notte mentre Joe dormiva in un albergo a due ore d'auto dal delitto.
L'indagine part subito con il piede sbagliato. Il vero assassino non fu mai identificato, ma ci sono indizi convincenti contro un ex poliziotto morto suicida nel 1996. Il pubblico ministero non riusc a stabilire il movente dell'omicidio, per il semplice fatto che Joe non ne aveva uno. Nel suo matrimonio non c'erano crepe. L'unico oggetto che lo collegava al crimine era una misteriosa torcia elettrica rinvenuta nel bagagliaio della sua auto. Un esperto testimoni di fronte a una giuria che le macchie sulla lente erano "schizzi da proiezione" e provenivano dalla vittima. Perci si poteva dedurre che la torcia fosse sul luogo del delitto anche se non era stata trovata l.
La deposizione dell'esperto fu truffaldina, fantasiosa e non basata su criteri scientifici. Gli fu persino concesso di ipotizzare che dopo il delitto Joe avesse fatto la doccia per ripulirsi dal sangue, ma nessuno gli chiese di dimostrarlo. In sguito l'esperto si  rimangiato tutto.
Joe avrebbe dovuto essere scagionato e liberato anni fa, ma non  andata cos. Il suo caso si  arenato alla corte d'appello del Texas. Lui ha settantanove anni e ha una salute molto cagionevole. Il 4 aprile 2019 gli  stata negata la libert condizionale per la settima volta.
Nel maggio 2018, il "New York Times Magazine" e ProPublica hanno realizzato insieme un servizio in due parti sulla storia di
Joe.  un esempio eccellente di giornalismo investigativo. L'autrice dell'articolo, Pamela Colloff, ha sviscerato in maniera magistrale
i dettagli del delitto e del processo, oltre a svergognare le falle del sistema giudiziario.
Quindi, grazie a Jim McCloskey e Joe Bryan per le loro storie.
 proprio un enorme dispiacere che le loro strade non si siano incrociate trent'anni fa. Grazie a Pamela Colloff per l'ottimo lavoro e per aver raccontato la vicenda di Bryan a un pubblico molto pi nutrito. Grazie anche a Paul Casteleiro, Kate Germond, Bryan Stephenson, Mark Mesler, Maddy deLone e Deirdre Enright.
...
.
...
FINE.